LA CORRUZIONE NON E' UN SORTILEGIO E NON ALBERGA NEL NOSTRO DNA
Data: Domenica, 21 gennaio @ 02:34:22 CET
Argomento: Politica


Un servizio televisivo di Fabrizio Feo sul Tg 3 affronta il problema della corruzione.
Dai fenomeni corruttivi di rilievo nazionale a vicende più ‘domestiche’, riguardanti l'arresto di un giudice per fatti avvenuti a Salerno. Il funzionamento, o meglio, le disfunzioni di tutto il sistema pubblico, stretto tra vincoli finanziari esterni e feroce clientelismo politico, sono l'anticamera della corruzione, che ne diventa un coerente corollario...
Sa, 20/01/2018.


Dai fenomeni corruttivi di rilievo nazionale a vicende più ‘domestiche’.
Il funzionamento, o meglio le disfunzioni di tutto il sistema pubblico, stretto tra vincoli finanziari esterni e feroce clientelismo politico, è l'anticamera che porta alla corruzione come ad un corollario necessario e inevitabile...
Il servizio di Fabrizio Feo, preciso e sintetico nel racconto e nell’andare a scavare ‘in loco’ le origini del fenomeno e la sua natura ‘culturale’, dice molto in poco tempo. E lascia chi lo vede a meditare sul problema politico che domina sullo sfondo, pur non essendo l'oggetto del servizio.
La corruzione, per la sua diffusione sembra essere, più che un reato, un 'andazzo', come tale considerato anche da una buona porzione dell’amministrazione della giustizia, se è vero (come dichiara nel servizio il presidente dell’Anac) che non poche Corti di Appello sono riuscite, a distanza di una decina d’anni, a portare a compimento soltanto uno o due processi per questa tipologia di reato, prima della prescrizione.
La corruzione non è un fenomeno pervasivo perché ‘parte integrante del dna italico’ (sarebbe una teoria parallela a quella riportata in auge, senza saperlo, da un geniale politico della Lega…), o perché determinato da un qualche oscuro sortilegio.
Chiunque abbia a che fare con la pubblica amministrazione e, indirettamente, con la politica, può testimoniare quanto la pubblica amministrazione si stia deteriorando, in un processo che sembra lucidamente finalizzato alla dissoluzione dello Stato. Le grandi ristrettezze da un lato, imposte dal ‘patto di stabilità’ e quindi dagli esiziali ‘vincoli europei’, la legislazione sovrabbondante e tecnicamente pessima, il clientelismo politico divenuto feroce e disinvolto oltre i limiti di tollerabilità, rende gli uffici delle pubbliche amministrazioni e delle organizzazioni di servizi ad esse legate (partecipate, in prima fila) dei luoghi in cui quotidianamente si consumano arbitrii, ingiustizie, abusi, ritardi, comportamenti irragionevoli e sprechi demenziali di pubblico danaro, in omaggio al principio che si obbedisce a chi comanda e non ad un criterio di pubblico interesse. “Mi serve un altro deficiente per la presidenza della Centrale…”, si raccontava una volta per magnificare il nuovo decisionsmo ruspante che tanto appaga gli elettori (dalle Alpi alle piramidi) e che tuttavia ha portato a penose situazioni, che si vivono ogni giorno nei luoghi deputati all’amministrazione della cosa pubblica. Situazioni che allontanano e disgustano i cittadini, impiegati e funzionari onesti che, semplicemente ‘soccombono’, che cercano di andarsene al più presto in pensione, di risolvere il problema che li riguarda in un modo qualsiasi (moralmente lecito o illecito che sia); che decidono di tirare avanti e di ‘non vedere’ quel che succede, semplicemente perché ‘non c’è nulla da fare’…
Su come vengono appaltati i lavori e realizzati, scelti i primari negli ospedali, sostituiti gli autisti, i direttori generali, gli impiegati d’ordine, i presidenti, e persino i capi cantiere o fatti i turni di lavoro tra i forestali delle Comunità montane, ci sarebbe da scrivere per l’eternità…
Tutto questo non è ancora corruzione, almeno nel suo significato tecnico - giuridico, è la grande anticamera che porta alla corruzione come ad un corollario necessario, inevitabile, addirittura utile…







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