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DOPO TANTO PARLARE CHI RICOMINCERA' A FARE LE COSE GIUSTE?

Da un gruppo di "amici" di Facebook spuntano tante foto dei mitici anni '70. Molto guardate dai protagonisti, dai figli, dai nipoti, con nostalgia, ammirazione, o recriminazioni per i guasti del tempo. Foto come queste, provenienti dalla mite e sonnacchiosa Salerno.
Oggi, nell'era berlusconiana, la più stupida e la più inimmaginabile per un intrepido ex sessantottino (che forse aveva letto troppo Lenin e poco Horkheimer), quell'epopea è una matrice inconciliabile col presente...
(BS - 06.09/04/09)


Da un gruppo di "amici" di Facebook spuntano tante foto dei mitici anni '70. Molto guardate dai protagonisti, dai figli, dai nipoti, con nostalgia, ammirazione, o recriminazioni dei diretti interessati per i guasti del tempo. Foto come queste, provenienti dalla mite e sonnacchiosa Salerno.
Oggi, nell'era berlusconiana, la più stupida e la più inimmaginabile per un intrepido ex sessantottino (che forse aveva letto troppo Lenin e poco Horkheimer), quell'epopea è una matrice inconciliabile col presente, la prova di una sconfitta politica mai realmente compresa, oppure semplicemente una storia epica, conservata sottovuoto, mai scandagliata col necessario (e doveroso) rigore, parzialmente rimossa, o saltata di slancio per non volersi voltare indietro e guardarsi dentro fino in fondo. Una storia come un sogno, da preservare nella sua aura mitica, da non scalfire con le armi corrosive della critica.
Mi sono trovato domenica scorsa a girare per le bancarelle di un mercatino dell'usato sistemato nella piazza principale di una cittadina campana, Battipaglia. Un bravo videomaker riuscirebbe facilmente a far passare quel luogo per la piazza di un mercato di una qualche città del Medio Oriente.  Tra quella mercanzia povera e spesso orrenda (lampadari degli ani '50 o '60, libri sbiaditi di cucina e cianfrusaglie varie) si aggiravano molte persone dalle facce disilluse e dai vestiti striminziti. Uomini e donne, giovani e vecchi, che non seguiranno mai i dibattiti di Michele Santoro in TV e che, invece, per la loro condizione di endemica precarietà, economica, sociale e culturale, sono disposti a credere alle promesse, anzi gli basta che qualcuno vestito di Autorità, gli assicuri con voce ferma e suadente che tireranno avanti per i prossimi sei mesi. In un modo o nell'altro, grazie a un condono, a una elemosina, a un piano case... Che li prenda in giro è nel conto, magari lo sanno, ma è il minimo indispensabile che s'aspettano e che, tutto sommato, pensano gli spetti e gli serva. E' sempre meglio di niente, delle diatribe incomprensibili  della sinistra, dell'elitario narcisismo di alcuni suoi dirigenti, del vuoto melodrammatico di altri. Questi ultimi, tuttavia, a differenza dell'esercito di poveracci che attraversa il Mezzogiorno (con innanzi migliaia di nord africani ridotti in schiavitù) si sono conquistati una posizione sociale di tutto rispetto,  e connotati antropologici di affluent society. Un abisso fisico, estetico e linguistico (oltre che economico) li divide da coloro che dovrebbero rappresentare.
E allora, le immagini eroiche dei giovani che corrono sventolando le bandiere rosse si accartocciano come carta messa sul fuoco. Bruciate dalla "realtà" estranea, inimmaginabile, elementare, e brutale. Del tutto incongruente con i parametri di lettura funzionali ai sogni del '68. Dopo tanto parlare, chi ricomincerà a "fare" le cose giuste? (B.S. 06.09/04/09)

 
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Re: UNA STORIA PSEUDO EROICA (Voto: 0)
di AN il Venerdì, 10 aprile @ 01:31:10 CEST
Perché una storia pseudo eroica? Quei militanti non volevano fare gli eroi. Non è un titolo sbagliato?Antonio



Re: DOPO TANTO PARLARE CHI RICOMINCERA' A FARE LE COSE GIUSTE? (Voto: 0)
di AN il Venerdì, 10 aprile @ 02:45:15 CEST
Ok, l'ho cambiato



Re: DOPO TANTO PARLARE CHI RICOMINCERA' A FARE LE COSE GIUSTE? (Voto: 0)
di AN il Sabato, 11 aprile @ 22:17:24 CEST
Da Facebook

Sesto Empirico alle 20.50 del 11 aprile
Parole che costano fatica. E, immagino, che alcune di queste tormentino te e chi come te ha vissuto quella stagione con il cuore aperto.
Ma non mi parlare di Santoro, sempre più calato nel ruolo del professionismo giornalistico, insensibile a qualsiasi criterio deontologico se non quello di compiere la sua missione, costi quel che costi. Sia chiaro, la sua missione è anche la MIA missione, ma lui deve fare giornalismo serio, pacato, competente. Dei Riotta, i Giordano, gli umilio Fede etc. ne ho fin sopra i capelli. Non mi tranquillizza vedere un antagonista che usa le stesse armi, a me interessa del sano giornalismo. Merce rarissima in Italia.

saluti

Beppe Serrelli alle 21.33 del 11 aprile
X Sesto. Ma il riferimento non era lodativo. Anzi, ti servo subito:
http://www.dilontano.it/modules.php?name=News&file=article&sid=268
Però per quello che ho scritto si stava venendo alle mani...



Nicolò alle 21.34 del 11 aprile
caro Peppe, non so insieme a quanti altri, ma io ritengo che il 68 abbia vinto, si sia fatto società. Caro Peppe devo ritnere che tu non consrvi memoria alcuna del grigiore della società italiana degli anni cinquanta e sessanta, se lo chiedi a un giovane proletqario di allora, a una donna, a un meridionale che emigrva per lavoroal nord, se lo chiedi a chi viveva una iversa sessualòità, o semplicemente a chi avesse avuto un minimo di sensibilità allorati sentiresti rispondere che mai più vorrebbe ritornare in quei tempi, in quelle strutture mentali, sociali culturali. Ti invito per l'occaqsione a leggere P.P. Pasolini, le sue lettere ai giornali, le sue cronache.
Oppure chiedilo ai comunisti di allora.
Ed il principio di autorità? Chiedilo alle figlie femmine di allora (Io l'ho sempre chiestoi alle mie sorelle) , Caro Peppe, il 68 ha vinto, la società è cambiata ed è migliore.
Le Uutopie minoritarie, piccolo borghesi spesso, non hanno avuto sorte - e meno male- ed ancora si piangono


Nicolò  alle 21.40 del 11 aprile
Una ultima cosa: Michele Santoro è l'unico giornalista italiano che fa il suo mestiere con il coraggio che questo richiede.
Capisco perfettamente che la sua intelligenza non gli viene perdonata, in una Italia che sempre l'ha avuta in spregio: anche tu hai frequentato i miei stessi banchi di scuola e te lo voglio solo ricordare; non sentiamoci mortificati ogni volta che incontriamo l'intelligenza, e non lasciamoci prendere da voglie di linciaggio. Santoro fa bene il suo lavoro, ed èun figlio prezioso e cristallino del 68.

 Nicolò alle 21.40 del 11 aprile
Acorché mio fratello maggiore.



Re: DOPO TANTO PARLARE CHI RICOMINCERA' A FARE LE COSE GIUSTE? (Voto: 0)
di AN il Sabato, 11 aprile @ 22:19:03 CEST
Beppe Serrelli alle 21.54 del 11 aprile
Caro Nicolò, è tranquillizzante credere di aver fatto la rivoluzione. Anche Lenin la fece (sul serio), con i risultati che si sono visti... Mi pare, tuttavia che Pasolini dicesse che siamo stati utili ad una nuova metamorfosi del capitalismo per trasformare l'intera umanità in un esercito di disciplinati consumatori. Del resto, schiere dei migliori "dirigenti" di quel tempo, forse terrorizzati dall'idea di diventare come i proletari che volevano salvare, si sono arruolati sotto Berlusconi, a cominciare dai più "brillanti" di LC. Che sono anche i più entusiasti celebratori del '68. Questo non significa denigrare quello che abbiamo fatto e patito e nemmeno è il caso di dare del piccolo borghese a chi aveva "utopie minoritarie". Noi volevamo semplicemente fare una rivoluzione. Pensa un pò...



Re: DOPO TANTO PARLARE CHI RICOMINCERA' A FARE LE COSE GIUSTE? (Voto: 0)
di AN il Sabato, 11 aprile @ 23:44:55 CEST
minchia! il '68 ha vinto!
E se avesse perso? Comecazzosaremmomessi se perdeva?



Re: DOPO TANTO PARLARE CHI RICOMINCERA' A FARE LE COSE GIUSTE? (Voto: 0)
di AN il Domenica, 12 aprile @ 18:07:16 CEST
Incredibile! Mi sembra di rileggere le mie parole di circa un mese fa su face book. I miei amici di Battipaglia non mi hanno molto considerato, anzi, mi sono sembrati un po' irritati. Anch'io parlavo di schiavitù sotto casa e della necessità di guardare la realtà, invece che fare salotto. Io ho cinquantadue anni, non mi interessa una continuità ideologica fine a stessa, e nemmeno di ricostruire un'organizzazione che mi faccia sentire ancora vivo. "The dream is over" diceva John Lennon nel 1970. La realtà continuerà a provocarci nonostante i nostri tentativi di idealizzarla. Si tratta di accoglierla senza ideologismi, o di subirla illudendoci di stare dalla parte giusta.
Massimo Fogolin, da Modena.



Re: DOPO TANTO PARLARE CHI RICOMINCERA' A FARE LE COSE GIUSTE? (Voto: 0)
di AN il Lunedì, 13 aprile @ 14:42:56 CEST
Forse il luogo non è adatto ma rispondo a Massimo. Il fatto che uno non commenta non vuol dire non considerare anzi a volte può essere proprio il contrario. Solo una cosa: non ridurmi ad “amici di Battipaglia”. Rivendico la mia individualità :-)



Re: DOPO TANTO PARLARE CHI RICOMINCERA' A FARE LE COSE GIUSTE? (Voto: 0)
di AN il Lunedì, 13 aprile @ 14:44:44 CEST
Non mi sono firmata nel postprecedente. Sandra


 

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