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DELUCA-TORMENTONE
Man mano che la scadenza elettorale si fa sotto, chiunque sostenga e faccia propaganda per la Federazione della Sinistra, che in Campania si presenta al di fuori della coalizione di centro sinistra, incontra l'obiezione  di molti orientati a sinistra per i quali bisogna "alzare un Muro" per impedire che la destra prevalga. E perciò, secondo i sostenitori del "muro" ad ogni costo, bisogna votare De Luca, magari turandosi il naso. Ovviamente, la tesi è rispettabile e plausibile. Non condivisibile, quando appare evidente che De Luca è una sorta di cavallo di Troia della destra; per altro, destinato a perdere con molta probabilità. La natura del fenomeno deluchiano la spiega molto bene nell'intervento che segue Cucco Petrone ( ripreso da una pubblicazione locale, Pensiero Scomodo) ed anche Rocco Falivena, candidato per la Federazione alle regionali, in un suo contributo su Youtube. (G.S. - 26/03/10)

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MIMMO PALO
La notte del 22 marzo è morto Mimmo Palo di Battipaglia, un operaio che fin dall'adolescenza aveva fatto una scelta esistenziale e politica molto precisa. Da lotta continua a rifondazione all'impegno sindacale nei cobas, per quanto tormentata - e spesso deludente - sia stata l'esperienza della sinistra, non ha mai avuto dubbi sulla sua collocazione. La sua coerenza di fondo ed il suo impegno sono patrimonio di tutti quelli che l'hanno conosciuto.

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BUONE NUOVE DA PARIGI
Il nostro "oste" di riferimento (che non vuol essere citato né lui né la sua "ostaria", atterrito dalla eventualità che ci finisca, per pubblicità indiretta, qualche avventore a lui antipatico) ci fa sapere di essere stato a Parigi per quattro giorni e ci racconta di episodi mirabolanti che gli sono capitati e dei quali non sa darsi pace, e che perciò  racconterà a tutti i suoi clienti, finché non si sarà stancato. La reazione degli attoniti ascoltatori alla fine del racconto è unanime: E' uno schifo, una vergogna, come siamo caduti in basso, povera Italia, poveri noi, com'è possibile che questo popolo si sia così rincretinito?  Ecc. ecc....
I fatti sono questi. Primo episodio: pranzo in un ristorante senza pretese. Vi entra un signore e prende posto vicino al tavolo occupato dal nostro oste, che sta in compagnia di amici parigini. Questi ad un certo punto gli fanno notare che il signore entrato poco prima e seduto poco lontano è il ministro francese dell'immigrazione, di origine marocchina. Il bravuomo (si fa per dire, dato che è sempre un ministro) mangia rapidamente, quindi chiama un cameriere per pagare il conto e per farsi chiamare un taxi. Esce e aspetta che passino a prenderlo.
Secondo episodio: il nostro oste fortunato partecipa ad una festa di compleanno che si tiene in una casa privata di uno dei suoi amici. Arriva un signore che piuttosto frettolosamente fa gli auguri alla festeggiata, le da il regalo, si trattiene qualche minuto per salutare e spiegare, scusandosi, che è costretto ad andarsene subito. Ma questo signore ha una faccia conosciuta, ma sì, è il sindaco di Parigi, quello che presentandosi alle elezioni ha detto di essere gay e che la cosa gli sembra del tutto normale. Quello che per prima cosa ha tolto l'acqua al controllo dei privati. E che va in bicicletta al lavoro ed anche alle feste di compleanno... (B.S. - 13/03/10)


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QUANDO I LADRI PRESERO LA CITTA'
«Quando i ladri presero la città, il popolo fu contento, fece vacanza e bei fuochi d' artificio. Come primo atto del loro governo, i ladri riaffermarono il loro diritto di proprietà. Su tutti i muri scrissero: "Il furto è una proprietà". Poi si sparse la voce che i proprietari rubavano. I ladri ritennero inutile ogni smentita ufficiale: erano stimati per gente dabbene, patriottica, ladra, onesta, religiosa. Ora, insinuare che i ladri fossero ladri sembrò assurdo. Il tempo trascorse, i furti aumentavano. Una mattina, per esempio, ci si accorgeva che era scomparso un palazzo dal centro della città. Poi sparirono piazze, alberi, monumenti, gallerie con i loro quadri e le loro statue, officine con i loro operai, treni con i loro viaggiatori, intere aziende, piccole città. Quando i ladri ebbero fatto sparire ogni cosa, cominciarono a derubarsi tra di loro e la cosa continuò finché non furono derubati dei loro figli e dei loro nipotini. Ma vissero sempre felici e contenti» Da un racconto di Ennio Flaiano copiato dal Corriere della Sera (04/03/2010)

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QUANDO SINISTRA SIGNIFICA DESTRA
ELEZIONI REGIONALI DELLA CAMPANIA: CHE COSA RAPPRESENTA IL CANDIDATO DEL CENTRO SINISTRA.

Il candidato del centro sinistra alle regionali campane - attuale sindaco di Salerno - è la perfetta incarnazione di una linea profondamente radicata nel PD: imitare la destra e confrontarsi con essa sul suo stesso terreno. Nei circa 20 anni nel corso dei quali Vincenzo De Luca ha go­vernato la città di Salerno ( e, indirettamente, la provincia), ha costruito un granitico sistema di potere, imperniato sull'alleanza con alcuni imprenditori delle costruzioni e dei servizi, nonché sul controllo ferreo e capillare delle so­cietà partecipate dal Comune. Società le quali, calcolando il Comune di Salerno, superano per dipendenti e fatturato tutti gli associati della locale Confindustria messi assieme. Gli storici detentori della rendita fondiaria hanno trovato in De Luca il loro più strenuo difensore.... (SA - 03/03/2010)

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RESISTERE PER ... MORIRE (?)
"...La galassia della sinistra radicale si sforza più o meno di sopravvivere indenne sul filo dell'onda fangosa che tutto travolge: anche lei, in fondo, pensa soprattutto a non sparire. Si riorganizza unitariamente, magari con ambiziosi programmi di rinnovamento, solo là dove viene spinta a calcinculo fuori dalla rappresentanza che conta: altrove s'adatta o collude. Ma c'è chi resiste..."
Riportiamo per intero l'articolo scritto da Asor Rosa sul Manifesto, con riserva di "meditazione", e con una sola osservazione: questa storia della resistenza a oltranza, quest'onere di dover sostenere il peso della diga che crolla mi annoia, anzi mi da un senso di stanchezza e di sconfitta prematura. Basta "resistere" . L'inondazione è in atto. Forse bisogna prima salvarsi. Nel senso di costruirsi un'isola, ben fortificata di relazioni umane, conoscenza, obiettivi nuovi e "rivoluzionari". Continuare a contenere la barbarie che incombe è come contare il tempo che ci resta per sopravvivere. (G.S. - 23/02/2010)

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REGIONALI CAMPANE: NON BASTA FARE LA CAMPAGNA ELETTORALE
La intricata e modesta storia recente della sinistra  corre veloce nell'imbuto elettorale delle regionali. Tacchi a spillo col marchio comunista, dirigenti passati armi e bagagli al servizio dell'ex nemico, aspiranti sindaci che si sospendono da Rifondazione in difesa dell'Alcalde salernitano e che si alleano con l'Udc, candidati ex transfughi che, in mancanza di meglio, pensano di ripresentarsi nel partito dal quale fuggirono, fatta un pò di contabilità. Tutto passerà nel turbinoso e vorace tritatutto della fiera elettorale e tutto uscirà scomposto e diverso. La scelta di Rifondazione di non seguire Il sindaco Sceriffo è coraggiosa e meritevole di sostegno. E lascia sperare che finalmente qualcosa possa cambiare. Anche se la partita viene giocata nelle condizioni meno favorevoli. Tuttavia, per la sinistra, l' esito di queste elezioni è di importanza relativa, se il disastro che si è prodotto non sarà mai onestamente analizzato e compreso. Il deserto che sta dietro i coraggiosi combattenti ( e qualche "capitano coraggioso" che, dati i presupposti, non può mancare), dovrà una volta per tutte essere spiegato. Tanto più se buona parte di quelli che l'hanno prodotto, con le loro manie presenzialiste, elettoralistiche  e piccolo borghesi, avessero finalmente sgombrato il campo. Se non si vuol prendere atto del vuoto disperante di analisi e comprensione della realtà nella quale si "vive",  e del deserto politico - culturale in cui la sinistra è precipitata, fare la campagna elettorale è tempo perso. (G.S. - SA - 20/02/2010)

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REALISMO SOCIALISTA
La sinistra campana, per quel che n'è rimasto, attraversa una crisi definitiva e, si spera, risolutiva... La “discesa in campo” di Vincenzo de Luca in parallelo alla crisi del sistema bassoliniano ha posto di fronte ad una scelta netta tutti quelli che fino ad ora si sono trastullati nello sport di cercarsi posti di sottogoverno e sistemazioni personali a nome di questo o quel partitino o corrente o sindacato, in quanto fautori (interessati) di uno dei due eterni duellanti...Questo quadro, che sarebbe sommamente comico se non fosse drammatico per le conseguenze che comporta nella società a tutti i livelli, non deve scoraggiare, ma anzi indurre ad un qualche ottimismo. E' forse giunto il momento nel quale, se ancora vi è un'anima della sinistra che ha memoria e sentimento della sua natura più profonda e della sua storia, riapparirà, sgombrato il campo dalla folla di coloro, che in nome del “realismo” e della “mancanza di alternative”, delle "tattiche distinte dalle strategie", andranno a buttarsi sotto il treno di De Luca, credendo di salirvi.(Angkor - 08/02/2010)

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FACCE DI BRONZO
ANDe Luca incoronato da Di Pietro con la barzelletta delle dimissioni, se condannato. (Da Fausto - 07/02/10).
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DEMOCRISTIANI DEL TERZO MILLENNIO
DOPO L'INVERECONDA SCENEGGIATA DELL'ACCLAMAZIONE DI DE LUCA PREPARATA DA DI PIETRO AL CONGRESSO DEL SUO PARTITO, CONSIDERARSI DESTINATI A MORIRE DEMOCRISTIANI (QUELLI DI UNA VOLTA) E' QUASI UN SOLLIEVO. (G.S. - 06/02/10).
Seguono i commenti su Facebook.


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L'INGRATO DESTINO DELLE TRICOTEUSES
 In uno dei commenti sulle deprimenti storie della sinistra locale, un lettore ha sentenziato che chi scrive, lui stesso, e quelli che, dopo l'epopea del '68, hanno deposto l'ascia di guerra, siamo tutti destinati alla sorte delle "Tricoteuses" (ricamatrici pettegole, più o meno), avendo rinunziato all'impegno personale e volendo comunque impicciarci di politica... Com'è noto alle regionali della Campania, travolgendo ogni resistenza, Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, è l'unico candidato della sinistra. Sì, della "sinistra". Che fare?... ( G.S. - SA - 01/02/2010).

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A SANTORO QUEL CHE E' DI SANTORO
Da questo blog sono state rivolte critiche piuttosto pesanti al Santoro pensiero, al modo di affrontare determinati problemi e di condurre le sue trasmissioni: a volte enfatico per ragioni di audience a danno della conoscenza, a volte sgradevole per arroganza, o non condivisibile per la scelta dei soliti personaggi autoreferenziali, legati a logiche di schieramento e di equilibrismi politici, elementi di confusione e non di approfondimento. Ma stasera Santoro ha fatto un'ottima trasmissione di giornalismo e di spettacolo (nonostante gli ospiti). Ha fatto da finestra sulla vita reale del Paese con inattesa sensibilità e perfino con autoironia. Mentre imperversa e fa strage di Auditel la TV anestetica del Grande fratello. Per non parlare di Vauro, insuscettibile di critiche... (G.S. 28/01/10).

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'COMPAGNI' CHE SBAGLIANO... SEMPRE
La stampa di destra e di sinistra, nel commentare le vicende pugliesi, si domanda, compiaciuta oppure sgomenta, come possa un politico dall'astuzia e dall'esperienza di Massimo D'Alema, commettere errori così madornali. E come possa riuscire a ripeterne tanti ed esiziali, e con tale pervicacia, e per tanto tempo, dalla Bicamerale in poi. Dai disincantati editorialisti del Fatto alle malinconiche note di Adriano Sofri (sempre assistito dal circolo di perpetue a lui devote...
(G.S. - 27/01/10)
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VORRREI ESSERE PUGLIESE. NO, IO VORREI UN PARTITO DI SINISTRA.
Riceviamo da Marco e pubblichiamo:
"VORREI ESSERE PUGLIESE
Che tristezza ! In Puglia Vendola vince le primarie, in Campania la speranza di vittoria per la sinistra dovrebbe essere De Luca!
Osannato da molti come l'unico candidato che potrebbe battere la desta. Insomma un uomo di destra (come lui ha spesso dichiarato) per battere la destra. Vincere l'avversario diventando come lui. Quanta differenza con il progetto e con la persona di Vendola...". (SA - 26/01/10).


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LA POPOLAZIONE COME ''VARIABILE PROGETTUALE''
Italia Nostra di Salerno ha pubblicato su Youtube ( 1 e 2 ) un eccellente riassunto della storia del Piano regolatore della Città. Comprensibile e ben realizzato anche sotto il profilo visivo.
Emergono le solite deviazioni comuni a tutte le realtà socialmente e politicamente arretrate, tipicamente dislocate nel sud Italia, soggette al sostanziale dominio della rendita fondiaria. Nei comuni dell'entroterra, che contavano qualche migliaio di abitanti e che oggi sono a rischio di estinzione, per giustificare il sovradimensionamento del piano, si sosteneva (a partire dagli anni '80) che era ragionevole prevedere un incremento della popolazione in conseguenza del ritorno degli emigranti. A Salerno i creativi delle varie amministrazioni De Luca hanno moltiplicato le varianti ad personam, gonfiato a dismisura i metri cubi di cemento da realizzare grazie ad un incremento fasullo della popolazione di un buon 25%, asserendo che sia auspicabile un suo incremento... in linea con gli orientamenti progettuali del piano.
I tecnici "rurali" giustificavano l'incremento dei volumi con l'improbabile rientro degli emigranti. Ai tecnici deluchiani, quando si tratta di motivare il sovradimensionamento del Piano, basta scrivere che si tratta di una loro aspirazione...( G.S. 20/01/2010)

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FICHI DI STAGIONE
"Io sono Fico" è lo slogan ripetuto in una clip pubblicitaria dai fans del candidato delle liste di Beppe Grillo alle regionali campane, che si chiama Roberto Fico. La ragione principale per la quale è stato scelto (non è dato sapere come e da chi) è la seguente:
"...Ma andando oltre le note biografiche, il grande merito di Roberto è stato quello di aver creduto, sin dal primo momento, nell'idea lanciata nell'estate del 2005 da Beppe Grillo attraverso il suo seguitissimo blog...".
Alle ultime provinciali salernitane si presentava l'ex assessore provinciale al lavoro di Rifondazione che, siccome si chiama Massimo, aveva scelto la slogan geniale e molto "politico": "Vogliamo il massimo". Ha vinto il PDL... 
http://www.movimentocampania.it/ (G.S. 14/01/10).

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LA 'NDRANGHETA AL GOVERNO.
Il sostituto procuratore della Procura nazionale antimafia, Alberto Cisterna, ha sintetizzato bene la situazione. “A sparare – ha detto il magistrato – agli immigrati sono stati sicuramente uomini della ‘ndrangheta, per far vedere che sono loro a controllare il territorio. [...] Quando la gente si è sentita aggredita si è rivolta ai mafiosi che sono stati costretti ad intervenire perchè non possono perdere la faccia. [...] Così hanno mandato qualche squadraccia di giovani killer che hanno sempre a disposizione” per incutere terrore. La questione di fondo, secondo Cisterna, è che ”la gente si rivolge a loro, nel senso che sono loro la gente”, ‘’sono onnipresenti”. ”I primi che hanno sparato giovedì scorso addosso agli immigrati – ha spiegato il giudice – sono stati sicuramente i rampolli di mafia”. Ogni volta che una minoranza crea difficoltà, ”vanno e fanno un raid. Tutti i giovani delle famiglie mafiose della Piana di Gioia Tauro vanno armati fin da ragazzi”.
E inoltre:"Secondo la Coldiretti il prezzo delle arance dall’albero alla nostra tavola subisce una moltiplicazione del 474 percento". Tuttavia, col cambio delle politiche comunitarie a molti agricoltori le arance conviene farle marcire, e perciò i "negri" non servono più...
Analisi da "L'inviato speciale" e dall'Unità. (G.S. 11/01/10)

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SCENE DI CACCIA IN BASSA BAVIERA
Ovvero: fuori i negri dal mio salotto!
In differita di due ore da Salerno: Il Corso brulica di persone che guardano estasiate le luci artistiche del sindaco (le ha messe lui con le sue mani, una per una?); ma brulica anche di vigili urbani a caccia di neri. Uno l'hanno preso: è l'omaccione che tutti gli anni si veste da babbo natale e suona un bongo, instancabile...
Ma tra i vigili e il povero nero si frappone un manipolo di pensionati che strillano inviperiti: Che fa di male, lasciatelo stare! Una vigilessa, che brandisce penna e taccuino e si affanna per agguantare la preda, grida a sua volta: Va identificato e multato! Il nero-babbo natale, dall'alto del suo corpaccione, conforta i vecchietti: "Non vi preoggubate, sono abituato". Più in là, da una macchina sempre dei vigili (ce ne sono tre in 300 metri più una dei CC e una della polizia) spuntano tanti palloncini colorati che tirano verso il cielo. I vigili vendono palloncini? No, ne hanno beccato un altro che vigliaccamente tentava di spacciarli in barba alla Legge...
Segue, nei commenti, un "nutrito dibattito sulla questione svoltosi su Facebook (B.S. - 05/01/2010 ore 21,00)

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IN CERCA DI RADICI
E' evidente che non vi è alcun dibattito politico a sinistra del PD, inteso come discussione e approfondimento partecipato, ricerca di una linea da seguire sulla base di un metodo minimamente condiviso e che, soprattutto, riesca a tenere in conto gli strumenti minimi ed essenziali della cultura politica e sociologica marxista.
Molto sinteticamente, Mao diceva che non ha diritto di parola chi non ha fatto inchiesta. E noi ci accontenteremo di questo semplice assioma per spiegarci il deserto di analisi e di discussione che soffoca la sinistra, nonché l'inconsistenza del suo agire politico...
Nel tentativo di  trovare un bandolo della matassa, un discorso utile da riprendere, pubblico due interventi esemplari: il primo, come esempio di chiarezza e lucidità di analisi e come discorso da riannodare, ed è un intervento di Alfredo Reiclin in commemorazione dell'economista Claudio Napoleoni dell'ottobre 2008; il secondo è un intervento di Fausto Bertinotti del dicembre 1999, che invece contiene in sé tutti i prodromi di una di Babele politico culturale, una sintesi bizzarra tra Craxi e Toni Negri...Segue commento e i link dei due interventi. (G.S. 04/01/2010).

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HABEMUS LINEAM (?)
Paolo Ferrero, in un'intervista su Liberazione delinea un progetto politico in forma sintetica, ma complesso e plausibile. Sarò distratto ( o prevenuto), ma è la prima volta che leggo una proposta politica organica, che viene da sinistra. La cosa più straordinaria, vista la verbosa logorrea che vi abbonda, è che si legge in cinque minuti. Segue intervista. (G.S. 30/12/09)

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LA GRANDE SALERNO (quater): LA CHIESA DI S.GREGORIO INCERAMICATA A MO' DI CUCINA
Il progetto della “Grande Salerno” procede inarrestabile, accompagnato dai comizi itineranti del Sindaco, che non perde occasione per inaugurare qualcosa al giorno, strade, vicoli, rotonde, piazze e piazzette. Non sarà il Sole 24 ore a fermare la mirabolante trasformazione della città con le sue classifiche male auguranti, per cui Salerno sarebbe all'87° posto in graduatoria: praticamente uno dei capoluoghi di provincia più invivibili, qualche punto sopra Reggio Calabria, ma sotto Napoli. E' vero, l'unica cosa che c'era da fare, la metropolitana e i parcheggi all'ingresso della città non ci sono e non si faranno mai. Molto più redditizia l'economia dei parcheggi interrati al centro, a costi stellari. Ma anche più gratificante una città con le “luci d'autore” tra novembre e gennaio, e le chiese storiche inceramicate di mattonelle come una cucina della Costiera. Su quest'ultima vicenda, davvero deprimente, ci informa un nostro nuovo collaboratore, senza dubbio informato sulla materia. Di seguito il suo prezioso contributo dal titolo: Si fa presto a dire arte. (G.S. 27/12/09).
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GLI 'OTTUSI' DI RIFONDAZIONE
Marco Revelli rilascia sul Manifesto un'eccellente intervista sulle condizioni della democrazia in Italia ( che riprodurremo per intero, se il quotidiano la toglierà dalla visibilità dei non abbonati), Paolo Ferrero sul quotidiano di partito e su facebook propone di costruire un largo fronte di difesa della Costituzione esteso a tutti i democratici consapevoli della grave e pericolosa deriva in cui versa il Paese. L'attenzione si è appuntata non tanto sulle proposte ragionevoli e opportune (ad avviso di chi scrive) del segretario di Rifondazione, quanto sui commenti che compaiono su FB e sul Blog dello stesso segretario. Si tratta di una situazione simile a quella dell'Iran, quando Ferrero è stato subissato di critiche e da qualche insulto dall'interno del suo partito, poiché si era schierato a favore della ribellione contro gli ayatollah. In quell'occasione i manifestanti iraniani venivano tacciati, dai comunisti duri e puri, di connivenza con la Cia, di essere dei piccolo-borghesi, e cose del genere... Di seguito l'incazzato commento del sottoscritto alla discussione sulla proposta di Ferrero, che esprime l'insofferenza nei confronti di una sinistra "più di sinistra", bisognosa di salvarsi incessantemente nella negazione pura e semplice, in una coazione a ripetere il nulla, degna di attenzione psicoanalitica... (B.S. 26/12/09).

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GLI INTREPIDI GIUSTIZIERI DEL ''SENZA SE...''
A proposito di ufficiali esecrazioni e lanciatori di souvenir. (Vedi anche: "Ferma condanna")
Qualunque azione umana sottoposta a valutazione politica, giuridica o morale, non può prescindere dal contesto... Ma, a quanto pare, un principio così elementare va superato, i “se” e i “ma” vanno estirpati dal vocabolario e con essi il senso comune e la capacità di distinguere. (G. S. 15/12/09)



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LA MEGLIO PASSEGGIATA
DA BLOGGER A DIRIGENTE POLITICO (?).
...alla fine dello straordinario corteo per il centro di Roma, orgogliosi della marea umana cui si è riusciti a dar vita e del suo impatto politico, non solo gli organizzatori, ma anche ciascuno dei partecipanti sa di non poter sfuggire alla domanda che consegue al successo ottenuto: come impedire che l'esperienza del 5 dicembre resti una favolosa passeggiata. (G.S. 06/12/09).

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ARIA PURA E... CONTAGIOSA
Un anno fa realizzammo su Facebook un gruppo intitolato "Giù le mani dalla Costituzione". Oggi hanno sfilato per Roma molte migliaia di persone per gridare la richiesta di dimissioni di Berlusconi ed anche ripetendo lo slogan "giù le mani dalla Costituzione". Un fiume umano ha invaso Roma fuori dalle organizzazioni dei partiti tradizionali e contro quella "classe dirigente" che da destra a sinistra è responsabile della deriva in cui versa il Paese. Gente pulita, tanti giovani che ritornano alla politica, facce simpatiche. Una massa contagiosa e convincente più di qualunque discorso, anche verso chi crede in Berlusconi per semplice ignoranza. Facce opposte a quelle dei figuri che nell'immagine del gruppo raffigurano la "classe dirigente". A chi è d'accordo chiedo di diffondere la foto del gruppo. Le facce, intese come modo di essere, in questo caso parlano più delle parole... I link su questo blog: "Giù le mani...", Immagine (G.S.: 05/12/09).

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PECCATORI E FUSTIGATORI
Mercoledì scorso, Antonello Caporale, giornalista di Repubblica, ha intrattenuto un centinaio di persone nella saletta della nuova sede della Einaudi a Salerno, presentando il suo libro "Peccatori - Gli Italiani nei dieci comandamenti". "Questo libro viene consegnato nel vivo di una degradazione civile collettiva, nell’approccio banditesco al confronto, nell’imposizione violenta della verità ufficiale. In uno scontro che scivola senza più alcuna remora verso il randello.
Questo libro è nato invece nello scorso inverno ed è figlio di una suggestione offerta dalla lettura di un articolo del teologo Vito Mancuso sulla religione civile che manca all’Italia."
Questo è il prologo che, per intero, è rintracciabile sul Blog dell'autore... La composta assemblea degli estimatori di Caporale mi ricorda di quando adolescente andavo con mio padre alla messa dei francescani e delle epiche arringhe del frate officiante contro la società corrotta ed egoista... (B.S. 15/11/09).

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ALCHIMISTA - LENINISTA
Ovvero, MARXISMO ALCHEMICO.
Leggiamo dal giornale dadaista di Sansonetti, L'altro, la seguente dichiarazione del subcomndante Fausto: «Penso che sia necessario, anzi indispensabile che Sinistra e Libertà precipiti verso un soggetto politico che abbia una forza totalmente innovata della politica e che abbia come carattere distintivo la democrazia. Democrazia sempre... Ogni formazione della sinistra oggi dovrebbe considerarsi tale per favorire un big bang da cui costruire davvero il nuovo».
Precipitare, big bang? che raffinato linguista il Bertinotti. Però, più che un marxista, è un alchimista! (B.S. 12/11/09)

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DOVE PASSERANNO LA NOTTATA?
UNA SEMPLICE DOMANDA
Alle 9 del mattino dell'11 novembre imponenti forze di polizia in assetto antisommossa e con l'appoggio di mezzi blindati hanno occupato e sgomberato il "ghetto" di San Nicola Varco. Da una ventina d'anni è stato l'accampamento di un migliaio di nord africani, sfruttati e schiavizzati nella coltivazione dei terreni della Piana del Sele. Le operazioni si sono svolte del tutto pacificamente, senza che alcuno abbia nemmeno pensato di alzare la voce. I pochi rinvenuti nel campo (forse soltanto una cinquantina) sono stati caricati sui pulman  portati in varie caserme. Agli altri è stato concesso di "fuggire" e disperdersi per le campagne.
Per tutta la giornata di oggi gli automobilisti che hanno attraversato la statale 18, tra Eboli e Capaccio, hanno visto decine, forse centinaia di extracumunitari in cammino ai margini della strada , carichi di valigioni e masserizie varie, diretti non si sa dove. A cavallo, tra l'11 e il 12 novembre, mentre cerco di prender sonno nel mio comodo letto, mi pongo una sola, semplice domanda: quegli uomini uguali a me, scacciati dalle loro povere capanne di cartone, dove stanno passando questa nottata? (B.S. 12/11/09)

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OPERAZIONE ALL'ALBA
Fonti attendibili assicurano che stamani all'alba ingenti forze di polizia, carabinieri, guardia di finaza e forse esercito, non meno di 800, circonderanno l'area dell'ex mercato ortofrutticolo di San Nicola Varco, nel comune di Eboli, dove da anni sono accampati un migliaio di nordafricani in fabbricati fatiscenti e baracche di cartone. Un'operazione militare preparata con perizia e discrezione, che, immaginiamo, sarà seguita in diretta dal ministro Maroni, il quale, per l'occasione, si metterà in divisa e si appunterà alcune medaglie sul petto gonfio di orgoglio. Finalmente si porrà fine allo scempio di migliaia di uomini ridotti in schiavitù, costretti a lavorare per 10 ore al giorno nell'inferno delle serre e sui campi della Piana del Sele per 30 euro al giorno. Saranno gentilmente catturati, caricati sui pulman e portati in caserma. Lì staranno ad attenderli il Vescovo e le principali autorità della provincia per festeggiarli e per nominare ciascuno di essi "cavaliere del lavoro" in ragione dell'enorme contributo dato alla ricchezza del Paese, a costo zero.
Purtroppo, molti di questi indefessi lavoratori sono umili e schivi e declineranno l'invito, non facendosi trovare.
Di seguito i link sull'argomento. (G.S. 11/11/09)

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CASO MARRAZZO, UN PUNTO DI VISTA SENZA MORALISMO
CHE COSA VUOL DIRE ESSERE TRANS
L'intervista apparsa su Italia Oggi ad Alessandra Di Sanzo, interprete del film "Mary per sempre", ci sembra inquadri correttamente la vicenda del presidente della Regione Lazio, facendo piazza pulita della tanta ignoranza, ipocrisia e moralismo, anche "di sinistra", che connotano i commenti sul fatto. Rimane, tuttavia, intatta a mio parere la contraddizione degli uomini di potere che "peccano", più o meno allegramente, contro il complesso di valori romano, cattolici e apostolici, che abbracciano e conclamano, per poi violarli, secondo la inveterata prassi delle doppia morale. Segue il link relativo e l'articolo.  (G. S.  - 29/10/09).

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