IDEE SENZA NOME ?
Data: Lunedì, 13 novembre @ 01:12:18 CET
Argomento: Politica


Intervista a Guido Viale sul suo ultmo libro.
Per Viale non ha più senso parlare di 'sinistra', anche se ammette che il nemico è rimasto lo stesso, il 'vecchio' capitalismo, finanziarizzato e più aggressivo che mai, ma è sempre 'lui'.
Tutto sommato sembra che il nome 'sinistra' debba essere dismesso (senza sostituti) perché D’Alema e Tsipras dicono di essere di sinistra, pur non essendolo.
Ciò detto, a me sembra più giusto ed economico adoperarsi perché sia chiaro chi non è di sinistra, chi cioè non è contro il capitalismo,  piuttosto che rimanere senza nome, pur avendo chiare in testa le idee principali.
SA- 13/11/2017.


Mi domando se l’intervista è incompleta o se Guido Viale è divenuto un generico ‘nuovista’, alla Veltroni.
Del tutto plausibile dissociare il termine ‘sinistra’ dalla ‘sinistra’ cui accenna, compresa quella di Tsipras, che sta gestendo la colonizzazione germanica della Grecia. Mi domando se Guido Viale se n’è accorto, e come valuta il tragico epilogo dell’esperienza di Tsipras.
L’articolo si conclude con la constatazione che il ‘neoliberismo’ non è nulla di nuovo, è sempre il solito vecchio capitalismo che ha assunto forme adeguate ai tempi; e che ha inglobato uomini, categorie e culture della sinistra. Per inciso, non è una novità: i Francofortesi questa scoperta l’hanno fatta quasi un secolo fa e l’hanno motivata con straordinaria ampiezza ed efficacia. Questo non vale per l’Accademia italiana, per la quale Adorno è un attempato signore in pantofole che ogni tanto si affaccia alla finestra per vedere se è scoppiata la rivoluzione; ma questo è un altro discorso...
Bene, è evidente che quella ‘sinistra’ non ha diritto di cittadinanza in quanto tale, proprio perché non è sinistra. La contestazione e l’alternativa al capitalismo (che non è la sinistra di D’Alema e nemmeno quella di una ‘nuova sinistra’ rappresentata da avvocati ben acchitati e critici d’arte, privi di cultura politica ed anche giuridica, visto che non capiscono, o fingono di non capire, il senso dei trattati europei e le inevitabili conseguenze ad essi connesse), come la chiamiamo?
Non possiamo alludere ad un concetto di ‘sinistra’, poiché la ‘sinistra ufficiale’ sta tutta dall’altra parte (oltre che dalla parte del passato)?
Ma il nemico è rimasto lo stesso, ed io dovrei cambiar nome perché D’Alema e Tsipras dicono di essere di sinistra, pur non essendolo?
Il presupposto di questo ragionamento è che i principi base dell’anslisi delle dinamiche sociali siano quelli indicati dal pensiero marxiano, che si suppone continui ad essere il criterio di analisi adottato da Viale, che parla appunto del solito ‘vecchio capitalismo´.
Ciò detto, a me sembra più giusto ed economico adoperarsi perché sia chiaro chi non è di sinistra, chi cioè non è contro il capitalismo,  piuttosto che rimanere senza nome, pur avendo chiare in testa le idee principali.
SA- 13/11/2017.






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