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P.ZZA SAN GIOVANNI. QUALCOSA STA CAMBIANDO, MA IL TEMPO E' POCO

Raccolgo, in sintesi, quello che mi sembra rilevante dell’esperienza di Piazza San Giovanni.

  1. Arrivato con un pò di anticipo, mi chiedevo quali valutazioni avessero fatto gli organizzatori per scegliere la piazza più grande e simbolica della capitale. Ma anche la più impegnativa, nel senso che un afflusso ridotto avrebbe moltiplicato gli effetti di un eventuale flop. La piazza si è andata riempiendo con un flusso lento e incessante, tanto che, ad un certo punto, la Tiziana Alterio, ha interrotto la sua appassionata orazione per dire: Ma siete in tanti. E’ meraviglioso!Prima domanda: Questo ‘popolo’, me compreso, è giunto da tutta Italia perché segue i vari canali dei social, Facebook e si scrive su Telegram? Credo sia molto più probabile che tanta gente si sia mossa perché ha toccato con mano, nell’esperienza concreta del covid e sulle tante piazze di grandi e piccoli centri, la sincerità, la solidarietà vera di medici, infermieri, militanti improvvisati che hanno aiutato, spiegato nei fatti, con le parole e le opere, il ‘grande inganno’, le sue caratteristiche, i suoi scopi. Questo, una volta si chiamava, nell’accezione più nobile:’lavoro politico’.
  2. La qualità degli interventi.
    Tutti gli interventi di P.zza San Giovanni, salvo, forse, il primo, erano ‘nuovi’ (nel senso di diversi dalle litanie politiche del mainstream), erano ‘politici’, erano centrati, ognuno con specifici contenuti, e in profonda sintonia ‘sentimentale’ con le centomila persone che sono venute ad ascoltarli. Dalle parole semplici e genuine della studentessa, al discorso più articolato dell’operaio metalmeccanico, che ha detto di essersi vaccinato, ben sapendo che il suo nemico non è il collega non vaccinato; che ha ricordato l’impegno e le lotte per la salvaguardia della salute nelle fabbriche nell’inverno del 2020, quando, quasi tutti i metalmeccanici  hanno lavorato (mentre gli altri stavano fermi) ‘per non mandare a picco il Paese’. “Nelle fabbriche non ci sono stati focolai, sebbene non avessimo nemmeno le mascherine per proteggerci”.
    Tutti i gli interventi avevano un nucleo comune che riguarda: il ‘grande inganno’ del Covid usato come strumento di attacco alle libertà costituzionali, e quindi ai diritti sociali ed alle condizioni economiche (una crisi economica finalizzata alla distruzione della piccola impresa ed alla drastica riduzione del costo del lavoro, non è possibile in un regime democratico); una visione finalmente geopolitica nella quale l’Italia è vista come un paese assoggettato a tecniche di destabilizzazione, per la sua posizione strategica, ma anche per le sue intrinseche capacità concorrenziali, se lasciato libero; ed anche una visione resistenziale. E’ sempre l’operaio metalmeccanico ad aver osservato che non avrebbe mai immaginato di vedere al suo fianco sul palco una vice questora della Polizia di Stato: “Questo avviene perché siamo in tempi simili a quelli del CNL”.
  3. E’ cambiato il linguaggio. Finalmente quelli che impropriamente possono definirsi i ‘dirigenti’ di questo movimento non solo parlano la stessa lingua del movimento, ma sono comprensibili e credibili ad altri milioni di soggetti, che hanno sperimentato la cura ‘intensiva’, violenta e vomitevole della comunicazione di regime. Un esempio per tutti è proprio il discorso della vice questora Nunzia Schilirò, che ha parlato col cuore ad una folla commossa, di diritto, di libertà inviolabili, di  una Costituzione vilipesa.
  4. L’organizzazione. Sono tantissimi i gruppi,  le sigle che lavorano ad un progetto che a me pare avere un suo DNA, che si snocciolava nelle analisi e nelle proposte, proprio sul palco di Piazza San Giovanni. Non c’è il settarismo utopico degli anni ’70 e nemmeno il verticismo tecnologico e impolitico che ha segnato la fine dei 5 stelle. E questo non è poco. E’ tutto (o quasi) nuovo.
  5. I tempi sono stretti. Un titolo dell’Antidiplomatico a fianco della faccia poco rassicurante di Draghi scrive: “Arrendetevi. Siamo pazzi”. In effetti, il ‘governo dei migliori’ sembra avere un programma molto stretto che deve portare avanti a tappe forzate e a qualsiasi costo. Nessuno ha idea su quale sia lo sbocco di questa furia vaccinista, legata ad un programma di controllo capillare e repressivo dei cittadini. E’ certo che porteranno il più avanti possibile un sistema di controlli e limitazioni dalle quali sarà sempre più difficile tornare indietro. Questo è il loro obiettivo minimo. Per quelli che hanno capito la natura del gioco e vogliono contrastarlo non c’è tempo da perdere.

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IL MAGNATE FILANTROPO AMBIENTALISTA E CONTADINO
Mi dicono che stasera sulla Rai era in onda una mega marchetta in onore di Bill Gates: già magnate di Big Tech, passato dalla ‘cura’ dei virus informatici a quelli biologici (terribilmente simili nel modus operandi), divenuto finanziatore insostituibile di entità internazionali come l’Oms e l’Ema (l’ente europeo del farmaco), enti sovvenzionati dalle industrie che, gli Enti in questione, dovrebbero controllare. Già celebrato dai pennivendoli nazionali come ‘filantropo’, è di recente approdato alla militanza ambientalista. 
Dubito che Fazio gli abbia chiesto come mai sia anche diventato, nel giro di pochi anni, il maggior proprietario terriero USA.
Ricordo che a metà degli anni ‘90 Gates comprò il codice Hammer, un manoscritto con disegni di Leonardo (alla modica cifra di 30 milioni di dollari, che l’omonimo banchiere aveva pagato 5 milioni di dollari 15 anni prima). Gates, venne a Milano, a mostrare la meraviglia leonardesca, ricevuto e ossequiato da un Veltroni non meno servile di Fazio.
Mi trovavo a Milano e andai a vedere l’esposizione. Alcune pagine dell’opera erano custodite all’interno di urne blindate con vetro antiproiettile, che ruotavano lentamente ; ad intervalli brevi, tuttavia, si alzavano all’interno delle ‘urne’ delle barriere metalliche che nascondevano le pagine; si abbassavano e si rialzavano in continuazione, tanto da rendere snervante e impossibile una visione appagante dei pezzi dell’opera esposti. Me ne andai adirato, bofonchiando in dialetto e ad alta voce: ‘e chist’ è Bill Gates’’: In effetti, i comuni mortali, con quel babbeo dì Veltroni avanti a tutti, eravamo andati soltanto a rendere omaggio al magnate d’oltre oceano, che si degnava di darci prova della sua indole taccagna. S’era comprato un pezzo di Leonardo Da Vinci che ci concedeva in visione a spezzoni e per non più di 30 secondi alla volta.
Steve Jobs nel 1994 commissionò a Reedley Scot il famoso spot contro il ‘pensiero unico’ dei sistemi operativi in regime di monopolio. Nel ‘68 Stanley Kubrik, ci raccontò qualcosa di simile in un film devenuto una pietra miliare nella storia del cinema. Mi riferisco, ovviamente, a ‘2001: Odissea nello spazio’. E tuttavia, nel XX secolo non si era formata la santa alleanza, oggi in auge, tra finanza mondiale, industria tecnologica e farmaceutica con la benedizione vaticana. A quando pare nulla è cambiato, anzi, si direbbe che è tutto peggiorato, e alla grande...

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I MOSTRI RITORNANO
Apple computer nel 1984 commissionò a Ridley Scott lo spot per la presentazione del suo rivoluzionario pc con interfaccia grafica, il Macintosh. L’obiettivo occulto, ma non troppo, dello storico spot è Bill Gates, il proprietario del sistema operativo che era divento la piattaforma standard a livello mondiale; avversata, all’inizio, da una piccola avanguardia, poiché imponeva una ‘monocoltura’ informatica, per di più basata sulla devozione a un sistema che arricchiva smisuratamente il suo proprietario a causa del regime di monopolio e delle sistematiche disfunzioni, da bug di sistema o da ‘virus’, i cui costi gravavano pesantemente sulla moltitudine mondiale degli utenti. Alla fine ‘Guglielmino Cancelli’ è stato sconfitto. Ma ritorna alla ribalta nel settore sanitario, avendo come alleati il vero dead state mondiale, Big Pharma, finanza, i gestori dei Big data. Il progetto è più ambizioso: realizzare un sistema sanitario mondiale fondato sui vaccini e sul controllo capillare dei pazienti. Magari con bug di sistema e virus periodici come Windows insegna...
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LA 'SINISTRA' PRODUCE...SARDINE
Non sono bastati 20 anni di anti berlusconismo che serviva a spostare la discussione sugli ‘anti’ invece che sulla ‘politica’, su ciò che andava fatto...
A Semiramide, forse una regina assira vissuta intorno all’800 a.c., viene attribuito il concetto per cui un nemico accanito, ma non particolarmente pericoloso, può tornare sempre utile...

Dedicato a Mariella, che mi dà del rancoroso, perché critico le 'Sardine'(segue...)
L'immagine può contenere: spazio all'aperto e acqua

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A CIASCUNO IL SUO. A NOI IL REALITY
A margine delle elezioni umbre.
A quanto si dice sui talk, il problema dei perdenti è che da tempo sono sprovvisti di un ‘racconto’, di un ‘prodotto’, di uno ‘storitelling’, di ‘una storia’, di un progetto, di ‘una narrazione’, ecc..., che i vincenti, invece, hanno e sanno meglio imbastire.
Le Ghisleri ed i Morisi (quello della ‘bestia’) sono i titolari delle ‘narrazioni’ e della verifica della loro bontà attraverso i sondaggi e i risultati elettorali.
Gestiscono un ceto politico per lo più cialtrone e ignorante, deresponsabilizzato dal ‘vincolo esterno’ che impone da fuori le scelte strategiche (al di là delle smargiassate salviniane o degli slogan a volte puerili dei 5S); un ceto politico ridotto ad una miserabile guerra mediatica per il consenso quotidiano.
La ‘politica’ è degradata a tattica mediatica, la verità (e il coraggio di proclamarla) scomparsa, e le capacità di discernimento politico affievolite dentro la fiera delle vanità che avvolge politicanti, giornalisti e anchorman dei talk, che appestato i palinsesti televisivi.
Una volta, perfino i democristiani discutevano in tumultuosi congressi e decidevano la “linea politica”. Adesso basta una lista della spesa confezionata da spin doctor ed esperti di marketing.
Ciò non di meno, la politica non è affatto ‘morta’: la fanno semplicemente altri e da un’altra parte. Forse è la democrazia ad essere morta, perché ci accontentiamo della sua versione ‘pettinata’, e rappresentata, in tutte le ore del giorno e della notte, alla stregua di un qualsiasi reality.
SA - 28/10/2019.

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Vote, not vote, who to vote?
(Al ristorante, ricordando a memoria).
Rosa: Vieni alla manifestazione domani ?
Mario: Per la verità mi fa un po’ senso andare insieme a quelli del Pd.
Rosa: Ma non si può restare in silenzio su quello che fa Salvini. Un fascista; va bene, non nel senso storico della parola, un classista. I poveracci a mare.
Mario: Non la vedo semplice. Metà dei promotori fanno capo a quelli che hanno distrutto questo paese e sfruttato l’immigrazione con lo stesso cinismo con il quale adesso Salvini ci fa campagna elettorale. Se ne sbattono dei poveracci esattamente quanto e più di Salvini.
Rosa: Ma ora la deriva fascistoide diventa arrogante, è al potere. Si gioca sulla pelle degli ultimi, fomentando il razzismo, o nel migliore dei casi, disprezzo e indifferenza sulla sorte dei più deboli. Bisogna fare qualcosa;
Mario: Sì, ma non puoi fare ‘qualcosa’ con gli imbecilli che hanno determinato questa situazione, e che, pure loro, ci fanno campagna elettorale, a perdere...
Rosa: A perdere ?
Mario: La posizione di Salvini è forte, ha un fondamento strategico. Copre e riscatta il più ampio spettro delle frustrazioni nazionali, da quelli che vedono gli immigrati come concorrenti su lavoro e salario (non a torto), a quelli che sentono l’atteggiamento sprezzante dell’Europa nei nostri confronti. Non a torto...
Rosa: Ai razzisti, e fascisti, non ce ne sono mica pochi! Qualcosa bisogna fare...
Mario: Certo, però, oggi chi è che guida la lotta anti Salvini? Quelli che lo hanno prodotto, avviando questo Paese ad un destino ‘greco’. Gli alleati, o i ‘camerieri’ della finanza internazionale. E quelli non sono meno ‘fascisti’ di Salvini. Quale credibilità possono avere ?
Rosa: ma c’è la Cgil, i movimenti!
Mario: ma mi pare che mi hai parlato non proprio bene della Cigil dove lavori...I movimenti...quelli della scissione dell’atomo...
Rosa: Allora non c’è niente da fare, aspettiamo che il fato si compia ?! Io non ci sto !
Mario: L’unica cosa seria da fare è studiare come impedire che Salvini a Sud prenda i voti.Impedire che tanta gente creda di poter essere salvata dai ‘padani’.
Rosa: Non puoi solo dire chi non votare, devi dare un’alternativa.
Mario: Certo, è più facile dire chi non votare...
Rosa: Troppo facile! Oltre i 5 stelle non vedo alternative...
Mario: Già due volte ho preferito non dare il voto a nessuno, piuttosto  che a quegli imbranati.
Rosa: Se scegliessero dei buoni candidati!
Mario: In materia di candidati mi ricordano una frase attribuita all’immarcescibile governatore della Campania: mi serve un altro cretino per la Centrale del latte...
SA-24/01/2019.

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ALTRUISMO TEUTONICO
Considerazioni semi serie.
I tedeschi sono una vera calamità: leggo il resoconto del discorso di Angela Merkel a Davos. Con malcelato orgoglio rivendica il merito di operare “nell’interesse degli altri”.
Seguo, in questo momento un meraviglioso docufilm sulla permanenza di Richard Wagner a Venezia, realizzato da uno straordinario e misconosciuto Gianni di Capua. La direttrice del Centro tedesco di studi veneziani, con competenza, dedizione, serietà, precisione teutoniche riferisce della vita sociale di Wagner a Venezia, delle relazioni, delle iniziative, dei salotti animati dalla presenza dell’illustre musicista, e ripete più di una volta  che questo lavoro meticoloso e pun tuale di ricerca e sistemazione risultava utile ‘anche ai veneziani’. Non c'è dubbio.
Però, chi sa perche, ho la nets sensazione che se un tedesco ti spiega, senza remore, il suo preteso altruismo nei tuoi confronti, vuole anche dirti che sopperisce ad una tua carenza, per cui ti dirà anche quello che devi fare, di conseguenza, e guai a te se non obbedisci...
SA-24/01/2019.

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NOI SPERAVAMO
Il Manifesto, storica avanguardia della sinistra, assolve  il colonialismo francese: il CFA (la moneta che la Francia impone alle sue ‘ex colonie’) ‘non è un ‘tassa’ (certo, è un po’ peggio)  e ‘non fa male all’Africa’. La Cgil fa pubbliche manifestazioni contro Maduro . Sempre a sinistra plaudono al nuovo patto franco-tedesco e attendono, trepidi, di essere disossati, alla greca, dalla sapiente cucina dei crucchi...
E rimproverano i nostri baldi e giovani governanti, che si ribellano alle prepotenze franco germaniche (e ce ne sono !), in base all’assioma: ‘si sa, gli italiani non sono seri”. Loro, invece...
D’altra parte, ci troviamo con un ministro dell’interno, afflitto da ‘sindrome hubris’, che mostra in diretta permanente il personale godimento per gli effetti del suo geniale  ‘decreto sicurezza’. Molti dei migranti che già stanno qui, in aggiunta ad altri che arriveranno, diverranno clandestini e/o assoggettati a pesanti limitazioni, nella speranza, evidentemente, che in qualche modo scompaiano. Sempre per la ‘sicurezza’, ha riesumato il reato di blocco stradale (depenalizzato nel 1999). Sicché, a chi venisse in mente di manifestare, tipo gilets jaunes, rischierà da 2 a 12 anni di carcere!
E perché nulla ci manchi, nel 2019 le regioni più ricche, in barba alla Costituzione, sperano di acquisire nuove competenze inerenti a fisco, scuola, sanità. Niente paura, il pacco c’è stato già confezionato da Renzi, lo stesso che per le infrastrutture ferroviarie stanziava i fondi per il 98% da Firenze in su.
Le infrastrutture necessarie al Sud, magari, bisognerà elemosinarle da Zaia.
Ciò nonostante, io ancora spero che questo governo abbia qualche chance per invertire il processo di svuotamento, politico ed economico, cui l’establishment italiano ha portato consapevolmente il Paese, accettando e imponendo politiche recessive, utilizzando l’escamotage del ‘vincolo esterno’ (ce lo chiede l’Europa), in cambio della garanzia del proprio arricchimento; accettando supinamente una politica estera al servizio del blocco franco tedesco e rinunziando a giocare un ruolo nel Mediterraneo.
Alla fine della fase risorgimentale Lella Banti ha scritto il libro della disillusione, dal titolo: Noi credevamo. Dato il ridotto cabotaggio di questa Italia culturalmente e politicamente piccola e debole, attraversata da una grande sofferenza, saprebbe auspicabile non dover scrivere un più modesto, infelice: Noi speravamo.
SA-23/01/2019

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LA INVISIBILE (e infernale) REPUBBLICA DELLE BANANE
Un comune sommerso dai debiti può, ricorrendo ad una ingente spesa pubblica, edificare, in società con privati, un enorme edificio monumentale, cedendolo ai costruttori che ne venderanno gli appartamenti?
Questo ‘edificio monumentale’ (privato) poteva essere edificato su demanio marittimo già destinato ad uso pubblico, secondo le previsioni dell’allora vigente Piano urbanistico ?
Tale edificio poteva essere costruito sulla base di una autorizzazione paesaggistica dichiarata ‘falsa’ dal Consiglio di Stato e ‘illecita’ dal giudice penale ?
Per la realizzazione della mastodontica opera poteva essere deviato e interrato un torrente all’insaputa di tutti ? Ecc., ecc. ...
I giuristi disquisiscono in attesa delle motivazioni della sentenza del tribunale penale di Salerno risalente alle 23 di ieri sera, che ha mandato tutti assolti.
A noi, a questo punto, il problema giuridico pare quasi irrilevante. Non ci darà alcuna risposta, qualunque sia la ‘motivazione’.
Italo Calvino, nel libro Le città invisibili, ci dà una plausibile spiegazione di quel che accade: l’inferno quotidiano che viviamo, e alimentiamo, nei caotici agglomerati urbani del nostro tempo, molti finiscono per accettarlo “e diventarne parte fino al punto di non vederlo più”.
SA - 30/09/2018.

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LA RISCHIOSA PARTITA DI SALVINI E CIÒ CHE ASPETTA IL SUD

Leggo l’editoriale di ieri di Travaglio, che accusa Salvini di sadismo e di essere al di fuori della Costituzione. È vero, come sono vere in generale le invettive travagliesche che rimandano alle norme giuridiche, alle sentenze dei giudici ed al famoso principio del “carta canta”.

Trascura, tuttavia, un aspetto non regolato dai codici, e cioè che Salvini gioca una partita...

P.S. L’intervento della Chiesa in favore di Salvini non ne farà uno statista, ma lo fa vittorioso. Meglio ancora la sua incriminazione per sequestro di persona, che ne fa un eroe. Può chiedere di più ? A quanto pare, le vie del Signore...

Sa - 25-08-2018.L

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SCENE DI CACCIA IN BASSA BAVIERA
I media di proprietà della ‘finanza illuminata’ (gruppo de Benedetti - Corriere - Cairo - Huffington - Mediaset) sono mobilitati in difesa dell’umanità, dell’accoglienza e contro il fascismo salviniano. Ma la partita, senza esclusione di colpi, è ben altra: ha a che fare con il controllo dello Stato, che la ‘rozza‘ borghesia della piccola e media impresa sta sfilando di mano a quei campioni di umanità che sono gli Agnelli, i Benetton, i De Benedetti...
(Il titolo è quella del film di Peter Fleischmann presentato a Cannes nel 1969, che racconta della caccia ad un ‘diverso’ ingaggiata dagli abitanti di un villaggio della Bassa Baviera).
SA- 23/06/2018.

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RICOMINCIARE DACCAPO. COME, QUANDO ?
La ‘sinistra’ è assente (quando non avversa) dal drammatico sforzo di questo Paese che tenta di uscir fuori da una crisi di povertà e dipendenza in cui è stato ridotto nell’ultimo trentennio.
A sinistra tante ragnatele mentali ed ex rivoluzionari in pensione, paghi di Repubbluca e del Manifesto.
Forse bisogna tornare alle origini, quando sapevamo, leggendo Gramsci, che il Pci aveva già affossato Gramsci, la (vera) storia risorgimentale, il Sud...
SA - 24/05/2018.

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SE GLI ITALIANI FOSSERO PIÙ LAICI

Sembra vada in porto un governo formato da due forze politiche di recente formazione, che sono il prodotto di una violenta trasformazione dei rapporti sociali ed economici all’interno della società italiana. Trasformazioni ‘violente’ perché accompagnate da centinaia di suicidi di persone spogliate di tutto, dalla riduzione in miseria di un terzo della popolazione, e dalla commiserazione del nord Europa, che si avvantaggia a nostro danno della valuta fissa e che definisce amorevolmente noi del Sud,  ‘pigs’ o ‘cintura dell’aglio’.

I responsabili politici di questo disastro hanno la faccia di Monti, di Fornero, di Berlusconi, di Renzi, di Merchionne, di D’Alema, di Bersani; alcuni di costoro, o i loro portavoce, sono dei veri e propri Ascari, Quisling, di Merkel, di Macron, di Netanyahu...

È facile dire, per chi ha un ricordo vago della storia, che Lega e 5 stelle sono il nuovo fascismo. Se lo fossero, ne sarebbero una riedizione alquanto singolare, senza una borghesia atterrita dalle masse operaie guidate da due grandi partiti di massa con alle spalle i bagliori trionfali della rivoluzione russa, e in un contesto internazionale, quello attuale, molto più integrato nei rapporti di produzione, dove il ‘fascismo’ assume ben altri volti ed il ‘comunismo’, in qualsiasi forma, non esiste.

Sulla base di questi presupposti, e viste le reazioni scomposte “de leuropa” (e dei suoi ‘Ascari’), che si coprono di ridicolo dichiarando Paolo Savona o Giulio Sapelli dei ‘rivoluzionari, un governo Lega-5 stelle è, nella peggiore delle ipotesi, il male minore.

Detto questo, rimane l’atteggiamento acritico e fideistico degli adepti, che hanno lo stesso atteggiamento mentale dei vecchi militanti del Pci. Se dici a un fedelissimo di Di Maio che Savona va bene e pure Sapelli e che Conti è una radicale puttanata, sei uno del Pd...

Una maggiore laicità aiuterebbe il processo democratico ed eviterebbe gli errori. 

Salerno, 22/05/2018.


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DESTRA SINISTRA E LOTTA DI CLASSE
Risposta alla figlia di un vecchio comunista.
Lia: "Sarei felice se tu mi scrivessi anche in privato qual é la sinistra per te".
Tuo padre chi difendeva, i banchieri o le tabacchine di Battipaglia?
Suppongo fosse un uomo di ‘sinistra’, poiché gli stava a cuore la giustizia sociale da un punto di vista di classe, nel senso che il suo punto di vista non era quello...dei banchieri.
La lotta per l’emancipazione di quelli che stanno ‘sotto’ non è finita perché Renzi e la socialdemocrazia sono passati dall’altra parte.
L’equivoco semantico, alimentato dall’establishment, per cui gli eredi del Pci sono la ‘sinistra’ serve ad ostacolare la nascita di qualcosa di sinistra.
Purtroppo. sono involontari alleati di costoro le teste di minchia che mettono insieme un frasario di sinistra, uno pseudo lavoro sociale senza legami stabili e conoscenza dei rapporti di produzione, che vanno a immolarsi periodicamente in prevedibili, insignificanti fallimenti elettorali, e che perpetuano (secondo uno schema psichiatrico) la storica sconfitta della sinistra.
Per fortuna, quelli che ‘stanno sotto’ si danno da fare. Nulla vieta di leggere nel risultato elettorale di ieri un preciso scontro di classe in cui, come è evidente a tutti, la ‘sinistra’ (dell’ establishment e del mainstream) in realtà è la destra; ovvero, una delle facce della destra; Mentre la ‘destra’, magari quella più becera, ha un programma più di ‘sinistra’ della cosiddetta ‘sinistra’. Mi riferisco alla Lega, che, tolta la flat tax e norme securitarie di stampo reazionario, ha ripreso pari pari l’analisi e il progetto keynesiano del prof. Alberto Bagnai; così come l’analisi sull’Euro, strumento di compressione dei salari, di scardinamento dello stato sociale, di trasferimento di risorse dal sud al nord Europa. Persino i mini bond (moneta alternativa utilizzabile in determinate condizioni) è frutto della elaborazione di accademici di formazione keynesiana, o marxiana, costretti a costruirsi propri strumenti di comunicazione perché la ‘sinistra’, Manifesto in testa, li boicotta.
In effetti, esiste, o meglio, potrebbe esistere anche un programma di sinistra, che, esattamente come fa la Lega, tiene insieme operai, piccoli commercianti, precari, persino imprenditori spremuti dalla crisi, dal ‘fascismo fiscale’ dello Stato, vittime delle politiche economiche e commerciali della UE. Un programma finalmente chiaro anche sull’euro e su di un diverso assetto geopolitico.
Insomma, ho l’impressione che i più grandi ostacoli al sorgere di una sinistra decente sia la ‘sinistra’ dell’establishment e quella delle teste di minchia che resuscitano sotto elezioni per poterle di nuovo perdere disastrosamente.
Non è un‘ utopia...
SA - 05/03/2018

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NOI SPERAVAMO
(Ma perché uno dovrebbe scrivere su di un social le proprie considerazioni politiche, non avendo alcuna ‘patente’ specifica per ‘pontificare’ sulla materia, e rischiando di beccarsi giudizi tipo: leone da tastiera, narcisista, nichilista, solipsista...😱. A me sembra un ‘esercizio’ utile a capire cose che mi interessano, specialmente se qualcuno collabora; del resto mi importa poco).
Domani sarà uno snodo importante della storia drammatica che riguarda l’Italia e, ahimè, ciascuno di noi. Mi pare evidente che si contrappongano due schieramenti nettamente distinguibili, a prescindere da promesse, programmi, uomini: uno tende a individuare la causa del declino italiano nella incapacità di darsi un’autonoma politica economica, prospettando, di conseguenza, l’allentamento (o lo sganciamento) dai ‘vincoli esterni’; l’altro, invece, è sostanzialmente il partito della continuità, della spesa più o meno clientelare nei limiti imposti dall’UE, del ‘più Europa’, che respinge nettamente l’ipotesi di una egemonia tedesca  e di una colonizzazione del sud Europa, che, invece, a parere di chi scrive, è già in atto.
Questa diversa impostazione attraversa trasversalmente gli schieramenti in lizza.
Basti pensare a Berlusconi e Salvini, a Grasso/Bersani/D’Alema (quest’ultimo indimenticato cantore della vittoria di Macron) e Fassina (che sta dalla parte opposta, sulle posizioni di Alberto Bagnai), alla contraddizione di Potere al popolo, che tiene assieme gli aderenti di un’Altra Europa con Tsipras e quelli di Euro Stop. Per non parlare delle divergenze all’interno del M5S sulla stessa questione.
Il PD, con la Bonino, gli sponsor di Big Pharma (Lorenzin & C), è l’unico partito eurista al cento per cento. Ci hanno già venduto al miglior offerente.
Una sua sonora sconfitta sarebbe, tra tante miserie, una buona cosa...
SA - 03/03/2018.

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A PROPOSITO DI QUEI CAMORRISTI DI FANPAGE
Un certo Luigi Compiano di Treviso, in 20 anni, sottraendo dai suoi cavau i soldi che le banche vi depositavano, si è comprato 420 auto di super lusso e 70 barche non proprio economiche. Teneva tutto in tre grandi capannoni e si godeva feticisticamente questo ben di Dio. Se n’è accorto qualcuno per caso, a quanto pare.
Nessuno, che mi risulti, si è chiesto come sia possibile che in una civilissima città del nord un tale possa rubare per anni e anni alle banche, e spendere alla luce del sole centinaia di milioni in centinaia di auto di lusso e yacht, certosinamente raccolti e custoditi in grandi capannoni.
Qualcosa del genere succede, a spese dei contribuenti e non delle banche, in Campania, moltiplicato per mille, e in peggio. Tutti lo vedono e lo sanno, ad eccezione dello Stato.
Stasera, su la 7, Il direttore di Fanpage è stato ringraziato col sorrisetto e gli è stato detto, educatamente e ripetutamente, da giudici e giornalisti, che certe cose non si dovrebbero fare. Spetta agli organi preposti dello Stato, e in subordine ai grandi giornalisti, decidere se scoprire e denunciare certe forme di imperante malaffare, compatibilmente con la complessità delle indagini, l’appetibilita giornalistiche (in fondo, un giro generalizzato di tangenti a tutti i livelli nelle gestione campana dei rifiuti che notizi è ?), con le opportunità di carriera dei funzionari ‘preposti’.
Sa -21 febbraio 2018. 

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MONTALBANO
È quasi incredibile che una serie televisiva di gialli possa restituire il senso di storie ‘umane’, l’impronta di una civiltà antica, il profumo e i suoni del Mediterraneo. Con buona pace del commissario Derrik, del tenente Colombo, i Soprano, Gomorra ...
E con buona pace di gran parte del mondo letterario italiano che disprezza Camilleri...
SA-20/02/2018

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A MARGINE DI UNA LUNGA DISCUSSIONE SU FACEBOOK
Sono giunto alla conclusione che nell’attuale dibattito politico pre elettorale, il discorso sull’Euro (e di conseguenza la valutazione sull’esperienza greca di Tsipras) sia discriminante. Chi non comprende il folle disegno neocoloniale tedesco e crede che Tsipras sia un eroe, piuttosto che un irresponsabile sprovveduto (se non un traditore, almeno sotto un profilo oggettivo) non ha capito nulla della posta in gioco.
Questo è il problema. (Segue dibattito 😱).
SA-20/01/2018.

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UN'ASSEMBLEA NORMALE A SAN CIPRIANO
Un'amica è riuscita a 'trascinarmi' ad una assemblea di Potere al popolo, a San Cirpiano, tra Salerno e Battipaglia.
«Perché vuoi portarmi in quelle riunioni oppressive di persone dedite sempre agli stessi riti ?... Sono quelli di Rifondazione con un altro nome» «Ma no, non è così, sei prevenuto...».
Va bene. Poco più di due ore, credo, filate lisce; l'età media avrà superato di poco i 40, la saletta era piena, interventi ordinati e non prolissi, con discreti contenuti, permeati di vita vera. Egotici e narcisisti, nessuno; di quelli che si piazzano dietro la prima scrivania che trovano a costo di buttare fuori uno che già ci stava per 'dirigere qualcosa', nemmeno. Insomma, un'assemblea di bravi compagni...normali.
Forse (o sicuramente), non sarà chiaro il dato strategico essenziale (per me una specie di fissa): la individuazione dell'Euro come strumento e sistema politico di drenaggio di risorse e di compressione dei diritti; e, soprattutto, l'urgenza di scegliere 'che fare' rispetto a poteri transnazionali in grado di ricattare il Paese, fino al suo strangolamento economico.
Tuttavia, questa (apparente ?) riconquistata 'normalità' è un buon segno. Il mondo reale, la cui presenza era ben visibile in questa assemblea, è vasto e complesso, impone lavoro politico immenso e studio, ma è l'unica linfa della politica, buona o cattiva che sia...
SA- 17/02/2018

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LA CORRUZIONE NON E' UN SORTILEGIO E NON ALBERGA NEL NOSTRO DNA
Un servizio televisivo di Fabrizio Feo sul Tg 3 affronta il problema della corruzione.
Dai fenomeni corruttivi di rilievo nazionale a vicende più ‘domestiche’, riguardanti l'arresto di un giudice per fatti avvenuti a Salerno. Il funzionamento, o meglio, le disfunzioni di tutto il sistema pubblico, stretto tra vincoli finanziari esterni e feroce clientelismo politico, sono l'anticamera della corruzione, che ne diventa un coerente corollario...
Sa, 20/01/2018.

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E ALLA FINE ARRIVÒ PURE LA CAVALLERIA

Giulietto Chiesa con Ingroia  ci riprova, proponendosi per le prossime politiche col Movimento che si chiama “La mossa del cavallo”. In effetti, quando Grillo e Casaleggio diedero vita al Movimento 5 Stelle, il nome non mi sembrò meno stravagante; ma poi ci siamo abituati: è questione di marketing. Chiesa fa un ragionamento semplice: la situazione di degrado politico ed economico del paese richiede un impegno collettivo, come è accaduto durante la lotta al fascismo e poi nella scrittura della Carta costituzionale. Il Paese sta per essere svenduto e depredato, complice una classe dirigente, di destra o di sinistra che sia, connivente o incapace. Aderiscono al Movimento persone di sinistra, ma anche altre, come il generale in pensione  Nicolò Gebbia (già a capo del contingente italiano in Iraq), il professor Franco Cardini, noto medievalista, cattolico liberale, ed anche il generale Fabio Mini, in pensione, grande esperto di strategia militare, che ha ricoperto ruoli di vertice nei comandi Nato.
Giulietto Chiesa si unì in passato con Di Pietro, ma litigarono subito dopo le elezioni, anche perché di Pietro si fregò tutti i rimborsi elettorali, che di recente è stato condannato a restituire in ragione di due milioni di euro... Le delusioni di Ingroia sono più recenti e forse più note.
Va anche detto che Giulietto Chiesa svolge una importante opera di contro informazione attraverso Pandora Tv e che le sue posizioni su globalizzazione, finanza, egemonia Usa, ruolo della NATO, della Germania e dell’euro sono molto più nette rispetto alla linea confusa e opportunista del M5s. Tuttavia, anche il movimento di Chiesa segue il metodo caro a tutta la ‘nuova sinistra’: è una operazione di vertice che per affermarsi in percentuali decenti avrà bisogno dei media televisivi (non meno che della rete). Ma le TV nazionali hanno già fatto le proprie scelte: Rai, Pd; Mediaset, Berlusconi; La7, Grillo.
Prendendo per buono l’adagio di Cirino Pomicino , “ più gente si occupa di politica meglio è”, auguriamo al prode Giulietto che non resti a capo di un esercito con molti generali e pochi soldati.
Sa-19/11/2017.

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IDEE SENZA NOME ?
Intervista a Guido Viale sul suo ultmo libro.
Per Viale non ha più senso parlare di 'sinistra', anche se ammette che il nemico è rimasto lo stesso, il 'vecchio' capitalismo, finanziarizzato e più aggressivo che mai, ma è sempre 'lui'.
Tutto sommato sembra che il nome 'sinistra' debba essere dismesso (senza sostituti) perché D’Alema e Tsipras dicono di essere di sinistra, pur non essendolo.
Ciò detto, a me sembra più giusto ed economico adoperarsi perché sia chiaro chi non è di sinistra, chi cioè non è contro il capitalismo,  piuttosto che rimanere senza nome, pur avendo chiare in testa le idee principali.
SA- 13/11/2017.

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LO SATO DELL’ARTE DELLO ‘STATO’
Lo stato dell’arte dello Stato (e della giustizia).
Nel febbraio del 2017 la Corte di Appello di Torino mandò prosciolto per prescrizione lo stupratore di una bambina di sette anni. Il processo era durato 20 anni.
Adesso leggiamo di un’altra estinzione per prescrizione in un procedimento a carico di un gruppo di ‘educatori’ che avevano abusato di una minore già violentata dal padre. Di bene in meglio; e sempre dai solerti giudici di Torino. Solertissimi, poi, quando si è trattato di condannare e mettere in galera i ‘no tav’, i quali in un maxi processo durato all’incirca quattro anni, tra primo e secondo grado (Tribunale e Corte di Appello di Torino), hanno avuto l’onore di beccarsi una novantina d’anni di carcere, equamente distribuiti.
Ogni commento è superfluo.
P.S.: I soci francesi della Torino Lione hanno sospeso i lavori, perché la linea non sembra proprio indispensabile...
Angkor - SA - 30/10/2017.

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L’UTIMA MESSA
L’occupazione abusiva di una chiesa per scopi elettorali da parte di Matteo Renzi e dei suoi accoliti in quel di Paestum, denunciata dal parroco (e ammessa con nonchalance dal 'governatore' della Campaniua,  De Luca) che cosa sta a significare? Che un’intera classe dirigente, dal sindaco di paese al segretario nazionale di un grande partito, che si dichiari di destra o di sinistra,  non ha più parametri di giudizio per comprendere i propri limiti. Dal loro dire e fare si comprende che l’unico ‘limite‘ percepito, da cui stare alla larga (finché ci si riesce), è quello del codice penale; per il resto, gli ‘uomini del potere’ si comportano come dei goliardi in vacanza. Ridono sempre e danno a vedere che si divertono come matti. Tutto gli è concesso, compreso il divertissement di un comuzietto elettorale pronunciato da un altare, in assenza e contro la volontà del titolare di quell’altare. Il potere gli ha dato alla testa, per quanto angusto ed effimero possa essere, visto che il compito loro assegnato, stando al sistema, è quello di prendere ordini da Napoli, da Roma, da Berlino o da Washington, a seconda della casella dov’è sistemato il nostro simpatico goliarda.
SA - 27/10/2017.

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VESUVIO: COMPLIMENTI, UN IMMANE DISASTRO
Soldi pubblici e calamità più o meno naturali.
Ovvero, lo stato dell'arte nella spesa pubblica.
Dal Mose veneziano, ai forestali che incendiavano i boschi per andarli a spegnere, alle amministrazioni locali che gonfiano i progetti per avere più sovvenzioni, è tutta una filiera creativa in cui conta chi la spara più grossa rispetto a chi volesse davvero utilizzare i soldi pubblici secondo criteri di razionalità e lungimiranza. ...Tutta una classe politica, del nord come del sud, è cresciuta e si è consolidata in questo humus...
G. S. - Sa 15/07/2017.

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LO STRANO FENOMENO DEI 'RIVOLUZIONARI' BENESTANTI
'A PROPOSITO DI FUSARO', da 'Interferenza'.
C'è chi di rivoluzione ci campa (con onori e prebende) e chi di rivoluzione ci muore ...
Non c'è dubbio, vi sono rivoluzionari che stanno in TV in servizio permanente effettivo, ed altri che muoiono a causa di uno sciopero della fame, senza che nessuno sappia o dica nulla: come nel caso dell'indipendentista sardo Salvatore Meloni, di 74 anni, morto lo scorso aprile, in carcere per 'reati fiscali'; oppure, come qualche 'no-tav' che si sta facendo qualche annetto di carcere per 'terrorismo'...
Angkor - SA/08/7/2017.


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MACRON: NON SONO PIU' TEMPI DA DUCHI D'ORLE'ANS
Della serie: si stava meglio quando si stava peggio. Agli albori del capitalismo, i banchieri (che già c'erano da un pezzo), almeno affidavano il governo a un 'Duca d'Orléans', giammai a un loro ex commis...
"Dopo la rivoluzione di luglio il banchiere liberale Laffitte, accompagnando il suo compare, il duca di Orléans, in trionfo all'Hôtel de Ville [1], lasciava cadere queste parole: "D'ora innanzi regneranno i banchieri". 
Marx: Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850.
SA - 04/05/2017.

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IL PIACERE DI CHIAMARSI GIANCARLO
Mi trovo con un gruppo di architetti appena presentati da un amico, anch'egli architetto.
Si scherza di politica, l'amico dà del reazionario al suo collega, che lo rintuzza con fare serioso: "reazionario a me ? Tu non sai perché mi chiamo Giancarlo..."
"Perché?"
"Negli anni '50, nel minuscolo comune di Centola, mio nonno era l'unico comunista. E infatti, alle elezioni il partito comunista prendeva 'UN' voto, il suo! Non ci vuole molta fantasia a capire lo stato d'animo dell'unico comunista in uno sperduto paese del Cilento, dove i preti (e le scomuniche papali) dettavano legge.
Trascorso un mesetto dalla ultima frustrante tornata elettorale, mio nonno fu visto correre felice per i vicoli del paese sventolando trionfante un pezzo di carta. Era una lettera arrivata da Roma, dalla direzione del PCI. Si complimentavano con lui per il fatto di essere, con "umiltà e fierezza" l'unico comunista del  paese. Il pezzo di carta era firmato da Giancarlo Paietta. Io nacqui quello stesso giorno, e decisero di chiamarmi Giancarlo..."
Sa- 12/04/2017.

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EUROPA INCOSTITUZIONALE
Rino Formica: «Sì. La prima parte della Costituzione definisce il modello sociale del nostro Paese. Si parla di lavoro. Non di mercato, concorrenza, profitto. Quindi la domanda conseguente e logica è: sono in grado i governanti di rispettare i vincoli imposti dall' Europa senza entrare in conflitto con la carta costituzionale? Evidentemente no».( Da Dagospia )
SA-28/03/2017

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FAMILISMO GLANOUR
Stasera la compagna  di Alfredo D'Attorre è ospite della trasmissione di Lilli Gruber, dove sta dando sfoggio di parlantina inesauribile e di pensiero renziano sovrabbondante. Tant'è, che ad un certo punto non si capisce più chi conduca la trasmissione. Su Google scopro che è stata protagonista di un battage pubblicitario martellante su di un tema decisivo: 'separata in casa' col 'secchione' D'Attorre. In disaccordo col compagno, ha votato sì al referendum ed è fan di Renzi ("È il leader migliore, anzi l’unico che c’è"). La ragazza è fotogenica e sa gestire la propria immagine. Che dica cose banali, insignificanti o colossali sciocchezze, sapendole dire, è garanzia di sicura carriera. 
Se gli va male, D'Attorre avrà sempre la moglie che nel frattempo sarà diventata senatrice del PD, o anche ministro.
SA- 21/03/2017.

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