A CIASCUNO IL SUO. A NOI IL REALITY
Data: Lunedì, 04 novembre @ 13:38:17 CET
Argomento: Politica


A margine delle elezioni umbre.
A quanto si dice sui talk, il problema dei perdenti è che da tempo sono sprovvisti di un ‘racconto’, di un ‘prodotto’, di uno ‘storitelling’, di ‘una storia’, di un progetto, di ‘una narrazione’, ecc..., che i vincenti, invece, hanno e sanno meglio imbastire.
Le Ghisleri ed i Morisi (quello della ‘bestia’) sono i titolari delle ‘narrazioni’ e della verifica della loro bontà attraverso i sondaggi e i risultati elettorali.
Gestiscono un ceto politico per lo più cialtrone e ignorante, deresponsabilizzato dal ‘vincolo esterno’ che impone da fuori le scelte strategiche (al di là delle smargiassate salviniane o degli slogan a volte puerili dei 5S); un ceto politico ridotto ad una miserabile guerra mediatica per il consenso quotidiano.
La ‘politica’ è degradata a tattica mediatica, la verità (e il coraggio di proclamarla) scomparsa, e le capacità di discernimento politico affievolite dentro la fiera delle vanità che avvolge politicanti, giornalisti e anchorman dei talk, che appestato i palinsesti televisivi.
Una volta, perfino i democristiani discutevano in tumultuosi congressi e decidevano la “linea politica”. Adesso basta una lista della spesa confezionata da spin doctor ed esperti di marketing.
Ciò non di meno, la politica non è affatto ‘morta’: la fanno semplicemente altri e da un’altra parte. Forse è la democrazia ad essere morta, perché ci accontentiamo della sua versione ‘pettinata’, e rappresentata, in tutte le ore del giorno e della notte, alla stregua di un qualsiasi reality.
SA - 28/10/2019.








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