SALGADO/WENDERS
Data: Sabato, 20 dicembre @ 14:55:42 CET
Argomento: Spettacolo


A vedere il film didascalico - fotografico - filosofico di Wenders vengono tanti pensieri. Allo scorrere delle prime immagini di Salgado ( pur note ), ho intimato a me steso: appena a casa cancello le mie inutili, stupide, sdolcinate fotografie che ho messo su Flickr. Perché avrò fatto un gesto tanto insensato. Il senso critico dove l'avrò perso ?
Poi, dopo le immagini del Ruanda, e del Congo e della Serbia, le proprie piccole cose, foto comprese, sono nulla al cospetto dell'olocausto permanente, raccontato dal Grande Fotografo, che gli umani infliggono ai propri simili senza tregua e pietà.
L'inferno contemporaneo, fosco e disperante non meno di quello dantesco, attraversa e fa a pezzi l'anima del fotografo e dei suoi spettatori. E ciò è sentito con maggiore drammaticità e partecipazione se le foto sono accompagnate dalle sequenze in cui l'autore racconta e spiega la sua personae tragedia, chiamato a vedere e documentare l'orrore senza fine e limiti.
E poi, il meraviglioso narratore dell'uomo e del suo mondo, con le immagini delle tribù dell'Amazzonia, o dei Gorilla, degli iguana delle  Galapagos, e degli avventurosi pinguini dell'Antartide, ci mostra che la terra e l'universo superano gli orrori degli uomini e proseguono per proprio conto. Sicché, il detto di Adorno, 'dopo Auswitz la poesia non ha senso', sembra infondato, e l'incubo di una notte senza speranze dissipato da un'aurora di sconvolgente bellezza.
SA-19.12.2014


  • Tommaso: la verità è che l'essere umano fa schifo. e pochi, come salgado, raccolgono su di sè riscattandole le miserie del mondo.
  • Maria Emanuela:e con che criterio stabilisci che le foto che fai sono inutili ? ....
    A me piacciono tutte quelle che hai postato .
    Ti diffido dal cancellarle
  • Velia Idem..è chiaro che se ci si va a confrontare con i migliori fotografi si viene presi dallo sconforto..!!
  • Massimo Non dimentichiamo che non si tratta semplicemente di un'astratta bravura, di puro talento o sensibilità artistica, ma di lavoro duro e totale dedizione. Si tratta di aprire totalmente se stessi al mondo, in modo tale che questo incontro produca un senso e lo comunichi, anche a rischio di ammalarsi nell'anima. Il fare e l'essere coincidono. Io non farei confronti. La mia ammirazione per Salgado, come uomo, come artista, come testimone, è incondizionata. Grazie a Wenders per avercelo ricordato.
  • Beppe I 'confronti' per uno che non si limita a fare il fotografo della domenica sono inevitabili, naturali e istruttivi. E' un tipo di 'confronto' che alla fine si estende alla natura e alla profondità dell'impegno espressivo. Ed è abbastanza naturale che, di fronte alla vastità e potenza dell'opera di Salgado, il povero fotoamatore, per quanto abbia amato (ed ami) i propri personaggi con un animo simile a quello del grande maestro (al quale Virgilio e Dante sembrano fare da sfondo ), non può non vacillare e non riparametrare la propria considerazione di fotografo. Ogni cosa al suo posto... a Sagado quel che è di Salgado...
    (e a Wenders quel che è di Wenders)
  • Teresa Hai ragione, Beppe a paragonarlo alla Divina Commedia: è un'opera vasta come la terra e dentro c'è tutto, veramente tutto. Sono immagini potenti che fanno commuovere e pensare. Ho trovato anche il commento veramente bello.






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