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OBAMA, COME O PEGGIO DI BUSH

“Oggi l’Europa non è indipendente… Gli USA ci stanno trascinando in una crociata contro la Russia, in contrasto con gli interessi dell’Europa,” ha affermato l’ex primo ministro francese Fillon, mentre l’economista capo della Bremer Landesbank aggiunge che, in conseguenza delle politiche statunitensi, “esiste il danno non misurabile di un aumentato rischio geopolitico per i popoli dell’UE.” (da Controinformazione.info ).
Sa. 15/06/2015.


Ex PM francese: “Obama sta distruggendo l’Europa, trascinandola in una crociata contro la Russia”

di Tyler Durdan

Se in superficie, nelle foto scattate con il presidente Obama, i leader del G7 sono tutto sorrisi, c’è però un inequivocabile tensione e un risentimento che cova verso gli USA, per aver imposto all’Europa le crociate personali dell’America.
“Oggi l’Europa non è indipendente… Gli USA ci stanno trascinando in una crociata contro la Russia, in contrasto con gli interessi dell’Europa,” ha affermato l’ex primo ministro francese Fillon, mentre l’economista capo della Bremer Landesbank aggiunge che, in conseguenza delle politiche statunitensi, “esiste il danno non misurabile di un aumentato rischio geopolitico per i popoli dell’UE.”

Scrive Eric Zuesse nel suo articolo “Banchiere tedesco: Obama sta distruggendo l’Europa”:

Intervistato il 6 giugno da German Economic News (Deutsche-Wirtschafts-Nachrichten.de), l’economista capo della Bremer Landesbank, Folker Hellmeyer, afferma che, a causa delle sanzioni di Obama contro la Russia, le esportazioni tedesche sono diminuite del 18% nel 2014 e del 34% nei primi due mesi del 2015, ma aggiunge che “il danno è molto più vasto di quanto indichino queste statistiche”, perché queste sono solo le “perdite primarie”, ma ci sono “effetti secondari” che col tempo perfino peggioreranno. Ad esempio: “I paesi europei con forti legami economici con la Russia, come Finlandia e Austria, sono colpiti molto duramente. Di conseguenza essi diminuiscono le ordinazioni alla Germania. Inoltre, considerando che le ditte europee aggireranno le sanzioni per creare stabilimenti produttivi di massima efficienza in Russia, perdiamo questo capitale potenziale che è la base della nostra prosperità. La Russia “vince il capitale”, a spese dell’UE, nonostante le sanzioni siano mirate contro la Russia.

Ma il nocciolo è questo: “La Germania e l’UE mettono in questione la loro affidabilità economica con la Russia. Rompono il rapporto di fiducia, e prima che la fiducia si ricostituisca occorrono molto anni. Dalla firma alla consegna passano fino a 5 anni… per questa ragione Siemens è ormai esclusa da un importante progetto, perché è stato perso il requisito della prevedibilità. Anche Alstom ha perso il contratto per la ferrovia da Mosca a Pechino. Perciò il danno potenziale è notevolmente più grande di quanto mostrino i dati attuali, non solo per la Germania ma per l’intera UE.”

Poi, egli afferma, “Ulteriori progetti comprendono l’asse Pechino-Mosca come parte dell’Organizzazione di Shanghai e dei BRICS, il più grande progetto di crescita della storia moderna, la costruzione di infrastrutture in Eurasia, da Mosca a Vladivostok, alla Cina meridionale e all’India. Quanto peso avrà la politica di sanzioni alla Russia nei mega-progetti di questi paesi dipenderà da quanto saremo percepiti come ostili. [Nota di Eric Zuesse: Questo il discorso di Obama ai cadetti di West Point, il 28 maggio: “L’aggressione russa agli stati ex-sovietici innervosisce le capitali d’Europa, mentre l’ascesa economica e militare cinese preoccupa i suoi vicini. Dal Brasile all’India una classe media in crescita compete con noi, e quei governi vogliono avere maggior voce nei forum globali.” Il suo atteggiamento verso i paesi in via di sviluppo è chiara: sono nemici da trattare con mezzi militari, non partner economici con cui cooperare.] Ma, ovviamente, alcuni protagonisti della politica europea [e dentro la Casa Bianca] mancano della capacità di pensare per conto nostro.”

Alla domanda di chi ne pagherà il prezzo, egli afferma: “Il danno misurabile è una perdita di crescita, salari, contributi al sistema sociale ed entrate fiscali. Questo vale per i 12 mesi scorsi così come per gli anni a venire. Il popolo tedesco ed europeo pagherà il prezzo con una minore prosperità e stabilità. Il danno non misurabile consiste in un aumentato rischio geopolitico per i popoli dell’UE.”

Riguardo alla situazione in Ucraina, Hellmeyer dichiara: “E’ davvero irritante. Le persone non concentrate solo sui “media di qualità” occidentali sono stupefatte di come quei media nascondano l’aggressione di Kiev e le leggi discriminatorie implementate dal suo governo, che inficiano gravemente la pretesa che l’Occidente supporti i valori occidentali e la democrazia. Credo, e di questo gli faccio credito, che il signor Steinmeier di fatto stia parlando chiaramente di queste cose a porte chiuse. Resta da vedere se il comportamento dell’alleanza atlantica supporti Steinmeier, e mi riferisco soprattutto a Victoria Nuland. Il fatto è che, con il colpo di stato in Ucraina, un’oligarchia amica di Mosca è stata sostituita con un’oligarchia orientata verso gli Stati Uniti. E’ una geopolitica che avvantaggia terze parti ma certamente non la Germania, non l’UE, non la Russia e non l’Ucraina.” Egli crede perciò che gli USA abbiano guadagnato a spese di tutti gli altri paesi, ma soprattutto a spese dell’Europa.

Alla domanda di cosa riservi il futuro, Folker Hellmeyer risponde: “Per me, il conflitto è già stato deciso. Vince l’asse Mosca-Pechino-BRICS. Il dominio dell’Occidente è finito. Nel 1990 questi paesi rappresentavano solo il 25% della produzione economica mondiale; oggi, il 56% della produzione economica e l’85% della popolazione. Controllano circa il 70% delle riserve valutarie mondiali. Crescono ad un tasso medio annuo del 4-5%. Siccome gli Stati Uniti non erano preparati a condividere il potere internazionalmente (per esempio cambiando il potere di voto al FMI e alla Banca Mondiale), in futuro saranno quegli stessi paesi a costituire il proprio sistema finanziario. Il loro futuro sta in questo. L’EU sta ora venendo trascinata nel conflitto, causato dagli Stati Uniti perché non hanno condiviso il potere e non lo vogliono fare. Più appoggeremo questa politica [monopolare, egemonica, imperialista, dittatoriale, aggressiva] nell’UE, più alto sarà il prezzo da pagare.”

E prosegue: “Il fatto è che questi paesi emergenti si emancipano da soli dal controllo statunitense. Ciò è evidente nella creazione di istituzioni che competono con la Banca Mondiale (la AIIB) e con il FMI (Nuova Banca per lo Sviluppo), che fanno dispiacere all’egemone tuttora prevalente. Gli attuali punti caldi come l’Afghanistan, l’Iraq, la Siria, la Libia, l’Egitto e l’Ucraina sono un’espressione di questo chiaro confronto per il potere [tra gli USA e tutti gli altri paesi]. Se davvero fossimo lì per portare democrazia e libertà, guardiamo un po’ che risultati stiamo ottenendo!

German Economic News domanda: “Il disprezzo con il quale il governo statunitense tratta gli europei è degno di nota, come mostrato ad esempio dalla famosa frase “Che si fotta l’UE” pronunciata dalla Nuland durante la conversazione telefonica intercettata con il cancelliere. I politici europei mancano di autostima, o sono solo troppo vigliacchi?”

Risponde Hellmeyer: “Un vero democratico prenderebbe seriamente il suo dovere di politico per il benessere generale, e non permetterebbe che l’autodeterminazione di questa nazione venisse calpestata con tale disprezzo, come mostrato da quel commento. Chi non è un vero democratico ha dei gravi deficit nel rispetto di tali valori.”
Eric Zuesse: “Perché in Europa non c’è un grande movimento per abbandonare la NATO e sloggiare l’esercito USA? Da chi stanno ‘difendendo’ gli USA gli europei, visto che il Patto di Varsavia si è sciolto nel 1991? Perché Gorbachev non pretese che simultaneamente venisse sciolta anche la NATO, cosicché non diventasse il fondamento per la conquista della Russia (prima circondandola con la NATO e poi con il TPP e il TTIP)? Perché non c’è un esteso dibattito pubblico su queste cruciali questioni storiche, culturali ed economiche? Perché un simile inganno, che richiede agli ‘storici’ di ignorare questi interrogativi fondamentali? Come può il mondo procedere in modo costruttivo in questo ambiente di censura nei media, nelle università e in tutto il ‘mondo libero’?

Perché nessuno si indigna che i sauditi e altri reali arabi finanzino la jihad islamista (purché non nei loro stessi paesi) mentre l’America invece demonizza i leader russi, che si oppongono ai jihadisti e al jihadismo? Perché i governanti americani sono alleati dei maggiori finanziatori della jihad? (Vedi: Al Qaeda’s Bookkeeper Spills the Beans ). Perché ciò resta un segreto? Perché queste ingiustizie vengono tollerate dal pubblico? Chi cambierà queste cose, e come? Quando comincerà questo cambiamento disperatamente necessario? Comincerà abbastanza presto? Forse la terza guerra mondiale non succederà, ma i danni sono già orribili e stanno peggiorando. La situazione può andare fino in fondo, e, se lo farà, farà sembrare l’orrore vissuto finora come un paradiso. Sarebbe peggio di qualsiasi cosa mai vista, e potrebbe succedere durante- e alla- nostra generazione.

Fonte: Zerohedge.com

Traduzione: Anacronista



 
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