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DOPO L'EURO, OLTRE KEYNES. IINTERVISTA A SERGIO CESARATTO
"Con la scomparsa del socialismo reale e il transito verso il neoliberismo di gran parte del movimento socialdemocratico (incluso i DS-PD) la sinistra ha smesso di cercare una alternativa di lungo periodo al capitalismo, o anche di medio-termine attraverso un compromesso social-democratico."
Un'intervista all'economista Sergio Cesaratto ripresa da 'Sollevazione', molto utile.
SA-13/12/2016.
T

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AMICI VICINI E LONTANI
Pensierino (cattivo) della notte.
C'è poco da fare: l'indole esce nei momenti critici. Potrei fare l'elenco di conoscenti e amici (anche cari) di età simile alla mia che, a metà degli anni '70, quando i sogni di rivoluzioni erano infranti, si rifugiarono nel PCI. Chi quatto quatto, chi, invece, platealmente, come nel caso di Michele Santoro, il quale passò da dirigente di un suo personale 'gruppo rivoluzionario' a dirigente del PCI, da sera a mattina...
Eppure, solo il giorno prima, il PCI era stato per molti dei convertiti un "bieco arnese della borghesia".
Sarà un caso, ma quasi tutti i miei conoscenti e amici, vicini e lontani, che lestamente si ricoverarono tra le capienti braccia del Partito, adesso sorridono a Renzi, il quale, per la verità, raffrontato a Berlinguer, il leader della sinistra di allora, indurrebbe al vomito chiunque abbia modo di ricordare...
G.S.- Sa.03/12/2016.

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ASINI FAMOSI...
Asini famosi parlano di Castro come di un feroce dittatore (ma anche dei palestinesi che opprimono Israele...). Come se Cuba fosse stata la Svizzera del Caribe e Castro l'avesse precipitata nella miseria e nella dittatura. Poco lontano da Cuba gli squadroni della morte sparavano vescovi che dicevano messa e devastavano l'America Latina uccidendo e derubando milioni di persone. Gli Usa, per mantenere il controllo sulle risorse sudamericane, hanno investito milioni di dollari, fomentando guerre civili, assassini e colpi di stato.
Un somaro come Saviano, scrittore monotematico, che fa soldi sui guai di Napoli, spacciando la 'sua' industria culturale per cultura, legge la storia, forse, dallo studio del suo commercialista...
Nando dalla Chiesa, che tutto è meno che un castrista, spiega cose elementari, e legge la storia guardando il mondo anche con gli occhi di chi vive un realtà 'diversa' dalla sua.
Cose che anche i somari, con un po' di buona volontà, potrebbero capire e fare...
(con tutta la simpatia per gli asini veri, i quadrupedi).
Segue articolo di Nando Dalla Chiesa su Cuba.
G. S. - SA- 28/11/2016.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/13/%E2%80%9Cquesto-a-cuba-non-e-possibile%E2%80%9D/324691/

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CATTIVI MAESTRI E I FAN DI JOE COCKER
Vedo in TV (su Rai 5) uno strafatto Joe Cocker, smilzo, che trascina un pubblico in delirio. Concerti epici degli anni '70; ritmo irresistibile, masse felici di giovani straccioni; bastava una buona amplificazione e qualche riflettore per far cose oggi inconcepibili. Due secondi prima ho letto un pezzo di Diego Fusaro che difende il sindaco di Roma, tirando fuori una frase del povero Gramsci, per appiccicarla alla litania dei 'poteri forti'. Fusaro, il giovane più vecchio del XXI secolo, con un lessico ottocentesco ed una cognizione politica da scuola elementare.
Purtroppo, gli ultra sessantenni che ascoltavano Joe Cocker si sono rincoglioniti, ed hanno (rincoglionendosi) dimenticato la libertà mentale e culturale che essi stessi hanno interpretato da giovani. I 'giovani' odierni sono nei guai se per maestri hanno i Fusaro o i Beppe Grillo. Meglio Joe Cocker e ... Gramsci. Magari, ques'ultimo sarebbe stato comprensivo verso la Raggi, almeno per ora, ma sarebbe anche stato un fan sfegatato Joe Cocker...
Salerno, 07/09/2016.

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SERVI E PADRONI
Servi e padroni.
I giornalisti epurarti dalla Rai non mi suscitano  particolari emozioni per diversi motivi:
1) non vengono mandati in Siberia, rimangono con stipendi stellari ( da 200.000 a qualche milione all'anno) e spesso vengono promossi;
2) Normalmente vengono rimossi perché non dicono le cazzate che pretende l'ultimo dittatorello arrivato al potere; ma di cazzate (e/o omissioni) ne hanno dette e fatte a iosa, altrimenti non avrebbero occupato (magari per anni, come nel caso della Berliguer) il posto dal quale sono stati licenziati. Per la verità, la principale occupazione dei direttori di tastata, credo, non sia quella di dire cazzate, bensì di fare un lavoro più sottile e penetrante: scegliere le notizie da far passare, i tempi e i modi, gli uomini fidati che devono confezionare il tutto...;
3) La loro beatificazione dopo la caduta è per lo più un pessimo esercizio di ipocrisia nel quale non è da meno, tra gli altri, Marco Travaglio, che adesso trasforma in vittime della repressione renziana giornalisti come Giannini e la Berlinguer, storicamente allineati e coperti sotto le ali protettive dei D'Alema, dei Bersani, dei De Benedetti;
4) Esistono storie infinite di giornalisti non famosi, non direttori di testate nazionali, non gratificati dalla notorietà di massa, mobizzati, mortificati e mal pagati, di cui nessuno parla.

In definitiva, se il sistema è quello consolidato (e accettato con sommo gaudio se a proprio vantaggio), secondo cui ogni padrone si sceglie il 'suo' giornalista, inutile lamentarsi quando il padrone decide di cambiare cavallo.
In Italia, con responsabili della cosa pubblica del livello di Renzi, si toccano vette del ridicolo altrove irraggiungibili. Tuttavia, le regole mondiali del mainstream informativo sono quelle, e i padroni non sono i giornalisti.

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ADORNO, DA RILEGGERE SEMPRE...
RILEGGERE ADORNO.
Da Doppiozero un articolo su Adorno di Matteo Marchesini molto utile e interessante.
"...Questo è infatti il paradosso di ogni legge, morale o positiva: anche quando ha un alto contenuto etico, è la sua stessa natura astratta che, se da un lato arresta sul momento la violenza bruta, dall'altro induce al rimando sine die di ogni solidarietà immediata con il prossimo. Portata alle estreme conseguenze, una tale razionalità torna a farsi Mito, si risolve in sadismo: e la conquista in apparenza più alta dell'Occidente civile ritrasforma allora la Società in Natura. Così la Dialettica dell’illuminismo, stesa da Horkheimer e Adorno alla fine della guerra, descrive la strada che conduce dall'età dei lumi alla barbarie nazista."
Segue l'articolo per intero.
SA - 07/08/2016.


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LA BAMBINA DI HIROSHIMA
Il 6 agosto 1945, alle 8.15 ora locale, il bombardiere USA Enola Gay sganciò su Hiroshima la bomba "Little boy"...
Nazim Hikmet
LA BAMBINA DI HIROSHIMA
“Apritemi sono io…
busso alla porta di tutte le scale
ma nessuno mi vede 
perché i bambini morti nessuno riesce a vederli.

Sono di Hiroshima e là sono morta
tanti anni fa. Tanti anni passeranno.

Ne avevo sette, allora:

anche adesso ne ho sette perché i bambini morti non 
diventano grandi.

Avevo dei lucidi capelli, il fuoco li ha strinati,
avevo dei begli occhi limpidi, il fuoco li ha fatti di vetro.

Un pugno di cenere, quella sono io
poi il vento ha disperso anche la cenere.

Apritemi; vi prego non per me
perché a me non occorre né il pane né il riso:
non chiedo neanche lo zucchero, io:
a un bambino bruciato come una foglia secca non serve.

Per piacere mettete una firma,
per favore, uomini di tutta la terra
firmate, vi prego, perché il fuoco non bruci i bambini
e possano sempre mangiare lo zucchero.”

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DONNA BIANCA SE NE VA E NULLA CAMBIERÀ...
"...Bianca Berlinguer, il settennato di guida al tg3 se l'è guadagnato tutto, ovviamente dal punto di vista di chi l'ha messa in quel posto. Non è un Robert Fisk in gonnella: al contrario, è stata una capace funzionaria di partito, fedele all'Euro e alla NATO, alla Magistratura e al Vaticano, ma, ahi lei, antipatica a Renzi."
Segue intero.
G.S. - SA - 06/08/2016.


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CONDOTTIERI INATTENDIBILI
Amministrative 19 giugno 2016 - ore 21,00...
Vedo che dove dovevano essere combattute le battaglie più epiche l'affluenza ristagna. Forse un numero 'eccessivo' di napoletani non vede De Magistris come il massimo cui si poteva aspirare, e lo stesso i romani per la Raggi. Eppure il PD si è impegnato allo stremo per dare di sé un'immagine, direi, da cloaca: a Napoli appoggiando l'ex sodale di De Luca (candidato di F.I.) nelle avventure palazzinare salernitane e a Roma denunciando la Raggi per due incarichi professionali avuti da una Asl. Da quale pulpito...
La mia teoria, del tutto personale e ascentifica, è che i poveri elettori, vedendo questa ressa di candidati, tutti, indistintamente, contenti, felici e determinati, molti dei quali condannati o indagati, in corsa festosa per il governo di città disastrate e ingovernabili, vengano assaliti da qualche dubbio...
SA - 19/06/2016

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INEDITO KEINESIANO
Surrealismo clientelare o critica alla meritocrazia ?
Prendo da Facebook un estratto da un libro di Cirino Pomicino.
E aggiungo: surrealismo a parte, il debito pubblico è cresciuto man mano dopo queste 'intemperanze' della prima repubblica, e continua a crescere, nonostante i tagli feroci imposti...'dall'Europa'. E' probabile, seguendo le tesi di una porzione crescente di economisti, che Pomicino debba essere rivalutato, non fosse altro che per il fatto che l'Euro ha fatto molti più danni di quanti ne abbia fatti lui. 
«Ci trovammo in una situazione grottesca. Eravamo al cimitero di Secondigliano, tutti noi della giuria schierati, e decine di giovani che ci sfilavano davanti per dimostrare com'erano bravi a scavare fosse o a portare bare. Ma chi è il miglior portatore di bare? Quello che procede con più eleganza, come Marylin Monroe? Il più disinvolto? Il più contrito? Scegliere era impossibile. E così decisi di risolvere la situazione alla mia maniera: allargai le maglie del concorso. Assunsi tutti e trecento i candidati. I lavoratori del cimitero sono stati per vent'anni miei elettori fedeli. A chi mi accusa di clientelismo vorrei chiedere: è possibile far funzionare i cimiteri senza becchini
Salerno, 15/06/2016.

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GLI STRACCIONI DI OLIVIERO
Straccioni si nasce o si diventa ? La disinformazione come metodo.
Oliviero Bea, uno dei tanti specialisti del "chiagnere e fottere" dell'Italia mediatica, ha dedicato quasi un terzo dell'orazione funebre  in onore di Giorgio Albertazzi al fatto che, in occasione della dipartita del Maestro, sia uscita fuori la sua adesione alla Repubblica Sociale di Salò. Quelli che l'hanno sollevata sarebbero, a suo dire, degli "straccioni".
Se Oliviero Bea fosse ancora un giornalista, e cioè uno che racconta ciò che vede e ciò che sa al pubblico, piuttosto che raccontare quel che 'si deve', probabilmente ci risparmierebbe simili ignominie.
Chi riesce ancora a distinguere tra i fatti e le chiacchiere, sa che non è stata messa in discussione la semplice adesione del giovane Albertazzi alla RSI.
Metà della nomenclatura comunista aveva aderito al fascismo, più o meno profondamente, per non parlare dei futuri leader della DC, di intellettuali e premi Nobel...
Il problema è che un intero paese, Sestino in provincia di Arezzo, ricorda le gesta eroiche del Maestro, quando nel '44 fucilò un povero ragazzo nel cimitero del paese.
Il fascismo c'entra poco o, addirittura, niente.
Gli 'straccioni' vorrebbero almeno sapere delle qualità degli eroi che gli Olivieri Bea ci propinano e celebrano nelle tenute dei propri amici.
Segue pezzo di archivio di Repubblica.
31/05/2016


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PANNELLA
Nonostante fosse un istrione avvolte insopportabile, una prima donna strabordante, ha dimostrato quanto sia 'vano' il potere fine a se stesso. Pannella non ha mai gestito o amministrato alcunché, eppure ha contribuito non poco al progresso civile di questo Paese.
Nessuno avrà memoria per ragioni analoghe degli Andreotti, degli Agnelli, dei D'Alema o dei Veltroni.
Poi, le sue posizioni liberiste, un po' infantili, contro l'art. 18 ad esempio, il suo sostegno a Israele, il suo esasperato leaderismo sono cose che non ricordo con altrettanto piacere.
19/05/2016.

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IL SISTEMA DE LUCA
Leggevo un articolo del Mattino - di Salerno -, esilarante, che illustrava i più recenti cambi di casacca politica in concomitanza con le amministrative di giugno: spostamenti tutti verso l'irresistibile calamita che è diventato Vincenzo De Luca.
L’emorragia, specialmente a destra, è notevole: si racconta di transfughi espliciti e di altri che, pur passati sotto le ali potenti del ‘governatore’, preferiscono restare acquattati nei ranghi dei rispettivi partiti.
Domenica scorsa ho seguito a Battipaglia il comizio di apertura di uno dei numerosissimi candidati alle amministrative locali. E’ un boss dei trasporti e della logistica, la sua impresa è cresciuta molto velocemente negli ultimi anni. Era un rappresentante non particolarmente raffinato della destra, o estrema destra, battipagliese; adesso è un imprenditore moderno, molto ricco (a quel che dicono i suoi estimatori), dall'eloquio pacato e dalle grandi visioni: parchi giochi alla Disneyland, strade, palazzi, piste ciclabili e assistenza agli indigenti. Almeno questo è il programma, tipicamente 'cementizio' (fatta eccezione per la parte finta compassionevole), enunciato nel discorso di apertura della campagna. Discorso confezionato da un esperto, improntato ad un ecumenico ottimismo e sul presupposto che l'oratore aveva già vinto le elezioni. Il Nostro ha abbandonato i simboli della destra storica in favore di una lista civica, con altre cinque liste di sostegno. Più volte, durante il discorso, ha tenuto a precisare di essere in connessione diretta col 'governatore che, come sappiamo, è un uomo del fare'.
Mi domando se lo staff di De Luca faccia anche formazione per gli adepti più promettenti.
Stamane, guardavo la lista ‘di sinistra’ per le amministrative di Salerno: vi sono i soliti reduci sel-rifondazione, e qualche new entry della stessa pasta, ma anche qualche fedelissimo dell’onnipresente governatore. Poi ho visto l'intervista al bravissimo e degnissimo capolista, che tuttavia sembra comportarsi più come un 'asino in mezzo ai suoni' che come un candidato deciso e convinto a battersi per qualcosa. 
A conclusione di quanto sopra, mi domando: De Luca è un genio politico, o gode di una sfacciata fortuna, visti gli avversari che si ritrova ?
SA - 05/05/2016.

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IN ATTESA DI OSHO
Bertinight stupisce il mondo: ha scoperto (senza saperlo) tutti in una volta: Adorno, Pasolini, Aldous Huxley e perfino Orwell. Si è anche accorto che la sua esperienza politica è stata carente di 'connessione sentimentale' col popolo. Lo ha scoperto frequentando le riunioni di una organizzazione cattolica correntemente chiamata "Comunione e Fatturazione".
Che dire, meglio tardi che mai ?
Il Nostro, sconsolato, è giunto alle più tetre conclusioni sull'economia, la politica, la morale, quelle che, per la verità, ci spiegano da tempo filosofi, scrittori, alcuni Nobel dell'economia. Non c'è speranza nella morta sinistra italiana (chi bisognerà ringraziare ?), né in Podemos, e nemmeno nelle teorie economiche dei più estremisti dei neokeinesiani. L'unica luce all'orizzonte è...Papa Francesco.
Mi domando: se una riunione a Comunione e Fatturazione ha prodotto questo cataclisma nella fervida mente del vecchio dirigente, che cosa ci riserva il futuro?
Mettiamo che Bertinotti si imbatta in qualche conferenza dedicata al pensiero di Foucault (in effetti, il Nostro, per ora è arrivato ai francofortesi), e scopra che la 'microfisica del potere' non è assimilabile al cerca persone (come ho sentito dire da un autorevole conferenziere nel corso di un simposio promosso da Rifondazione). Chi lo tiene ? Rilascerà interviste a destra e a manca, avendo scoperto (lui e non altri) che la lotta di classe è una sciocchezza.
E se finisce per sbaglio in una riunione di Arancioni e viene folgorato dal pensiero di Osho ? Certo, Bertinotti adepto di Osho è una prospettiva intrigante... Osho, il mistico apostolo dell'amore. Affascinante predicatore, adorato e seguito da milioni di giovani in tutto il mondo, perseguitato (e secondo alcuni fatto fuori) dalla FBI. E' vero, Il fisco americano gli trovò 92 Rolls Royce, ma non è nulla a confronto del patrimonio spirituale che ha lasciato. Ecco, Osho lo vedo particolarmente congeniale; sarà la prossima 'illuminazione' del nostro condottiero? Gli Arancioni stiano preoccupati.

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ADESSO VINCE CHI NON VOTA (E NON E' VOTATO)
Renzi si intesta la vittoria dei non votanti con un discorso ufficiale, abbastanza vomitevole.
La regione petrolifera italiana (la Basilicata) è l'unica che ha superato il quorum.
Alla fine hanno votato 15 milioni di persone, che non sono poche.
Si spera che per il prossimo referendum smetteremo di usare i social per scriverci tra noi le cose che già sappiamo.
Consoliamoci, pensando che Salvini, Brunetta e persino la Mussolini hanno perso, pure loro.
Emiliano è un mito 😁
SA - 17/04/2016.

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MICHELE SERRA: un intellettuale 'di sinistra' pagato per tormentarsi invano.
Leggo proprio ora il pezzo dell'Amaca dedicato al referendum di domani. Il Nostro si angustia perché si è trasformato in un referendum politico pro o contro Renzi.
Ma perché non dovrebbe essere un referendum politico? Lo è, e non può non esserlo. Serra pensa che vi siano dei referendum 'tecnici' ?
Se poi è 'anche' su Renzi, il merito è solo di Renzi.
Non è stato Renzi a dire che non bisogna andare a votare?
E' necessario spiegare perché un presidente del consiglio dovrebbe astenersi dal dire certe cose ?
E, a proposito del prossimo, sulle modifiche costituzionali, non ha detto che lui sulla riforma della Costituzione si 'gioca tutto' ?
Anche in questo caso, è necessario spiegare perché il responsabile dell'Esecutivo non dovrebbe mai dire simili corbellerie?
Ora, se Renzi è un po' somaro in fatto di cultura politica (un ciuccio innestato a volpe, avrebbe detto mio nonno, e ciuccio in molte altre materie) è un bel guaio per la Nazione, ma anche per chi deve sopportarlo.
Non ha alternative, come sostiene quel volpone colto e stagionato di Macaluso? Un altro bel guaio.
Bisognerà trovarle.
C'è Emiliano, per esempio, che sembra una persona più onesta. Ma questo forse è un handicap insormontabile...
SA - 16/04/2016.

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VOTO SI' NON FOSSE ALTRO CHE PER DISGUSTO
Cerco una spiegazione tecnica del referendum di domenica prossima. Dico tecnica, nel senso di spiegare la sola dinamica legislativa che sfocia nel quesito referendario (ammesso che il linguaggio dei legislatori nostrani sia comprensibile):
«Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?»
Ma questo è niente.
La norma in questione è stata modificata o sostituita: dall'art. 35, comma 1, legge n. 134 del 2012, poi modificato dall'art. 1, comma 239, legge n. 208 del 2015 e dall'art. 2, comma 1, legge n. 221 del 2015 e, dulcis in fundo, dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208...😖
L'ultima modifica, cioè la eliminazione dell'obbligo di richiedere il rinnovo della concessione e la trasformazione della sua durata 'a vita' è stata inserita al comma 221 dell'art.1 della legge di stabilità, votata con la fiducia nel dicembre 2015. 
Ed è quel pezzo di norma che andrebbe abrogata col voto referendario, pezzo inserito all'ultimo momento, nell'unico modo in cui poteva passare (è il caso di ricordare che il principio della 'concessione perpetua' era stato bloccato precedentemente sia dai 5stelle che dallo stesso Realacci, del pd).
Un articolo unico, la 'legge di stabilità', con 999 commi che tratta di tutto (persino del finanziamento per lo studio dell'ebraismo con lo stanziamento di 3 milioni all'anno, comma 213...). Un testo unico che va votato in blocco dalla maggioranza, sottoposta al ricatto di elezioni anticipate.
Solo questo basta e avanza per votare contro le indicazioni dell'esecutivo...

P.s..Ma questa va anche detta, sempre per capire come funziona il governo della Nazione: la maggior parte delle concessioni riguardano piattaforme dell'Eni, in scadenza nel 2015. L'Eni ha richiesto il rinnovo delle concessioni con 2 (due) anni di anticipo, ma il ministero competente non ha mai risposto e l'Eni ha continuato a fare il proprio lavoro...
SA - 12/04/2016.

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CONTRADDIZIONI IN SENO AL POPOLO (II)
La stampa locale del 16 marzo, ed anche qualche agenzia a livello nazionale, riporta dell'aggressione perpetrata da alcuni operai della Fonderia Pisano a danno di manifestanti che protestavano contro la fabbrica, situata in un grosso quartiere di Salerno, perché altamente inquinante.
Nel secolo scorso si usava fare volantinaggio davanti alle fabbriche. Ce n'erano parecchie intorno a Salerno, negli anni '70. Quando c'era qualcosa da dire, uno sciopero, una mobilitazione, un fatto da denunciare, si stampava qualche migliaio di volantini con l'indistruttibile Gestenter (elettrico) e si partiva per le fabbriche. La Pisano, che sta esattamente dove stava 40 e più anni fa, era un problema: gli operai facevano una specie di turno autogestito. Lavoravano finché potevano e guadagnavano a cottimo. Un cottimo 'collettivo' che 'obbligava' tutti a tenere un elevato ritmo produttivo e che tuttavia ripagava ciascuno in proporzione al numero di pezzi che riusciva a realizzare nelle otto/nove ore di lavoro. Ciò comportava turni molto elastici, per cui bisognava arrivare lì alle cinque del mattino (o alle sei della sera, se non ricordo male) e aspettare che uscissero le 30/40 persone del turno, uno ad uno, sempre distanziati. Ci potevi passare più di un'ora.
Una mattina, insieme a noi stava fermo davanti all'ingresso un signore ben vestito, un po' emaciato, che subito ci chiese una copia del volantino. Avevamo scritto una lunga filippica contro la nocività del lavoro sulla scorta di quello che ci aveva raccontato Mariano, un operaio della stessa fabbrica, ex parà e comunista della parrocchia intransigente degli ML (marxisti leninisti) . Constatammo che il signore leggeva attentamente ed approvava continuamente con vistosi inchini in segno di assenso. Non era uno della squadra politica. Anche se fosse stato un nuovo arrivo, lo avremmo sgamato immediatamente. No, non era un poliziotto. Appena finita la lettura commentò: "Ma glielo dico sempre anch'io, ma non c'è verso. Lavorano, lavorano...E quando finiscono qui corrono a zappare l'orto". Per non dire, scusi ma lei chi è, gli chiesi: "è dell'ispettorato ?" " No, no, sono uno dei proprietari..."
P.S. Il 'compagno Mariano' è morto parecchi anni fa, di tumore.
SA - 17/03/2016.

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FRAMMENTI DI STORIA
Una intervista a Goffredo Fofi del dicembre 2012. Da 'Lipperatura".
"... D.: Questo però spiega anche perché il Sessantotto sul piano culturale alto non abbia lasciato grandi opere.
 FOFI:«È vera una cosa: che quella generazione non scrisse, non cantò, non fece poesia. Per dieci anni fece solo politica. Però i vecchi hanno continuato a scrivere. E hanno scritto cose in cui senti il peso del Sessantotto. Lo senti nella Morante. Lo senti in Moravia e in Sciascia. Lo senti in Calvino ». ...
SA - 03-03-2016.

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QUELLO CHE I 'SINISTRATI' NON SANNO E NON VOGLIONO SAPERE
Girando sulla rete ho trovato su di un sito turistico una sintesi sorprendente (e direi divertente per la sua drasticità) del pensiero della Scuola di Francoforte. Adorno & C., tra gli anni 40' e '60, hanno 'scolpito' i caratteri salienti della società capitalistica, che, allo stato, sembrano identici nella sostanza, ingigantiti e peggiorati nella prospettiva storica. E' la 'filosofia politica' di base; il punto di partenza per chi non ama il 'sistema' e non vuole accovacciarsi e rimanere indifferente. Gli sviluppi e le variazioni sono tanti, ma la base è quella. Poi, ho ritrovato una intervista ad Alberto Bagnai, che credo sia vecchia di due anni. La sua non è un'economia politica 'francofortese'; suppongo sia molto keynesiana. Però, dice delle cose (con importanti riferimenti storici alle scelte politiche operate in Italia) che i maggiori economisti a livello mondiale (a cominciare da tre premi Nobel), da diversi punti di vista, predicano da oltre un decennio: l'euro è un progetto fallito in partenza e bisogna trovare un rimedio (le proposte sono molte) prima che finisca male, o molto male. Del dibattito che c'è fuori dai Talk show e dalla stampa 'padronale', nessuno dice nulla a cominciare dai 'sinistrati', che trovano più consono stare con la testa sotto la sabbia. Di come vanno viste le cose è possibile che ne sappia di più un pubblicitario.
SA - 16/02/2016.

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SPIRITO SANTO.
Aeroporto di L'Avana.
Papa Francesco, parlando in spagnolo, seduto a fianco del Patriarca russo, dichiara Cuba e il popolo cubano simbolo mondiale dell'unità dei popoli, ringrazia personalmente il suo presidente per l'impegno profuso in favore dello storico evento. Raul Castro, in piedi, emozionato e contratto, a volte quasi sull'attenti, ringrazia con piccoli inchini involontari. Lo Spirito Santo, evocato dal Papa, aleggia nella sala e, ad un certo punto, sembra lambire dall'alto il capo dell'ultimo Paese socialista.
11/02/2016.

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LA PELLE DURA DELLO SCERIFFO.
A margine dell'assoluzione, in appello, di Vincenzo De Luca per il reato di abuso e peculato.
"Ci vuole altro per fregare lo sceriffo”, titola Dagospia. E forse ha ragione. La carriera politica di De Luca è, tuttavia, costellata di molte inchieste giudiziarie. Più di quelle enumerate da Wikipedia, se si considera lo strabordante contenzioso penale, amministrativo ed anche della magistratura contabile, relativo non solo alla persona del governatore, ma a tutti gli atti direttamente rinconducibili alla sua responsabilità politico-amministrativa.
E' evidente che a fronte di questa divaricazione tra inchieste iniziate e assoluzioni 'di fatto' o di diritto verificatesi, due sono le possibilità: o la magistratura indaga in modo sistematico e pregiudiziale ai danni di un politico 'colpevole' soltanto di occupare da oltre un ventennio la scena politica campana; oppure, il lavoro di indagine effettuato a suo carico, e del suo entourage, a cominciare dagli anni '80,  è fondato, e ciò nonostante vanificato per gli stessi motivi per i quali in Italia i potenti vengono graziati dalle storture (e dai 'miracoli') della giustizia.
Certo, solo un cieco non noterebbe che queste vicende sono intrise della medesima sintomatologia che interessa la copiosa letteratura nazionale riguardante i rapporti patologici tra politica e giustizia: magistrati trasferiti d'ufficio, registrazioni distrutte in ossequio alle garanzie parlamentari, altri magistrati sanzionati perché tentavano di intrufolarsi in procedimenti altrui, una composita e vasta confraternita di parenti, amici e fedelissimi partecipi dei fasti del vincitore, sistemati di qua e di là, costituiscono il quadro di un 'contesto tipico' nel quale le inchieste si sviluppano e spesso si disperdono come un corso d'acqua che si allarga sul terreno fino a scomparire.
Inutile porre l'accento su problemi di carattere etico o di mera opportunità sul versante politico. Visto il 'contesto', è tempo irrimediabilmente perso.
SA - G.S. 05/02/2016.

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QUADRETTI
Regio tribunale di Salerno - aula Corte d'appello penale. Plastica l'immagine del Governatore della Campania, Vincenzo De Luca che, con la solita voce cavernosa, affossato in una poltrona, rispettoso, con accenti epici, spiega le sue ragioni direttamente al presidente  del collegio. Costui lo fissa imperscrutabile, lisciandosi la barbetta.
Come non credergli ?
SA-15/01/2016.

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DALLO STATO SOCIALE CAPITALISTICO ALLO STATO DEL CAPITALE
I costituenti erano keynesiani (democristiani e comunisti), misero in minoranza Einaudi e diedero vita alla costituzione di uno stato regolatore, capace di intervenire nell'economia e nel conflitto sociale. Il liberismo attualmente vincitore, sta smantellando i principi e le strutture dello stato sociale e imponendo un sistema sovranazionale che dietro involucri formali, apparentemente democratici, consegna il potere ai grandi gruppi economico finanziari, violando il principio di sovranità, le costituzioni nazionali e definendo man mano come irrilevanti i diritti di tutti coloro che non sono titolari di capitale produttivo...
Su Youtube un importante intervento di Luciano Barra Caracciolo sul significato profondo del liberalismo economico (nel momento in cui concepisce e rimodella le strutture sociali) e sulle scelte politico giuridiche attraverso le quali si sta affermando.
L'intervento è della fine del 2015 e presenta la riedizione del suo libro: "Euro e (o?) democrazia costituzionale. La convivenza impossibile tra costituzione e trattati europei". -
SA - 26/01/2016.

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IL PRONIPOTE PERVERSO DELLO ZIO TOM
Seymour M. Hersh è forse il più autorevole giornalista d'inchiesta a livello mondiale. In USA (democraticamente) nessuno vuole più pubblicarlo perché in aspra polemica con la Casa Bianca. Riesce a scrivere sul London Review book. Dal lungo articolo pubblicato il 7 gennaio (zeppo di indicazioni relative alle fonti) che cosa apprendiamo ? Che dal 2013 lo Stato maggiore Usa cerca di contrastare la politica estera di Obama, completamente appiattita su dottrine politico militari la cui applicazione sono affidate alla Cia, che i capi militari sono al contrario e in gran parte...sulla linea di Putin; e che sono talmente incazzati da far diventare la quesitone di dominio pubblico. Due considerazioni: Obama è un nipote perverso dello zio Tom; la stampa italiana (tutta) fa ridere... Segue articolo di Hersh sul London review (Google è sufficiente per capire).
G.S. 11/01/2016.


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E' SOLO QUESTIONE DI NASO
      E' vero, fare il bastian contrario in eterno è veramente scomodo e direi sgradevole. Però, la notizia del nuovo partito di sinistra costituito dai transfughi del PD, dai reduci di Sel ed altri sparsi, ha risvegliato in me la vena contestataria.
      Visti i personaggi, non ho saputo resistere alla tentazione di dire pubblicamente che si tratta di un'accozzaglia senza credibilità, e di chiedermi perché non si ritirino a vita privata: i leader del nuovo raggruppamento avranno già maturato un'ottima pensione, senza aver lavorato in una fonderia o nei campi per una quarantina d'anni...
       I promotori di questa nuova forza di sinistra sono ruffiani dei padroni dell'Ilva, ex sottosegretari all'economia del governo Letta, ex camerieri di Vincenzo De Luca, ex giornalisti che hanno fatto carriera in Rai, arruffianandosi destra e sinistra, ma sempre da una 'coerente posizione di sinistra'. Dalla stampa apprendiamo che del gruppo farà parte anche Giorgio la Malfa: l'avranno scovato nel museo egizio. Una mummia liberista, un pasdaran europieista, ma...moderato.
       Ora, come le lampadine delle luci d'artista che De Luca accende a Salerno all'inizio di novembre (e spegne a febbraio, al modico prezzo di tre milioni l'anno), si sono accese le speranze di migliaia di delusi della sinistra, ansiosi di novità, qualsiasi esse siano, trepidi e speranzosi, pronti a salire sull'ennesima carrozza scassata, allestita sempre dagli stessi armeggioni.
       Mi domando (da anni) come sia possibile che milioni di persone abbiano sopportato prima un ex partito comunista che ne ha fatte di cotte e di crude contro i suoi stessi iscritti, tradendo i principi elementari della sinistra e poi, come sia possibile che tante anime candide continuino a credere e sperare in personaggi, che, al solo scopo di continuare a 'stare in mezzo', stanno tentando di armare l'ennesimo 'partitino di sinistra', pur essendo storicamente e plasticamente risaputi e percepiti come 'la rovina della sinistra'.
      Ora, ritornando verso casa, mentre continuavo ad arrovellarmi su questo insolubile dilemma, mi sono imbattuto in un signore, il quale, poveretto, per una disfunzione genetica o per un incidente occorsogli, era senza naso. Ed ecco l'illuminazione: l'esercito di sinistrati che continuano a farsi menare per il naso da questi arraffatori senz'arte né parte, in realtà, per qualche misterioso motivo (un sortilegio ?), sono stati privati, tutti...del naso. Nel senso di 'naso politico', s'intende. Sono olfattivamente disabili, in quanto a capacità di sentire, anche lontanamente, la più nauseante delle puzze di bruciato. Altrimenti non si capirebbe tanto masochistico accanimento. Privi di 'naso politico' si gettano, con cadenza periodica, tra le braccia dei soliti furbastri, i quali riconfezionano sempre lo stesso pacco, cambiando il colore del fiocco.
   Ma, a ben vedere, alla luce delle passate esperienze, mi domando: a sinistra, oltre che col naso, con la vista, come stiamo ?
G.S. SA - 08/11/2015.

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FORMAZIONI PREDARTORIE E CAPITALISMO FONDATO SULL'ESCLUSIONE
"Cacciati dal lavoro, dalle terre, mentre intere regioni del pianeta sono lande morte e la povertà assume dimensioni inedite. «Espulsioni», l’ultimo saggio di Saskia Sassen per il Mulino, che sarà presentato domani a Roma a Porta Futuro." Di Benedetto Vecchi sul Manifesto del 21.10.2015
SA- 21/10/2015.

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LA RESA DEI CONTI CON LA STORIA
"Insisto, manca all'Est e in molte parti altrove la memoria della catarsi, della resa dei conti con le proprie colpe. L'Ungheria, complice dell'Olocausto senza ammetterlo, oggi punisce col diritto penale i cittadini che ospitano migranti. In Cèchia, Slovacchia, Bulgaria, i Rom vengono emarginati con Muri o abbattendo le loro case con ruspe. A parte la Polonia grazie a Solidarnosc, a parte la Germania che ha assimilato i valori costitutivi postbellici, la democrazia da molte parti in Europa è giunta come regalo di eserciti liberatori, non come conquista interna. E se non assimili il regalo ma torni ai secolari istinti d'odio dei nazionalismi, come con quei numeri sulle braccia, prima o poi la Storia ti presenta il conto".
AGNES HELLER in un intervista su Repubblica del 3 sett 2015.
SA - 06/09/2015.

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LA ROVINA DELL'EURO
Nonostante la Grecia, capita spesso di trovare persone oneste e colte che considerano degli 'estremisti' coloro i quali criticano alla radice il progetto dell'unione monetaria sulla base non di anacronistici nazionalismi, bensì alla luce delle teorie economiche più accreditate, e dei risultati sin ora conseguiti. Il bello è che lo schieramento di economisti di fama mondiale, orientato su queste posizioni 'estremiste', è vasto e composito: comincia da Milton Friedman, capostipite del neoliberalismo, e finisce a Roberto Bagnai, passando per tutti i più noti premi Nobel dell'economia dell'ultimo ventennio. Un articolo abbastanza dettagliato, con molti link di approfondimento, che riassume la questione in termini esaurienti e semplici, si trova su Scenari economici e risale al dicembre 2013. E' il caso di tenerlo come riferimento.
Sa - 20/07/2015.

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E' SOLO L'INIZIO.
La vittoria del NO.
Si sprecano le celebrazioni per la vittoria; si sprecano perché non tutte sono autentiche, limpide, oppure, semplicemente dotate della necessaria consapevolezza circa l'entità della partita. Poco limpide sono le celebrazioni della Lega, che poi dice: però i soldi devono restituirceli. O quelle di un Fassina, che poco più di un anno fa era sottosegretario all'economia di un governo, se possibile, più merkeliano dell'attuale. Un pò penose quelle della sinistra vendoliana o ferrariana, che ormai può andare solo a festeggiare vittorie altrui. O quelle di Grillo, la cui strategia generale è per lo più 'genericamente' di sinistra, salvo improvvise retrocessioni (il dibattito sulla persistenza della destra e della sinistra è stucchevole). Di personaggi come la Meloni, che pur essa celebra, è inutile parlare.
Alla fine gli unici pienamente legittimati a celebrare, nonché degni di essere celebrati, sono Tsipras, Varoufakis e il popolo greco. Hanno inflitto una dura lezione ad una cricca politico finanziaria che da un ventennio monopolizza il potere e che sta mandando a gambe all'aria l'economia di tutto il sud dell'Europa.
Ora, festeggiamenti a parte, solo un ingenuo può pensare che i tedeschi e il complesso economico finanziario costruitosi sullo sfruttamento della valuta unica tra stati diseguali mollino tanto facilmente la partita. Mi domando se Varoufakis o Tsipras credano davvero che sia possibile restare in Europa imponendo condizioni diverse da quelle attuali, o se non siano già da tempo giunti alla conclusione che sia meno costoso mollare al più presto l'euro. Tanto, le banche gliele hanno già chiuse...

Angkor - 05/07/2015.

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