Benvenuto su www.dilontano.it
  Crea un account Home Argomenti Downloads Il tuo Profilo Scrivi articolo Email  
MENU
 Menu :
 Home
 Scrivi Articolo
 AvantGo
 Cerca
 Argomenti :
 Lista Utenti
 Politica
 Televisione
 Interviste
 Documenti
 Cinema
 Spettacolo
 Immagini
 Community :
 Feedback
 Passaparola
 Forums
 
 Web Links
 
 Statistiche :
 Statistiche Sito
 Top 10
 Documenti :
 Contenuti
 FAQ
 Recensioni
 Enciclopedia

 Che ora è? :
22:09:48
Data : 30-07-2021

Vecchi Articoli
Martedì, 28 marzo
· EUROPA INCOSTITUZIONALE
Martedì, 21 marzo
· FAMILISMO GLANOUR
Lunedì, 13 marzo
· ANTIFASCISMO MILITANTE. MA DOV'È IL FASCISMO ?
Mercoledì, 01 marzo
· ''Siate ancora più napoletani di quanto siate mai stati''
Lunedì, 27 febbraio
· LO STATO DELLE COSE
Sabato, 17 dicembre
· ANALFABETISMO POLITICO
Giovedì, 15 dicembre
· L'ESTETICA Ė LA MADRE DELL'ETICA
· DOPO L'EURO, OLTRE KEYNES. IINTERVISTA A SERGIO CESARATTO
Domenica, 04 dicembre
· AMICI VICINI E LONTANI
Lunedì, 28 novembre
· ASINI FAMOSI...
Giovedì, 24 novembre
· TALK SHOW
Giovedì, 08 settembre
· CATTIVI MAESTRI E I FAN DI JOE COCKER
Domenica, 28 agosto
· IL PIÙ ITALIANO DEI TEDESCHI
Martedì, 09 agosto
· SERVI E PADRONI
Domenica, 07 agosto
· ADORNO, DA RILEGGERE SEMPRE...
· LA BAMBINA DI HIROSHIMA
· DONNA BIANCA SE NE VA E NULLA CAMBIERÀ...
Martedì, 05 luglio
· MILLE MODI DI PERDERE TEMPO
Domenica, 19 giugno
· CONDOTTIERI INATTENDIBILI
Mercoledì, 15 giugno
· INEDITO KEINESIANO
Mercoledì, 01 giugno
· GLI STRACCIONI DI OLIVIERO
Venerdì, 20 maggio
· PANNELLA
Giovedì, 05 maggio
· IL SISTEMA DE LUCA
Giovedì, 28 aprile
· IN ATTESA DI OSHO
Lunedì, 18 aprile
· ADESSO VINCE CHI NON VOTA (E NON E' VOTATO)
Sabato, 16 aprile
· MICHELE SERRA: un intellettuale 'di sinistra' pagato per tormentarsi invano.
Giovedì, 14 aprile
· VOTO SI' NON FOSSE ALTRO CHE PER DISGUSTO
Sabato, 19 marzo
· CONTRADDIZIONI IN SENO AL POPOLO (II)
Giovedì, 03 marzo
· FRAMMENTI DI STORIA
Domenica, 28 febbraio
· PRIORITÀ
Mercoledì, 24 febbraio
· ECO E JOBS
Mercoledì, 17 febbraio
· QUELLO CHE I 'SINISTRATI' NON SANNO E NON VOGLIONO SAPERE
Sabato, 13 febbraio
· SPIRITO SANTO.
Domenica, 07 febbraio
· LA PELLE DURA DELLO SCERIFFO.
· QUADRETTI
Sabato, 06 febbraio
· 'Un bel dì vedremo'
Mercoledì, 27 gennaio
· DALLO STATO SOCIALE CAPITALISTICO ALLO STATO DEL CAPITALE
Martedì, 12 gennaio
· IL PRONIPOTE PERVERSO DELLO ZIO TOM
Domenica, 08 novembre
· E' SOLO QUESTIONE DI NASO
Mercoledì, 21 ottobre
· FORMAZIONI PREDARTORIE E CAPITALISMO FONDATO SULL'ESCLUSIONE
Lunedì, 07 settembre
· LA RESA DEI CONTI CON LA STORIA
Giovedì, 13 agosto
· L'AMORE AL TEMPO DELLE BANCHE
Lunedì, 20 luglio
· LA ROVINA DELL'EURO
Lunedì, 06 luglio
· E' SOLO L'INIZIO.
Giovedì, 02 luglio
· IL PIEDE SUL COLLO DEI PIGS
Martedì, 30 giugno
· FORSE SI CHIAMA COLONIALISMO
Lunedì, 29 giugno
· SONO SOLO AFFARI
Lunedì, 15 giugno
· OBAMA, COME O PEGGIO DI BUSH
Martedì, 02 giugno
· IL MIO VOTO VALE (SOLO) UNO.
Lunedì, 18 maggio
· LA SATIRA AI TEMPI DEL MAINSTREAM

Login
Nickname

Password

Non hai ancora un tuo account? Crealo Qui!. Come utente registrato potrai sfruttare appieno i servizi offerti.

I DON LIBORIO ROMANO DEL XXI SECOLO

Le analisi di Isaia Sales su Vincenzo De Luca sono sempre puntuali  e bene informate. Sales è stata una delle ultime e più rilevanti teste pensanti di cui De Luca si è liberato nella sua corsa al ‘potere assoluto’ ed alla creazione (attraverso l’ex PCI, via via diluitosi in una mera struttura di servizio) di una organizzazione politica personale, pervasiva e ramificata all’interno di quasi tutte le strutture  istituzionali campane. La carriera del ‘governattore’ è uno storico crescendo di azzardi, forzature più o meno sfacciate, di colpi di fortuna, di accozzaglie elettorali la cui ragione sociale sono l’accaparramento e il controllo di risorse pubbliche, la loro ‘equa’ redistribuzione ad una platea sempre più vasta di clientes. Non è escluso che questa storia di ordinaria arroganza del potere si concluda in improvvisa e imprevista tragedia. Ciò non toglie che l’indignazione e le ripetute denunce per una delle tante carriere politiche scandite dai vizi atavici della politica meridionale e dagli abusi di un sistema che è mero esercizio del potere, di fatto legibus solutus, è poco utile. È inutile se rimangono indenni dalla critica i meccanismi strutturali che producono questi ‘mostri’.
Sembrerà banale, eccessivamente retrò, partire dai Savoia che insediavano, attraverso il loro rappresentante a Napoli, Liborio Romano - già politico di spicco sotto i Borbone - il capo camorra “Tore ‘e Crescienzo” al vertice della polizia. Secondo la stessa logica, furono nominati sindaci “mafiosi o cretini’ nella maggior parte dei comuni meridionali.
De Luca non è che una replica dei tanti ‘Don Liborio’, che si vendono il Sud in cambio di uno spropositato potere personale. Loro - i Don Liborio - garantiscono la pace sociale, lasciando il sostanziale controllo del territorio alle organizzazioni criminali (che non sono bande di assassini maniaci, secondo il cliché di Saviano, bensì organizzazioni guidate da gente spesso più intelligente di De Luca); soprattutto, non fanno obiezioni sulle destinazioni strategiche delle risorse nazionali. In cambio ottengono la gestione (alquanto dissennata) delle pubbliche risorse destinate al Sud e la loro spartizione, amministrata da una burocrazia locale corrotta e voltagabbana. 
Purtroppo, la storiografia classica del PCI è ferma alla celebrazione acritica del Risorgimento. Gramsci è, in definitiva, un padre storico da celebrare, ma tenendo ben nascosto il suo pensiero sull’ “Unità d’Italia”; l’Unità Europea è l’ulteriore baratro del Sud che continua ad essere descritto dalla ‘politologia di sinistra’ come l’obiettivo strategico di crescita generalizzata della democrazia e del benessere.
Nel frattempo, i Don Liborio di oggi, anche se presenti nel parlamento nazionale all’epoca dell’approvazione della legge sui ‘costi storici’, hanno taciuto su di una incredibile e scandalosa ‘perequazione’ fatta al contrario (70 miliardi di risorse dirottate dal sud al nord in 10 anni), hanno contrattato sotto banco sulle ‘autonomie differenziate’ (a me, padrone della Campania, servono un po’ di competenze del Genio Civile, un po’ di Soprintendenza, e, soprattutto la “Sanità”, tutta. A Nord fate quello che volete...). Non hanno detto una parola, essendo all’epoca renziani di ferro, quando il governo Renzi assegnava il 98% delle risorse per infrastrutture ferroviarie al Nord. Non hanno mai fiatato sul deliberato affossamento di qualsiasi investimento e qualsiasi progetto sul sistema infrastrutturale del Sud, che è rimasto sostanzialmente fermo all'era Borbonica.
La formidabile base logistica sul Mediterraneo sono e resteranno Genova e Venezia/Trieste, a costo di fare la ricchezza dei porti del Nord Europa e annichilire le potenzialità di scambio commerciale dell’Italia, ed il suo ruolo geopolitico.
La sottrazione di risorse e la dilapidazione delle poche rimaste per garantire il perpetuarsi di un sistema para feudale non è un accidente riconducibile alle diaboliche capacità di un uomo: è un sistema che va compreso e criticato radicalmente, dalle origini.
Scrivere poi a Zingaretti mi pare, francamente, un atto di ingenuità. Zingaretti conta qualcosa, il Pd ha un progetto e conta realmente qualcosa ?


Le analisi di Isaia Sales su Vincenzo De Luca sono sempre puntuali  e bene informate. Sales è stata una delle ultime e più rilevanti teste pensanti di cui De Luca si è liberato nella sua corsa al ‘potere assoluto’ ed alla creazione (attraverso l’ex PCI, via via diluitosi in una mera struttura di servizio) di una organizzazione politica personale e pervasiva, ramificata all’interno di quasi tutte le strutture  istituzionali campane. La carriera del ‘governattore’ è uno storico crescendo di azzardi, forzature sfacciate, di colpi di fortuna, di accozzaglie elettorali la cui ragione sociale sono l’accaparramento e il controllo di risorse pubbliche, la loro ‘equa’ redistribuzione ad una platea sempre più vasta di clientes. Non è escluso che questa storia di ordinaria arroganza del potere si concluda in improvvisa e imprevista tragedia. Ciò non toglie che l’indignazione e le ripetute denunce per una delle tante carriere politiche scandite dai vizi atavici della politica meridionale e dagli abusi di un sistema che è mero esercizio del potere, di fatto legibus solutus, è poco utile. È inutile se rimangono indenni dalla critica i meccanismi strutturali che producono questi ‘mostri’.
Sembrerà banale, eccessivamente retrò, partire dai Savoia che insediavano, attraverso il loro rappresentante a Napoli, Liborio Romano - già politico di spicco sotto i Borbone - il capo camorra “Tore ‘e Crescienzo” al vertice della polizia. Secondo la stessa logica, furono nominati sindaci “mafiosi o cretini’ nella maggior parte dei comuni meridionali.
De Luca non è che una replica dei tanti ‘Don Liborio’, che si vendono il Sud in cambio di uno spropositato potere personale. Loro - i Don Liborio - garantiscono la pace sociale, lasciando il sostanziale controllo del territorio alle organizzazioni criminali (che non sono bande di assassini maniaci, secondo il cliché di Saviano, bensì organizzazioni guidate da gente spesso più intelligente di De Luca); soprattutto, non fanno obiezioni sulle destinazioni strategiche delle risorse nazionali. In cambio ottengono la gestione (alquanto dissennata) delle pubbliche risorse destinate al Sud e la loro spartizione, amministrata da una burocrazia locale corrotta e voltagabbana. 
Purtroppo, la storiografia classica del PCI è ferma alla celebrazione acritica del Risorgimento. Gramsci è, in definitiva, un padre storico da celebrare, ma tenendo ben nascosto il suo pensiero sull’ “Unità d’Italia”; l’Unità Europea è l’ulteriore baratro del Sud che continua ad essere descritto dalla ‘politologia di sinistra’ come l’obiettivo strategico di crescita della democrazia e del benessere.
Nel frattempo, i Don Liborio di oggi, anche se presenti nel parlamento nazionale all’epoca dell’approvazione della legge sui ‘costi storici’, hanno taciuto su di una incredibile e scandalosa ‘perequazione’ al contrario (70 miliardi di risorse dirottate dal sud al nord in 10 anni), hanno contrattato sotto banco sulle ‘autonomie differenziate’ (a me, padrone della Campania, servono un po’ di competenze del Genio Civile, un po’ di Soprintendenza, e, soprattutto la “Sanità”, tutta. A Nord fate quello che volete...). Non hanno detto una parola, essendo all’epoca renziani di ferro, quando il governo Renzi assegnava il 98% delle risorse per infrastrutture ferroviarie al Nord. Non hanno mai fiatato sul deliberato affossamento di qualsiasi investimento e qualsiasi progetto sul sistema infrastrutturale del Sud, che è rimasto sostanzialmente fermo all'era Borbonica.
La formidabile base logistica sul Mediterraneo sono e resteranno Genova e Venezia/Trieste, a costo di fare la ricchezza dei porti del Nord Europa e annichilire le potenzialità di scambio commerciale dell’Italia, ed il suo ruolo geopolitico.
La sottrazione di risorse e la dilapidazione delle poche rimaste per garantire il perpetuarsi di un sistema para feudale non è un accidente riconducibile alle diaboliche capacità di un uomo: è un sistema che va compreso e criticato radicalmente, dalle origini.
Scrivere poi a Zingaretti mi pare, francamente, un atto di ingenuità. Zingaretti conta qualcosa, il Pd ha un progetto e conta realmente qualcosa ?
Sa, 15/08/2020.


 
Links Correlati
· Inoltre
· News by dilontan


Articolo più letto relativo a :
DI LONTANO


Article Rating
Average Score: 0
Voti: 0

Please take a second and vote for this article:

Eccellente
Molto Buono
Buono
Discreto
Cattivo


Opzioni

 Pagina Stampabile Pagina Stampabile


 

PHP-Nuke Copyright © 2005 by Giampiero D'Amato. This is free software, and you may redistribute it under the GPL. PHP-Nuke comes with absolutely no warranty, for details, see the license.
Generazione pagina: 0.07 Secondi