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REALISMO SOCIALISTA

La sinistra campana, per quel che n'è rimasto, attraversa una crisi definitiva e, si spera, risolutiva... La “discesa in campo” di Vincenzo de Luca in parallelo alla crisi del sistema bassoliniano ha posto di fronte ad una scelta netta tutti quelli che fino ad ora si sono trastullati nello sport di cercarsi posti di sottogoverno e sistemazioni personali a nome di questo o quel partitino o corrente o sindacato, in quanto fautori (interessati) di uno dei due eterni duellanti...Questo quadro, che sarebbe sommamente comico se non fosse drammatico per le conseguenze che comporta nella società a tutti i livelli, non deve scoraggiare, ma anzi indurre ad un qualche ottimismo. E' forse giunto il momento nel quale, se ancora vi è un'anima della sinistra che ha memoria e sentimento della sua natura più profonda e della sua storia, riapparirà, sgombrato il campo dalla folla di coloro, che in nome del “realismo” e della “mancanza di alternative”, delle "tattiche distinte dalle strategie", andranno a buttarsi sotto il treno di De Luca, credendo di salirvi.(Angkor - 08/02/2010)


La sinistra campana, per quel che n'è rimasto, attraversa una crisi definitiva e, si spera, risolutiva. Il groviglio di opportunismi, incompetenza, affarismo e velleitarismo è della stessa sostanza che attanaglia quel che si chiama “sinistra” a livello nazionale. In Campania, tuttavia, le condizioni sono più aspre, le risorse economiche e gli spazi di manovra quasi inesistenti. La “discesa in campo” di Vincenzo de Luca in parallelo alla crisi del sistema bassoliniano ha posto di fronte ad una scelta netta tutti quelli che fino ad ora si sono trastullati nello sport di cercarsi posti di sottogoverno e sistemazioni personali a nome di questo o quel partitino o corrente o sindacato, in quanto fautori (interessati) di uno dei due eterni duellanti. La statura di questi politici di cortile si va mostrando in queste ore. Bassoliniani di Rifondazione passano a De Luca armi e bagagli; i gruppi dirigenti di SEL si affrettano, diramando comunicati ridicoli, a porsi sotto la protezione del nuovo vincitore. Altri, sempre di Sel, con qualche residuo barlume di dignità, si ribellano all'idea di appoggiare un personaggio che tutto può sembrare meno che un rappresentante della sinistra. Ex tromboni sindacali che riparano sotto le ali di Di Pietro per combattere De Luca, non essendo possibile farlo nel PD, adesso se lo ritrovano candidato a “governatore”, sdoganato (come suol dirsi) e lanciato proprio da Di Pietro, pur essendo essi stessi candidati nella stessa coalizione e costretti a invocare il "voto disgiunto". Anche Flores D'Arcais, spalleggiato dal “soldato Travaglio”, soffre e inorridisce, non per il “leghismo - stalinismo” di De Luca, ma perché l'hanno rinviato a giudizio. Che, da queste parti, è un favore che non si nega a nessuno e che, in confronto al fenomeno del “deluchismo”, è l'aspetto meno inquietante. Il meno, anche perché De Luca non è uno sprovveduto: ha la spregiudicatezza e la forza, l'abilità e persino la fantasia per mettere nel sacco pure i “napoletani”. Con i quali, per altro, ha già stretto solide alleanze, tra le stesse file di chi dovrebbe votare per il candidato del PDL. Con la “destra”, e cioè con gli interessi che essa rappresenta, si accorda con disinvolto realismo, e si sa che mantiene gli impegni. Dalle megacentrali ai “termovalorizzatori”, ai centri commerciali ovunque, alla deindustralizzazione in favore della speculazione fondiaria, è la pacchia dei costruttori e dei commercianti, compresi quelli che gli scontrini li fanno dopo l'orario di chiusura. Con la “sinistra” basta fare la faccia feroce e concedere qualche posticino di sottogoverno, a condizione di devota e assoluta fedeltà. Fedeltà che deve leggersi negli occhi, tutte le mattine. Il motto deluchiano, com'è noto, è il classico “o con me o contro di me”, senza vie d'uscita.

Ora questo quadro, che sarebbe sommamente comico se non fosse drammatico per le conseguenze che comporta nella società a tutti i livelli, non deve scoraggiare, ma anzi indurre ad un qualche ottimismo. E' forse giunto il momento nel quale, se ancora vi è un'anima della sinistra che ha memoria e sentimento della sua natura più profonda e della sua storia, riapparirà, sgombrato il campo dalla folla di coloro, che in nome del “realismo” e della “mancanza di alternative”, delle "tattiche distinte dalle strategie", andranno a buttarsi sotto il treno di De Luca, credendo di salirvi.



 
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Re: REALISMO SOCIALISTA (Voto: 0)
di AN il Mercoledì, 10 febbraio @ 00:03:23 CET
Giovanni: Angelo, te l'ho scritto già in un altro post, ma vi rendete conto che questa cosa del tavolo programmatico con De Luca è allucinante ? I punti erano : DEMOCRAZIA, QUESTIONE MORALE, AMBIENTE, ACCOGLIENZA AGLI IMMIGRATI. Mi chiedo ma dove avete vissuto in questi ultimi anni ? Non conoscete come De Luca ha sempre trattato questi temi ? Vogliamo parlare del concetto che ha della democrazia ? Della moralità del suo sistema di potere clientelare ? Della sua accoglienza a calci in faccia agli immigrati ? 
Per quanto riguarda poi i due ritornelli dai quali vi siete fatti ammaliare (evitare la vittoria dei Casalesi e della destra) basta dire che proprio i processi di De Luca sono diventati il salvagente della destra contro le accuse di corruzione che tradizionalmente la sinistra gli muove. Per quanto riguarda i casalesi, è già ampiamente provato che ditte a loro legate lavoravano per imprese appaltate dal Comune di Salerno. E da dove credete arriveranno, se arriveranno, i soldi per il Crescent ?



Re: REALISMO SOCIALISTA (Voto: 0)
di AN il Mercoledì, 10 febbraio @ 00:01:19 CET
Angelo:  evidentemente io sono uno che fa parte "i gruppi dirigenti di SEL si affrettano, diramando comunicati ridicoli, a porsi sotto la protezione del nuovo vincitore". se è cosi non mi preoccupa quello che hai scritto. non mi preoccupa perchè:
1) non ho mai chiesto ne avuto bisogno di protezione;
2) mentre qualcuno criticava (anche aspramente per usare un eufemismo) tanti altri stavano beatamente a casa o in ufficio e pontificavano;
3) malgrado ciò non ho smesso di ragionare e parlare di politica (anche se ridicola in base al tuo ragionamento), e fare politica significa spersonalizzare le questioni e affrontarle per quelle che sono.
la prima: la sinistra campana ha perso una occasione d'oro, ma non l'ha persa oggi bensi due mesi fa. avevamo e abbiamo un programma alternativo? avevamo nomi e proposte per tale programma? allora si proponeva il nome e si partecipavano alle primarie. o pensi che le primarie siano giuste solo ad angri o in puglia? non lo abbiamo fatto e questo errore ce lo porteremo sempre addosso.
la seconda: io mi rifiuto di pensare al male migliore. penso invece alla cosa migliore in questo momento. la cosa migliore è quella di far capire l'elettorato che sulla schede troveranno scritto caldoro ma che in realtà si deve leggere cosentino. non c'è una conferenza stampa, un convegno, un incontro, un qualsiasi atto elettorale in cui il primo nome non fosse quello di cosentino. e secondo te perchè tutto questo? tu che hai fatto politica sai benissimo che quel nome serve per far capire chi deve capire che non è cambiato nulla rispetto ai piani e ai patti stabiliti ......
terzo: il consiglio regionale non è l'amministrazione comunale che puoi vincerle con una lista civica. e quindi se ho la possibilità di spostare l'asse della coalizione politica perchè non dovrei farlo?
e infine (per ora) ti voglio far notare un ultimo aspetto. io sono stato insieme ad altri compagni il promotore di un documento (ovviamente ridicolo) che insisteva sulla necessità di aprire un confronto. mi fa piacere che sinistra ecologia e libertà abbia iniziato a confrontarsi. sostianzialmente l'accordo c'è. se tutto va bene sarà formalizzato al nostro interno domani. siamo al momento attuale l'ultima forza politica di sinistra che formalizzerà il suo sostegno a de luca e mi pare, spero di sbagliarmi però, anche l'unica forza che si è posta il problema di convergenze programmatiche che a molti, te compreso, faranno ridere.



Re: REALISMO SOCIALISTA (Voto: 0)
di AN il Mercoledì, 10 febbraio @ 00:02:15 CET
 
Caro Angelo, mi pare chiaro che quando si parla di opportunisti et similia ci si riferisce a quelli che ricavano un "reddito" dalle posizioni politiche che occupano e mi pare evidente che tu non sei tra quelli. Tuttavia, il peso della "nomenclatura" diretta e indiretta è forte e determinante. Il riferimento è prevalentemente napoletano. Ma se uno preferisce non vedere, pazienza. Così come illudersi che De Luca sia migliore di Caldoro è una pura ingenuità. I rapporti con la Napoli che conta sono gli stessi e sono trasversali. Perché ad esempio il coimputato Lettieri (industriale napoletano di destra) non dovrebbe votare De Luca?. Chi è più bravo e spregiudicato a piazzare "termovalorizzatori", a "buttare a mare" extracomunitari", a fare gli interessi della speculazione edilizia, Caldoro o De Luca? Chi è più esperto a maneggiare strumenti urbanistici per favorire la speculazione fondiaria? Se io fossi uno che conta nell'economia delle costruzioni o del terziario in Campania, non avrei dubbi: voterei De Luca ad occhi chiusi. Perché, come dice qualcuno di loro: E' una garanzia... La storia poi della camorra se la può bere chi crede che la camorra sia il lupo cattivo nascosto nella foresta.


 

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