VOTO SI' NON FOSSE ALTRO CHE PER DISGUSTO
Data: Giovedý, 14 aprile @ 00:37:34 CEST
Argomento: Politica


Cerco una spiegazione tecnica del referendum di domenica prossima. Dico tecnica, nel senso di spiegare la sola dinamica legislativa che sfocia nel quesito referendario (ammesso che il linguaggio dei legislatori nostrani sia comprensibile):
«Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?»
Ma questo è niente.
La norma in questione è stata modificata o sostituita: dall'art. 35, comma 1, legge n. 134 del 2012, poi modificato dall'art. 1, comma 239, legge n. 208 del 2015 e dall'art. 2, comma 1, legge n. 221 del 2015 e, dulcis in fundo, dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208...😖
L'ultima modifica, cioè la eliminazione dell'obbligo di richiedere il rinnovo della concessione e la trasformazione della sua durata 'a vita' è stata inserita al comma 221 dell'art.1 della legge di stabilità, votata con la fiducia nel dicembre 2015. 
Ed è quel pezzo di norma che andrebbe abrogata col voto referendario, pezzo inserito all'ultimo momento, nell'unico modo in cui poteva passare (è il caso di ricordare che il principio della 'concessione perpetua' era stato bloccato precedentemente sia dai 5stelle che dallo stesso Realacci, del pd).
Un articolo unico, la 'legge di stabilità', con 999 commi che tratta di tutto (persino del finanziamento per lo studio dell'ebraismo con lo stanziamento di 3 milioni all'anno, comma 213...). Un testo unico che va votato in blocco dalla maggioranza, sottoposta al ricatto di elezioni anticipate.
Solo questo basta e avanza per votare contro le indicazioni dell'esecutivo...

P.s..Ma questa va anche detta, sempre per capire come funziona il governo della Nazione: la maggior parte delle concessioni riguardano piattaforme dell'Eni, in scadenza nel 2015. L'Eni ha richiesto il rinnovo delle concessioni con 2 (due) anni di anticipo, ma il ministero competente non ha mai risposto e l'Eni ha continuato a fare il proprio lavoro...
SA - 12/04/2016.








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