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GLI AYATOLLAH DEL COMUNISMO
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Il segretario di Rifondazione indice una manifestazione di protesta davanti all'ambasciata iraniana a Roma, su Facebook scoppia una discussione "tra comunisti" molto sintomatica (demenziale). Discussione tra politici troppo fini, bravi a spaccare il capello e, puntualmente, a non concludere nulla, avendo passato tutto il tempo a discutere.... (G.S. - 21/06/09)
Perché le due formazioni di sinistra esitano a dire qualcosa su quel che succede in Iran? L'ho capito dopo aver letto la ennesima demenziale diatriba – che si svolge su Facebook – circa la decisione del segretario di Rifondazione di proclamare per mercoledì sera un presidio di protesta davanti all'ambasciata iraniana a Roma. Sfogandomi in un precedente intervento e nel corso di una discussione su di un forum, ho ripetuto espressioni analoghe a quelle che sto usando ora. Infatti, mi viene da dire: “diatriba demenziale”; oppure, roba da psicanalista. Ora, pacatamente – alla Veltroni -, mi domando: sono io in preda ad una crisi di nervi, oppure sono di fronte alla plastica rappresentazione della stupidità di certa sinistra, grazie alla quale ci si è ridotti ai minimi termini? Con la stessa pacata disponibilità ammetto l'ipotesi che lo stupido – politico – sia io. Ma francamente, mi sembra la meno probabile. Orbene, la proposta di Ferrero dell'innocente protesta all'ambasciata iraniana ha sollevato un fittissimo vespaio di complesse analisi, illazioni e qualche invettiva conciata nel linguaggio vetero comunista. Vi si destreggiano conoscitori dell'Iran e dei complotti della Cia, gente che ritiene la protesta un cedimento alle trame imperialiste, altri che propugnano una solidarietà connotata con ben precisi distinguo, altri che consigliano una prudente astensione. Per fortuna vi sono anche coloro che colgono il dato essenziale di questa vicenda e concordano con la decisione del segretario. Ora, io ricordo, anzi, so per esperienza – e per istinto – che, dove si agitano migliaia di manifestanti con i militari che gli sparano addosso, lì sono, innanzitutto col cuore, i ribelli, i rivoluzionari, o, se vogliamo, i comunisti. E poi, anche con la ragione, perché dovunque ci sia ribellione - anche al prezzo della vita - alla tirannia e alla violenza di un regime dispotico, vi è speranza di libertà. Quello che accadrà in Iran non lo sa nessuno, nemmeno quelli della Cia. Figuriamoci se lo indovinano le nostrane talpe comuniste.
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Re: GLI AYATOLLAH DEL COMUNISMO (Voto: 0) di AN il Lunedì, 22 giugno @ 03:05:36 CEST | | Simone Seu [...]Molte negli anni e negli ultimi mesi le iniziative portate avanti da Ahmadinejad per conquistare l'elettorato: "ha dato contributi ai contadini vittime della siccità, e l'assistenza sanitaria garantita, ma ha anche fatto distribuire patate ai poveri, dato una moneta d'oro alle coppie che si sono unite nei matrimoni di massa, e pagato le bollette alle famiglie senza reddito".
Khatami, per contro, si era inimicato le classi meno abbienti, come quella degli insegnanti cui aveva negato per anni un aumento salariale, "mentre Ahmadinejad ha subito concesso un incremento del 30 per cento, e ha aumentato del 50 per cento le pensioni ai pensionati"
questo che ti allego è una delle riflessioni che tu definisci da "psicanalista", penso che "spaccare il capello in quattro" come dici tu sarebbe una pratica da recuperare se non vogliamo portare il cervello all'ammasso.
Premesso questo nessuna delle persone che hanno posto dei dubbi rispetto all'iniziativa di Ferrero di una manifestazione sotto l'ambasciata iraniana abbiano simpatie x il regime teocratico ma hanno posto una domanda legittima che anch'io pongo, basti leggere l'articolo del corriere su quela che fu la posizione favorevole del PCI e di Rinascita che accolsero come positiva la Rivoluzione kemoynista contro il regime "laico" e dittatoriale dello Scia di Persia.
La questione che anch'io ho posto è se un regime come quello di Ahmadinejad che ha posto il miglioramento delle condizioni d vita materiali delle fascie più povere del suo paese possa essere messo in discussione non solo dal suo popolo ma da noi sulla base di un ragionamento che mette il valore della "democrazia" al di sopra di tutto, soprattutto quando "democrazia" nel nostro modo di vedere porterebbe anche cambiamenti radicali nel mercato e nell'economia di quel paese.
X intenderci io che penso che le priorità sono il miglioramento delle condizioni di vita degli "ultimi", ho il diritto di schierarmi contro il regime iraniano attuale se quello che verrebbe instaurato con la sua caduta porterebbe valori, soprattutto riferiti a questo mercato globalizzato, che genera ingiustizie infinite.
Probabilmente dirai che sono da psicanalizzare... ma se cogli l'importanza della questione invece di semplificare il tutto come se fossimo una banda di "comunisti trinariciuti" faremmo tutti un passo avanti.
Nessuno fa il tifoso dei regimi dittatoriali, ma non faccio neanche il tifoso della "democrazia" che riconosce diritti ma che non riconosce il diritto fondamentale alla dignità materiale degli ultimi, e questa è una tnedenza che purtroppo vediamo anche nel nostro paese. Non c'è vera DEMOCRAZIA senza diritti materiali.
Nicola |
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Re: GLI AYATOLLAH DEL COMUNISMO (Voto: 0) di AN il Lunedì, 22 giugno @ 10:39:02 CEST | Le argomentazioni di Nicola, sono plausibili se lette in un ottica critica rispetto ai mezzi di informazione di massa. Tuttavia, a me pare evidente, di senso comune, la inevitabile solidarietà ad uomini e donne che scendono disarmati in una ribellione vera contro un esercito che spara loro addosso. Questo dato prescinde evidentemente da qualunque altra implicazione. Non mi pare di difficile comprensione il fatto che la solidarietà data ad un popolo o ad una porzione di popolo cui viene impedito di manifestare, non comporti l'adesione alla linea di un leader religioso piuttosto che di un altro. Tanto meno Rifondazione può essere assimilato ad un'agente dell'imperialismo per questa ragione. Che poi questo Ayatollah o quest'altro abbiano favorito o meno le classi meno abbienti è un argomento irrilevante e controproducente. Sempre di una società para feudale si tratta, dove il signore elargisce i favori a chi preferisce. A me pare che questo modo di ragionare sia il contrario della politica. E' un modo pregiudiziale e paralizzante di concepire la storia e l'agire politico. E' una forma di impotenza teorica prima che pratica, dove tutto si valuta alla luce dei complotti orditi dal capitalismo. Che invece, nella stragrande maggioranza dei casi, va da sé, facendo uso abbondante di conoscenza e istinto, riservando i paraocchi ai propri sudditi... (G.S., alias Beppe o Peppe, 22/06/09).
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Re: GLI AYATOLLAH DEL COMUNISMO (Voto: 0) di AN il Lunedì, 22 giugno @ 10:06:41 CEST | | X Nicola. Se adesso i manifestanti si stessero facendo ammazzare per
rimettere al posto di Ahmadinejad un altro scià corrotto o un lacchè
degli americani, forse potresti anche avere ragione, posto che sia
sensato andare ad agitare il ditino criticone davanti a qualcuno che si
sta facendo ammazzare per una sua idea. Ma si dà il caso che lo
scontro, ora, è all'interno del potere, e se anche vincesse il moderato
Moussavi è scontato e sicuro che la teocrazia non finirebbe in Iran: si
darebbe solo una boccata d'ossigeno a quei ragazzi (i quali, a
differenza di quanto accade nelle nostre vecchie nazioni, sono la
maggioranza di quel paese e sono stufi di farsi castrare con una
quantità inimmaginabile di regole che tu, qui, se dovessi rispettarle,
non ci metteresti due secondi a trovare insopportabili) che ora
riempiono le strade delle città e della rete. Per quanto riguarda le
riforme di Ahmadinejad a favore delle fasce più deboli, è vero, ci
sono, ma evidentemente non bastano, non bastano a tutti. Mi ricordano
poi le opere sociali che si accreditavano a mussolini: le fogne, i
treni che arrivavano in orario, gli asili, le terre ai contadini, la
bonifica delle pianure pontine... |
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Re: GLI AYATOLLAH DEL COMUNISMO (Voto: 0) di AN il Lunedì, 22 giugno @ 16:25:21 CEST | | e se invece di abbattere il regime lo disinnescassimo come lo stesso Obama sta tentando....chi sostiene negli States le attuali proteste in Iran sono gli stessi che metterebbero in una cassa da morto Obama, a questo non ci ha pensato nessuno....la prima vittima di queste propteste è la posizione di apertura di Barak...non comprendere uqesta cosa ci mette in una fase molto più difficile di quella che possiamo pensare....
la radicalizzazione dello scontro nelle piazze radicalizza lo scontro di posizioni in OCCIDENTE, e le ricompatta in senso CONSERVATORE, nei fatti mette in soffitta il PENSIERO DEBOLE di OBAMA con la sua apertura e riconferma la soluziuone Bush rispetto ai governi del terrore e le ricette militari come estrema ratio...
sostenere le attuali posizioni contro il regime e a favore delle manifestazioni e del popolo iraniano hanno una innegabile valenza umanitaria e politica, ma inefficace rispetto ad una posizione che faccia breccia tra le 2 "tifoserie", e che inevitabilemete ci riporterebbe, magari tra altri 20 anni, a sostenere posizioni o persone che oggi riteniamo insostenibili ..in una sorta di ping pong storico dove noi rimaniamo, tutti sempre schiacciati tra manifestazioni oceaniche e massacri perpetrati dall'uno o dall'altro...ma tutti distanti da noi e da un vero sostegno a quele popolazioni....
la politica cosi pensata è sterile, è poca cosa...
la posizione di Kissinger su youtube e capirete chi sono i nemici dell'iran e di Obama.....
questo che io pongo è un elemento prioritario del ragionamento.... |
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Re: GLI AYATOLLAH DEL COMUNISMO (Voto: 0) di AN il Lunedì, 22 giugno @ 21:57:16 CEST | Se si dovesse manifestare a favore degli oppressi solo se sono proletari, solo se la loro lotta ha i crismi della lotta di classe e solo se non vi sono dubbi di strumentalizzazione del Capitale, non si farebbe più alcuna lotta.
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Re: GLI AYATOLLAH DEL COMUNISMO (Voto: 0) di AN il Martedì, 23 giugno @ 15:26:38 CEST | Re: GLI AYATOLLAH DEL COMUNISMO (Voto: 0) di il Martedì, 23 giugno @ 00:54:11 CEST il
mio senso non era quello....
ma un altro ...se noi sosteniamo una lotta abbiamo il dovere nei
confronti di chi lotta di non illuderli, soprattutto quando il tema è
la democrazia.
io non so cosa tu pensi di esperienze come quella di karzay in
afganistan o dei riformisti in iran...
ma io ormai quando vedo i massacri in televisione la prima cosa che
penso è ....se manifesto a favore di quelle persone che perdo la
vita...il mio impegno va nel senso di una demovrazia vera o sostengo
una farsa che permette di sostenre un fantoccio di qualcuno....io ora
mai mi sono fatto una idea precisa a riguardo....ammiro chi vuole
ancora manifestare x scopi umanitari...ma fino a quando il tema della
democrazia e della libertà non verrà fatto con i crismi e le giuste
distinzioni...io non parteciperò mai più a generiche
adunate...funzionali agli interessi di qualche altro dittatore
sanguinario....e alla prossima rivoluzione in afganistan o in iran dove
ci sara il prossimo massacro ricordatevi di queste poche righe e
riflettete...
con stima e rispetto x i vostri punti di vista....anche se di versi dai
miei.... |
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