DESTRA SINISTRA E LOTTA DI CLASSE
Data: Martedì, 06 marzo @ 20:26:14 CET
Argomento: Politica


Risposta alla figlia di un vecchio comunista.
Lia: "Sarei felice se tu mi scrivessi anche in privato qual é la sinistra per te".
Tuo padre chi difendeva, i banchieri o le tabacchine di Battipaglia?
Suppongo fosse un uomo di ‘sinistra’, poiché gli stava a cuore la giustizia sociale da un punto di vista di classe, nel senso che il suo punto di vista non era quello...dei banchieri.
La lotta per l’emancipazione di quelli che stanno ‘sotto’ non è finita perché Renzi e la socialdemocrazia sono passati dall’altra parte.
L’equivoco semantico, alimentato dall’establishment, per cui gli eredi del Pci sono la ‘sinistra’ serve ad ostacolare la nascita di qualcosa di sinistra.
Purtroppo. sono involontari alleati di costoro le teste di minchia che mettono insieme un frasario di sinistra, uno pseudo lavoro sociale senza legami stabili e conoscenza dei rapporti di produzione, che vanno a immolarsi periodicamente in prevedibili, insignificanti fallimenti elettorali, e che perpetuano (secondo uno schema psichiatrico) la storica sconfitta della sinistra.
Per fortuna, quelli che ‘stanno sotto’ si danno da fare. Nulla vieta di leggere nel risultato elettorale di ieri un preciso scontro di classe in cui, come è evidente a tutti, la ‘sinistra’ (dell’ establishment e del mainstream) in realtà è la destra; ovvero, una delle facce della destra; Mentre la ‘destra’, magari quella più becera, ha un programma più di ‘sinistra’ della cosiddetta ‘sinistra’. Mi riferisco alla Lega, che, tolta la flat tax e norme securitarie di stampo reazionario, ha ripreso pari pari l’analisi e il progetto keynesiano del prof. Alberto Bagnai; così come l’analisi sull’Euro, strumento di compressione dei salari, di scardinamento dello stato sociale, di trasferimento di risorse dal sud al nord Europa. Persino i mini bond (moneta alternativa utilizzabile in determinate condizioni) è frutto della elaborazione di accademici di formazione keynesiana, o marxiana, costretti a costruirsi propri strumenti di comunicazione perché la ‘sinistra’, Manifesto in testa, li boicotta.
In effetti, esiste, o meglio, potrebbe esistere anche un programma di sinistra, che, esattamente come fa la Lega, tiene insieme operai, piccoli commercianti, precari, persino imprenditori spremuti dalla crisi, dal ‘fascismo fiscale’ dello Stato, vittime delle politiche economiche e commerciali della UE. Un programma finalmente chiaro anche sull’euro e su di un diverso assetto geopolitico.
Insomma, ho l’impressione che i più grandi ostacoli al sorgere di una sinistra decente sia la ‘sinistra’ dell’establishment e quella delle teste di minchia che resuscitano sotto elezioni per poterle di nuovo perdere disastrosamente.
Non è un‘ utopia...
SA - 05/03/2018








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