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LA RISCHIOSA PARTITA DI SALVINI E CIÒ CHE ASPETTA IL SUD

Leggo l’editoriale di ieri di Travaglio, che accusa Salvini di sadismo e di essere al di fuori della Costituzione. È vero, come sono vere in generale le invettive travagliesche che rimandano alle norme giuridiche, alle sentenze dei giudici ed al famoso principio del “carta canta”.

Trascura, tuttavia, un aspetto non regolato dai codici, e cioè che Salvini gioca una partita...

P.S. L’intervento della Chiesa in favore di Salvini non ne farà uno statista, ma lo fa vittorioso. Meglio ancora la sua incriminazione per sequestro di persona, che ne fa un eroe. Può chiedere di più ? A quanto pare, le vie del Signore...

Sa - 25-08-2018.L


Leggo l’editoriale di ieri di Travaglio, che accusa Salvini di sadismo e di essere al di fuori della Costituzione. È vero, come sono vere in generale le invettive travagliesche che rimandano alle norme giuridiche, alle sentenze dei giudici ed al famoso principio del “carta canta”

Trascura, tuttavia, un aspetto non regolato dai codici, e cioè che Salvini gioca una partita difficile e pericolosa, che per alcuni è solo caciara  e distrazione di massa, per altri (ed anche secondo me), una questione di principio, che gli torna utile anche a fini elettorali. Il governo è impegnato nel tentativo di conquistare maggiori spazi di manovra politica (e quindi finanziaria) dall’interno di una camicia di forza in cui l’Italia è stata messa, e si è messa, che le preclude ogni scelta di carattere strategico, dalla gestione dell’economia a quella dei propri confini. Dai tempi di Ciampi e Andreatta, con abnegazione degna di miglior causa, il paese è stato letteralmente svenduto nei suoi asset strategici e nella sua autonomia.

Purtroppo, per tirare l’Italia fuori da questo incubo ci vorrebbe uno statista, più che la coppia Di Maio-Salvini.

Ahimè, Salvini non  è uno statista: non lo è perché il ministro dell’interno non fa le sue conferenze stampa dalla sede del suo partito; perché le sue disposizioni di ministro non le fornisce dalla chat di Facebook con il tono e lo stile degli sfigati che, in rete o sulle tv commerciali, straparlano dalla mattina alla sera; e, soprattutto, perché, non mostra alcuna consapevolezza del drammatico (tragico) ruolo che comporta l’esercizio del potere, in circostanze nelle quali non sembra possibile evitare scelte dolorose. Purtroppo, quelli destinati ad essere carne da macello nello scontro che vede il governo italiano contrapporsi ad un Europa inesistente e vile, non hanno diritto nemmeno all’onore delle armi, sbeffeggiati da un ministro  che tratta gli ultimi della terra come farebbe un balordo di borgata ai danni di un clochard. Per non parlare della deriva reazionaria e razzista di una parte dei suoi fans, che inneggia letteralmente ai pogrom e che Salvini avalla col suo silenzio.

In questa ottica il disprezzo riservato agli ultimi (non fanno nulla dalla mattina alla sera, è finita la pacchia, ci costano un mare di soldi), vi è una naturale graduatoria degli sfaccendati e dei mangia pane a tradimento che, partendo dai neri e dai Rom, arriva inevitabilmente ai meridionali, a quelli che, loro malgrado, hanno un Nord che li ‘mantiene’ e li dovrebbe sopportare.

A sentire Claudio Borghi, l’economista di riferimento di Salvini (che economista non è, ma solo un ex dipendente di  Deutsche Bank e di Merrill Lynch), usciti dall’Euro, l’Italia dovrebbe, nell’interesse del Mezzogiorno, funzionare con due monete, una forte al Nord ed una debole al sud... Ok, già ci hanno ‘salvato’ i piemontesi. Ci faremo ‘risalvare’ anche dai lumbard ?

SA 25/08/2018.



 
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