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IL PRINCIPE IDIOTA
Ho saputo dopo le 20 del governo di Renzi. Molti aspettavano la novella con curiosità e trepidazione, compresi quelli che Renzi lo detestano. Per quanto mi riguarda ho maturato una moderata, disgustata indifferenza. Il fatto è che ormai non sopporto più di vedere questa fauna politica che si destreggia tra una telecamera che l'insegue e una conferenza stampa, un'intervista e un talk con marchetta incorporata per l'una o l'altra fazione (Grillo compreso). Dovunque siano ridono e straridono, sempre. Ministri, presidenti del consiglio, sottosegretari e giornalisti al seguito. Renzi ride baldanzoso più di tutti, con la faccia del figlio di papà un po' scemo, che sembra sperare in cuor suo di poterti sempre dire (ridendo col ghigno del furbo felice): ti ho fottuto.
Un accademico, tra il serio e il faceto, commentava il personaggio dicendo più o meno: Non si sa cosa sia capace di fare, potrebbe essere un bluff o il futuro Principe...
La situazione dovrebbe indurci a sperare in un "Principe"; tuttavia, un principe che ride nel bel mezzo di un naufragio, sembrerebbe più un idiota.
(Considerazione postuma: non è idiota, è un astuto istintivo. Anche se qualche esperto di comunicazione non glielo avesse spiegato, lui già sa da se che deve ridere ed essere ottimista, anche contro ogmni evidenza. Rende.)
21/02/2014 (17/06/2014)
Postilla del 23/02/2014:
Sentendo tutte quelle brave persone che "sperano" in Renzi, da destra e da sinistra, rileggo quel che scrivo e mi domando se non semplifico eccessivamente, se l' "ideologia" non obnubili i mie giudizi (dei quali ovviamente mi preoccupo per me e non certo per la loro pubblica irrilevanza). Può darsi che sia schematico. Sicuramente Renzi non è un "idiota". Ma non riesco a vedervi il politico che comprende e interpreta la drammatica complessità del paese, e tanto meno un qualche segno che faccia supporre (anche lontanamente) una visione di sinistra. Ma forse lo stesso Renzi ha dato di se la migliore definizione, quando ha detto che Firenze non aveva bisogno di un sindaco, ma di un Maestro di Cerimonie. Forse il Nostro valoroso Presidente del consiglio è effettivamente il miglior Maestro di cerimonie disponibile, non è difficile immaginare di chi. D'altra parte, se la speranza è l'ultima a morire, si può sempre sperare in un maestro di cerimonie fortunato, anche se può sembrare un pò idiota...

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FURBI E GIULLARI
Vedo in ritardo, quasi per dovere, il duetto tra il rottamatt'ore (definizione di Dagospia) e grillomao (idem).
Due furbastri dalle misteriose doti politiche. Tutti e due intenti a parlare al "proprio pubblico". Il livello è pedestre, l'insincerità è la norma: il primo che vuole a forza "spiegare" al secondo il suo programma in "un minuto", e  l'altro che oppone un fuoco di sbarramento con argomenti moralistici e offensivi (i buoni non trattano con il vecchio, i corrotti, ecc.). Insomma, due che si incontrano per parlare in pubblico del governo del paese, avendo già dato per scontato che non si sarebbero detti nulla. Hanno solo tentato di fare  un po' di marketing per la propria "casa"; dubito che per loro le sorti del paese siano più importanti dei risultati dell'audience. Rileggo la trascrizione di quanto ha detto Grillo, dichiarandosi, nella successiva conferenza stampa, per una "dittatura sobria". E' evidente che confonde la parte del giullare con quella di chi esercita il potere ed aspira ad accrescerlo: due parti che non si possono recitare insieme.
(SA - 19/02/14)

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NOBEL A LAMPEDUSA
Il sindaco di Lampedusa: "La candidatura al Nobel? Per ricordare gli innominati inghiottiti dal mare. Il nostro modello di accoglienza è disumano"

Roma – 14 febbraio 2014 – "Un traguardo enorme. Un’operazione verità". Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa, definisce così la candidatura dell’isola al premio Nobel per la Pace. “è la via per dare dignità ai morti che non hanno mai avuto un nome. Per ricordare gli innominati inghiottiti dal Mediterraneo".
"È come dire a tutto il mondo – spiega in un’intervista pubblicata oggi da l’Espresso – che questi morti sono l’Olocausto di oggi. È un premio all’accoglienza solidale, quella dal basso, dei cittadini, l’unica che non fa affondare il nostro continente".
Ricorda i morti, Nicolini, ma chiede anche di accogliere degnamente i vivi. "Il nostro modello di accoglienza non funziona: è disumano. Mi chiedo; perché aspettar ei morti per indignarci? Dopo le tragedie , l?Italia e l’Europa hanno scoperto che qui arrivano bambini e famiglie, che questi centri più che di accoglienza sono luoghi che cancellano l’identità".
"Non sarebbe meglio – si chiede e propone il sindaco di Lampedusa – creare accoglienza diffusa sul territorio? Lavorare per l’integrazione incentivando i comuni ad accogliere: basterebbe fornire i mezzi necessari. Ma questo non basta. Perché è necessario una volta per tutte abolire la Bossi-Fini: ci vuole una legge sul diritto di asilo e bisogna pensare a una politica diversa per i migranti".
 
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FARSA TRAGICA
Non c'è speranza e non c'è fine alla farsa:
la terza carica dello Stato che si comporta come se stesse asserragliata nella Bastiglia; il Pd difensore unico dello status quo, pur di restare avvinghiato un secondo in più a leve di potere sempre più inefficaci e inaffidabili (si può essere più idioti ?); i seguaci di Grillo che credono di fare la rivoluzione agli ordini di una coppia che ricorda il Mago di Oz o, se si preferisce, pensando al signor Casaleggio, un dottor Stranamore della Brianza; e il cavaliere che si appresta a rivincere le elezioni, o, nella migliore delle ipotesi, a restare 'a giro', nonostante tutto ...
SA - 04/02/2014

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CATTIVI MAESTRI
Carlo Freccero, in una recente discussione televisiva con Lilli Gruber strapazza Matteo Renzi (il segretario del PD non è presente): un giovanotto che certamente non ha una cultura di sinistra, e che anzi di "cultura politica" mostra di averne ben poca. E' cresciuto negli anni '70 guardando Goldrek, che sembra essere il suo unico e vero background politico - culturale. Ad un certo punto l'interlocutore di Freccero conferma che effettivamente Renzi avrebbe ammesso che l'eroe della sua adolescenza era Goldrek. Freccero non sa resistere e precisa, con uno scatto di orgoglio stizzoso: "Io lo programmavo". Come a dire: «il grulletto di Firenze si è formato abbuffandosi degli insulsi cartoni giapponesi. Ma chi glieli propinava, a lui e a milioni di altri suoi coetanei, ero io». Ahimè...
SA - 26-01-2014.

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AMORI FORZOSI
Renzi, per la "sinistra che non c'è più", è come la fidanzata che uno si sceglie non perché ne sia innamorato, ma perché ha disperato bisogno di innamorarsi di qualcuno.
SA - 24-01-2014

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DISGUIDI POSTALI
il povero Tsipras scrive una lettera alla sinistra italiana auspicando una lista europea unitaria "costruita dal basso" e senza preclusioni. Rifondazione da una parte, il Manifesto e Alba dall'altra, se la intestano, gridando vittoria. Non fa nulla che, a latere, Claudio Grassi, dirigente di Rifondazione, apostrofi Guido Viale con l'epiteto "Viale del disprezzo", riferendosi all'ennesimo intervento di Viale contro i "reduci" di Rifondazione & C. Nel frattempo si sono risvegliate molte vecchie conoscenze della "sinistra radicale", specializzate nell'intrufolarsi nelle liste alla conquista dell'ennesima candidatura e dell'ennesimo seggio (nel quale eventualmente imboscarsi fino alle prossime elezioni). Se qualche esterno ai vari entourage degli "addetti alle elezioni" chiede: scusate, che sta succedendo ? Nessuno risponde. Ferve, sommesso, il lavorio "democratico e di sinistra" per sistemarsi da qualche parte.
SA -24/01/14.

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RATTA CONTINUA
Era parecchio che non andavo a rifocillarmi con le pizzette della Pasticceria Bassano. Ci sono tornato stamattina, accompagnato da una giovane amica.
Finito il pranzetto con la storica millefoglie, mentre il "titolare" armeggiava con la cassa per farmi il solito ridicolo prezzo, dicevo alla mia amica: "Lo vedi questo signore così tranquillo e soave? Da giovane era un rivoluzionario !". Il "cassiere" senza alzare gli occhi, con una qualche solennità e un filo di ironia, conferma: "Ebbene sì, eravamo dei rivoluzionari". Usciti, l'amica mi dice: "Ci ha fatto mangiare quasi gratis, stavate nello stesso gruppo ?" "No, lui stava con Avanguardia Operata". "Avanguardia che?" "Scusa, Operaia. Noi li chiamavamo quelli di Avanguardia Operata e loro ci chiamavano quelli di Ratta Continua".
SA - 20.01.2014

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UNA VECCHIA INTERVISTA A ROLAND BARTHES
Un'intervista di Enrico Filippini a Roland Barthes del 1979...
« I media forse non mordono. Ma creano immagini. Le società avanzate attuali hanno un consumo enorme di immagini e un consumo minimo di credenze. Nelle società islamiche avviene il contrario. Così, le società liberali sono meno fanatiche, ma meno autentiche. Sono dominate da un immaginario generalizzato quale non è mai esistito al mondo… Persino la Chiesa cattolica: l’immaginario è intatto, la credenza…».
 «…Il testo che tu scrivi deve fornirmi la prova che mi desidera. Questa prova esiste: è la scrittura. La scrittura è questo: la scienza dei godimenti del linguaggio, il suo kamasutra (e di questa scienza c’è un solo trattato: la scrittura stessa)…»

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DEMOCRAZIA DI SINTESI
Il partito di Grillo, che ha votato a maggioranza per l’abolizione del reato di clandestinità  (dalle 10 alle 17 di oggi) è composto - come apprendiamo dal suo comunicato - di 80.383 “iscritti certificati” (da chi?), di cui 15.839  che, secondo approssimativi criteri politico - sociologici ( o se vogliamo, di comodo), potrebbero definirsi progressisti, 9.093 reazionari e 46.358 centristi, o se si preferisce, qualunquisti, o invece distratti perché si sono scordati di votare, o perché privi di uno smartphone che gli avesse consentito di farlo. In ogni caso, i non votanti, comunque li si voglia classificare, sono parecchi: rispettivamente il triplo dei progressisti, cinque volte i reazionari e il doppio del totale dei votanti “certificati”. Ilvo Diamanti avrebbe da scervellarsi per qualche settimana, e potrebbe concludere che ci troviamo al cospetto di un singolare prototipo di partito unico, onnicomprensivo, a democrazia di sintesi; una democrazioa trasformata e adattata come un  prodotto della chimica industriale.
Però…Il sistema politico al potere e la sua classe dirigente emanano un tale fetore nauseabondo che queste trovate grillesche ingenerano una certa ilarità. Almeno per ora.
(SA - 13/01/2014)

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LA ''STORIA'' DI TRAVAGLIO
Marco Travaglio, che legge la storia e la politica attraverso i resoconti giudiziari, si rammarica che dalla fiction della Rai dedicata al commissario Calabresi siano scomparsi i suoi assassini. Gli sfugge che, per una sorta di compensazione, l'omicidio di Giuseppe Pinelli, sempre nella stessa fiction, sia rimasto un suicidio o, nella migliore delle ipotesi, una "disgrazia" (avvenuta nella stanza in cui l'anarchico era "interrogato" dal suo "amico" commissario). Sarebbe tempo perso illudersi che Travaglio possa arrivare a capire la differenza che passa tra la criminalità oggetto delle cronache quotidiane della stampa e fatti "criminali" connessi a rivolgimenti sociali e politici.
D'altra parte, nella visione travagliesca del mondo, non è difficile cogliere un limite culturale di base: per il Nostro nobile persecutore di malvagi e corrotti, un atto giudiziario equivale alla verità storica, politica e morale. In funzione del suo retroterra culturale (che non è la ricerca storica, bensì il concetto di "carta canta"), la vita di un anarchico (come quella di un palestinese) vale ben meno di quella di un commissario, se è vero, com'è vero che della sua morte chiede ragione, trascurando e mistificando quella altrettanto violenta e ingiusta dell'anarchico. Il riferimento ai palestinesi è d'obbligo, dal momento che durante l'operazione "Piombo fuso" (il nome è un programma), di fronte all'eccidio di più di mille civili in un solo giorno perpetrato a Gaza dall'esercito israeliano, il nostro coraggioso giustiziere se la rideva, dichiarando che ai palestinesi gli toccava poiché non rispettano le regole. Ha ragione: "carta canta", anarchici e palestinesi non rispettano le regole.
Articolo di Travaglio su Dagospia  - Segue discussione su Facebook.
(SA - 12/01/2014)


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PREVISIONI SBAGLIATE
Mai fatta previsione più sbagliata: i sospetti sono affiorati alla mente ieri pomeriggio. Sulla piazza del mio paese due vecchi amici mi salutano e mi chiedono se ho votato. Ho risposto, con una qualche sicumera, che poteva essere l'ultimo dei miei pensieri. Il secondo, un cugino che non vedevo da quattro o cinque anni, che non si è mai occupato di politica, mi ha detto, quasi che volesse scusarsi, "io sono andato per la prima volta, chi sa, può darsi che questo serve a qualcosa". Che dire di fronte alla buona fede, alla speranza (quella che Pasolini dileggiava perché fonte di illusioni e di inerzia) ? Speranza (ultima speranza) e insofferenza che ha mosso, nonostante tutto, tre milioni di persone per partecipare alle primarie del PD. Renzi non avrà il mio voto per tante buone ragioni, e nemmeno il PD, ma auguro a quel mio ottimo cugino che il suo sia servito a qualcosa...
(SA - 09/12/2013)

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GLI ONESTI DUELLANTI
A proposito di Vauro e Dario Fo.
Molti discutono sulle letterine che si sono scambiati Dario Fo e Vauro. Tutti riconoscono l'"onestà intellettuale" dei due contendenti.
Non so quanto "gli intellettuali"  riescano ad essere "onesti", con tutta la buona volontà, quando  la passione politica, le storie personali, specie se ingombranti, entrano nel gioco delle "oneste" contrapposizioni. A me sembra che i due si potrebbero dirsi senza scandoalo ( e in parte se lo dicono ), con stima e affetto: "Guarda che ti sei scimunito", "No, sei tu che non hai capito un cazzo"... Forse la cosa si potrebbe sdrammatizzare, tra amici ci si può anche dare dello "scimunito". Forse sbagliano tutti e due perché Fo dice "abbiamo già vinto" quando la strada è ancora all'inizio, e Vauro che invita a scendere da quel carro infausto, senza tuttavia poter offrire strade, prospettive o carri alternativi, ma, invece, con matematica certezza, soltanto "sinistri" disastri...
(03-12-2013 - G.S.)

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STRATEGIE SEMANTICHE
Il procuratore della Corte dei conti del Lazio ha definito la normativa post referendum sul finanziamento pubblico dei partiti un "artificio semantico". In realtà una gran parte di quel che avviene in Italia, la sua politica e la sua comunicazione innanzitutto, è un "artificio semantico"...
(G.S.: 01/12/2013)

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PAUL KRUGMAN
Recensione di Andrea Boitani dalla voce.info
Nel suo ultimo libro [Fuori da questa crisi, adesso!- Garzanti, ndr] , Paul Krugman spiega perché né gli Stati Uniti né l’Europa sono riusciti a uscire dalla crisi, con costi umani e sociali troppo alti. È tempo di governare i problemi in un quadro istituzionale e politico internazionale cooperativo, per far sì che alle carenze di domanda privata sopperisca la spesa pubblica. Uno strumento che i Piigs europei, per esempio, non possono utilizzare unilateralmente. E dunque la ricetta per l’Europa dell’euroscettico premio Nobel muove da un elemento comune alle tesi di chi chiede più integrazione nell’Unione: la Bce deve garantire la stabilità finanziaria, com’è dovere di una banca centrale.
(SA, 01/12/2013).

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IL COMPAGNO BILL
Zuckerberg (il Casaleggio globale): La grande sfida che attende la mia generazione è collegare 5 miliardi di persone e dare a tutti accesso a Internet. Quando saranno tutti collegati, potranno decidere quale tipo di governo avere, potranno avere accesso alla conoscenza e alla sanità »
Bill Gates: Se nella scala delle priorità più urgenti del mondo mettiamo la Rete al primo posto, ci prendiamo in giro. Pensate a questa cosa strana della quale mi sto occupando io, il vaccino per la malaria, che uccide 500 mila persone all'anno. Che cosa è più importante per loro, avere accesso alla Rete o avere accesso alla vaccinazione? Ditemelo voi»
REPUBBLICA - DAGOSPIA
Angkor (03/11/2013

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CARDINALI MANCATI
Cuperlo, lo sento alla TV. Se si dava alla carriera ecclesiastica, adesso sarebbe vescovo o cardinale, avrebbe contato di più; col suo parlare soave e leggero, con indosso un purpureo abito talare avrebbe trascinato moltitudini di perpetue entusiaste sulle vie del Signore...
(SA - 01/11/2013)

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DATAGATE
La cosa più comica è che dello spionaggio di massa fatto dagli americani a danno dei propri alleati più fedeli ce ne dà notizia un'ex dipendente dell'NSA attraverso il Guardian; non i servizi italiani, o tedeschi...per non parlare di quei presuntuosi dei francesi. Ci spiano, ma poi, siccome sono democratici, ce lo fanno pure sapere da un loro "pentito" e ci promettono che non lo faranno più. Che vuoi di più dalla vita?...
(SA - 25/10/2013)

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PACE E DINAMITE
Il Nobel per la pace dato ad un organismo creato e finanziato dagli Stati firmatari di un trattato internazionale per la interdizione delle armi chimiche (da quegli stessi Stati che vendono ai belligeranti tutto l'occorrente per la fabbricazione di quelle armi) è un capolavoro di ipocrisia. Ma soprattutto, se considerato in concomitanza con i tragici avvenimenti di Lampedusa, una scelta precisa di chi vuole ignorare e disconoscere lo straordinario contributo alla pace, alla comprensione e alla solidarietà che gli abitanti di Lampedusa danno da anni, ogni giorno, senza avere e chiedere corrispettivo. Un esempio e un sacrificio senza scadenze e condizioni, condiviso da tutti quei popoli del Mediterraneo che, privi di mezzi, accolgono i profughi in fuga dai luoghi di guerra. Guerre spietate e orribili che il nobile Occidente arma, sobilla, provoca e a cui, volendo, partecipa direttamente. Ovviamente, in difesa dei sacri principi della libertà e della democrazia.
L'esempio degli abitanti di Lampedusa e di tutti i poveri disposti a dividere la propria miseria con i disperati in fuga da questo orrore permanente non è, per gli "accademici reali" di Stoccolma, un valore da riconoscere e da promuovere. Non molto distanti, per indifferenza e somma ipocrisia, dalla sciatta e criminale ignavia dello stato italiano che persegue penalmente e, nella migliore delle ipotesi, abbandona a se stessi  profughi e fuggiaschi. Salvo comparire, attraverso i suoi rappresentanti, alle estemporanee passerelle mediatiche nei momenti clou dell'emozione collettiva. Per onorare le spoglie di centinaia di sventurati, della cui sorte nessun potente della terra, grande o piccolo che sia, sente la minima responsabilità.
Ignorare ai più alti livelli della cultura e della politica europea quel che avviene di epocale, tragico, eroico o irreparabile sulle sponde del Mediterraneo è sintomo di preoccupante irreparabile miopia, di decadenza morale e anche di incoscienza criminale.
Ma forse, c'è un'altra chiave interpretativa che attiene alla storia e al destino di questo prestigioso riconoscimento internazionale: probabilmente il Nobel e la pace sono una contraddizione in termini, non tanto perché il premio è stato dato, tra gli altri, a criminali politici certificati del calibro di Henry Kissinger, quanto per il fatto che Alfred Nobel divenne famoso e si arricchì per aver inventato la dinamite e per esserne divenuto, al suo tempo, il maggior produttore mondiale.
(SA G.S. - 11/10/2013)

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L'IDEOLOGIA DI MAGNUM P.I. (e la presunta forza delle idee - Il Disumano che ava
A chi rimane in casa un giorno di domenica con un piede acciaccato e si vede passare davanti agli occhi, se pure come sottofondo, un epico film di John Ford con l'immancabile John Wayne nella parte del bandito generoso, e poi la serie di Magnum P.I., e poi Star Trek..., può essere indotto a pensare che:
Per capire l' "imperialismo americano", servirebbe (anche) "capire" la sua mastodontica, inesauribile produzione culturale, a cominciare da quella di gran lunga più importante, la produzione cinematografica (e televisiva). A detta di Wim Wenders, il cinema americano ha colonizzato la coscienza degli europei. Un'arma decisiva, pervasiva e pacifica (almeno in apparenza) di acculturazione e assimilazione ideologica nel ventre simbolico e sterminato di una “società ad organizzazione totale”, come Theodor Adorno definiva le società, anticipate dal nazifascismo , formatesi negli USA e in Unione Sovietica nell'immediato dopoguerra...
(G.S. - 07/10/2013)

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A PROPOSITO DI SINISTRA
Elsa MORANTE – Piccolo manifesto dei comunisti (senza classe né partito)
1. Un mostro percorre il mondo: la falsa rivoluzione.
2. La specie umana si distingue da quella degli altri viventi per due qualità precipue. L’una costituisce il disonore dell’uomo; l’altra, l’onore dell’uomo.
3. Il disonore dell’uomo è il Potere. Il quale si configura immediatamente nella società umana, universalmente e da sempre fondata e fissa sul binomio: padroni e servi – sfruttati e sfruttatori.
4. L’onore dell’uomo è la libertà dello spirito...
(SA-07/10/2013)

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QUANDO LA STORIA SI RIPETE COME FARSA

Molti pensano che oggi, con la rottura nel PDL, sia nata la nuova DC. Ma personaggi come Alfano, Nunzia De Girolamo, Maurizio Lupi, Beatrice Lorenzin, Gaetano Quagliariello, gli sgherri di Comunione e fatturazione sono tutt'al più dei sottoprodotti della vecchia DC.

Al confronto, anche Andreotti era un gigante. Né sembra vi sia la minima possibilità che possa rinascere una nuova DC sulla labilità psicologica e politica di personaggi come Giovanardi o Amicone.

(Angkor 03/10/2013)


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«I DESIDERI E LE MASSE»
I desideri e le masse. Una riflessione sul presente di Guido Mazzoni.

Un'analisi vasta e innovativa sul capitalismo e sulle trasformazioni antropologiche indotte negli ultimi quarant'anni. E sul significato e gli esiti del '68...

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IDEALI
Con involontaria tempestività Rai 3, in concomitanza con la folgorante vittoria della Merkel, ha trasmesso il film La caduta, che narra gli ultimi momenti del Terzo Reich vissuti nel bunker dove il Führer era nascosto. I suoi fedelissimi per non tradire l'ideale nazista si suicidarono e con loro, come Goebbels, uccisero i propri figli.
Speriamo che la Merkel non trascini l'Europa in un'altra epocale tragedia, pur di restare fedele al suo "ideale" di società.
(G.S. - Sa, 22/09/2013)

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NARCISI ILLUSTRATI
Su Facebook qualcuno (si suppone di Salerno) scrive:
«ma l'avete vista "Presa diretta" ieri sera?
Iacona ha fatto un grande pezzo di giornalismo, altro che il nostro paesano quaquaraquà».

Qualcun altro risponde:
«Perfettamente d'accordo. Non è tanto un problema di quacquaracqua (io parlerei di "paraculismo specializzato"), quanto dell'insopportabile narcisismo di troppi "illustratori del mondo", che in realtà illustrano e lustrano se medesimi...»
(G.S. 17-09-2013)
 

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LA VERITA' (E LA DEMOCRAZIA) SOTTO I PIEDI.
(Chi mente per professione non può invocare, pretendere o imporre il metodo democratico, perché lo calpesta a priori.)
Sento Belpietro, moderato da Telese (neo assunto a Mediaset) sulla espulsione di moglie e figlia del dissidente Kazaco, rispedite nelle mani del loro nemico giurato con un aereo privato fornito dal Kazakistan. Belpietro, insieme a Sallusti, la Santanché e qualche altro disperato sono i maestri del travisamento di ogni evidenza, facce di bronzo ( e da schiaffi) capaci di qualsiasi menzogna camuffata con mezze verità. Specialisti dell'aggressione, della denigrazione, dello svilimento di qualsiasi cosa nobile o degna che confligga con gli interessi del loro capobastone. Ricordo, nelle antiche tribune politiche, che uomini come Paietta, quando qualcuno superava i limiti della decenza, saltava sui banchi per impedire, manualmente, che lo scempio continuasse. Vedere e sentire ogni sera le bocche sguaiate di questi scagnozzi, anche per una sola frazione di secondo, richiede una pazienza senza limiti. Farli parlare, insultare le persone e la verità sempre e dappertutto non è un esercizio di democrazia.
P.S. Ancor meno, accogliere nei propri salotti televisivi il capo dei mestatori, che si dice di combattere da mane a sera, garantendogli per contratto che non si entrerà nel merito dei suoi guai giudiziari.
Angkor - 16/07/2013.

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IL 'MEGLIO' DEL CETO MEDIO CHE AFFONDA: GI AVVOCATI, CHE NON LO SANNO.
Commento ad un articolo di Mariano Casciano sul Fatto del 10/07/2013.
Una visione 'corporativa' della categoria degli avvocati non coglie aspetti che riguardano il ceto medio in generale, ormai in caduta libera verso la scomparsa totale, cui sopravvive una tenace, radicata inconsapevolezza della propria estinzione. Agli avvocati gli affari non vanno meglio di quanto vadano ai piccoli commercianti o ai piccoli imprenditori; semmai peggio, considerato il loro numero spropositato. Infatti, sono tantissimi gli avvocati che non riescono a pagare in tempo la rata trimestrale della Cassa..
Il peso politico degli avvocati in parlamento è drasticamente diminuito in termini numerici ( dal 40% della prima repubblica a sotto il 20% di adesso, quasi alla pari con funzionari pubblici e giornalisti; ed anzi, ritengo che gli avvocati in quanto tali non contino un bel niente, se non in quanto inseriti in circuiti affaristici nei quali un ragioniere o un faccendiere con la qualifica di giornalista è, di norma, il dominus reale.
A differenza dei magistrati, che per funzioni e per reddito, possono essere definiti “classe dirigente”, una quantità sterminata di avvocati mal pagati e sempre in lotta con le cancellerie, i giudici ed i propri clienti, non è più classe dirigente, ma vittima e ostaggio di un sistema che li spreme e li schiaccia nella impossibile, illusoria funzione di cerniera tra “interessi superiori” (Stato e lobbies affaristiche, a cominciare dai gestori telefonici, alle banche, a Equitalia) e moltitudini di cittadini la cui condizione sociale di emarginati è pressoché identica a quella dei loro difensori...
Per altro, nemmeno si può sottacere l'atteggiamento pecorino di tanti avvocati, i quali sanno benissimo come le istituzioni degli ordini servano a garantire esclusivamente quelli che riescono ad entrarvi, e ciò nonostante votano sempre gli stessi, godendo, evidentemente, nel farsi prendere per il culo...
Segue intervento di M.Casciano.
Sa, 10/07/2013.

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NEL MONDO DEL MARCHESE DI CARABAS, DELL'ORCO E...
Al mio paese, per enfatizzare l'assurdità di qualche fatto, si dice (o forse si diceva): Ma non è successo qui; no assolutamente. E' successo in un posto tale e quale, che però sta dalle parti dell'Australia.
Da quelle parti, per l'appunto, in una ridente cittadina sul mare, molto simile a Salerno, che per una singolare coincidenza si chiama Salernia, succedono cose molto strane.
Comunque sia, in questa cittadina, il sistema di vita che avvolge i suoi abitanti è un misto tra l'italico fascismo di un tempo e l'immaginario fiabesco del Marchese di Carabàs, dell'Orco e del Gatto con gli stivali.
Il Podestà, così si chiama il sindaco del posto (che nel caso ben potrebbe rappresentare l'Orco), bistratta la popolazione con ogni sorta di soperchieria. Da ultimo, ha intimato ai gestori dei locali pubblici aperti sulla piazza più importante di arretrare coi loro gazebo, al punto che alcuni di essi farebbero prima a chiudere l'esercizio. Gli interessati, si sono recati alla sede comunale per chiedere lumi. Con tutto l'ossequio e il rispetto dovuti. La fortuna li ha assistiti, perché si sono subito imbattuti in uno dei più influenti factotum del Podestà. Costui, senza perdersi in preamboli, disponibile e gioviale, ha illustrato ai sudditi bottegai lì convenuti gli errori insormontabili contenuti nell'atto amministrativo che minaccia le loro attività. E li ha rincuorati: "Non ci vuole niente, andate dall'avvocato tal dei tali (che è il fratello del nostro caro presidente dell'Università delle Cose Inutili) e avrete la sospensiva dal Giudice del Cortile Superiore in due o tre mesi, al massimo !".
Il più audace dei supplici ha azzardato una pertinente osservazione: "Se è chiaro che il provvedimento non risponde alle regole, perché è stato fatto ?"
L'autorevole factotum (che potrebbe assomigliare al Gatto con gli stivali, se i tratti umani non degradassero l'eleganza felina), ha risposto, a testa bassa e fissando negli occhi i malcapitati, con l'aria di chi sta svelando un segreto di stato: "Ma voi dovete capire che il nostro Potestà ( che "Dio salvi il Potestà", si è sentito rimbombare a gran voce nel salone dove si erano incontrati) vuole aprire all'interesse della città nuovi spazi...“orientare” le attività commerciali verso nuovi luoghi...Voi sapete delle nuova Piazza...la Piazza !"... E cosi ammiccando, preso dai mille impegni, è fuggito via...
(SA -S.Th. 02/07/2013)

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LE ORIGINI DEL DEBITO
Si tratta di un breve articolo in occasione degli 80 anni di Augusto Graziani (l'articolo risale ai primi di maggio), che tuttavia costituisce uno spunto importante per approfondire alcuni temi della crisi italiana, attraverso l'analisi di uno dei maggiori economisti, elaborata una trentina d'anni or sono. Da 'Economia e politica'.
(SA - 24/06/2013).

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LA VIRTU' SIA PERDONATA
Un paese dove la virtù deve chiedere perdono.
«Gli uomini hanno sempre praticato delle trasgressioni a livello etico, ma un tempo quando si era immorali ci si sentiva fuori posto (peccatori nella versione cattolica, inadempienti agli obblighi della coscienza nella versione laica). Oggi si è immorali e ci si sente furbi e vincenti. Ecco cosa sta affondando il nostro Paese.»
«...Come nello sport, così nella vita: chi è cattivo riesce, chi è buono no. Questo è il pensiero che abita la mente occidentale da qualche secolo a questa parte e che ha trovato la sua consacrazione teoretica nel pensiero di Friedrich Nietzsche, il filosofo preferito da Mussolini e Hitler (in un discorso alla Camera del 26 maggio 1934 il Duce si dichiarò “discepolo di Federico Nietzsche polacco germanico”, mentre il Führer si recò in visita più volte all’archivio del filosofo, gestito, e strumentalizzato, dalla sorella Elisabeth)...»
Da un intervento di Vito Mancuso su Micromega.
(SA - 22/06/2013).

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