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VIVA VERDI - ABBASSO I TALK SHOW
Finito Verdi su Rai 5, ritrovo Santoro che dopo due ore continua a ragionare con un personaggio ripugnante come Borghezio e una totale incompetente come la Bonafé. Landini continua a strillare "ma che cosa stai dicendo!". Prima o poi gli viene un colpo. Si spera nel crollo definitivo degli ascolti. Di tutti. Esclusi quelli di Verdi, Beethoven...Tom Waits...Speedy Gonzales...
SA.23/10/2014.

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DESTRA E SINISTRA, UNA 'VIA MAESTRA' DI BASSO PROFILO.
Capita di imbattersi in disquisizioni filosofiche sulla esistenza della destra e della sinistra che dichiarano superata questa "dicotomia"; e poi di trovarsi a rivedere spezzoni di vecchi film di Lina Wertmuller, nei quali Mimì Metallurgico insegue e insulta una ricca signora lombarda, definendola "Bottana socialdemocratica". E poi di leggere la storia (vera) di una nobildonna sempre lombarda, la quale, a conclusione di una lunga pena detentiva per aver fatto fuori il marito, preferisce restare in galera un anno in più, pur di scongiurare un periodo di "lavoro" obbligatorio, 'cosa che non ho  mai fatto nella mia vita'. Insomma, delle volte sembra che la vita concreta, magari insieme al nostro "naso" (e a quello di Mimì Metallurgico), possano essere una "guida" più sicura per capire (al volo) che la destra e la sinistra...esistono.
SA - 14/08/2014.

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FREUD SULLO STATO ISRAELIANO IN PALESTINA
«Approvo sicuramente i suoi scopi, sono fiero della nostra Università di Gerusalemme, mi fa immenso piacere la prosperità del nostro insediamento. D’altro canto, però, io non penso che la Palestina possa mai diventare uno Stato ebraico, né che il mondo cristiano e il mondo islamico sarebbero disposti a vedere i loro luoghi sacri in mano agli ebrei.” Sigmund Freud dal blog di Andrea Carangini
SA - 12/08/2014.

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LA NORMALITA' DI ISRAELE
L'INCUBO DI GAZA.
«Lo scopo di tutti gli orrori a cui stiamo assistendo durante l’ultima offensiva israeliana contro Gaza è semplice: tornare alla normalità.
Per la Cisgiordania, la normalità è che Israele continui a costruire insediamenti e infrastrutture illegali per inglobare nel suo territorio tutto quello che ha un minimo di valore, lasciando ai palestinesi i luoghi meno vivibili e sottoponendoli a repressioni e violenze. Per Gaza, la normalità è tornare a una vita insopportabile sotto un assedio crudele e devastante che non consente nulla di più della mera sopravvivenza...»
Di Noam Chomsky da Internazionale del 04/08/2014.
SA - 04/08/2014.

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BERNPENSANTI E MACELLAI
Dopo due settimane di guerra "asimmetrica" (nella quale i morti stanno da una sola parte) il governo israeliano rifiuta la tregua, poiché non tutti i tunnel sarebbero stati individuati e distrutti.
I macellai di Tel Aviv non demordono, forse hanno una quota minima di morti da realizzare, e 800,00 sono ancora pochi. I dementi di Tel Aviv non capiscono che la loro guerra non è un affare tra loro e i palestinesi; non capiscono che il reiterato, storico massacro (che nulla ha a che vedere con l'accezione di "guerra") avviene, di anno in anno, di giorno in giorno sotto gli occhi del mondo; che gli autori di questo inesauribile e sanguinoso sopruso sono visti dal "mondo" come l'avamposto del 'civile' Occidente.
I benpensanti di sinistra, più o meno benestanti, possono defilarsi, adagiati sull'alibi degli opposti estremismi, del ripudio della violenza, del fanatismo islamico e di analoghe dabbenaggini, certificando soltanto di aver perso la lucidità e il poco sangue che gli era rimasto nelle vene (come dice un'amica).
Il guaio è che il "Mondo" che sta a guardare, costretto ad assorbire inorridito questo carico insopportabile di violenza (messa in opera con la metodicità amorale dei nazisti, è il caso di dirlo), non è fatto di benpensanti e men che mai di benestanti. E non è detto che vinca sempre chi fa più morti.
SA - 25 luglio 2014.

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IL CARATTERE DEI ROMANI
Scorrono i titoli di coda della fiction "ROME" su Rai 5. Certo, Cesare non era il virile omaccione che viene rappresentato, né Cleopatra una sorta di pornostar dell'antico Egitto. Tuttavia, per quanto yankees siano le facce dei protagonisti, sembrano più credibili dei romani del Giulio Cesare  di Mankiewicz, dalle frangette con ricciolo, che tanta ilarità hanno suscitato in Roland Barthes. Il 'carattere' dei Romani, tutto sommato, viene in qualche modo interpretato e restituito in modo plausibile: un 'carattere' forse più comprensibile e congeniale a sceneggiatori e intellettuali direttamente connessi all'impero americano, piuttosto che ai cineasti italiani, infognati in pseudo drammi di periferia, irrilevanti e irrealistici. E dunque, vediamo all'opera predatori laici, spietati e pratici, politici (e militari) straordinari, nobili o corrotti che fossero. Non volevano salvare, convertire o liberare alcuno. Hanno sottomesso il mondo conosciuto e, attraverso un sistema capillare, organizzato come 'sistema giuridico', relativamente semplice ed efficiente, inventato ex novo, hanno governato e tassato nel corso di 5 secoli per i loro comodi, senza accampare pretese ideologiche o religiose che non fossero strettamente funzionali al mantenimento del potere, per uno sfruttamento ragionevole e duraturo delle risorse disponibili.
P.S.: Sicuramente la fiction non rende merito ai Romani di una cosa: la capacità di essere anche dei grandi e infaticabili costruttori, se pure a spese degli schiavi...
SA - 16/07/2014.

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IL PRELIMINARE PER UNA FUTURA SINISTRA
Dal meraviglioso saggio di György Lukácsc i versetti di Christian Johann Heinrich Heine e di Goethe delineano l'unico possibile viatico per una sinistra tutta da rifare:
«Ben di rado mi avete capito, | ben di rado capiti vi ho; | ritrovatici in mezzo al letame, | ci capimmo, e l’un l’altro abbracciò» (N.d.T).
«Finché tu non sarai riuscito a questo | che ti dice: “Muori e rivivi” | sarai soltanto un tetro ospite | sulla terra buia» (trad. Oreste Ferrari)
Quando:
«Il disorientamento teorico; la pressione politica e commerciale dei finanziatori capitalistici; l’adagiarsi nella routine e la caccia alle sensazioni; l’implacabile concorrenza che minaccia quotidianamente ognuno di rovina economica e morale: tutto ciò conduce alla formazione di consorterie prive di principi, il cui livello estetico e morale è, per lo più a buon diritto, considerato assai basso da tutti – quando si tratta degli altri.» György Lukácsc - 1939
SA - 10-07-2014.

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György Lukács - Seconda parte.
«Ben di rado mi avete capito, | ben di rado capiti vi ho; | ritrovatici in mezzo al letame, | ci capimmo, e l’un l’altro abbracciò» (N.d.T)
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Lukács: Lo scrittore e il critico.
«...Suona parimenti ovvio, o addirittura banale, ma occorre ripeterlo in ogni occasione, che la causa determinante di questa deformazione è la divisione capitalistica del lavoro. Essa ha trasformato sia gli scrittori che i critici in ristretti specialisti; ha tolto loro quella universalità e quella concretezza di interessi umani, sociali, politici e artistici che contraddistinsero la letteratura del Rinascimento, la letteratura dell’Illuminismo e la letteratura di tutti i periodi di preparazione delle rivoluzioni democratiche...»
Da "György Lukács ~ il primo blog in progress dedicato a Lukács"

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DIMMI CON CHI VADO E TI DIRO' CHI SEI
Grillo propone una consultazione libera on line, indicando tre soluzioni: i due raggruppamenti conservatori inglesi (Farage e i Tories) e il gruppo dei non iscritti, che sconsiglia. Non fa menzione dei Verdi.
Tre considerazioni:
E' singolare che una forza politica nazionale con idee e principi molto caratterizzati non sappia dove piazzarsi in Europa;
che lo chieda a tutta la rete attraverso sistemi privi di qualsiasi garanzia di trasparenza;
che promuova una pseudo consultazione nella quale indica (come uniche soluzioni) due partiti inglesi, l'uno più conservatore dell'altro.
Grillo, qualche anno fa, (si suppone per scherzo, pur facendo queste dichiarzioni in qualità di ospite dei verdi nel parlamento europeo) chiedeva ai tedeschi di occuparci militarmente. A quanto pare ha spostato le sue preferenze verso sua maestà britannica, le cui ambasciate frequenta con una certa assiduità.
SA-12/06/2014

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UNA BALENA IMMAGINARIA
Considerazioni sintetiche sulle elezioni del maggio 2014 (perché non ho voglia di far niente).
La valutazione più frequente che viene fatta riguarda una presunta rinascita della DC, o che Grillo sia quasi morto e sepolto...
SA G.S. 26-05-2014.

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VITTORIO RIESER
Da INCHIESTA
La notizia della morte di Vittorio Rieser a Torino mi è arrivata stamattina. Con Vittorio mi legano moltissimi ricordi, dai corsi sindacali alla Ca’ vecchia a Bologna agli incontri a Formia con Vittorio Foa (dove essendoci tre Vittorio c’era sempre una qualche incertezza nel rispondere quando Sesa o Adele  chiamavano Vittorio). Vittorio Rieser è stato un economista e sociologo del lavoro innovativo, competente, attento e appassionato  che è partito dalle esperienze di inchiesta a Palermo  con Danilo Dolci e a Torino con Quaderni Rossi per non smettere mai di interrogarsi su i cambiamenti nella classe operaia e nel capitalismo. Su “Inchiesta” di aprile-giugno 1982 (numero 56) ricordo un suo lungo saggio (Vittorio Rieser: “Il sindacato di fronte ai mutamenti nella composizione di classe”) con gli interventi critici di Francesco Ciafaloni e Adele Pesce. Su www.inchiestaonline.it ho pubblicato tre suoi saggi scritti tra il febbraio e il maggio 2013. Per ricordarlo pubblico ancora una volta il saggio scritto per Vento Largo l’11 maggio 2013 che è un tipico saggio alla Rieser.  Ciao Vittorio. Segue:
Vittorio Rieser: Sulla coscienza di classe nell’attuale fase del capitalismo.
SA - 26/05/2014.

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ELEZIONI EUROPEE
Dopo una lunga e disastrosa cura neoliberista l'elettorato premierà la destra. Evidentemente il capitalismo è di sinistra.
22/05/2014

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IO NON VOTO
(La situazione politica in Italia è grave, ma non è seria - E. Flaiano ).
Ieri sera sul palcoscenico della politica del paese Italia (con la p minuscola) si è chiuso un ciclo. Grillo è tornato a mamma Rai con la faccia del bravo ragazzo e con l'intento di recuperare voti nella platea dei telespettatori più a rischio: quelli che, imperterriti, continuano a sopportare Bruno Vespa. Il senso di questi eventi mediatici lo si capisce meglio vedendo quel che accade dietro le quinte prima e dopo la trasmissione, fuori dalle regole ferree del Talk. Fuori, appunto, possono scorgersi, dalle immagini rese pubbliche, i protagonisti raggianti ed emozionati, che magari si fanno i complimenti, salutandosi: l'uno perché si prende una rivincita storica (della 'sua' storia), l'altro perché farà ascolti milionari, e se ne sbatte se il suo interlocutore fino qualche giorno prima (e per anni) gli ha rivolto ogni genere di insulto... Lo spettacolo va da sé, rientrerà nel copione del Mezzo che tutto digerisce e traduce secondo le proprie leggi universali. E questo lo sanno bene i due protagonisti, addestrati nel mestiere di imbonitori...
(Segue discussione su Fecebook)
G.S.- SA,  20/05/2014.


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FALLACI TURBAMENTI
La giovane e fascinosa amica che mi accompagna nella visita ad un sito archeologico all’improvviso mi si mette di fronte, mi fissa intensamente, si avvicina a distanza critica, compiaciuta e sicura di sé. Ho qualche momento di imbarazzo: mi domando velocemente se la necropoli greca possa accrescere all'improvviso (e a dismisura) il mio fascino o abbassare il discernimento femminile. Lei insiste quasi estasiata a mirarsi nei miei occhi. Poi, amorevole, allunga le sue mani sul mio volto e mi sussurra: “ferma sta capa, che mi sto specchiando nei tuoi occhiali” … (LIPARI, 28/04/2014)

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GATTOPARDI DI CAMPAGNA
Impressionante: vedo D'Alema in Tv, mentre una ridanciana Daria Bignardi gli mostra un filmato in cui il "presidente D'Alema" fa sfoggio dei suoi possedimenti terrieri in quel di Terni, durante una lunga intervista rilasciata ad Alan Friedman. Il Nostro si guarda immobile, estasiato di se stesso, intimamente compiaciuto, fin quasi all'orgasmo. Ma quel che è davvero straordinario è la sua faccia: è la riproduzione esatta, fotografica, del Don Calogero Sedara, il fattore delle tenute del principe di Salina, mirabilmente interpretato da Paolo Stoppa nel Gattopardo di Visconti.
Sarà un caso che il perfido Friedman abbia intitolato quella serie di interviste: Uccidere il gattopardo?
SA - 10 aprile 2014

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WITTGENSTEIN
«...per precisare il significato di ciò che si dice è necessario situarsi in un contesto specifico, da sole le frasi non bastano a produrre il senso..». Da Eidoteca
SA 24/02/2014

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IL PRINCIPE IDIOTA
Ho saputo dopo le 20 del governo di Renzi. Molti aspettavano la novella con curiosità e trepidazione, compresi quelli che Renzi lo detestano. Per quanto mi riguarda ho maturato una moderata, disgustata indifferenza. Il fatto è che ormai non sopporto più di vedere questa fauna politica che si destreggia tra una telecamera che l'insegue e una conferenza stampa, un'intervista e un talk con marchetta incorporata per l'una o l'altra fazione (Grillo compreso). Dovunque siano ridono e straridono, sempre. Ministri, presidenti del consiglio, sottosegretari e giornalisti al seguito. Renzi ride baldanzoso più di tutti, con la faccia del figlio di papà un po' scemo, che sembra sperare in cuor suo di poterti sempre dire (ridendo col ghigno del furbo felice): ti ho fottuto.
Un accademico, tra il serio e il faceto, commentava il personaggio dicendo più o meno: Non si sa cosa sia capace di fare, potrebbe essere un bluff o il futuro Principe...
La situazione dovrebbe indurci a sperare in un "Principe"; tuttavia, un principe che ride nel bel mezzo di un naufragio, sembrerebbe più un idiota.
(Considerazione postuma: non è idiota, è un astuto istintivo. Anche se qualche esperto di comunicazione non glielo avesse spiegato, lui già sa da se che deve ridere ed essere ottimista, anche contro ogmni evidenza. Rende.)
21/02/2014 (17/06/2014)
Postilla del 23/02/2014:
Sentendo tutte quelle brave persone che "sperano" in Renzi, da destra e da sinistra, rileggo quel che scrivo e mi domando se non semplifico eccessivamente, se l' "ideologia" non obnubili i mie giudizi (dei quali ovviamente mi preoccupo per me e non certo per la loro pubblica irrilevanza). Può darsi che sia schematico. Sicuramente Renzi non è un "idiota". Ma non riesco a vedervi il politico che comprende e interpreta la drammatica complessità del paese, e tanto meno un qualche segno che faccia supporre (anche lontanamente) una visione di sinistra. Ma forse lo stesso Renzi ha dato di se la migliore definizione, quando ha detto che Firenze non aveva bisogno di un sindaco, ma di un Maestro di Cerimonie. Forse il Nostro valoroso Presidente del consiglio è effettivamente il miglior Maestro di cerimonie disponibile, non è difficile immaginare di chi. D'altra parte, se la speranza è l'ultima a morire, si può sempre sperare in un maestro di cerimonie fortunato, anche se può sembrare un pò idiota...

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FURBI E GIULLARI
Vedo in ritardo, quasi per dovere, il duetto tra il rottamatt'ore (definizione di Dagospia) e grillomao (idem).
Due furbastri dalle misteriose doti politiche. Tutti e due intenti a parlare al "proprio pubblico". Il livello è pedestre, l'insincerità è la norma: il primo che vuole a forza "spiegare" al secondo il suo programma in "un minuto", e  l'altro che oppone un fuoco di sbarramento con argomenti moralistici e offensivi (i buoni non trattano con il vecchio, i corrotti, ecc.). Insomma, due che si incontrano per parlare in pubblico del governo del paese, avendo già dato per scontato che non si sarebbero detti nulla. Hanno solo tentato di fare  un po' di marketing per la propria "casa"; dubito che per loro le sorti del paese siano più importanti dei risultati dell'audience. Rileggo la trascrizione di quanto ha detto Grillo, dichiarandosi, nella successiva conferenza stampa, per una "dittatura sobria". E' evidente che confonde la parte del giullare con quella di chi esercita il potere ed aspira ad accrescerlo: due parti che non si possono recitare insieme.
(SA - 19/02/14)

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NOBEL A LAMPEDUSA
Il sindaco di Lampedusa: "La candidatura al Nobel? Per ricordare gli innominati inghiottiti dal mare. Il nostro modello di accoglienza è disumano"

Roma – 14 febbraio 2014 – "Un traguardo enorme. Un’operazione verità". Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa, definisce così la candidatura dell’isola al premio Nobel per la Pace. “è la via per dare dignità ai morti che non hanno mai avuto un nome. Per ricordare gli innominati inghiottiti dal Mediterraneo".
"È come dire a tutto il mondo – spiega in un’intervista pubblicata oggi da l’Espresso – che questi morti sono l’Olocausto di oggi. È un premio all’accoglienza solidale, quella dal basso, dei cittadini, l’unica che non fa affondare il nostro continente".
Ricorda i morti, Nicolini, ma chiede anche di accogliere degnamente i vivi. "Il nostro modello di accoglienza non funziona: è disumano. Mi chiedo; perché aspettar ei morti per indignarci? Dopo le tragedie , l?Italia e l’Europa hanno scoperto che qui arrivano bambini e famiglie, che questi centri più che di accoglienza sono luoghi che cancellano l’identità".
"Non sarebbe meglio – si chiede e propone il sindaco di Lampedusa – creare accoglienza diffusa sul territorio? Lavorare per l’integrazione incentivando i comuni ad accogliere: basterebbe fornire i mezzi necessari. Ma questo non basta. Perché è necessario una volta per tutte abolire la Bossi-Fini: ci vuole una legge sul diritto di asilo e bisogna pensare a una politica diversa per i migranti".
 
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FARSA TRAGICA
Non c'è speranza e non c'è fine alla farsa:
la terza carica dello Stato che si comporta come se stesse asserragliata nella Bastiglia; il Pd difensore unico dello status quo, pur di restare avvinghiato un secondo in più a leve di potere sempre più inefficaci e inaffidabili (si può essere più idioti ?); i seguaci di Grillo che credono di fare la rivoluzione agli ordini di una coppia che ricorda il Mago di Oz o, se si preferisce, pensando al signor Casaleggio, un dottor Stranamore della Brianza; e il cavaliere che si appresta a rivincere le elezioni, o, nella migliore delle ipotesi, a restare 'a giro', nonostante tutto ...
SA - 04/02/2014

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CATTIVI MAESTRI
Carlo Freccero, in una recente discussione televisiva con Lilli Gruber strapazza Matteo Renzi (il segretario del PD non è presente): un giovanotto che certamente non ha una cultura di sinistra, e che anzi di "cultura politica" mostra di averne ben poca. E' cresciuto negli anni '70 guardando Goldrek, che sembra essere il suo unico e vero background politico - culturale. Ad un certo punto l'interlocutore di Freccero conferma che effettivamente Renzi avrebbe ammesso che l'eroe della sua adolescenza era Goldrek. Freccero non sa resistere e precisa, con uno scatto di orgoglio stizzoso: "Io lo programmavo". Come a dire: «il grulletto di Firenze si è formato abbuffandosi degli insulsi cartoni giapponesi. Ma chi glieli propinava, a lui e a milioni di altri suoi coetanei, ero io». Ahimè...
SA - 26-01-2014.

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AMORI FORZOSI
Renzi, per la "sinistra che non c'è più", è come la fidanzata che uno si sceglie non perché ne sia innamorato, ma perché ha disperato bisogno di innamorarsi di qualcuno.
SA - 24-01-2014

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DISGUIDI POSTALI
il povero Tsipras scrive una lettera alla sinistra italiana auspicando una lista europea unitaria "costruita dal basso" e senza preclusioni. Rifondazione da una parte, il Manifesto e Alba dall'altra, se la intestano, gridando vittoria. Non fa nulla che, a latere, Claudio Grassi, dirigente di Rifondazione, apostrofi Guido Viale con l'epiteto "Viale del disprezzo", riferendosi all'ennesimo intervento di Viale contro i "reduci" di Rifondazione & C. Nel frattempo si sono risvegliate molte vecchie conoscenze della "sinistra radicale", specializzate nell'intrufolarsi nelle liste alla conquista dell'ennesima candidatura e dell'ennesimo seggio (nel quale eventualmente imboscarsi fino alle prossime elezioni). Se qualche esterno ai vari entourage degli "addetti alle elezioni" chiede: scusate, che sta succedendo ? Nessuno risponde. Ferve, sommesso, il lavorio "democratico e di sinistra" per sistemarsi da qualche parte.
SA -24/01/14.

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RATTA CONTINUA
Era parecchio che non andavo a rifocillarmi con le pizzette della Pasticceria Bassano. Ci sono tornato stamattina, accompagnato da una giovane amica.
Finito il pranzetto con la storica millefoglie, mentre il "titolare" armeggiava con la cassa per farmi il solito ridicolo prezzo, dicevo alla mia amica: "Lo vedi questo signore così tranquillo e soave? Da giovane era un rivoluzionario !". Il "cassiere" senza alzare gli occhi, con una qualche solennità e un filo di ironia, conferma: "Ebbene sì, eravamo dei rivoluzionari". Usciti, l'amica mi dice: "Ci ha fatto mangiare quasi gratis, stavate nello stesso gruppo ?" "No, lui stava con Avanguardia Operata". "Avanguardia che?" "Scusa, Operaia. Noi li chiamavamo quelli di Avanguardia Operata e loro ci chiamavano quelli di Ratta Continua".
SA - 20.01.2014

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UNA VECCHIA INTERVISTA A ROLAND BARTHES
Un'intervista di Enrico Filippini a Roland Barthes del 1979...
« I media forse non mordono. Ma creano immagini. Le società avanzate attuali hanno un consumo enorme di immagini e un consumo minimo di credenze. Nelle società islamiche avviene il contrario. Così, le società liberali sono meno fanatiche, ma meno autentiche. Sono dominate da un immaginario generalizzato quale non è mai esistito al mondo… Persino la Chiesa cattolica: l’immaginario è intatto, la credenza…».
 «…Il testo che tu scrivi deve fornirmi la prova che mi desidera. Questa prova esiste: è la scrittura. La scrittura è questo: la scienza dei godimenti del linguaggio, il suo kamasutra (e di questa scienza c’è un solo trattato: la scrittura stessa)…»

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DEMOCRAZIA DI SINTESI
Il partito di Grillo, che ha votato a maggioranza per l’abolizione del reato di clandestinità  (dalle 10 alle 17 di oggi) è composto - come apprendiamo dal suo comunicato - di 80.383 “iscritti certificati” (da chi?), di cui 15.839  che, secondo approssimativi criteri politico - sociologici ( o se vogliamo, di comodo), potrebbero definirsi progressisti, 9.093 reazionari e 46.358 centristi, o se si preferisce, qualunquisti, o invece distratti perché si sono scordati di votare, o perché privi di uno smartphone che gli avesse consentito di farlo. In ogni caso, i non votanti, comunque li si voglia classificare, sono parecchi: rispettivamente il triplo dei progressisti, cinque volte i reazionari e il doppio del totale dei votanti “certificati”. Ilvo Diamanti avrebbe da scervellarsi per qualche settimana, e potrebbe concludere che ci troviamo al cospetto di un singolare prototipo di partito unico, onnicomprensivo, a democrazia di sintesi; una democrazioa trasformata e adattata come un  prodotto della chimica industriale.
Però…Il sistema politico al potere e la sua classe dirigente emanano un tale fetore nauseabondo che queste trovate grillesche ingenerano una certa ilarità. Almeno per ora.
(SA - 13/01/2014)

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LA ''STORIA'' DI TRAVAGLIO
Marco Travaglio, che legge la storia e la politica attraverso i resoconti giudiziari, si rammarica che dalla fiction della Rai dedicata al commissario Calabresi siano scomparsi i suoi assassini. Gli sfugge che, per una sorta di compensazione, l'omicidio di Giuseppe Pinelli, sempre nella stessa fiction, sia rimasto un suicidio o, nella migliore delle ipotesi, una "disgrazia" (avvenuta nella stanza in cui l'anarchico era "interrogato" dal suo "amico" commissario). Sarebbe tempo perso illudersi che Travaglio possa arrivare a capire la differenza che passa tra la criminalità oggetto delle cronache quotidiane della stampa e fatti "criminali" connessi a rivolgimenti sociali e politici.
D'altra parte, nella visione travagliesca del mondo, non è difficile cogliere un limite culturale di base: per il Nostro nobile persecutore di malvagi e corrotti, un atto giudiziario equivale alla verità storica, politica e morale. In funzione del suo retroterra culturale (che non è la ricerca storica, bensì il concetto di "carta canta"), la vita di un anarchico (come quella di un palestinese) vale ben meno di quella di un commissario, se è vero, com'è vero che della sua morte chiede ragione, trascurando e mistificando quella altrettanto violenta e ingiusta dell'anarchico. Il riferimento ai palestinesi è d'obbligo, dal momento che durante l'operazione "Piombo fuso" (il nome è un programma), di fronte all'eccidio di più di mille civili in un solo giorno perpetrato a Gaza dall'esercito israeliano, il nostro coraggioso giustiziere se la rideva, dichiarando che ai palestinesi gli toccava poiché non rispettano le regole. Ha ragione: "carta canta", anarchici e palestinesi non rispettano le regole.
Articolo di Travaglio su Dagospia  - Segue discussione su Facebook.
(SA - 12/01/2014)


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LA BUSSOLA SI E' ROTTA. PER RIPARARLA, ALLA LARGA DALLA 'SINISTRA'.
«DESTRA/SINISTRA 100: [PARTE CONCLUSIVA] LA BUSSOLA SI È ROTTA.
DOVE ANDARE? VERSO UN ANTICAPITALISMO DEL TUTTO ESTRANEO ALLA DICOTOMIA DESTRA/SINISTRA.
Eppure, la soluzione sarebbe a portata di mano: una nuova forza politica radicalmente critica del capitalismo liberista mondializzato, del tutto estranea alla dicotomia Destra/Sinistra. Una forza politica che lasci cadere tutti i progetti di “rifondazione del comunismo” (il pensiero di Marx è ancora vivo, ma il comunismo storico è finito), e che riprenda invece le ispirazioni solidaristiche e comunitarie. In teoria, è l’uovo di Colombo. Ma appunto perché lo è, ci vorranno ancora decenni e decenni, salvo improbabili accelerazioni storiche impreviste, perché si capisca che la bussola è rotta, e sinistra e destra sono soltanto segnali stradali.»
Costanzo Preve, La bussola si è rotta: andare oltre la destra e la sinistra, marzo 2012.
Lapidarie considerazioni...
(SA - 08/01/2014).


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FUGGIRE DAI TALK SHOW
I talk show è meglio evitarli, danno l'illusione di conoscere e partecipare e invece ti inchiodano alla sedia per farti partecipe della marchetta televisiva quotidiana. Ne sai quanto prima e alla fine stai come prima, o peggio. E' la politica in poltrona, come gli sportivi che fanno sport guardando la partita in Tv. Meglio incontrarsi e parlare delle stesse cose con amici e conoscenti e vedere che c'è da capire e, eventualmente, da "fare"...
(SA - 21/12/2013)

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