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IL PRONIPOTE PERVERSO DELLO ZIO TOM
Seymour M. Hersh è forse il più autorevole giornalista d'inchiesta a livello mondiale. In USA (democraticamente) nessuno vuole più pubblicarlo perché in aspra polemica con la Casa Bianca. Riesce a scrivere sul London Review book. Dal lungo articolo pubblicato il 7 gennaio (zeppo di indicazioni relative alle fonti) che cosa apprendiamo ? Che dal 2013 lo Stato maggiore Usa cerca di contrastare la politica estera di Obama, completamente appiattita su dottrine politico militari la cui applicazione sono affidate alla Cia, che i capi militari sono al contrario e in gran parte...sulla linea di Putin; e che sono talmente incazzati da far diventare la quesitone di dominio pubblico. Due considerazioni: Obama è un nipote perverso dello zio Tom; la stampa italiana (tutta) fa ridere... Segue articolo di Hersh sul London review (Google è sufficiente per capire).
G.S. 11/01/2016.


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E' SOLO QUESTIONE DI NASO
      E' vero, fare il bastian contrario in eterno è veramente scomodo e direi sgradevole. Però, la notizia del nuovo partito di sinistra costituito dai transfughi del PD, dai reduci di Sel ed altri sparsi, ha risvegliato in me la vena contestataria.
      Visti i personaggi, non ho saputo resistere alla tentazione di dire pubblicamente che si tratta di un'accozzaglia senza credibilità, e di chiedermi perché non si ritirino a vita privata: i leader del nuovo raggruppamento avranno già maturato un'ottima pensione, senza aver lavorato in una fonderia o nei campi per una quarantina d'anni...
       I promotori di questa nuova forza di sinistra sono ruffiani dei padroni dell'Ilva, ex sottosegretari all'economia del governo Letta, ex camerieri di Vincenzo De Luca, ex giornalisti che hanno fatto carriera in Rai, arruffianandosi destra e sinistra, ma sempre da una 'coerente posizione di sinistra'. Dalla stampa apprendiamo che del gruppo farà parte anche Giorgio la Malfa: l'avranno scovato nel museo egizio. Una mummia liberista, un pasdaran europieista, ma...moderato.
       Ora, come le lampadine delle luci d'artista che De Luca accende a Salerno all'inizio di novembre (e spegne a febbraio, al modico prezzo di tre milioni l'anno), si sono accese le speranze di migliaia di delusi della sinistra, ansiosi di novità, qualsiasi esse siano, trepidi e speranzosi, pronti a salire sull'ennesima carrozza scassata, allestita sempre dagli stessi armeggioni.
       Mi domando (da anni) come sia possibile che milioni di persone abbiano sopportato prima un ex partito comunista che ne ha fatte di cotte e di crude contro i suoi stessi iscritti, tradendo i principi elementari della sinistra e poi, come sia possibile che tante anime candide continuino a credere e sperare in personaggi, che, al solo scopo di continuare a 'stare in mezzo', stanno tentando di armare l'ennesimo 'partitino di sinistra', pur essendo storicamente e plasticamente risaputi e percepiti come 'la rovina della sinistra'.
      Ora, ritornando verso casa, mentre continuavo ad arrovellarmi su questo insolubile dilemma, mi sono imbattuto in un signore, il quale, poveretto, per una disfunzione genetica o per un incidente occorsogli, era senza naso. Ed ecco l'illuminazione: l'esercito di sinistrati che continuano a farsi menare per il naso da questi arraffatori senz'arte né parte, in realtà, per qualche misterioso motivo (un sortilegio ?), sono stati privati, tutti...del naso. Nel senso di 'naso politico', s'intende. Sono olfattivamente disabili, in quanto a capacità di sentire, anche lontanamente, la più nauseante delle puzze di bruciato. Altrimenti non si capirebbe tanto masochistico accanimento. Privi di 'naso politico' si gettano, con cadenza periodica, tra le braccia dei soliti furbastri, i quali riconfezionano sempre lo stesso pacco, cambiando il colore del fiocco.
   Ma, a ben vedere, alla luce delle passate esperienze, mi domando: a sinistra, oltre che col naso, con la vista, come stiamo ?
G.S. SA - 08/11/2015.

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FORMAZIONI PREDARTORIE E CAPITALISMO FONDATO SULL'ESCLUSIONE
"Cacciati dal lavoro, dalle terre, mentre intere regioni del pianeta sono lande morte e la povertà assume dimensioni inedite. «Espulsioni», l’ultimo saggio di Saskia Sassen per il Mulino, che sarà presentato domani a Roma a Porta Futuro." Di Benedetto Vecchi sul Manifesto del 21.10.2015
SA- 21/10/2015.

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LA RESA DEI CONTI CON LA STORIA
"Insisto, manca all'Est e in molte parti altrove la memoria della catarsi, della resa dei conti con le proprie colpe. L'Ungheria, complice dell'Olocausto senza ammetterlo, oggi punisce col diritto penale i cittadini che ospitano migranti. In Cèchia, Slovacchia, Bulgaria, i Rom vengono emarginati con Muri o abbattendo le loro case con ruspe. A parte la Polonia grazie a Solidarnosc, a parte la Germania che ha assimilato i valori costitutivi postbellici, la democrazia da molte parti in Europa è giunta come regalo di eserciti liberatori, non come conquista interna. E se non assimili il regalo ma torni ai secolari istinti d'odio dei nazionalismi, come con quei numeri sulle braccia, prima o poi la Storia ti presenta il conto".
AGNES HELLER in un intervista su Repubblica del 3 sett 2015.
SA - 06/09/2015.

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L'AMORE AL TEMPO DELLE BANCHE
Oppure, più modestamente: amori di giornalisti.
«Ti rendi finalmente conto che l’oggetto del tuo amore morto non era né una persona pregevole anzi straordinaria, né un tesoro unico al mondo, lo sostituisci con un’altra metà o supposta metà di te stesso e per un certo periodo recuperi la tua interezza. Però sull’anima rimane uno sfregio che la imbruttisce, un livido nero che la deturpa e ti accorgi di non essere più quello o quella che eri prima del lutto. La tua energia si è infiacchita, la tua curiosità si è affievolita e la tua fiducia nel futuro s’è spenta perché hai scoperto d’aver sprecato un pezzo d’esistenza che nessuno ti rimborserà.» (O. Fallaci - Inshallah).
La grande giornalista sprofonda nell'angoscia per l'amore perduto e per il tempo sprecato che non le sarà 'rimborsato'. Appena letta questa banalità ben scritta, ho pensato allo sfortunato Catullo, ed alla sua storica amante, Lesbia. Catullo si dannava per non essere amato da una donna che di mestiere faceva la prostituta.
Avrà mai pensato Catullo di aver perso il suo tempo prezioso (che nessuno gli avrebbe ‘rimborsato’) per aver amato, invano, una ‘puttana’? Ovviamente, no.
SA -12/08/2015.

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LA ROVINA DELL'EURO
Nonostante la Grecia, capita spesso di trovare persone oneste e colte che considerano degli 'estremisti' coloro i quali criticano alla radice il progetto dell'unione monetaria sulla base non di anacronistici nazionalismi, bensì alla luce delle teorie economiche più accreditate, e dei risultati sin ora conseguiti. Il bello è che lo schieramento di economisti di fama mondiale, orientato su queste posizioni 'estremiste', è vasto e composito: comincia da Milton Friedman, capostipite del neoliberalismo, e finisce a Roberto Bagnai, passando per tutti i più noti premi Nobel dell'economia dell'ultimo ventennio. Un articolo abbastanza dettagliato, con molti link di approfondimento, che riassume la questione in termini esaurienti e semplici, si trova su Scenari economici e risale al dicembre 2013. E' il caso di tenerlo come riferimento.
Sa - 20/07/2015.

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E' SOLO L'INIZIO.
La vittoria del NO.
Si sprecano le celebrazioni per la vittoria; si sprecano perché non tutte sono autentiche, limpide, oppure, semplicemente dotate della necessaria consapevolezza circa l'entità della partita. Poco limpide sono le celebrazioni della Lega, che poi dice: però i soldi devono restituirceli. O quelle di un Fassina, che poco più di un anno fa era sottosegretario all'economia di un governo, se possibile, più merkeliano dell'attuale. Un pò penose quelle della sinistra vendoliana o ferrariana, che ormai può andare solo a festeggiare vittorie altrui. O quelle di Grillo, la cui strategia generale è per lo più 'genericamente' di sinistra, salvo improvvise retrocessioni (il dibattito sulla persistenza della destra e della sinistra è stucchevole). Di personaggi come la Meloni, che pur essa celebra, è inutile parlare.
Alla fine gli unici pienamente legittimati a celebrare, nonché degni di essere celebrati, sono Tsipras, Varoufakis e il popolo greco. Hanno inflitto una dura lezione ad una cricca politico finanziaria che da un ventennio monopolizza il potere e che sta mandando a gambe all'aria l'economia di tutto il sud dell'Europa.
Ora, festeggiamenti a parte, solo un ingenuo può pensare che i tedeschi e il complesso economico finanziario costruitosi sullo sfruttamento della valuta unica tra stati diseguali mollino tanto facilmente la partita. Mi domando se Varoufakis o Tsipras credano davvero che sia possibile restare in Europa imponendo condizioni diverse da quelle attuali, o se non siano già da tempo giunti alla conclusione che sia meno costoso mollare al più presto l'euro. Tanto, le banche gliele hanno già chiuse...

Angkor - 05/07/2015.

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IL PIEDE SUL COLLO DEI PIGS
La posizione del governo greco sul referendum del 5 luglio spiegata da Varoufakis.
Quel che dice Varoufakis è coerente con la linea che ha portato Syriza alla vittoria: non vogliamo abbandonare l'Europa e l'euro, ma vogliamo la ristrutturazione del debito e la possibilità di uscire dal tunnel dell'austerità. Il problema è che le regole alternative all'austerità non saranno mai accettate (e pagate) dai fautori delle politiche in atto (liberisti, neocolonialisti e razzisti), inglesi o tedeschi che siano, per i quali i popoli della "cintura dell'aglio", detti anche PIGS, meritano di essere tenuti sotto stretta sorveglianza, ed eventualmente depredati, per quanto è possibile. Da INTERNAZIONALE
SA - 02/07/2015.

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FORSE SI CHIAMA COLONIALISMO
di Joseph Stiglitz – 29 giugno pubblicato sul quotidiano britannico The Guardian e  tradotto da Jobsnews.it http://www.jobsnews.it/
"Dobbiamo essere chiari:  quasi nulla del denaro prestato alla Grecia è andato effettivamente in Grecia. È servito solo a ripagare i creditori del settore privato – le banche tedesche e francesi."
..."Ma, di nuovo, non si tratta qui di denaro, di soldi. Qui si tratta dell’uso degli ultimatum per costringere la Grecia a inginocchiarsi e ad accettare l’inaccettabile – non solo misure di austerità, ma altre politiche regressive e punitive."
..."È ormai abbastanza certo che ciò cui stiamo assistendo, 16 anni dopo che l’eurozona ha istituzionalizzato quelle relazioni economiche, è l’antitesi della democrazia: molti leader europei vorrebbero vedere la fine del governo del primo ministro di sinistra Alexis Tsipras."...
"È dura capire come voteranno i greci il 5 luglio. Nessuna alternativa è semplice. Il voto positivo porta alla depressione quasi senza fine. Al contrario, un voto negativo almeno apre la possibilità che la Grecia, con la sua forte tradizione democratica, possa riafferrare il destino nelle sue mani. I greci potrebbero riappropriarsi dell’opportunità di costruire il proprio futuro, di prefigurarlo in modo tale che almeno apra ad una speranza, piuttosto che piegarsi alla tortura del presente."
SA - 30/06/2015.

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SONO SOLO AFFARI
Le guerre sono l'affare migliore.
Le bombe sono tedesche, ma le fabbricano in Sardegna, e da Genova raggiungono il Vicino Oriente. I fatturati sono a 9 zeri... E si tratta 'soltanto' di una 'piccola guerra': quella che l'Arabia Saudita conduce contro lo Yemen...
"Rheinmetall, JP Morgan Chase, Credit Suisse, The Hartford, Capital Group e Dimensional non hanno voluto commentare le cose scoperte da Reported.ly. Reported.ly ha anche provato a contattare via mail e via telefono Burkan Munition Systems, senza mai ottenere una risposta."
SA - 27-06-2015

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OBAMA, COME O PEGGIO DI BUSH
“Oggi l’Europa non è indipendente… Gli USA ci stanno trascinando in una crociata contro la Russia, in contrasto con gli interessi dell’Europa,” ha affermato l’ex primo ministro francese Fillon, mentre l’economista capo della Bremer Landesbank aggiunge che, in conseguenza delle politiche statunitensi, “esiste il danno non misurabile di un aumentato rischio geopolitico per i popoli dell’UE.” (da Controinformazione.info ).
Sa. 15/06/2015.

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IL MIO VOTO VALE (SOLO) UNO.
E' la prima volta, da quando ho cominciato ad occuparmi di politica (dall'adolescenza), che di queste elezioni, e di tutto il clamore maniacale che le circonda, io me ne sbatto. Non ho guardato una sola trasmissione televisiva che se ne occupi, e già da un pò non riesco a seguire nulla che, tra talk, carta stampata e social network, tratti la questione. Mi ero messo l'animo in pace ed avevo deciso di farla finita col pluriennale astensionismo elettorale. Questa volta avevo deciso di votare l'M5S, nonostante lo consideri un movimento politico confuso e destinato alla deflagrazione per mancanza di visione (ma può anche dirsi 'ideologia', o forse meglio, 'modello'), che avesse la necessaria profondità culturale e lungimiranza. Il disgusto aveva superato la diffidenza verso una forza politica sostanzialmente avulsa dalla mia formazione e dalla mia 'visione del mondo'. La voglia di punire, o di liberarsi di una marmaglia deprimente, prevaleva sui distinguo filosofici. Mi dicevo: nel M5S sembra essere prevalsa una linea 'liberal democratica', il Gatto e la Volpe ( la 'proprietà') sembrano meno invadenti, può svolgere un ruolo di efficace contestazione, se non di alternativa, nei confronti della deriva renziana, e contro le linee xenofobe e parafasciste di lega e destra; nonostante un'idea contabile della politica, da massaia di casa che fa i conti con gli scontrini; in ogni caso, aggiungevo, una massaia farà sempre meno danni del ciuccio presuntuoso di Rignano sull'Arno, o dello sceriffo di Ruvo di Puglia. 
E invece, complice un candidato cinquestelle esperto di 'marketing' (eletto), e  l'amico col quale si andava, sempre insieme, alla sezione elettorale, che di votare nemmeno vuol saperne, ho 'ripiegato', di nuovo, per l'astensione.
Alla fine, va bene così: i 5 stelle hanno preso molti voti (i confronti elettorali credo vadan fatti con le precedenti regionali...); ed io non avrò modo di angustiarmi per aver votato qualcuno che, per quanto animato da buoni propositi, non vedo come un mio rappresentante. Di chi grida al tradimento perché avrei aiutato gli "impresentabili", me ne sbatto. Non ho l'obbligo di votare per forza qualcuno che non mi rappresenterà. E poi, il mio voto vale (solo) uno.
Angkor -02/06/2015.

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LA SATIRA AI TEMPI DEL MAINSTREAM
Chi non ama De Luca va in visibilio per l'imitazione che ne fa Maurizio Crozza. Ma se interroghi uno dei suoi fans, ti dirà che la gag è molto divertente e che De Luca ne esce vincitore.
Probabilmente, la satira intesa e praticata dai greci o dai latini, o quella anonima appesa al collo del Pasquino ai tempi del Papa re, era molto diversa dalla satira propinata dal mezzo televisivo. Crozza, per quanto perfetto, esilarante (ed anche elegante rispetto a certi trappani che imita), ed anche graffiante, concede al potere quello che la satira gli toglie: lo riproduce sulla grande platea mediatica nazionale, perpetuandone l'immagine (se pure in versione caricaturale), che da sola basta a legittimarlo, a prescindere dalla sua natura, vera o falsa , benigna o maligna che sia. Il Mainstream ("la corrente principale"), nella quale navigano, felici o preoccupati, appagati o meno dalla notorietà, i Razzi e i De Luca, i Papa Francesco e i Salvini, attraversa, giorno e notte, lo sguardo e la mente assopiti di milioni di televedenti, i quali - secondo statistica -  concederanno la propria preferenza a colui che hanno visto più spesso.
G.S. - SA -18/05/2015.

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IL DUCETTO FIGLIO DI UFO ROBOT
Ho visto in differita pezzi del discorso del presidente del consiglio che inaugura l’Expo. I rituali delle presentazioni e il Nostro che gode visibilmente sulla tribunetta internazionale a sentir citare a ripetizione il proprio nome nella proclamazione dell’evento in varie lingue; poi gli scolaretti che cantano Fratelli d'Italia, e la sua faccia da furbetto, che sembra voler sempre dire un po' a tutti: "vi ho fottuto, stronzi".
Il contenuto del suo discorso è l'ennesima pietra miliare del pensiero politico nazionale: Gli italiani "sono pronti alla vita" (ha detto proprio così) e poi che "oggi inizia il nostro domani"...
AngKor SA - 03/05/2015


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REGIONALI DELLA CAMPANIA - PARTITE DOPPIE, TRIPLE...
Marco Travaglio conclude la sua brillante filippica sul caso De Luca, accollando a Renzi la responsabilità (e il ridicolo) di appoggiare alle regionali campane un candidato ineleggibile, all'insegna del principio: l'importante è appoggiare chi porta più voti.
Non per difendere Renzi, però il concetto della bandierina del Pd sulla regione Campania varrebbe con qualsiasi candidato 'normale', ma non vale per De Luca. Se Renzi fosse meglio informato sulla natura del caudillo salernitano, potrebbe anche giungere alla conclusione che sarebbe più vantaggioso per lui, e per il suo partito, avere a che fare con un Caldoro, piuttosto che con un De Luca.
Perciò, allo stato, chiunque sia il vincitore, Renzi non vincerà.
P.s.: anche se, nelle more, arrivasse qualche altro "avviso" da parte di una magistratura penale fin ora afflitta da sonno pesante, che consentisse a Renzi di liberarsi di De Luca, la situazione resterebbe la medesima e il Pd della Campania (resterebbe) quello che è: uno sconcio ed una tragedia politica i cui padri spirituali sono Antonio Bassolino, Vincenzo De Luca, insieme a quella "società civile" che continua a sostenerli. SA - 05/03/2015.
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CREARE IL CAOS PER RIDEFINIRE I CONFINI.
I Sunniti sono il 90% della popolazione musulmana, gli sciti localizzati soprattutto in Iran, Irak, Libano sono una minoranza mal tollerata dal blocco di interessi petroliferi che va dagli Usa, all'Arabia Saudita, al Quatar, a Israele.
L'intervista allo storico Franco Cardini a cura di Marco Guerra fornisce un'analisi realista dello scontro in atto, nel quale lo "Stato Islamico" è solo la miccia che può far esplodere una realtà piena di cointraddizioni, nella quale è sopprattutto l'Occidente ad aver recitato da lungo tempo, con cinismo e miopia, la parte dell'apprendista stregone...

Resta il fatto però che i combattenti dello Stato Islamico sono di una ferocia senza precedenti…

L’efferatezza è dovuta al fatto che stanno alzando il prezzo in ogni modo. Ribadisco: vogliono obbligare l’Occidente ad attaccarli con durezza, sono convinti che una reazione inconsulta dell’Occidente attirerebbe loro molte simpatie e porterebbe ad una ridefinizione di tutto il Medio Oriente. Non ci scordiamo che uno degli obiettivi di questa destabilizzazione voluta dall’Islam sunnita è l’Iran. E dietro l’Iran c’è la Russia, che a sua volta è impegnata in una guerra a bassa intensità in Ucraina. Insomma, c’è poco da scherzare se vogliamo evitare che questi conflitti si trasformino in guerre in campo aperto”...
SA - 19/02/2015.



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HAIDEGGER: IL QUARTO REICH
Dal Corriere della Serra dell'8/02/2015 un articolo di Donatella Di Cesare.
«Gli alleati non hanno compreso la missione dei tedeschi e li hanno fermati nel loro progetto planetario. Questo crimine sarebbe ben più grave di tutti gli altri crimini, questa colpa non avrebbe termini di paragone, neppure con le «camere a gas» (espressione inserita tra virgolette!). Per la storia dell’Essere il vero incommensurabile misfatto è quello compiuto contro il popolo tedesco che avrebbe dovuto salvare l’Occidente.»
Adesso è tutto più chiaro.
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LA PARABOLA GRECA
Joseph Stiglitz.
«Raramente dalle elezioni democratiche emerge un messaggio chiaro come quello greco. Se l'Europa dirà no alla richiesta degli elettori greci di attuare un cambiamento di rotta, dirà anche che la democrazia non conta, almeno quando si tratta di economia. Perché non sospendere la democrazia, come fece l'isola di Terranova entrando in amministrazione controllata prima della seconda guerra mondiale?»
Da Project Syndicate del 07/02/2015.
07/02/2015.165
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INSEDIAMENTI PRESIDENZIALI
Sento in differita il discorso del neo presidente della Repubblica. Toccanti i suoi accenni alla necessità di applicare la Costituzione in favore dei più deboli a cominciare dagli infermi. Certo, non può sfuggire (visti anche gli stipendi del mite Presidente) il salto tra la pratica cristiana e quella democristiana...
Angkor -  SA-03-02-2015.

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LA SICILIA E I MATTARELLA
Da un articolo di Giuseppe Fava su "I Siciliani" del giugno 1983, pubblicato su Facebook da Fabrizio Feo.
«Giuseppe Fava ("I Siciliani", giugno 1983) Ecco: qui diventa perfetta la storia di Piersanti Mattarella, da raccontare tuttavia con umana sincerità affinché ognuno possa capire le cose come veramente accaddero e quindi trarre una ragione, un cifrario per le cose che continuano ad accadere...»
SA, 31/01/2015.
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DALLA D.C. ALLA D.C.
Ancora un volta il burino di Rignano sull'Arno ha giocato alla grande i volponi sempiterni della politica italiana. Gli esiti sono strepitosi: il presidente ė stato praticamente eletto coi 2/3, Farsa Italia è in pezzi, Vendola è raggiante (non meno di Buttiglione o Mastella), i riottosi del Pd, che dicono di essere 'la sinistra', tornano a cuccia di buon grado, e il Capo si fa immortalare in varie pose dal suo fotografo ufficiale al momento della vittoria. Grillo continua a non contare un cazzo.
P.S. Se è vero che la 'sinistra' piddina, con Bersani e D'Alema in prima fila, si stava accordando sottobanco col Cav. per eleggere Amato, la gloria del Pittibimbo non può essere più trionfale...
SA, 31/01-3/02-2015.
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LO STRANO CASO DEL DOTT. DE LUCA E DI MISTER VICIENZ'
La doppia natura del Sindaco di Salerno: il martedì, sponsorizzato da certi amici salernitani de La 7, fa il maître a penser nel salotto di Lilli Gruber; il venerdì gli amici di Renzi del TG1 lo sputtanano urbi et orbi in due parole: condannato e sospeso ...
P.S.:...e giovedì 6 febbraio compariva su qualche network locale la lettera di Del Rio indirizzata ai ministeri dell'Ambiente e dei Beni Culturali con cui si autorizzava la costituzione di parte civile da parte dello Stato nel processo salernitano del Crescent, nel quale il caudillo salernitano è imputato di vari reati...
23/01/2015 - 06/02/2015.

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NANI SENZA BALLERINE
 Ah ah ah, me le vado a cercare. Vengo attratto dal bianco e nero intenso dei documenti televisivi degli anni '50 e '60. Scorrono i volti dei Togliatti, degli Amendola, dello stesso Napolitano, di Berlinguer. Il filmato termina repentino ed appare d'incanto l'ectoplasma a colori del Vespa di Porta a Porta, che esclama: "una domanda a Totti, una domanda a Lupi". Inquadrati dall'alto, compaiono i due Nani: tradiscono un attimo di smarrimento e poi attaccano la consueta, insensata filastrocca...
14/01/2015.

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JE SUI MAIGRET
Ad essere generosi (e a voler sospendere il giudizio sulle ricostruzioni che Giulietto Chiesa fa dell'attentato a Charlie Hebdo), le carenze e le omissioni dei servizi di polizia francesi (tanto per cercare una chiave interpretativa fuori dall'ordinario, di tipo "storico letterario") si possono inquadrare attraverso la lente di Jeorges Simenon e del suo straordinario polizziotto, il commissario Jules Maigret. Simenon contrappone all'abilità, intuito, umanità del grande poliziotto la ottusità del sistema poliziesco, il servilismo zelante dei suoi funzionari nei confronti del potere costituito. E' probabile che i servizi di polzia francesi, allo stato, non abbiano alcun Maigret.
Se fosse accaduto in Italia quel che è accaduto in Francia (terroristi della domenica che riescono a ad annientare una redazione di una rivista nazionale pluriminacciata, una macchina della polizia che al sopraggiungere degli assasini fa una precipitosa marcia indietro e li lascia passare, terroristi senza ostaggi che vengono uccisi deliberatamente, ecc.) saremmo sommersi da furibonde polemiche interne e dal ridicolo a livello internazionale. Ma la Grandeur è la Grandeur...
E poi, a sentire e a vedere, il senatore Minniti, il responsabile politico della 'intelligence' italiana, che compare in Tv, sfoggiando una impressionante abbronzatura color cioccolato, e che dice tutto e nulla con la sua aria da seminarista non troppo sveglio ( anche se nell'entourage politico-giornalistico del Pd passa per una testa d'uovo), non è certo a Simenon che vien da pensare, ma piuttosto al mondo delle favole, alla Bella Addormentata nel bosco.
Che Allah sia con noi...
14-01-2015.
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LA LIBERTA' DI PENSIERO (SENZA PENSIERO)
Pensierino della notte: è un vero spasso (si ride per non piangere) seguire alcuni dibattiti specialmente sulla Rai, dedicati alla tragedia di Parigi. Il tema è la libertà di pensiero e di stampa, in difesa della quale sono morti (pur involontariamente) i 12 redattori della rivista satirica francese, e i tre poveri poliziotti (di cui due di origine araba), trovatisi sulla strada degli attentatori. Ovviamente, a nessuno dei dipendenti Rai (o Mediaset) che discettano con passione sull'argomento, può venire, anche solo lontanamente, il sospetto che la 'libertà di stampa' nulla abbia a che vedere, per definizione,  col loro quotidiano, penoso lavoro di propagandisti del governo in carica. (09-01-2015)
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CONTRADDIZIONI IN SENO AL POPOLO
A pensarci, Pino Daniele che scrive nel '77 Terra Mia, è uno che legava la sua arte ad un progetto, che era soprattutto una speranza plausibile (condivisa da tanti) di rinnovare Napoli. La sua fuga da Napoli ( dove tornava per qualche ora 'solo di notte o di mattina presto') è la prova del fallimento di quel progetto. I narcisisti napoletani che si affannano davanti alle telecamere a celebrare il loro conterraneo non sembrano sfiorati dalla domanda più elementare che ciascuno dovrebbe porsi quando rivendica con orgoglio le comuni origini con un grande della musica contemporanea: un grande, fuggito dalla sua terra, per non più tornarvi, nemmeno da morto.
(Segue discussione su FB)
07/01/2015.

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MOBILI OROPALLO
Il bello del sabato non è solo quello di avere il tempo di scrivere cazzate sulla piazza virtuale di fb, ma anche quello di poter accendere la Tv alle 12 del mattino e rivedere il pezzo finale di un vecchio western di Sam Peckinpah, Pat Garret e Billy Kid. Forse non è il migliore di Peckinpak, ma in ogni caso il pensiero va ad un altro mito della sinistra (ma anche della destra) da rivedere, recentemente commemorato con l'ennesima rassegna: Sergio Leone e i suoi spaghetti western. Western all'amatriciana, miscuglio retorico di arido cinismo e romanticismo recuperato coi cori alla "Nora Orlandi", e soprattutto con quei mobili lustri dei saloon che sembravano appena comprati da Oropallo. (Oropallo, era un negozio di Battipaglia che negli anni '80 vendeva una terrificante stanza da letto in stile "classico" a trecentomilalire...).
Dissi cose simili ad un caro amico che definivo 'invasato' di Leone, e lui mi tolse il saluto per un paio di mesi...
SA-20.12.2014


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SALGADO/WENDERS
A vedere il film didascalico - fotografico - filosofico di Wenders vengono tanti pensieri. Allo scorrere delle prime immagini di Salgado ( pur note ), ho intimato a me steso: appena a casa cancello le mie inutili, stupide, sdolcinate fotografie che ho messo su Flickr. Perché avrò fatto un gesto tanto insensato. Il senso critico dove l'avrò perso ?
Poi, dopo le immagini del Ruanda, e del Congo e della Serbia, le proprie piccole cose, foto comprese, sono nulla al cospetto dell'olocausto permanente, raccontato dal Grande Fotografo, che gli umani infliggono ai propri simili senza tregua e pietà.
L'inferno contemporaneo, fosco e disperante non meno di quello dantesco, attraversa e fa a pezzi l'anima del fotografo e dei suoi spettatori. E ciò è sentito con maggiore drammaticità e partecipazione se le foto sono accompagnate dalle sequenze in cui l'autore racconta e spiega la sua personae tragedia, chiamato a vedere e documentare l'orrore senza fine e limiti.
E poi, il meraviglioso narratore dell'uomo e del suo mondo, con le immagini delle tribù dell'Amazzonia, o dei Gorilla, degli iguana delle  Galapagos, e degli avventurosi pinguini dell'Antartide, ci mostra che la terra e l'universo superano gli orrori degli uomini e proseguono per proprio conto. Sicché, il detto di Adorno, 'dopo Auswitz la poesia non ha senso', sembra infondato, e l'incubo di una notte senza speranze dissipato da un'aurora di sconvolgente bellezza.
SA-19.12.2014

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TALK SHOW (2)
Una delle cose più penose e odiose di questi talk show è assistere alla solita, ripetitiva rappresentazione della rabbia, della frustrazione o addirittura della disperazione di persone ridotte in miseria che vengono chiamate a rappresentare la loro condizione al cospetto di un gruppo di maggiorenti accomodati nel salotto mediatico dell'anchorman di turno, i quali dall'alto dei loro redditi e della loro posizione sociale, ascoltano compassionevoli e poi dicono che purtroppo c'è una crisi di sistema...
SA -25/11/2014


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QUANDO LE DONNE SONO PEGGIO DEI MASCHI
Ad un Tg delle 13 passa un'intervista della Serracchiani, la quale, a qualche innocua osservazione del giornalista, serra gli occhi e sibila che il governo Renzi è un governo di emergenza nazionale a cui tutti devono aderire, o non è. Poco dopo è la volta della Annunziata che incalza il neo ministro degli esteri, il pacifico Gentiloni, sui diritti umani in Russia. Ripete la stessa domanda fino allo spasimo e conclude la conversazione fissando il poveretto con quei suoi occhi di talpa, intimandogli, senza aspettare risposte: In Russia esiste il problema dei diritti umani...
Che fa, la portavoce del Pentagono? Non basta e avanza Maurizio Molinari ?
SA . 11/11/2014.

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