LE DONNE DI ALMODOVAR E I MASCHI ESTINTI (che cantavano Volver di Gardel).
Data: Venerd́, 07 luglio @ 17:27:48 CEST
Argomento: Cinema


...Certo, continua a descrivere la ‘inferiorità’ dei maschi, così malconci che in questo film quasi scompaiono. Patetici, maniaci, senza scrupoli, senza ideali e prospettive, senza cultura. Muti, non più utilmente adoperabili nella trama di un film, se non per fare da comparse...

E’ un grande divertimento veder scorrere le sequenze di questo film, che sembrano realizzate semplicemente, con una certa nonchalance, come se il regista stesse pensando ad altro mentre gira, e percepire invece l’eleganza, la maestria, trattenute per una sorta di ironica modestia, far capolino tra le pieghe delle scene, e poi saltar fuori, evidenti, piene, a mo’ di lezione.
Almodovar è un maestro, un maestro pure divertente.
Certo, continua a descrivere la ‘inferiorità’ dei maschi, così malconci che in questo film quasi scompaiono. Patetici, maniaci, senza scrupoli, senza ideali e prospettive, senza cultura. Muti, non più utilmente adoperabili nella trama di un film, se non per fare da comparse, da pretesti fungibili.
Volver, una canzone simbolo dell’epopea Gardeliana, che ancora oggi raccoglie proseliti o estimatori (un anno fa il Manifesto ha pubblicato un CD di musiche di Calos Gardel interpretate da Luis Bacalov ), nel film viene espropriata al suo interprete storico e consegnata alla voce - doppiata? - o agli occhi, se si preferisce, di Penelope Cruz.
Al genere maschile non è più dato nemmeno di illudersi (o autolusingarsi), immaginando di cantare e ballare il proprio “pensiero triste”, magari un pò narciso, l’amore desiderato o finito, la nostalgia, la tristezza pura e profonda, senza nemmeno aspirare ai passi complicati del tango? Niente da fare. Per Almodovar sembra che il mondo maschile sia praticamente sprofondato.
E sia pure. Il maschio che scrive è disposto a patire questa condanna, si spera non definitiva, per tutti i soprusi perpetrati nei secoli dal potere mascolino ai danni delle donne. Non è però disposto a credere che le donne siano tutte generose, belle e solidali come il Maestro le descrive. Ci sono pure le stronze. Giuro.





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