Cinema: Good Night, and Good Luck
Data: Domenica, 12 febbraio @ 21:10:41 CET
Argomento: Cinema


E così, finalmente, ho visto “Good Night, and Good Luck”. Caso raro in cui, avendo già sentito dir bene del film, ho visto l’opera prevalere sull’aspettativa.


E così, finalmente, ho visto “Good Night, and Good Luck”. Caso raro in cui, avendo già sentito dir bene del film, ho visto l’opera prevalere sull’aspettativa.
Cinema e televisione in una fusione mirabile. Cinema per raccontare, in un suggestivo bianco e nero, la storia dell’anchorman E. R. Murrow che dagli schermi della televisione, in pieno maccartismo, osa attaccare il senatore McCarthy e il pericoloso fanatismo delle sue crociate. Televisione per denunciare, ed ecco l’attualità del film, l’uso spregiudicato che si fa di uno strumento tanto delicato e tanto potente. Meglio di ogni commento le parole che il misuratissimo protagonista David Strathairn pronuncia all’inizio del film:
“E’ mio desiderio e mio dovere parlare a tutti voi apertamente di ciò che sta
accadendo alla radio e alla televisione e se quello che dico è responsabile, allora io solo sono da ritenere responsabile. La nostra storia sarà quella che noi vogliamo che sia e se fra cinquanta o cento anni degli storici vedranno le registrazioni settimanali di tutti e tre i nostri network, si ritroveranno di fronte a immagini in bianco e nero o a colori, prova della decadenza, della vacuità e dell’isolamento dalla realtà del mondo in cui viviamo. Al momento attuale siamo tutti grassi, benestanti, compiaciuti e compiacenti; c’è un’allergia insita in noi alle notizie spiacevoli o disturbanti e i nostri mas media riflettono questa tendenza, ma se non decidiamo di scrollarci di dosso l’abbondanza e non riconosciamo che la televisione sopratutto, viene utilizzata per distrarci, ingannarci, divertirci e isolarci, chi la finanzia, chi la guarda e chi ci lavora si renderà conto di questa realtà quando ormai sarà troppo tardi per rimediare”.

Coppa Volpi per la migliore interpretazione a David Strathairn alla Mostra del Cinema di Venezia 05,
Nominations Oscar 2006, una sfilza. Miglior film. Miglior regista. Chi? E chi se non quel pacioccone di Geoge Clooney che ha coinvolto lo spettatore e ne ha toccato qualche corda, lì nel profondo, lì dove un Martini può aiutare un po’, ma niente di più.

Gianni






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