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Riceviamo e pubblichiamo volentieri un intervento dell'Arch. Fausto Martino, già apparso - con qualche taglio - sul Corriere del Mezzogiorno di oggi 18/03/09. Totalmente d'accordo circa le valutazioni sul "Monstrum:"che si vuole erigere tra il mare e il cento storico di Salerno "... Surreale
“non luogo” urbano, il progetto, smisurata metafora della grandeur
sindacale, può sembrare dovuto alla smania ricorrente, incontenibile e
puerile di misurarsi con la realtà napoletana, magari ammiccando al più
becero dei campanilismi. Ma è solo un alibi. Business senza precedenti,
la piazza è destinata – si dice - ad accogliere il monumento sepolcrale
che vi farà erigere – come gli antichi satrapi – il primo cittadino. Il
mausoleo sindacale, con incorporata urna cineraria, si staglierà –
forse - nella luce abbagliante della controra, proiettando su Salerno
una lunga, lunghissima ombra nera. Inquietante, vero? Ma il Gruppo dei
Trenta - quello che aveva posto al centro del proprio programma “il
progetto di città” - non reagisce. E’ provvisoriamente morto. A meno
che, alla bisogna, non venga resuscitato." Condividiamo i riferimenti ad una classe dirigente di intellettuali che sembra aver abdicato al proprio ruolo. Riteniamo, tuttavia, che Salerno sia meno addormentata di quanto sembri. La vicenda del "Crescent" sta assumendo un notevole rilievo su Facebook, dove sono sorti tre gruppi contrari al Monstrum deluchiano, che toccano il migliaio di aderenti e che appaiono molto partecipati. E' stato costituito un comitato, e Italia Nostra ha dato vita a interventi istituzionali e a carattere informativo che riteniamo molto utili. Circa i temi già affrontati su questo blog, riguardo al torpore di una classe dirigente salernitana, assorbita e asservita alle logiche clientelari, si può azzardare l'ipotesi che i nomi dei personaggi citati dall'arch. Martino e l'ambiente sociale ad essi contiguo, appartengano al passato e che non abbiano altro da dire, se mai abbiano detto qualcosa che non fosse funzionale a interessi non proprio collettivi. Seguono alcuni link sull'argomento, nonché il testo di presentazione del Comitato NO CRESCENT, appena costituitosi.(18-19/03/09 - G.S.)
“Dove se n’è andato Elmer che di febbre si lasciò morire, dov’è Herman bruciato in miniera…” e dove sono gli intellettuali che, poco meno di cinque anni fa, diedero vita al famoso Gruppo dei Trenta? Salerno, città sedata, narcotizzata, forse in coma irreversibile. Eppure, solo qualche anno fa s’era sperato in un risveglio. L’elettroencefalogramma cittadino - ordinariamente piatto - aveva avuto un guizzo, un segnale di inaspettata e vivace attività cerebrale. Architetti, ingegneri, intellettuali del calibro di Vitoavino, Peppecacciatore, Enzoadinolfi, Lillodagostino, Pippicalzelunghe, Tom, Jerry, ecc. ecc., coordinati da un mentore d’eccezione - quale, incontestabilmente, è Nucciospirito - avevano dato vita alla più feconda associazione culturale che la storia repubblicana ricordi: Il Gruppo dei Trenta. Avevamo sperato che i figli migliori di questa sventurata Salerno, mossi a pietà, avessero deciso opporre il proprio potere di interdizione culturale alle scelleratezze di una classe politica sempre più arrogante e irresponsabile. Sbagliato. L’Accademia, dopo un esordio travolgente - in cui, discettando del nulla, contribuì al disinnesco del prg di Bohigas (quello vero, quello del 2003) e spianò la strada alle sue peggiori varianti - si è dileguata, è come svanita. E i “trentini”? Dispersi anche loro; i più scaltri addirittura arruolati per fare esattamente quanto dicevano di osteggiare. L’apposito Gruppo – ove mai fosse stato vivo - è dunque morto. Se così non fosse, le sconcertanti scelte urbanistiche degli ultimi anni avrebbero pur dovuto determinare qualche sussulto, un sospiro, che so, un colpo di tosse, uno starnuto, uno squittio … Nulla. Ma la prova regina per la dichiarazione di morte presunta ce la offre l’ultima follia di un governo cittadino senza più freni né inibizioni: la piazza di Bofill. “La più grande piazza sul mare d’Europa”, ama dire – senza falsa modestia - il suo mandante-ideatore. Un progetto sbagliato - urbanisticamente sbagliato - con implicazioni ed effetti che, certamente, andranno oltre il tangibile e il percepito. Due piani di parcheggi, coperti da un’immensa crosta cementizia, saranno l’alto basamento della piazza lastricata. Una superficie assolata, interamente glabra, definita – si fa per dire – dal cielo, dal mare e dall’immenso “Crescent”: l’ipertrofico, cimiteriale edificio in forma di mezzaluna - tanto caro a Bofill al punto che, dove può, ce ne infila subito uno, magari evocando a sproposito le nostre magnifiche piazze rinascimentali. 30 metri di altezza per 270 di sviluppo, cemento di lusso, colata per vip, ripetitiva barriera concavo-convessa che volge le spalle - il culo, se si vuole – al Teatro Verdi e al centro storico, oscura la palazzata novecentesca, le scuole Barra, i Giardini della Villa. Si nega alla città, le sottrae il mare, le ruba l’immagine consolidata della costiera amalfitana. Surreale “non luogo” urbano, il progetto, smisurata metafora della grandeur sindacale, può sembrare dovuto alla smania ricorrente, incontenibile e puerile di misurarsi con la realtà napoletana, magari ammiccando al più becero dei campanilismi. Ma è solo un alibi. Business senza precedenti, la piazza è destinata – si dice - ad accogliere il monumento sepolcrale che vi farà erigere – come gli antichi satrapi – il primo cittadino. Il mausoleo sindacale, con incorporata urna cineraria, si staglierà – forse - nella luce abbagliante della controra, proiettando su Salerno una lunga, lunghissima ombra nera. Inquietante, vero? Ma il Gruppo dei Trenta - quello che aveva posto al centro del proprio programma “il progetto di città” - non reagisce. E’ provvisoriamente morto. A meno che, alla bisogna, non venga resuscitato.
Marzo 2009 Fausto Martino
A SALERNO NASCE UN COMITATO PER DIRE NO AL CRESCENT DI BOFILL A Salerno è nato un Comitato per dire no al “Crescent”, il mastodontico lotto cementizio progettato dall’architetto catalano Bofill. Centinaia di cittadini si sono mobilitati contro l’edificio – saracinesca che sorgerà nei pressi della storica spiaggia di Santa Teresa, un’area –tra le più pregiate- che chiude il noto lungomare della città tirrenica. Il progetto prevede la costruzione di centinaia di alloggi privati a immediato ridosso del mare, in una zona – in tempi recenti - demanio marittimo. Un enorme edificio a mezza-luna. E poi parcheggi pertinenziali interrati, e così via. Tutto stretto nelle mani dei privati. Il vantaggio per la collettività risiederebbe nella costruzione di parcheggi sotterranei, ora invero già esistenti in superficie. Anni dopo gli abbattimenti del “Fuenti”, delle catapecchie lungo la Litoranea di Eboli, del Villaggio Coppola a Castelvolturno, del cosiddetto “edificio saracinesca” a Punta Perotti sul lungomare barese, sul lungomare di Salerno si dà corpo ad interventi esalanti un intenso odore cementizio. Quarantaquattro mila metri cubi di calcestruzzo. Una “muraglia” alta trenta metri che si estenderà per ben trecento metri alterando per sempre un pezzo di città: tratti emblematici del Lungomare e del centro storico vedranno chiudersi la visuale verso il mare e verso la Costiera dall’anfiteatro di cemento di Bofill. Il Comitato “No Crescent” in pochi giorni ha raccolto decine di adesioni e di firme: l’obiettivo è opporsi all’alterazione del paesaggio e alla programmata cementificazione di Santa Teresa. Il pensiero corre veloce ad Armando Perotti - poeta barese – che negli anni ’20 lottava contro l’edificazione del “palazzo - saracinesca” il quale rappresentava un ostacolo all’estensione a perdita d’occhio del lungomare del capoluogo pugliese. Così il letterato dava voce alla sua indignazione: “Compierono la di chiudere con un edificio, di cui non discuto la forma e gli scopi, lo sbocco del corso sul mare. In un altro Paese quella infamia sarebbe stata cancellata a furia di popolo: da noi ci si abitua a tutto, anche ad essere accecati, a essere soffocati”. Mobilitarsi per non rimanere asfissiati dal cemento è ora possibile. Comitato NO CRESCENT Il Consiglio direttivo: Pierluigi Morena, avvocato Renato Giordano, architetto Luciana Cantore, geologo Gennaro Antico, ingegnere Andrea Cioffi, ingegnere Feliciano Di Niola, architetto Marco Coraggio, architetto comitato.nocrescent@gmail.com
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