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L'INGRATO DESTINO DELLE TRICOTEUSES

 In uno dei commenti sulle deprimenti storie della sinistra locale, un lettore ha sentenziato che chi scrive, lui stesso, e quelli che, dopo l'epopea del '68, hanno deposto l'ascia di guerra, siamo tutti destinati alla sorte delle "Tricoteuses" (ricamatrici pettegole, più o meno), avendo rinunziato all'impegno personale e volendo comunque impicciarci di politica... Com'è noto alle regionali della Campania, travolgendo ogni resistenza, Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, è l'unico candidato della sinistra. Sì, della "sinistra". Che fare?... ( G.S. - SA - 01/02/2010).


Wikipedia alla voce "Tricoteuse", recita: "...in passato veniva usato specialmente in riferimento alle donne anziane che si sedevano abitualmente intorno alla ghigliottina durante la Rivoluzione francese, nella Francia del XVIII secolo, per assistere in prima fila allo spettacolo della decapitazione mentre restavano intente a lavorare a maglia". E a sparlare del più e del meno, andrebbe aggiunto, come si addice ad una attempata pettegola ed alle sue amiche. Animate solo dal sacro fuoco dello spettegolamento, del tutto indifferenti alle cause ed alle conseguenze del volgere degli eventi ed alla eventualità di esserne, in qualche modo, partecipi.
Si dà il caso che un colto lettore di questo blog (oltre che sporadico collaboratore), si sia e mi abbia affibbiato l'etichetta (ed anche il destino) della "tricoteuse". In uno dei commenti sulle deprimenti storie della sinistra ha sentenziato che il sottoscritto, come lui, e come tutti quelli che dopo l'epopea del '68 hanno deposto l'ascia di guerra, siamo tutti destinati alla sorte delle tricoteuses che parlano ( o sparlano) a vuoto, di fronte ai teatri piccoli o grandi della storia, cui è dato assistere, a prescindere e fuori da essa.
E' facile rispondere che non è obbligatorio fare il militante politico, che ognuno porta il suo contributo per quel che gli è possibile, che una forma di impegno può essere anche quella dell'esercizio della critica e del contrasto, comunque, al conformismo compiacente, che non tutti sono Napoleone...
Ma ora ci ritroviamo, di nuovo, come sempre, a dovere o potere esercitare l'ultimo, elementare, pressoché irrilevante diritto democratico, quello del voto,  nella consapevolezza di non avere l'opportunità di esercitarlo con un minimo di tranquillità, convinzione e decenza.
Com'è noto alle regionali della Campania, travolgendo ogni resistenza, Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, è l'unico candidato della sinistra. Sì, della "sinistra". Che fare? Vergognarci del nostro debole, ridicolo ruolo di critici senza potere? Di predicatori "contro", senza alternative?
Non so se per istinto di autoconservazione e/o per l'illusione di "fare qualcosa", mi pare un pò autolesionista negarsi alla critica, che per altro è una reazione spontanea, insopprimibile. Il tentativo di capire e spiegare senza perdere il proprio punto di vista e al di fuori dai condizionamenti del "potere" è un lavoro degno di essere fatto. Per quel che si può, si ha voglia e si è capaci di fare.
Non ci resta, almeno per ora, che continuare a tessere le nostre piccole magliette, come diceva Totò: "A prescindere". ( G.S. - SA - 01/02/2010).

 
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Re: L'INGRATO DESTINO DELLE TRICOTEUSES (Voto: 0)
di AN il Lunedì, 01 febbraio @ 21:15:10 CET
Credo che in quest'era dove domina il pensiero unico, sia esso berlusconiano o deluchiano, l'unica cosa che ci resta da fare è mantenere la capacità di saper dire NO. E questo non è poco, non è stare a guardare; significa partecipazione attiva, partecipazione nel non soggiacere al coro del qualunquismo - populismo, sottrarsi alla farsa dell'alternativa tra PDl e PD, ai miti della goveranbilità, dell'ordine, del fare per il fare, dell'uomo forte. Insomma è l'atteggiamento che ha sempre caratterizzato i veri libertari, non quelli della vulgata che mettono le bombe o vogliono una rivoluzione a tutti i costi, ma quelli che riescono a mantenere un atteggiamento di coerenza nella lotta a tutte le forme di autoritarismo comunque mascherate. Non siamo dunque tricoteuses e nemmeno sanculotti, ma certo continueremo a dimostrare la nostra fiera opposizione a qualsiasi tiranno, grande o piccolo che sia.

Giovanni Amatuccio


 

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