UOMINI E TOPI (in difesa dei topi)
Data: Lunedì, 12 novembre @ 02:08:36 CET
Argomento: Politica


Sempre a proposito di immigrati: la miseria e il bisogno sono categorie da respingere e cancellare "mentalmente". L'accattone non esiste. Ai semafori e per strada si finge di non vederlo; anzi la finzione è tanto interiorizzata che non lo si vede e basta. Eppure, anche un cenno di scontento, di umana insofferenza nei confronti del secondo o terzo questuante della mattina sarebbe già un atto di carità cristiana: per altro, a costo zero. Un riconoscimento della sua esistenza - se pure in veste di mendicante seccatore -, dotato anche lui di un'anima e quindi di una superiore dignità, e perciò diverso da una scarpa, un semaforo, un topo di passaggio. In coerenza con la lotta ai pezzenti, il caso comico del Sindaco di Salerno che di giorno sbaracca campi nomadi e di notte sistema luminarie natalizie per il Corso. Due link sul romanzo di John Steinbeck "Uomini e topi". (Angor - B.S. - Salerno - 11/11/07)

Su Repubblica dell'altro ieri è comparso un intervento di Adriano Sofri sulla condizione dell'uomo "invisibile", l'uomo “topo”scaraventato nell'abisso della miseria assoluta, ridotto alla condizione materiale dei roditori in una società che appunto non "vede", nemmeno a scopo precauzionale e di autotutela. Abiette condizioni esistenziali moltiplicate e ammassate a ridosso e all'interno di città grandi e piccole, non percepite, anzi "respinte" mentalmente dal cittadino medio come dal politico che dovrebbe essere il principale custode e responsabile della cosa pubblica. Non “vedere” il misero accattone che chiede l'elemosina al di là del vetro sigillato della propria macchina, lungo i marciapiede o in ginocchio all'ingresso di un ufficio pubblico è la prassi del cittadino medio: laddove una manifestazione di scontento, di umana insofferenza sarebbe già un atto di carità cristiana, per altro, a costo zero. Un riconoscimento dell'esistenza anche del mendicante, che, sicuramente, per quel che ci insegna il nobile occidente cristiano, avrà pure un'anima, se pure extra comunitaria.
Ma a ben vedere chi sono i topi? Gli uomini ridotti ad una vita bestiale e invisibile, oppure coloro che di fronte al più radicale bisogno del proprio simile decidono di non vedere, sebbene condizioni di vita tanto inaccettabili ci vengono sbattute in faccia tutti i giorni?
E non meritano epiteti similari o peggiori coloro che invocano le maniere forti, ignorando l'elementare principio per cui la legittimazione all'uso della forza non può prescindere dalla profonda consapevolezza delle proprie ragioni.
Ora, in nome della lotta al terrorismo si possono anche convincere gli Italiani a combattere una mezza guerra in Afganistan. Ma una guerra crudele contro i diseredati chi è capace di condurla fino alle estreme conseguenze, tolto l'onorevole Borghezio e qualche altro suo simile?
Certo, in ossequio alla lotta ai poveracci intrapresa da molti, ci sono anche i comici alla Enzo De Luca – sindaco di Salerno, tuttora iscritto e dirigente del PD - che la mattina sgombera baracche di clandestini e la sera sistema costose luminarie natalizie...
Ma poi, perché prendersela con il topo, un animale sì un pò sgradevole, ma pure socialmente evoluto, certamente più di certuni energumeni che ci tocca di incontrare tutti i giorni: un topo è disposto al suicidio pur di salvare la propria comunità... (ankor 11/11/07)

Uomini e topi di John Steinbeck


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