Un gran film, un grande concerto
Data: Martedì, 29 novembre @ 21:36:17 CET
Argomento: Spettacolo


Romain Duris, Maria Joao, Mario Laginha: il meglio della scorsa settimana in città.


Romain Duris, Maria Joao, Mario Laginha: il meglio della scorsa settimana in città.
Tra cinema e concerti, vi dico cosa ho visto di più bello nei giorni scorsi a Salerno. Un film magnifico è "Tutti i battiti del mio cuore", titolo assolutamente inadatto a rendere il senso del film e facilmente dimenticabile, tanto è banale.
 Il film è splendido, vero, forte e senza infingimenti. Il regista è un francese di nome Audiard. Non chiedetemi il nome di battesimo, perché al momento mi sfugge. Non è essenziale. L'interprete è uno strepitoso giovane attore, Romain Duris, secondo me il più grande attore oggi visibile sugli schermi di tutto il mondo ( limitati a quelli che noi riusciamo a vedere, naturalmente). Deve essere più o meno un trentenne. Bravissimo. La trama è originalissima: un immobiliarista (che brutto mestiere! Consiste nel comprare in nero immobili fatiscenti, cacciarne a calci gli occupanti abusivi, rivendere gli immobili chiaramente lucrando guadagni immensi e illeciti, oltre che sconosciuti all'erario), dunque tornando a bomba Romain a un certo punto riscopre la sua passione per il pianoforte e comincia a dividersi fra pestaggi notturni e sonatine. Soggetto strano, no? Andatelo a vedere, appena torna in città. Io l'ho visto al cinemino del Teatro delle arti, su all'ex Seminario. Devo riconoscere, una gran bella sala, poco frequentata.
Altro spettacolo splendido visto nei giorni scorsi è stato il concerto di una cantante portoghese che non conoscevo assolutamente. Maria Joao, accompagnata al piano da un altro a me sconosciuto pianista, Mario Laginha: due grandi artisti. Maria è figlia di un portoghese e di una angolana, e fa un jazz ricco di suggerimenti musicali africani e non solo. Passa da toni maschili, bassi,  a toni acuti. E sperimenta vocalizzi che non hanno niente a che fare col jazz cui abbiamo fatto l'orecchio, eppure sono vere improvvisazioni, vero jazz. Mi ha ricordato Sajnko (il nome l'ho scritto malissimo, la prossima volta saro' più precisa), una incredibile cantante originaria della Mongolia che tre o quattro estati fa ci ha incantati in un indimenticabile concerto al fiordo di Furore.   
Perché parlo di questi due spettacoli? Prima di tutto perché mi hanno incantato.
Se ne può trarre però anche una morale. Bisogna andare a vedere le cose che non si conoscono, quelle che non godono di pubblicità sui giornali o in tv. Bisogna avere fiducia nei titoli sconosciuti e nei nomi nuovi. Si scoprono così degli artisti eccezionali, il meglio, quelli che non godono del supporto dello show business. Vi saluto. So bene di avere scritto un pezzo senza le necessarie indicazioni giornalistiche, con informazioni monche e qualche errore nei nomi. Non fa niente. Se volete informazioni più precise, teniamoci in contatto. Ah, stasera vado al cinema Fatima a vedere "Il Sole" un film sull'imperatore Hiro Hito. (Ho sbagliato l'ortografia del nome? Può darsi). Poi vi dirò com'è. Ciao, belli!








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