DI LONTANO
Data: Lunedì, 28 novembre @ 19:50:29 CET
Argomento:


Di Lontano

Dall'alto della collina la Città gli sembrò tutt’altra cosa: la sua estensione, il suo complesso e sterminato disegno, il sordo tremore che sembrava salire sù dalle sue viscere snaturarono l'idea che fino a poco prima ne aveva avuto. Come un’improvvisa illuminazione, la Città gli apparve un'unica entità vivente, superiore all'insieme dei tanti particolari che fino ad allora aveva conosciuto. Un'entità smisurata e pulsante, un mistero da indagare.

Per la prima volta vedeva i palazzi, le strade, i quartieri raccontarne la storia, render conto dell'incalcolabile carico di fatica per costruirla e mantenerla viva: casa per casa, pezzo per pezzo, vita per vita, strada per strada; ma anche un tempo estraneo ai suoi provvisori abitanti, perché secolare come la durata delle pietre e del cemento, indifferente alle umane faccende.

         Il disordine, l'ingiustizia, gli inutili clamori, le possibili violenze che si consumavano tra le mura di quei caseggiati non erano tutto e nemmeno il più di quanto appariva o poteva immaginarsi dall’alto di quel privilegiato osservatorio.

         Tornando verso casa, mentre il sole si avviava ancora una volta al tramonto, il nostro eroe pensò che, forse, avrebbe dovuto guardare le cose e viverle con più cura.

         Pensò anche di non aver fatto, quella sera, soltanto una passeggiata e che ogni tanto bisognava considerare il proprio mondo da un'altra prospettiva. Dall'alto, di lontano, per scoprire ciò che non si vede standoci dentro.







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