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Sintesi delle osservazioni di Italia Nostra al P.U.C. di Salerno.

La sezione salernitana di Italia Nostra ha redatto una sintesi delle Osservazioni al P.U.C. presentato dall’Amm.ne comunale di Salerno lo scorso agosto. L’intero documento - al quale si rinvia - è stato già pubblicato ed è presente su questo sito. Intorno al Piano urbanistico si è finalmente aperto un acceso dibattito, soprattutto in seguito alle gravi vicende giudiziarie che ne accompagneranno l’incerto iter per la sua definitiva approvazione.





SINTESI delle OSSERVAZIONI al P.U.C.

presentate dalla Sezione di Salerno di Italia Nostra



- 1 - elusione dell’obbligo delle procedure di V.I.A. per il complesso degli interventi previsti nel P.U.C.

- 2 – tutela e valorizzazione dei beni culturali, ambientali e paesaggistici;

- 3 - dimensionamento e progetti di trasformazione urbanistica;

- 4 – interventi per l’obiettivo “turismo”



1 – L’elusione dell’obbligo è teorizzata alle pag. 3 e 4 della Relazione ambientale ove si legge testualmente:


“…la descrizione delle azioni ascrivibili ai Piano Urbanistici ai fini della loro valutazione di impatto ambientale, impone delle riflessioni di carattere generale, ai fini della concreta individuazione del metodo adottabile.
Il Piano, infatti, a differenza del progetto della singola opera, configura la futura attuazione di insieme di interventi, attraverso sistemi strutturati e complessi di azioni, in attuazione di una generale politica di assetto del territorio. Pertanto le varie azioni, in attuazione del Piano sono tra loro sinergicamente connesse tanto che, modificandone una, si introducono automaticamente variazioni nelle altre, in misura difficilmente determinabile.
In linea di larga massima, le azioni contemplate in un Piano possono essere comprese in due grandi categorie: quella di tipo propositivo, preposta alla realizzazione di opere ed in genere trasformazioni territoriali e quella di tipo inibitorio, tesa a proibire azioni “indesiderate” perchÚ giudicate comunque “deleterie” dal Piano”…
…”Tuttavia, ai fini di una valutazione ambientale,anche se in linea teorica può essere ritenuta accettabile la suindicata descrizione del Piano alla stregua di un macro progetto urbano, esistono notevoli difficoltà, concettuali e pratiche, a proposito della complessità e della indeterminatezza degli obiettivi ed effetti che il Piano prevede, e dei loto probabili tempi di attuazione, rispetto ad un vero e proprio progetto di una singola opera.
A tal riguardo, quindi, si ritiene importante riaffermare il concetto di contestualizzazione dell’analisi relativamente al tipo di strumento urbanistico. Infatti, all’interno della pianificazione comunale, va differenziato il livello di approfondimento e di specializzazione delle analisi ambientali che, evidentemente, debbono fare riferimento a studi con specificità diverse rispetto al tipo di strumento in questione, man mano che ci si avvicina dal livello “generale” a quello “attuativo”.
In sostanza la nuova Legge Regionale ha inteso introdurre le tematiche ambientali all’interno del processo decisionale e, quindi, trasferire nelle norme di attuazione del P.U.C. indirizzi e prescrizioni che possano rendere operanti le valutazioni emerse in sede di analisi esplicitando, quindi, tutte le misure “compensative” previste, funzionalmente all’equilibrio ambientale degli interventi.
Pertanto, il livello dello studio ambientale sarà proporzionato alle criticità presenti negli ambiti considerati. Conseguentemente lo stesso non rivestirà caratteristiche estremamente tecniche che appesantirebbero l processo formativo del Piano, me bensì intende rappresentare un inquadramento generale in cui vengono evidenziate le problematiche ambientali riscontrate e le scelte effettuate per la loro soluzione.
In definitiva, sulla base degli indirizzi contenuti nel citato All. 1 della Legge Regionale, il presente Rapporto Ambientale sarà articolato secondo i seguenti criteri metodologici.




Occorre, però, osservare che per innumerevoli interventi previsti del P.U.C. - è già stato raggiunto il livello “attuativo”


PressochÚ tutte le tavole relative alla “zonizzazione” contengono interventi “in itinere”.


Esemplari sono i casi dei porti turistici “S.Teresa” e ampliamento del “Masuccio salernitano”.


Per essi sono state condotte ricerche affinatissime, ma soltanto meteomarine e sedimentologiche: nulla che attenga all’impatto ambientale che, per un tessuto urbano consolidato su cui tali interventi vanno ad “impattare” non può assolutamente prescindere dalla storia, dalle tradizioni, dalle immagini consolidate della città che ne risulterebbero, tutte, irrimediabilmente danneggiate ed offese.


D’altra parte simili indagini – di elevatissimi costi - sono possibili su modelli che riproducano fedelmente l’opera progettata.


Ebbene: con le norme di attuazione - v. all.to N1 – “norme tecniche di attuazione” – cp. VII: Normativa delle zone F, art. 125 . Generalità - di cui si riporta il testo:

“E’ noto come molti interventi, prefigurati dall’attività di pianificazione di questi anni, siano già stati realizzati, altri siano in itinere, per altri ancora si siano determinate le necessarie condizioni di compatibilità amministrativa ed economica.
Il P.U.C. conferma ed organizza le scelte di infrastrutturazione già operate, determinando le premesse per una buona e flessibile gestione delle attrezzature esistenti e perchÚ quelle da realizzare siano perfettamente inserite nella programmazione urbana. E’ appena il caso di segnalare come alcuni degli interventi elencati negli articoli seguenti rivestano un’importanza basilare per il futuro di Salerno. I nuovi porti…”
…”In coerenza con le più recenti disposizioni in materia di finanza di progetto, si prefigura – per la realizzazione e la gestione di tutte le opere pubbliche – la possibilità dell’intervento dell’imprenditoria privata. A tal fine sembra opportuno – e il P.U.C. ne pone le premesse – prevedere che, sin dalla fase dell’ideazione, i progetti contengano i presupposti di redditività necessari al concorso del capitale privato”

Si intendono approvati gli tutti gli interventi presenti nel P.U.C. per nessuno dei quali è stata mai – e mai sarà - redatta la Valutazione di Impatto Ambientale, contravvenendo alla L.R., alle Leggi dello Stato, alle Direttive U.E. e smentendo, persino, la suesposta fantasiosa interpretazione della Legge stessa.

L’intenzionalità dell’elusione – i cui profili giuridici sono sintetizzati nel 1° paragrafo delle “osservazioni” – è confermata dalle mancate puntuali indagine e catalogazione dei beni da tutelare – come previsto dalle Leggi dello Stato – come denunziato nel 2° paragrafo delle “osservazioni”.


Le conseguenze di tali scelte non mancano di incidere anche sullo spropositato dimensionamento dello sviluppo di edilizia residenziale – basti pensare al fabbisogno di standards che esso comporta, incidente proprio su non pochi “brani” del patrimonio ambientale - che a tale danno aggiunge quello, non minore, della spinta all’in su della rendita immobiliare.

Tanto forma oggetto del paragrafo 3° delle “Osservazioni.”

Infine il paragrafo 4° delle “Osservazioni” esamina in dettaglio gli interventi previsti per l’ “ambito ambientale omogeneo” (?) n. 5, che dovrebbe costituire il fulcro per lo sviluppo turistico, ma che, invece, è soltanto lo spazio dove la speculazione si trasferisce dalla terra ferma al mare, trasformandolo, ovviamente, per buona parte, in terra ferma.

 
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