ERRI DEL LUCA - ALFONSO MENNA - ALFONSO GATTO...
Data: Mercoledì, 07 settembre @ 01:30:26 CEST
Argomento: COSTUME


Stasera, a Salerno, Erri de Luca ha parlato di poesia, di scrittura e di vita. Ci ha spiegato che la poesia è una forma speciale di "attrazione celeste", è l'unica forza misteriosa e potente in grado di sollevare l'uomo verso il cielo… Ha ripetuto con convinzione, di non considerarsi un poeta, e di essere uno scrittore di storie che vuole sempre trovare le parole appropriate… Ha raccontato dei poeti salvati dai partigiani durante la repressione tedesca in Polonia, per il solo fatto di essere poeti, indispensabili per poter resistere in tempi di disperazione e di morte. In apperenza, l'Erri De Luca di stasera è un uomo radicalmente trasformato, un altro uomo, irriconoscibile, rispetto al giovane dirigente di quarant'anni fa, responsabile nazionale del servizio d'ordine di Lotta Continua: una struttura para militare, tanto per dire le cose com'erano, molto più estesa e radicata sul territorio nazionale rispetto agli altri gruppi della sinistra extraparlamentare, molto più "leninista" che "spontaneista" (almeno sotto il profilo del cosiddetto "uso della forza"),  capace, all'occorrenza, di sostenere l'urto dei più agguerriti reparti di polizia e carabinieri. Era molto improbabile che, con quei servizi d'ordine schierati, qualcuno finisse isolato sotto i manganelli e gli scarponi dei poliziotti. Ovviamente, si parla di scontri fisici (spintoni, cazzotti, bastoni, manganelli...e i calci dei fucili, se c'erano i Baschi neri dei CC).
Ma, ritornando alla poesia, il racconto di Erri mi ha fatto tornare in mente un episodio che attiene al "sacro" rispetto che dovrebbe essere dovuto ai poeti. Il contesto è molto più leggero e aderente ad un clima partenopeo. Alfonso Gatto, che non era propriamente un bacia pile, fu fermato da solerti tutori dell'ordine e portato via a forza perché s'era messo a suonare il clacson all'impazzata davanti ad una processione che, il giorno del Corpus Domini, bloccava il centro di Salerno e gli impediva di arrivare alla stazione, dove avrebbe dovuto prendere un treno diretto a Milano.
L'allora sindaco di Salerno, Alfonso Menna (un democristiano dalla testa ai piedi e pur tuttavia da molti compianto), si precipitò in Questura, non appena saputa la notizia, per liberare l'improvvisato disturbatore di processioni. Si dice che, entrando in quegli uffici un po tetri che, pure a Salerno, riuscivano a trasmettere un'idea piuttosto inquietante del potere dello Stato,  Menna, rivolto ai poliziotti, avesse gridato: Ma, avete arrestato Alfonso Gatto. Quello è un poeta!". Il "Poeta" fu liberato di lì a poco, ma perse il treno.
(  G.S. - 09/07/2011).









Questo Articolo proviene da www.dilontano.it
www.dilontano.it

L'URL per questa storia è:
www.dilontano.it/modules.php?name=News&file=article&sid=389