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COSE DI PAESE
Agosto, domenica mattina nella piazza del vecchio paese. Sotto la fatidica Croce di pietra ci siamo raccolti in quattro o cinque: ci si rivede a un anno di distanza, nella migliore delle ipotesi. Due rimasti al paese, tre 'emigrati'. Compagni di scuola o amici per altri motivi. Passa Lucio, ex milanese dall'adolescenza, ritornato alle origini, forse stabilmente. Bardato con borsa e macchina fotografica, saluta e scappa via. "Uldimamend' a' pigliat'a fissazione r'i futografie; si t'acchiappa sotta ti faci nuovo nuovo". Dice uno di noi, unanimemente condiviso. E infatti, poco più avanti, lo vediamo esibirsi nel suo numero preferito: spiaccica l'biettivo sulla faccia di un malcapitato, lo mitraglia con scatti in sequenza, di fronte, di sopra, di sotto, steso a terra. Lancia ordini al poveretto sulla posa da assumere, piroetta a destra e a manca. Finisce all'improvviso e scappa via in cerca di nuove prede.
Si affaccia dal balcone la moglie di Tonino che, perentoria, avverte: va comprata la bombola del gas prima di pranzo, se no non si mangia. Visto che il marito tergiversa, gli intima di salire immediatamente in casa. Il Nostro saluta e corre via a tutta velocità. Lo seguiamo a occhi bassi; non ci sfuggono le mani tese e le braccia lungo i fianchi che agita avanti e indietro, freneticamente, come un soldatino dei cartoni animati. "Ha vistu come corre!". "Quann'era zicu curria talacquali".
Ci divertiamo maliziosamente. Però, a me viene il dubbio: "Scusate, mò che me ne vado io, che direte sul mio conto?"
Ma il Cardillo, sornione: "eh..., u' segretu è ca nun ' ti na í mai ra sulu, semp' insiem'a l'ati... (Il segreto è che non devi andartene mai da solo, ma sempre insieme agli altri).
Aquara (SA) 09-06-2013.

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L'INSOSTENIBILE FARDELLO
" L’attività bancaria si sposta dai prestiti agli investimenti di portafoglio. Ulteriori risorse sottratte all’economia e immesse nella finanza. Somme stratosferiche circolano tra i mercati di tutto il mondo, ma in Italia è praticamente impossibile ottenere un mutuo sulla casa e le imprese non hanno accesso al credito. Un sistema incredibilmente inefficiente, in quanto necessità di enormi risorse per portare a termine il proprio compito, e altrettante inefficace, in quanto non riesce nemmeno a realizzare tale compito in maniera accettabile. Questa finanza non è più uno strumento al servizio dell’economia. È un fardello insostenibile, un gigantesco bidone aspiratutto sopra le nostre teste. È questa la posta in gioco quando parliamo di chiudere il casinò finanziario" Prima o poi la bolla arriva – Andrea Baranes - Il Manifesto dell'1/06/2013.
(Sa - 01/06/2013)
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GRILLO E IL CONTO DEL BOTTEGAIO
Negli anni '70, quando esistevano Lotta Continua, Il Manifesto, ecc., capitava ai militanti di avere rapporti quotidiani con le persone del quartiere in cui si trovava la sede. La militanza era un'attività continuativa. La "Sede" non era il dopolavoro, e il rapporto con l'ambiente circostante aspirava alla coerenza con la teoria del generale Giap, per la quale i combattenti stanno alla popolazione come i pesci all'acqua.  Per la verità, avevamo un rapporto difficile col nostro fornitore di palchi e amplificazioni ( chi dei vecchi compagni di Salerno non ricorda la faccia, il suo nasone, e il suo nome ?): teneva il negozio nei pressi della sede e noi cercavamo di girargli alla larga tutte le volte che non avevamo saldato i conti. Una volta ci beccò mentre, in due, tentavamo di infilarci in un vicolo per non passargli davanti. Gli dovevamo venti o trenta mila lire; ma soldi non ce n'erano, tanto per cambiare... Ci chiamò con una certa energia, quasi convocandoci, alzando le mani al celo e abbassandole fino alle ginocchia, nell'inconfondibile gesto partenopeo che significa: viè 'ccà, tanto più ineludibile quanto più era teatrale.  Arrivammo, imbarazzati, pensando a quale scusa trovare per l'ennesimo debito in sofferenza. Il Nostro tirò fuori un taccuino, una penna ed esordì: Voi che avete studiato, quanti sono gli operai in Italia ? Ci guardammo interdetti ed io azzardai: "Sei milioni". "Benissimo", disse il nostro interlocutore, mentre scriveva un bel sei sul foglietto. " E gli impiegati ?". "Diciamo 5 milioni". " I commercianti ?". "Altri 5 milioni ?". "Benissimo, in tutto sono 16 milioni che devono mantenere tutti gli altri, all'incirca 42/43 milioni di persone". Dopo essersi concentrato su questa sintesi sociologica piuttosto acciabattata, ci affrontò urlandoci in faccia: "Mi volete spiegare chi la fa questa rivoluzione se la maggior parte degli italiani sono mantenuti da sei milioni di operai che lavorano e votano il PCI, e parecchi anche la DC?". Non avevamo parole; e, in quel frangente, non ne trovammo.
Adesso, a sentire Beppe Grillo che il ragionamento da bottegaio se lo fa da solo, dividendo la società italiana tra buoni e cattivi, tra chi vota M5S e chi non ha interesse a farlo, e tra categorie sociologiche rabberciate alla buona, si direbbe che si taglia le palle da solo, senza accorgersene: in base al sua analisi sulla distribuzione del consenso, può anche chiudere bottega. Non avrà mai la maggioranza e nemmeno una decente minoranza.
Oppure, il nostro Bottegaio, auspicando la debacle totale economica e sociale dell'intero Paese, s'immagina di raccogliere, come l'Angelo Vendicarore, la rabbia ( e i voti) di 50 milioni e passa di diseredati. Come se la politica fosse un wargame con tre o quattro variabili.
(G.S.- SA, 28-29/05/2013)

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LA PENURIA DEGLI OTTIMI
Amministrative maggio 2013: Serracchiani: "Marino vince a Roma, nonostante il PD."
Grillo: "A ottobre saremo solo noi e il Nano".
La previsione non sembra attendibile; però, non serve godere delle crisi grillesche in mancanza di alternative.
...Seguono commenti su FB (SA - 27/05/2013)

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VARGAS LLOSA: IL DECESSO DELLA CULTURA
"se nel secolo 20 avessero dominato i rating editoriali di oggi, in libreria non troveremmo né ProustJoyceMusil. Non perché andati a ruba o slittati fuori catalogo, ma perché mai pubblicati. Troppo macchinosi, cervellotici, prolissi. Detto in linguaggio tecnico: pallosi... Tutto si merita il bollino di culturale. E Vargas Llosa non ci sta. Prendi i film: quando "si privilegia l'ingegno rispetto all'intelligenza, lo humour rispetto alla gravità, la banalità rispetto alla profondità - chi è proclamato icona del cinema ai giorni nostri? Woody Allen, che sta a David Lean o a Orson Welles come Andy Warhol sta a Gauguin o Van Gogh nella pittura, o Dario Fo a Cechov o a Ibsen nel teatro".
Dalla recensione di Marco Cicala del pamphlet Vargas Llosa "La civiltà dello spettacolo"   il Venerdì di Repubblica
SA - 25/04/2013.

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IL MAGO DI OZ

Reporter si è occupato del partito di Grillo con una certa gentilezza. Ha rilevato che il suo blog è una fonte di finanziamento privata, non approfondendo la commistione tra un "interesse privato" e il Movimento il cui "motore politico" (il blog) è gestito e amministrato, appunto, da un privato che ne ricava profitto. Esattamente come Publitalia e Mediaset, amministrate da Berlusconi, che sono "il motore politico" del PDL. Nessun problema che un imprenditore guadagli sulla propria attività in una società nella quale il profitto è legittimo. Grandi problemi (che i grillini non vedono) quando profitto e attività politica sono intrecciati. Nessun riferimento alla forma "partito in proprietà" o in " franchising", che pure appare incompatibile col dettato costituzionale, essendo privo di una struttura democratica. Non si è capito gran che sui fondi destinati ai gruppi parlamentari, che gli eletti del movimento si sono impegnati a far gestire da Grillo. Però, dice la Gabanelli, per un movimento politico agli inizi non si può pretendere che sia tutto chiaro e a posto... Foto
(SA-19/05/2013)


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IN GALERA. PUNTO.
"In un altro paese Berlusconi starebbe in galera". In Italia, invece, si discute notte e giorno su tutti i canali televisivi e sui giornali se è vero o non è vero che Berlusconi è un evasore fiscale e se e vero o meno che si portasse a letto prostitute minorenni. Tutti sanno che è così, e tutti sanno che il suo comportamento, a prescindere dalla verità giudiziaria, è incompatibile con le funzioni pubbliche che ricopre. Ma ciò nonostante metà del tempo di ogni trasmissione o inchiesta dedicata all'argomento è destinata a chi racconta che gli asini volano. Vedere poi Daniela Santanché che occhieggia e si scioglie in languidi ammiccamenti verso Santoro e Travaglio, mentre racconta colossali cazzate, è uno spettacolo unico...
(SA - 16/05/2012).



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DIVI, PARRUCCHIERI, COMICI DI VARIO GENERE.
«Alla civiltà dei divi appartiene, come complemento della celebrità, il meccanismo sociale che uguaglia tutto ciò che spicca in qualche modo, e quelli sono solo i modelli della confezione su scala mondiale e per le forbici della giustizia giuridica ed economica, che eliminano anche le ultimi frange. La tesi che al livellamento e alla standardizzazione degli uomini si oppone, d’altro lato, un rafforzamento dell’individualità nelle cosiddette personalità dominanti, in rapporto al loro potere, è sbagliata; fa parte, a sua volta, dell’ideologia. I padroni fascisti di oggi non sono tanto superuomini quanto funzioni del loro stesso apparato pubblicitario, punti d’incrocio delle stesse reazioni di milioni. Se nella pscicologia delle masse odierne il capo non rappresenta più tanto il padre quanto la proiezione collettiva e dilatata a dismisura dell’io impotente di ogni singolo, le persone dei capi corrispondono effettivamente a questo modello. Non per nulla hanno l’aria di parrucchieri, attori di provincia e giornalisti da strapazzo. Una parte della loro influenza morale deriva proprio dal fatto che essi, come di per sé impotenti, e simili a chiunque altro, incarnano – in sostituzione ed in rappresentanza di tutti – l’intera pienezza del potere, senza essere perciò nient’altro che gli spazi vuoti su cui il potere è venuto a posarsi. Essi non tanto sono immuni dallo sfacelo dell’individualità, quanto piuttosto l’individualità in sfacelo trionfa in loro ed è in qualche modo ricompensata dalla sua dissoluzione. I capi sono diventati completamente ciò che erano già stati sempre, un poco, in tutto il corso della storia borghese: attori che recitano la parte di capi. La distanza fra l’individualità borghese di Bismarck e quella di Hitler non è inferiore a quella fra la prosa dei Pensieri e ricordi e il gergo illeggibile di Mein Kampf. Nella lotta contro il fascismo non è il compito meno importante quello di ridurre le immagini gonfiate dei capi alla misura della loro nullità. Almeno nella somilianza fra il barbiere ebreo e il dittatore il film di Chaplin ha colto qualcosa di essenziale.»
(Adorno – Horkheimer, La dialettica dell’illuminismo, traduzione di Renato Solmi, Einaudi, pp. 254-25)
(G.S.-01/04/13)

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DEFICIENTI ALLA RIBALTA
Sento per l'ennesima volta Scalfarotto che ripete più o meno: Rodotà è una preminente figura sul piano culturale, istituzionale, ecc., ma non si può votare finché viene da una lista delle "quirinarie"; io non sarei tranquillo...". Poi leggo Fassina (sul suo profilo Fb) che con un lessico da scuola elementare (si è laureato alla Bocconi) dice che la scelta di Marini rispondeva alla ineludibile necessità di una "uscita concordata" dalla II Repubblica. E allora mi domando: ma come li scelgono questi dirigenti? Mi sa che la risposta è nella frase di un noto sindaco "capo" di una "città europea", a cui si attribuisce la frase: Mi serve un altro deficiente per la presidenza della Centrale del latte".
(G.S.:20/04/2013 -28/05/13).

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IL PARTITO DEI DEMENTI
Con 222 voti a favore, 90 contrari e 30 astenuti passa la proposta Marini a presidente della repubblica, con l'accordo del pdl.
Il gruppo dirigente del PD è un'accolita di dementi. Al loro cospetto un arruffapopolo come Grillo è un capo politico, ed uno come Renzi un rispettabile dirigente del centro sinistra.
(17/04/2013)
Aggiornamento alle 14,20 del giorno dopo:
Dopo che Marini ha preso una ventina di voti in più dei 496 elettori del centro sinistra, e che il pdl ha dichiarato che non lo voterà più, cos'altro deve accadere perché Bersani si dimetta ?
(G.S.:18/04/2013).

Aggiornamento 2
Ah ah, il Pd (su di una linea opposta a quella del gorno prima, a sua volta opposta a quella precedente) all'unanimità applaude Prodi presidente, adesso bisogna studiare come farlo fuori... (18/04/2013).

Aggiornamento 3
Dicevo che dopo l'acclamazione tardiva (e contraddittoria) di Prodi, nel PD avrebbero cominciato a studiare come fregarlo; ma, in effetti, acclamandolo in contrapposizione a Rodotà, gli hanno già scavato la fossa. Prodi, però, ha lo Spirito santo dalla sua, che alcuni miscredenti definiscono con altra volgare espressione... (19/04/2013)

Aggiornamento n. 4
Hanno sistemato per le feste anche Prodi. Più che lo Spirito Santo poté l'insipienza più inimmaginabile.
(20/04/2013)

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LA COSTITUZIONE A TESTA IN GIÙ

Elezioni del Presidente della Repubblica.

L'M5S ha preso più di otto milioni di voti e più di 150 parlamentari, i quali, tuttavia, non rispondono ai loro elettori, bensì ai 48.000 'votanti' certificati da Beppe Grillo. Quante volte devono leggerla la Costituzione, per capire di che si tratta ?

Il problema, che sembra non sia colto da alcuno, è che 48.000 mila elettori o se vogliamo, 'grandi elettori', prescelti e 'certificati' da un soggetto privato, direttamente interessato sia come soggetto politico non 'super partes', sia come 'imprenditore politico', imporranno una scelta univoca a più di 8 milioni di persone che hanno dato un mandato politico agli eletti in parlamento affinché interpretassero le loro istanze, piuttosto che eseguire le disposizioni di soggetti nemmeno eletti.

G.S. (SA - 14/04/2013)



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LA POLITICA E I SOLDI SECONDO STIGLITZ
«La Germania ha adottato delle politiche che gli altri Stati non possono imitare, e ha provato ad applicarle all’Europa in un modo che incrementa i problemi europei. Il fatto che alcuni aspetti del modello tedesco siano buoni non significa che tutti i suoi aspetti possano essere applicati in giro per l’Europa...Cosa sta succedendo alla maggior parte dei cittadini in ogni nazione? Se si guarda all’America, si deve ammettere che abbiamo fallito. La maggior parte degli americani oggi è più povera di 15 anni fa. Un lavoratore a tempo pieno negli Usa è più povero oggi che 44 anni fa. Questo è sbalorditivo – mezzo secolo di stagnazione. Il sistema economico non è distributivo...Che è un’assurdità. La domanda di protezione sociale non ha nulla a che fare con la struttura della produzione. Ha a che fare con la coesione sociale o la solidarietà. Questo è il motivo per cui sono così critico con la tesi di Draghi alla Bce, per cui la protezione sociale andrebbe smantellata».The European: la situazione deve peggiorare drasticamente prima di migliorare? Stiglitz: Temo di sì».
(SA) 13/04/2013)

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LA BANDA DEI CRETINI
Da Facebook: Che cos'è l'M5S ? Una banda di cretini (politici) agli ordini di un non eletto, tenuti a balia dai clienti di Casaleggio, Travaglio & C... Ciò non toglie che, dal loro punto di vista, abbiano saputo fare di più e meglio di una sinistra che brancola nel buio da anni...
(02/04/2013)

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KAZZENGER
Letto in serata l'articolo di Travaglio che sgrida Grillo e poi il comunicato di Claudio Messora ( una sorta di Kazzenger della rete) che approva la scelta di Napolitano, anche uno che non ha voglia di far niente perché è festa, è costretto a sfogarsi pubblicamente (non trovo altro modo) per cotanto cretinismo politico che, plausibile per un Messora, è intollerabile se a divenirne vessillifero è il vice direttore del Fatto. Secondo Travaglio l'M5S non avrebbe sbagliato una mossa fino ad ora, tolte le veniali incertezze sulla votazione di Grasso ( era meglio Schifani ?), mentre avrebbe perso l'occasione di sfidare Bersani e costringerlo a scelte radicali.
A Travaglio, acuto fustigatore dei costumi nazionali, sfuggono alcune cose elementari ed evidenti:
a) la condotta del m5s, ancorché scevra da errori e pacchianerie varie, ha resuscitato Berlusconi che fino a tre giorni fa sembrava messo fuori gioco, con i suoi scherani che strillavano furiosi e atterriti dalla concreta possibilità di sparire dalla scena politica;
b) la nomina dei cosiddetti saggi, seguita alla conferma di Monti, tolto Onida, è un'accozzaglia di conservatorismo politicamente inconsistente;
c) è evidente che la linea di Grillo è a carattere totalitario: è perfettamente inutile spiegare che nella trattativa col PD non era obbligatorio trovare un accordo, ma che sarebbe stato “intelligente” mettere il PD alle strette su alcuni punti importanti in relazione alla situazione del Paese.
La posizione del m5s è poi andata cambiando tra dichiarazioni entusiastiche del capogruppo al senato, Crimi, reprimende del "capo", sulla posizione: Monti è uguale a Bersani.
G.S. (30/03/2013 - 02/04/2013)


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IL DISASTRO A OGNI COSTO
Il PD ha dato il meglio di sé per perdere le elezioni e poi per cacciarsi in un vicolo cieco nella più surreale delle trattative. Il duetto Grillo-Casaleggio ha mancato per poco l'obiettivo di far rieleggere Schifani alla presidenza del Senato, ma in compenso, rinunciando a sfidare il PD sul terreno delle cose immediate e concrete da realizzare per salvare il Paese dal tracollo, ha resuscitato Berlusconi. Ma Grillo e Casaleggio per chi lavorano?
(30/03/2013)

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QUANTE SBERLE, ANCORA ?
L'UE pretende da Cipro un prelievo forzoso (e sostanzioso) su tutti i conti depositati nelle banche cipriote. Qualche giorno fa il capo degli economisti della  Commerzbank ha proposto qualcosa di analogo per l'Italia, sul presupposto che gli italiani, in rapporto al debito, sono più ricchi dei tedeschi. Alla TV, interrogato un estroverso gestore di fondi a proposito del diktat a Cipro, è scoppiato in una risata, dicendo, più o meno: "I tedeschi si vogliono fottere i soldi dei Russi. Putin sta come una bestia".
Approfondendo la questione si scopre che Cipro è cento volte peggio della Grecia, e cioè, è da sempre al di fuori di ogni parametro europeo per quel che riguarda sia l'economia che la finanza, e che ad esempio la seconda banca dell'isola ha sede legale in Tanzania, perché incompatibile con qualsiasi ordinamento  finanziario altrove esistente. Ovviamente, secondo prassi, a Bruxelles se ne accorgono giusto quando possono finalmente procedere alla definitiva spoliazione del reprobo. Stamattina sempre in uno degli estenuanti mini talk-show televisivi un rappresentante del PD insorgeva, indignato, contro i detrattori del sacro Euro. Non c'è verso, non ci arrivano, nonostante tre (3) premi Nobel in economia spieghino da qualche anno la follia (è stata definita proprio così) del meccanismo monetario eurocratico. Quante sberle devono ancora prendere? E quanti voti vogliono ancora regalare a Grillo , che io guarderei con preoccupazione anche se amministrasse il mio condominio?
(20/03/2013)

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DAI MARXISTI NARCISISTI AGLI AFFARISTI LENINISTI
In omaggio ai miei numerosi amici simpatizzanti di Grillo e più machiavellici di me va fatta la premessa che, senza il partito di Grillo, nel parlamento italiano tutto sarebbe stato come e forse peggio di prima. Va anche detto che Grillo ha una strategia politica (secondo i vecchi canoni sarebbe più esatto dire: una tattica politica) che gli deriva dalla esatta percezione dei reali rapporti economico-politici che governano Eurolandia e dell'angoscia che vive il Paese. Così come gode del vantaggio dell'aretratezza culturale dell'intera classe dirigente italiana. Che poi un movimento con programmi contraddittori, fondato su di uno statuto notarile che ne assicura la proprietà a Grillo, al nipote e al commercialista, che ignora o contrasta principi elementari della democrazia liberale, possa salvare l'Italia, è tutto da verificare. L'unica cosa certa è che le spese dell'esperimento saranno a carico dei soliti noti. Grillo si è assicurato tutte le entrate.
(SA - 17-18/03/2013)


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LA VERITA'
La rete, per i suoi estimatori più o meno interessati, è il luogo della verità. Per chi tenta con ogni mezzo di pensare con la propria testa è il luogo dove ognuno può fabbricarsi la propria verità.
(SA - 15/03/2013)

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L'ODORE DEL '77 (e quello di adesso)
Forse è il caso di leggerlo tutto il pezzo di Erri De Luca, riprodotto sempre incompleto,  nonostante qualche residuo "ascetico-militare" che ne permea lo stile. Chi sa di questo passato, non circoscrivibile al '77, perché ha inizio dal 68-69, può dire senza infingimenti e con cognizione di causa, a chi oggi si cimenta nel tentativo di cambiare questo Paese, che lo stesso hanno fatto tanti loro coetanei, magari all'anagrafe mediamente più giovani, nel corso degli anni '70. Con altrettanta schiettezza credo possa dirsi che in quel periodo il concetto di militanza, la capacità di sopportare qualsiasi rischio e qualsiasi sacrificio, il comune sentimento di una grande sfida erano così alti e così estesi da coinvolgere masse oggi inimmaginabili di giovani e meno giovani, così radicati da poter compromettere legami, affetti profondi e perfino la vita di ciascuno. Se i risultati non sono stati vittoriosi, quegli anni possono essere almeno di insegnamento a chi oggi pensa di fare cose più grandi e risolutive con un tipo di impegno e con referenti culturali e politici che appaiono, al confronto, miseramente inadeguati.
L'obiezione più prevedibile può essere che ogni periodo storico ha le sue politiche e le sue rivoluzioni, e che, magari, il '68 è ormai soltanto una confusa epopea, conclusasi con una storica sconfitta, che si avvia a definitiva consunzione col sopravanzare del tempo e l'affievolimento della memoria (in un Paese dove l'esercizio della memoria è una pratica piuttosto desueta). Ciò nonostante, la storia lascia la sua impronta, con buona pace degli smemorati: chi l'ha vissuta non può non fare i raffronti e trarne le conclusioni.
( SA - 11/03/2013)

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L'ALTRO MARE
Dialoghi da FB:
La disfatta della sinistra e "la polvere del tempo".

Carlotta: Ieri sera, forse di pancia, avevo speranza. Pensavo che le macerie fossero utili, facessero chiarezza, mettessero in discussione tutto e tutti fino a farci cambiare davvero. Oggi leggo i commenti, di quelli che un tempo erano miei dirigenti, e credo di aver capito il problema: abbiamo lasciato pensare sempre e solo loro....Io non sono Ferrero, e non sono il PRC, io sono una donna, di sinistra, precaria che crede ed ha sempre creduto che per cambiare le cose bisogna essere audaci, puntare sempre all'idea più alta per avanzare. Quando dico comapagne/i parlo di tutti coloro con cui ho diviso un pezzo di strada, di tutti coloro con cui ho condiviso idee e sogni, e quando dico bisogna radicarsi, lo dico perchè se ci riesce Grillo e non noi, c'è un problema interno ed esterno a noi e non basta analizzarlo, bisogna anche risolverlo con pazienza....
27 feb 2013
(SA - 06/03/2013)

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INFLUENCER
«Ma cosa sono gli influencer? Si tratta di una figura sia professionale che gratuita di evoluzione della comunicazione embedded di rete. Per comunicazione embedded di rete si intende quel tipo di comunicazione implementata nei social network da soggetti riconosciuti come facenti naturalmente parte di una rete. La comunicazione di rete embedded stava nelle teorizzazioni del marketing virale e del guerriglia marketing: se la tua opinione è riconosciuta come realmente appartenente ad un social network verrà fatta circolare in modo spontaneo. Si comprende quindi il segreto di questo genere di comunicazione: sta nella capacità di fare embedding, di infiltrarsi nei social network (oppure di crearli a propria immagine e somiglianza, una delle varianti del modello).» Da Senza soste.  (SA-03/03/2013).

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UN'ANALISI SUI FLUSSI E LE PRIMARIE BULGARE DEL PD AL SUD
«Perché la vertenza è aperta, eccome. E a questo proposito, si deve sottolineare come le perdite di voti più consistenti (in percentuale) il PD le ha subite in Puglia, Basilicata e Calabria, proprio quelle regioni dove Bersani era stato trionfatore alle primarie, e dove aveva candidato molti dei suoi fedelissimi, compresa la presidente del partito Rosy Bindi» Da Approfondimento.it - (SA-03/03/2013)

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IL «Non c'è di meglio» NON E' UNA SOLUZIONE
Intervista a Wu Ming: «Grillo cresce sulle macerie dei movimenti» da Giap
«C’è un «Popolo onesto» (dato per indiviso al suo interno, niente classi, niente interessi contrapposti) e c’è una «Casta corrotta» descritta come esterna al «Popolo». Per risolvere i problemi dell’Italia, bisogna eleggere «le persone oneste», che non prenderanno «decisioni di destra» o «decisioni di sinistra»: prenderanno le decisioni «giuste». In questo, la retorica del grillismo è affine a quella del tanto odiato governo Monti: le questioni sono tecniche, non politiche. E’ un frame semplicistico e consolatorio, che rimuove le contraddizioni, non tocca le cause della crisi e offre nemici facili da riconoscere.»
(SA - 02/03/2013)

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DEMOCRAZIA E PARTITI
Democrazia e partiti Da Vita.it. Marco Revelli: «Non ci sono più conflitti che organizzano il campo, ma una diffusa competitività aggressiva che rende inoperanti tutti i meccanismi di decisione collettiva e ha colpito, in particolare, i partiti. Ma non solo i partiti. Non è diverso per i sindacati, non è diverso per le imprese e non è diverso per la Chiesa.»
(SA - 21/02/2012).

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LA CULTURA DI SINISTRA
Sulla rete imperversano le discussioni pro e contro Grillo, specialmente dopo i sondaggi che lo danno al 40%. Chi ha una cultura di sinistra e una minima capacità di discernimento capisce (io capisco) che il fenomeno Grillo è figlio di una società in cui una "cultura di sinistra" è stata cancellata da quelli che dovevano rappresentarla. Per farla breve i capisaldi di una cultura di sinistra li riassume in poche parole Amartya Sen (Qualcosa di sinistra - 15 feb): sono concetti semplici che attengono a categorie generali, che parlano della ricerca della felicità e della capacità minima di discernere posizioni individualiste da altre più solidariste. Senza che le une escludano a priori le altre. Ma sufficienti per capire che il superamento della "destra" e della "sinistra" è una boiata che può raccontare solo un ignorante, magari impegnato ad arraffare voti da destra e da sinistra... La televisione, d'altra parte, ci rappresenta l'"ideologia" di una sinistra ben pasciuta, fatta di politici e di giornalisti più o meno giustizialisti, nessuno dei quali ha problemi per "arrivare alla fine del mese", che discettano sulle miserie del paese con l'ex Ministro dell'Economia ( lo stesso che, da ministro, pagava a nero ad un pregiudicato la sua lussuosa dimora romana o che consigliava Unicredit, attraverso il suo studio di consulenza fiscale, come eludere milioni di tasse, e che istitutiva per i poveracci le ganasce fiscali)... Anzi, la cosa più comica è che tutti consultano Tremonti, ma nessuno dice che il nostro faceva il ministro dell'economia (e delle finanze) ed era allo stesso tempo il contitolare di uno dei più importanti studi di consulenza fiscale a livello nazionale. Non lo dice Di Pietro, pur trovandoselo come interlocutore in una dei tanti talk show cui partecipano indefessamente. E Non lo dice nemmeno Beppe Grillo...
E poi la TV ci mostra i Fazio (epigoni della cultura di sinistra) che inaugura la statua di Mike Bongiorno (il braccio armato del Cavaliere per la costruzione del suo impero mediatico). Non meno triste è osservare molti uomini di sinistra stravedere per Grillo. Lo capisco: a dover votare il partito dei PM, alleati con la sinistra paleolitica (quelli che voterà il sottoscritto, se avrà il coraggio di arrivare alle urne) ci vuole, appunto, coraggio... Ma non meno coraggio è necessario a votare un arruffapopolo, non molto diverso da Berlusconi (per inventiva, forza e capacità), che utilizza scientificamente la rete, esattamente come altri usano la TV...
Su Mike Bongiorno ; Su Casaleggio.
(SA - 19-02-2013- G.S.)

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TU SEI RETE...e lavori per me in qualità di formica (magari anche gratis)
«...Sulle basi di queste leggi si sono sviluppati strumenti per il marketing, il business e l'organizzazione. Ad esempio, una delle proprietà più sorprendenti delle reti è la presenza di "piccoli mondi": ambienti anche vasti all'interno dei quali tutti i membri possono mettersi in contatto tra loro in modo immediato. Chiunque di noi, ad esempio può contattare uno dei sei miliardi di individui nel mondo attraverso una catena di sei conoscenze. Questa proprietà permette alle informazioni di circolare rapidamente e su questo concetto si sono basate le nuove soluzioni commerciali che sfruttano il capitale relazionale aziendale e le tecniche di marketing virale.  
Anche a livello aziendale il concetto di auto-organizzazione segue le leggi delle reti e permette di gestire sistemi complessi indicando semplici regole di comportamento ai suoi componenti. In questo modo, ad esempio, i formicai riescono a funzionare senza alcuna gerarchia di comando e molte aziende hanno iniziato ad utilizzare questi principi per snellire i processi decisionali.»
Dalla presentazione del libro di "Tu sei rete" di Davide Casaleggio.
(SA - 18/02/2013)

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LA CORRENTE CALDA DI FRANCOFORTE
L'accademia di paese del marxismo nostrano tenta da anni di asfissiare in salamoia il pensiero francofortese. Invano. Troppo scadenti e compromessi. E ogni tanto, una boccata d'aria...
La corrente calda della scuola di Francoforte di Alexander Neumann
Le courant chaud de l’Ecole de Francfort   da Variations
(SA - 16/02/2013)

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SEMPLICE, BREVE E FONDAMENTALE...
 Amartya Sen: dal concetto di "Felicità“, alla distinzione tra destra e sinistra, alle politiche economiche dissennate della UE. E poi: "E' deprimente che nel paese di Gramsci non ci sia più una Sinistra”.
Scritto da: Qualcosa di Sinistra  il 15 febbraio 2013 in Parola d'Autore, Politica, Politica&Ideali
Nella pagina interna e nel link, l'intervento. Vallo a spiegare a quei rincoglioniti del PDI e ai trogloditi del p.c.d'i, R.c....
(SA-15/02/2013).


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AMLETICI DUBBI E CATASTROFICHE DISSILUSIONI
Il "movimento" di Grillo è un'impresa politica o un affare di 50 ml. ?
Sono dieci giorni che queste "voci", che "voci" non sembrano, sono sulla rete, ma nessuno smentisce, o approfondisce...
(G.S.: 14/02/2013)

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IL MIGLIOR PROGRAMMA
Una lista della spesa dignitosa...
ALBA - Un soggetto politico nuovo.

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