LA 'SINISTRA' PRODUCE...SARDINE
Data: Sabato, 23 novembre @ 18:08:31 CET
Argomento: Politica


Non sono bastati 20 anni di anti berlusconismo che serviva a spostare la discussione sugli ‘anti’ invece che sulla ‘politica’, su ciò che andava fatto...
A Semiramide, forse una regina assira vissuta intorno all’800 a.c., viene attribuito il concetto per cui un nemico accanito, ma non particolarmente pericoloso, può tornare sempre utile...

Dedicato a Mariella, che mi dà del rancoroso, perché critico le 'Sardine'(segue...)
L'immagine può contenere: spazio all'aperto e acqua


Dedicato a Mariella, che mi dà del rancoroso, perché critico le 'Sardine'...
Sarebbe buona cosa accettare la discussione sul merito. Saltare merito e argomenti col marchio del 'rancoroso', è un modo come un altro di rifiutare la discussione.
Quel che dice il filosofo citato da Giovanni Amatuccio, è un pò tranchant, ma è vero. Io ricordo gli indiani metropolitani, i girotondini, il movimento viola, la pantera...ed ora...le sardine. Chi ha memoria e conoscenza diretta della durezza (della violenza) dello scontro sociale degli anni '70, che può pensare, se non che si tratta di innocue scaramucce?
(Il paragone mi pare legittimo, considerando il fatto che gli anni '70 vedevano un'economia in crescita, un tessuto sociale molto più coeso e fiducioso, nonostante tutto. Oggi, con un apparato industriale smobilitato del 25% nell'ultimo ventennio e con una crisi sociale e morale di proporzioni ben più gravi, che ruolo può avere il popolo delle sardine? Cosa esprime in un contesto sociale selvaggio e muto, dove la violenza sociale è in un’unica direzione, dove la lotta di classe la fanno solo i ‘padroni’ e i loro servi ?)
Altro argomento, del tutto gratuito: se siamo a questo punto è colpa delle 'vecchie generazioni', che hanno costruito questa società'. Io credo che la politica sia come il diritto penale: ognuno risponde di quel che ha fatto e fa. Se dominano i ladri e gli opportunisti ed io li combatto, non posso essere accomunato a loro per un fatto generazionale. Sono argomanti tipicamente reazionari, che trasformano la lotta politica e sociale, mistificandola come lotta generazionale...
Certo, il marchio delle Sardine (registrato!), come elemento di strategia comunicativa per fronteggiare la marea reazionaria che si profila all'orizzonte, non può che essere un'idea geniale. Sicuramente si ispira alle 'strategie indirette' o alla deliberata scelta di fornire al nemico informazioni riduttive della propria forza, come insegnavano i cinesi 500 anni prima di Cristo (mi è rimasto impresso un testo di Sun Tzu - la copertina gialla più che il contenuto -, che non trovo più, maledizione !).
Adesso ho letto anche il manifesto delle sardine: che è un'opera d'arte di grande effetto psicologico, dicono i 'giornalai' della Stampa, del Corriere e dell'Espresso. Io di questo mi preoccuperei, e non poco...
In realtà, è un proclama 'antipopulista' politicamente vuoto, che ci esorta a non votare Salvini e che, ahimé, ignora la beffa più tragica cui andremo incontro: in tanti voteranno per il 'Capitone' perché credono che ci libererà da quella 'borghesia vendidora' (il termine desueto è di uno storico dell’economia, che si definisce cristiano-marxista), che sta spogliando l'Italia da una trentina d'anni, svendendone pezzi vitali al miglior offerente. Questo dato, vero o sbagliato (per me profondamente vero), sta nella testa non dei populisti, ma del 'popolo'. Il 'popolo' bisognerebbe conoscerlo e parlarci. Questo significa, per il 'povero popolo ignorante', livelli di dispoccupazione non sostenibili, condizioni di povertà e insicurezza sociale, ignoranza, mai toccati dal dopoguerra; percezione netta di diseguaglianze e ingiustizie che gridano vendetta. La propaganda salvinaiana è molto abile perché mette insieme elementi di verità, con la promessa (falsa) di fare la guerra a quella borghesia e a quella Europa, che, invece, finanzia o aspetta Salvini, quando andrà al potere, se ci andrà, con accordi già fatti. Borghesia vendidora agganciata all' "Europa produttiva", regione transalpina realizzata di fatto; sud, colonia, senza ulteriori infingimenti...
Le ‘Sardine’ sono dentro questo gioco, nel quale i contendenti dei due business, la ‘destra’ e la ‘sinistra’ (Chomsky), muovono le loro pedine.
Tuttavia, il 'Populismo' è anche di sinistra: lo spiega - malamente - il buon Fassina; lo diceva con brevità e chiarezza esemplari, un antico maestro, Lelio Basso...
Ma le gioiose sardine, non violente, queste cose non le sanno e non le vogliono sapere. Credono che gli elettori di Salvini siano solo una massa di deficienti e di fascicti, e non, anche, milioni di persone ridotte in miseria, o alla disperazione, che non hanno il tempo e il modo di discettare sui diritti civili, tanto cari alla sinistra di Capalbio.
E credono che la lotta politica si faccia col marketing.
La beffa ancora più grande è che molti di quelli che votano Salvini sanno benissimo che finirà come nel ventennio berlusconiano, e ti dicono: perché votare per una 'sinistra' che fa le stesse politiche, se non peggio, e dice di essere per i lavoratori e i disoccupati? Tanto vale scegliere l'originale. Almeno mi risparmio qualche bollo auto che mi condonano...
Ma la democrazia, i diritti civili ? "Ma quali diritti civili ? A me, a 60 anni, ci sta mantenendo mia suocera", mi ha detto stamattina un signore che spesso incontro al bar...
Certo, che rancorosi che sono questi disoccupati sessantenni, mantenuti dalla suocera...

G.S. - Sa - 22/11/2019.








Questo Articolo proviene da www.dilontano.it
www.dilontano.it

L'URL per questa storia è:
www.dilontano.it/modules.php?name=News&file=article&sid=620