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L'ECONOMIA DELLA TRUFFA
"C’era un vocabolario privato, ben noto nell’industria, che riguardava questi finanziamenti e i relativi prodotti finanziari: prestiti ai bugiardi, prestiti NINJA (i debitori non avevano reddito, né lavoro, né beni), prestiti al neutrone (prestiti che sarebbero esplosi distruggendo le persone ma lasciando intatti gli edifici), rifiuti tossici (il residuo del processo di cartolarizzazione). Suggerisco che questo riveli che coloro che vendevano questi prodotti sapevano o sospettavano che il loro tipo di lavoro non era onesto neppure per l’un per cento. Pensate a un ristorante dove il personale si riferisce al cibo come a immondizia, melma e liquame."
" ...La corruzione e il collasso dello stato di diritto, nella sfera finanziaria, sono fondamentalmente irreparabili."
"È ovvio che la Grecia non può attuare il programma che le viene richiesto senza far crollare il proprio PIL e accrescendo perciò il suo rapporto debito/PIL. Ma anche se potesse, un qualsiasi evento che colpisse una nazione europea o, quanto a questo, qualsiasi altro paese al mondo, potrebbe far nuovamente precipitare la Grecia indipendentemente da ciò che la Grecia facesse. Dunque non c’è alcuna soluzione in termini di politica nazionale e nessuna soluzione in termini di mercato finanziario."...
"La frode da parte delle imprese non è una cosa nuova; la frode finanziaria non è una cosa nuova. Ciò che qui è stato nuovo sono state la scala e la complessità delle obbligazioni debitorie, garantite da mutui."...
Da "La morte definitiva (e la prossima vita) di Keynes, di James K. Galbraith, preso da Sinistrainrete.
Articolo originale.
(SA - 18/11/2012).

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IL PENSIERO ECONOMICO NEOCLASSICO E' UNA MALEDIZIONE...
Samnir Amin: Il capitalismo entra nella sua fase senile
POSTED BY CAMBIAILMONDO ⋅ 11 NOVEMBRE 2012.
“Il pensiero economico neoclassico è una maledizione per il mondo attuale”. Samir Amin, 81 anni, non è tenero con molti dei suoi colleghi economisti. E lo è ancor meno con la politica dei governi. “Economizzare per ridurre il debito? Menzogne deliberate”; “Regolazione del settore finanziario? Frasi vuote”. Il grande economista ci consegna la sua analisi al bisturi della crisi economica. (16/11/2012).

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PRINCIPI DEBOLI E PATRIMONI FORTI
Le considerazioni sui "principi e i patrimoni" esposti poco prima, producono su FB un nutrito dibattito: c'è l'"ingenuo" che vuol credere a Grillo e a Di Pietro, il "pratico" che parla di cervelli in "fuga permanente" per via della pretesa vacuità di una discussione in cui si discetta sul consenso da dare a un "ex comico" (che non fa più ridere, come dice Adriano Sofri), o a un "ex poliziotto". Ovviamente, il "pratico" di turno, avendo cose più serie da fare, si guarda bene dal prospettare la "sua" soluzione. Probabilmente, delle volte ci tocca essere "ingenui" ed altre volte "in fuga" (esserlo "da sempre" sarebbe un'eroica follia che non è alla portata di tutti, e, sicuramente, non di chi scrive).
           Il nocciolo della questione riguarda la coerenza e la capacità politica del "nuovo" che si affaccia al potere, una coerenza e una saldezza politica fortemente offuscate per via di quei principi traballanti su cui poggia. Confusione, spesso strumentale, come nel caso di Di Pietro, tra legalità ed etica, che coinvolge e travolge tutto il raggruppamento dei "moralisti" da Travaglio a Santoro, a Grillo.
       Un network politico editoriale, con tanto di marchi e di contratti, fondato su di un'ipotesi formalistica (quanto strabica) della "legalità" (per quel che vien fuori dalla difesa d'ufficio di Di Pietro), si appresta alla conquista del potere. Se butteranno a mare, anche solo una parte, della feccia che vi si è abbarbicata non ci dispiacerà. Ma se quei "principi deboli" resteranno tali e quali non è difficile immaginare gli esiti, già visti a proposito della Lega e del movimento dipietrista.
       Ulteriore complicato discorso è quello sulle pretesa democrazia della rete: una sciocchezza, che prescinde dall'analisi e dalla conoscenza del "mezzo", pari a quella che celebra la democrazia del mercato (intesa come capacità di riequilibrio delle forze economiche) o a quella del "pluralismo" del mass media.
(Angkor - 09/11/2012 - 16/11/2012).

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DIMMI QUANTO GUADAGNI E TI DIRO' SE PUOI CAMBIARE IL MONDO

Dal "Pensiero debole" al "Principio debole".... e a un "principio generale": L'incremento del proprio portafogli (successivo all'ingresso in politica) è inversamente proporzionale alla capacità di contribuire al miglioramento della società. Legge storica sfuggita a Marx (ma anche a Weber).

Nichi Vendola piange in diretta dichiarando che gli è stata “restituita la vita e l'innocenza” (col timbro del tribunale di Bari, aggiungiamo noi). Beppe Grillo candida Di Pietro alla presidenza della Repubblica. Marco Travaglio si incarica di prendere le difese dell'ex PM e diventa improvvisamente distratto, disinformato e... misericordioso.... (G.S. - SA - 04/10/2012).

Discussione su FB


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SOTTRAZIONE DI INFORMZIONE
Lucia Annunziata dedica la sua trasmissione del pomeriggio ad un nuovo campione dei nostri tempi, un finanziere rampante, dall'aplomb che sta a metà tra la stitichezza britannica e il "mi consenta" berlusconiano, evitando con cura di porre domande imbarazzanti.

Lucia Annunziata è come il festival di San Remo, la si vede per inorridire.  La mezzora di oggi è la prova lampante di quanto sia importante - determinante -, nell'informazione, quello che non si dice, o meglio, che si decide di non dire. Oggi ha intervistato un campione della finanza, Davide Serra, uno sponsor importante del pupo Renzi. C'è da supporre che l'Annunziata ritenga di avere al seguito un pubblico di deficienti, dal momento che ci ha presentato il personaggio consentendogli di raccontare la sua versione sui fondi di investimento ( più precisamente gli edge funds, che il Nostro ha definito fondi "di protezione"), sul suo gruppo e sui suoi rapporti con Renzi. Punto. Basta digitare su Google il nome di questo novello Capitano coraggioso, magari in associazione con "Corriere della Sera" o con Passera, per capire che la Annunziata almeno una domanda seria ( una sola !) avrebbe potuto fargliela. Senza nemmeno entrare nel merito dei "fondi di protezione". Il  rampante quarantenne...(G.S. -28/10/2012)
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GIOVENTU' BRUCIATA
Una discussione, breve, su FB di ex sessantottini sulla presunta infingardaggine politica delle attuali giovani generazioni... "Un Paese vecchio nell'anima, che non guarda al domani, accontentandosi di navigare a vista; un Paese che, con assoluta noncuranza, trova naturale dissipare le sue migliori energie.
Generazioni che - pur offese quotidianamente...non avvertono l’impulso sacrosanto della ribellione..." "... Eppure, continuo a credere che la "colpa" sia nostra, del nostro scarso rigore, del nostro "sbracamento", di una antica sconfitta che i più abili e capaci hanno trasformato in una occasione di successo personale, che la maggioranza di noi ha subito senza accettarla, sospesi in un eterno limbo tra realtà e "memorie". Forse questo ci impedisce di mandare a quel paese questi giovanotti infingardi..."
(SA - 28/10/2012).


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IL LAMPIONE
OVVERO, PERCHE' LE GRANDI OPERE DELL'ALCALDE DI SALERNO FINISCONO SEMPRE MALE.
Raccontino di 20 righe. (SA - 20/09/2012 - GS)

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SCETATE CARULI' CA L'ARIA E' DOCE

Il “miracolo” della frana del Crescent comincia ad attirare l'attenzione della stampa nazionale e, chi sa, potrebbe anche risvegliare qualche coscienza locale, assopita da tempo immemore. Lo smottamento di piazza della Libertà rischia di incrinare il cliché del sindaco sceriffo, indefesso inauguratore di cantieri, e disvelare il suo vero volto di un Caudillo di paese, di quelli che nei film di Zorro vengono marchiati con la classica Z sul deretano. (SA - 18/09/2012).
(A margine del primo articolo di critica severa sull'operato del sindaco di Salerno apparso sulla stampa nazionale. Il Fatto del 19/09/2012)

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EVASIONE FISCALE
Il mio amico barista, che faceva un ottimo caffè, ha chiuso nel mese di giugno perché pretendeva di pagare l'affitto, fare gli scontrini, pagare tasse e contributi, mantenere una famiglia di cinque persone e fare un buon caffè. Era chiaramente fuori mercato...
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IN MEMORIA DI LILLINO
Domani sarà intitolato a Raffaele Capozzoli il campo sportivo comunale di Aquara. Le cerimonie ufficiali non sono la mia passione, per tante ragioni che qui non è il caso di elencare. Tuttavia, questa volta va fatta un'eccezione e, soprattutto, è giusto approfittarne per raccontare in poche parole chi fosse Raffaele.
Lillino, come lo chiamavamo tutti, era un tipo studioso, bravo a scuola, colto. Non era un "primo della classe": un'etichetta che nessuno di noi avrebbe mai pensato di appiccicargli. Avrebbe tranquillamente potuto aspirare alla carriera universitaria, oppure alla libera professione, ma aveva un "difetto", non era un carrierista, non era un presuntuoso. Non sarebbe mai stato capace di barattare la sua indipendenza, il suo senso di giustizia, di sfruttare le sue doti per imbarcarsi in qualche confraternita politica, sotto la cui protezione mietere onori e far soldi. La breve e brillante carriera di funzionario della Banca D'Italia se l'è guadagnata tutta da solo.
Lillino era anche un "compagno" sincero e coerente. Siccome era più giovane di me ( e ancora più rigido) io lo sfottevo dicendogli che mi sembrava un "piccolo Gramsci". E in effetti, in questa battuta c'era qualcosa di vero. Raffaele proveniva da una famiglia contadina. Fino a metà degli anni '80 (prima che Berlusconi ed i suoi epigoni, di destra e di sinistra, convincessero la gente che non esistono differenze di classe e che tutti, se non diventano ricchi, possono sempre andare ad una trasmissione di Maria De Filippi) le differenze "di classe" si sentivano, specialmente nei piccoli centri del sud, completamente avvolti nella ragnatela clientelare della DC. Essere comunisti, tra gli anni '70/'80, nei piccoli paesi del sud, non era facile e non era di moda. Peggio ancora se le tue origini erano umili. Ecco, al di là delle celebrazioni più o meno di maniera, io vorrei che ci ricordassimo di Lillino come di una persona seria e coerente, che si batteva per la giustizia sociale, rispondendone di persona, e che credeva in quello che diceva.(G.S. - SA-02/06/2012)

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MACAO
Ascoltando Macao – Guido Viale (Il Manifesto)

Cultura e democrazia, su questi due cardini si reggono l’occupazione milanese e quella del teatro Valle a Roma. È qui che si costruisce il futuro e si ricostruisce un ponte tra generazioni che il trentennio craxian-berlusconiano ha separato
La cultura, oppressa da trent’anni di televisione, di marketing e di carrierismo craxiani e berlusconiani torna a prendersi la scena nel modo più impensato: prima con l’occupazione del teatro Valle di Roma e la presa di parola della generazione TQ (i trenta-quarantenni); ora con la forza aggregante di Macao a Milano e, tra le due, e intorno a loro, un’altra decina di occupazioni di cinema, teatri, locali in varie città d’Italia: per “fare cultura”... (SA - 27/05/2012)

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UN PO' DI LOTTA DI CLASSE....QUANDO...
Non se ne può più di questi talk-show d'attualità e di tutti i giornalisti, esperti e politici di destra e di sinistra, sempre gli stessi da anni, che si preoccupano, adesso, di noi poveretti, magari alle prese con Equitalia. E che dicono, da anni, le stesse cose. Ad ognuno di questi discettatori ben pagati dei problemi altrui, direi: Prima di parlare, dimmi quanto guadagni.
(pensiero della notte del 18/05/2012).

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IDEOLOGIA ROZZA ED ESTREMA
A conclusione del convegno in cui sono intervenuti Joseph Stiglitz e Mario Monti, Massimo D'Alema, sentito Stiglitz, esclama «La sinistra c'è ancora». "Il che è certamente vero, almeno alla Columbia university." (Gustavo Piga del Manifesto).
Il resoconto del Manifesto sull'incontro del 02/05/2012 promosso dalla fondazione Italianieuropei;
L'intervento di Stiglitz su Youtube;
Un articolo dell'economista  keynesiano Wynne Godley, scritto l'8 ott. 1992 ( da Keynes Blog dell'11/05/2012) spiega quello che sarebbe accaduto dopo Maastricht (puntualmente verificatosi), e con grande chiarezza evidenzia l'ideologia "rozza ed estrema" che sorregge le idee guida del trattato.
(Sa -14/05/2012).

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UN MILIONE DI POSTI DI LAVORO. UN OBIETTIVO POSSIBILE
Un intervento di Luciano Gallino su Megachip
Sgravi fiscali, investimenti in grandi opere, incentivi alle imprese perché assumano, sono poco o punto efficaci per creare rapidamente occupazione. Occorre che lo stato operi come datore di lavoro di ultima istanza, assumendo direttamente il maggior numero di persone....
(Sa 02/05/2012)

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MANGANELLI EDUCATIVI
A Torino il servizio d'ordine del corteo ufficiale del I° maggio è demandato alla polizia, che, all'occorrenza, distingue, divide, premia o punisce i buoni e i cattivi. Sarà stato il sindaco e il prefetto a dare le opportune istruzioni, il giorno prima ?
I poliziotti danno prova di una collaudata efficienza, con l'uso di tecniche soft di controguerriglia: inseguono gruppi o singoli per dar loro un assaggio del carattere persuasivo (nonché educativo) del manganello. Fa una certa impressione vedere questi tutori dell'ordine correre baldanzosi avanti e indietro, fottendosene anche dei superiori che li tirano per i giacconi gridando di smetterla (sempre che non ripetano anche in pubblico la parte del poliziotto buono e di quello cattivo); puntare ogni tanto qualcuno, inseguirlo ovunque e trascinarlo via, o atterrarlo e sistemarlo per le feste, in mezzo a fotografi, passanti e manifestanti. L'intento sembra quello di dimostrare che sono loro (lo "Stato") i padroni della piazza. Che possono entrare all'interno di qualsiasi corteo, prendere chi vogliono e portarselo, o pestarlo in loco, magari in quattro bardati e armati come sono, dando uno spettacolo oltremodo edificante di quel che sanno e possono fare i servitori dello Sato. I manifestanti sono ridotti al branco atterrito che strepita senza poter aiutare il compagno che viene preso e trascinato via, oppure umiliato, spiaccicato a terra e manganellato. Ma forse, il messaggio principale è un altro: "scordatevi che possiate essere voi, con questi piccoli casini, a cambiare il corso della politica. Non siamo più negli anni '50 o '60…"
Ora, se l'opposizione allo stato di cose presenti sono i cortei guidati da Fassino, col corollario dei guerriglieri della domenica armati di fionde e di finte bandiere, e dei dirigenti della sinistra più o meno comunista che millantano  grandi partecipazioni giovanili alle proprie manifestazioni (hanno problemi di vista?), allora ci aspettano mesi ed anni di governi Monti con annesse manganellate educative…
(G.S. 01/05/2012)


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QUEL CHE A NOCERA SI CHIAMA TRUFFA, A SALERNO SI CHIAMA SVISTA.
Salerno è una città dormiente, popolata di giornalisti, magistrati, professionisti e classe dirigente in generale (ammesso che ne esista una), felice e contenta, che non vuol sapere e vedere, finché ci sono strade pulite e qualcuno che finge di fare i loro interessi urlando improperi e dando la caccia agli extracomunitari. Speriamo che il risveglio non sia traumatico.
Il caso emblematico dell'indagine della Procura di Nocera su Salerno Energia. (G.S - SA - 28/04/2012).

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DAI MAIALINI DI RIFONDAZIONE A THEODOR ADORNO
Su "faccialibro" esce un commento irato contro una o più sezioni di Rifondazione che fa una lotteria in occasione della "Festa del tesseramento", e mette in palio come primo premio un "maialino". Nasce una polemica che dalle soppressate arriva ai massimi sistemi, a Marx, Darwin, Adorno. E, a proposito di Adorno: "Auschwitz inizia ogni volta che qualcuno guarda a un mattatoio e pensa: sono soltanto animali"( G.S. 14/04/2012)

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LA PANTOMIMA DELL'ART. 18
 Se ha ragione Marx a sostenere che il diritto è la cristallizzazione dei rapporti sociali, bisognerebbe meravigliarsi del fatto che una normativa garantista a tutela delle parti socialmente deboli come lo Statuto dei lavoratori, e l'art. 18 in particolare, siano sopravvissuti fino ad oggi, nonostante le sconfitte strategiche subite dal movimento operaio.... (G.S.: SA-23/03/2012).
La bozza del governo (dal Sole 24 ore);
Quel che ne pensa Bersani;
Seguono commenti su F.B.


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PAESANI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI
Magari, tra cinque/dieci anni i contadini dei paesi saranno dei privilegiati. Come gli abitanti di Lampedusa, si sentiranno invasi e asserragliati, e dovranno difendersi dalle orde metropolitane, rimaste senza benzina, senza rifornimenti alimentari, senz'acqua...
In attesa delle prossime catastrofi, chi ha un'origine ed un'infanzia contadina da vantare può attendersi qualcosa di più: un background interiore per la sopravvivenza, e in generale il "proprio paese" come rimedio psicologico alle avversità della vita. Infatti:
 "Un paese vuol dire non essere soli,
sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo,
che anche quando non ci sei resta ad aspettarti".
(Cesare Pavese):
Un bel sito, Felicitàinternalorda - il sentimento dei luoghi, si occupa di queste cose ed ospita interventi e foto di incalliti paesologi. Sottoscritto compreso.
(G.S. - Aquara - 18/03/2012).

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L'INTELLETTUALE ORGANICO DI REPUBBLICA
A proposito di un intervento di Roberto Saviano su Repubblica del 28/02/12, che commenta un saggio di recente pubblicazione su Gramsci e Turati.
Saviano è diventato l' "intellettuale organico di De Benedetti". Se avesse un po' più di cultura politica saprebbe che il "ricettario" di Turati proviene direttamente da una frase famosa di Marx....e non userebbe questo riferimento per contrapporre Turati a Gramsci. Saprebbe anche ( ma non lo sa ) che Gramsci ha dato un contributo fondamentale al pensiero politico e filosofico, "all'altezza di Marx", nonostante un decennio di carcere e la brevità della sua vita.
Saviano fa delle operazioni politiche nello stile della "sinistra d'opinione" legata a Repubblica e al PD, in linea con l'obiettivo di "sfrondare gli estremi". Anche descrivere Gramsci come il capo di un partito totalitario, incline alla violenza, può servire allo scopo...Ma anche a Saviano, che, dopo le esternazioni a favore della politica Israeliana e questa riduzione di Gramsci a un piccolo Stalin, avrà tutte le necessarie credenziali per sedere alla tavola rotonda del Cavalier Carlo De Benedetti.
Sul blog della Fondazione Nenni ho trovato una critica più seria di Giuseppe Tamburrano al saggio di questo Orsini, che mi pare si muova (Orsini) sulla stessa linea di Saviano... (G.S. 29/02/2012).

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L'EPOCA DELLE RIVOLTE BORGHESI
"La possibilità di privatizzare l’intelletto generale non era stata prevista da Marx nei suoi scritti sul capitalismo (soprattutto perché ne aveva trascurato la dimensione sociale). Eppure è proprio questo il nocciolo delle dispute odierne sulla proprietà intellettuale: mano a mano che nel capitalismo postindustriale il ruolo dell’intelletto generale – basato sul sapere collettivo e la cooperazione sociale – continua a crescere, la ricchezza si accumula in modo del tutto sproporzionato rispetto al lavoro speso per la sua produzione. Il risultato non è, come sembrava aspettarsi Marx, l’autodissoluzione del capitalismo, ma la graduale trasformazione del profitto generato dallo sfruttamento del lavoro in una rendita ottenuta grazie alla privatizzazione della conoscenza." di Slavoj Žižek da Internazionale, 937, 24 febbraio 2012.
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L'art. 18: IL TOMEM ABBATTUTO.
26/02/2012.
     
L'art. 18 è bello che andato. Ieri sera, nel ramo cadetto del parlamento televisivo, quello di Fazio (spettando a Vespa la Primogenitura), il segretario del PD Bersani ha detto, più o meno: ma sì, se uno deve aspettare sei anni per il reintegro, rivediamo il risarcimento...l'art. 18 non si tocca sulle discriminazioni...". La dichiarazione integrale è riportata alla fine. Abbiamo capito. O meglio, uno che maneggia questi linguaggi, ed è sufficientemente smaliziato (magari per istinto di sopravvivenza, più che per pregiudizio), ha motivi validi per ritenere di aver capito l'antifona.
       L'art. 18 non disciplina il licenziamento discriminatorio, che è invece dichiarato nullo da una legge ben più antica, l'art. 4 della l. 604 del 1966 (governo Moro ter). A leggerlo, per semplicità e nettezza, si direbbe che è una norma civilissima, che difficilmente l'attuale parlamento, infiltrato da delinquenti e xenofobi, sarebbe capace di produrre: “Il licenziamento determinato da ragioni di credo politico o fede religiosa, dall’appartenenza a un sindacato e dalla partecipazione ad attività sindacale è nullo, indipendentemente dalla motivazione adottata”. Poi, lo Statuto dei lavoratori con l'art. 15 (approvato nel maggio del 1970, Presidente del Consiglio niente meno che Mariano Rumor e ministro del lavoro Donat Cattin (tutt'e due democristiani doc), ne ha esteso l'applicazione con riferimento alla "discriminazione politica, religiosa, razziale, di lingua e di sesso”. In aggiunta, sempre l'art. 15 richiama per la parte sanzionatoria l'art. 18, estendendone l'applicabilità (dell'art. 18) anche alle imprese con organico inferiore ai 16 dipendenti. Lo stesso regime giuridico, con aggangi dottrinari diversi è applicato per il licenziamento delle donne in maternità.
     Ora, caro Bersani, che c'entra il licenziamento discriminatorio con l'art. 18? Niente. O meglio, può entrarci soltanto se si vuol dire che il "reintegro" (espressione orrida) sarà riservato ai licenziati per motivi  discriminatori (art. 4 L.604/66 e art. 15 Statuto) e reso inefficace per gli altri possibili motivi. Così, se qualcuno viene licenziato con una qualsiasi accusa di violazione contrattuale ( anche fumare in azienda può essere causa di licenziamento), deve andarsene in ogni caso, ed eventualmente essere risarcito con qualche mensilità, anche se l'accusa si rivelasse, nel corso di un contenzioso, completamente falsa. Si capisce ( e si sa) che nemmeno il più scemo dei datori di lavoro ha licenziato o licenzierà mai un operaio dichiarando che il motivo del licenziamento ha carattere politico, religioso, razziale.... Ci sarebbe ancora molto altro da dire, ma è una bella giornata e quindi me ne esco all'aria aperta...(26/02/2012-G.S.)

P.S.: L'esatta dichiarazione di Bersani riportata dalla stampa( Adnkronos) è la seguente:  "la Cgil non si alzera' dal tavolo perche' se fallisce quel tavolo si alzeranno tutti". Secondo Bersani "il problema e' la coesione. Se quel tavolo sbroglia il tema della precarieta' trova una soluzione per gli ammortizzatori fatto salvo il principio cardine dell'articolo 18 che deve rimanere come articolo 18 della non discriminazione, l'applicazione di questo principio si puo' anche aggiustare".


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ARTE E POLITICA
"PER OGNI POLITICANTE CHE GERMOGLIA CI SARA' UN ARTISTA DI MENO".

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VECCHIO MARX
Le differenze non sono poche, a cominciare dai modi di produzione, alla massa finanziaria oggi circolante, alla composizione di classe, alle tecniche e alle dinamiche immensamente cambiate, però lo schema generale sembra resistere.
Da "Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850".
"Dopo la rivoluzione di luglio il banchiere liberale Laffitte, accompagnando il suo compare, il duca di Orléans, in trionfo all'Hôtel de Ville [1], lasciava cadere queste parole: "D'ora innanzi regneranno i banchieri". Laffitte aveva tradito il segreto della rivoluzione."
"Il disagio finanziario rese sin dall'inzio la monarchia di luglio dipendente dalla grande borghesia, e la sua dipendenza dalla grande borghesia fu la sorgente inesauribile di un crescente disagio finanziario. Impossibile subordinare l'amministrazione dello Stato all'interesse della produzione nazionale senza ristabilire l'equilibrio nel bilancio, l'equilibrio tra le uscite e le entrate dello Stato. E come stabilire questo equilibrio senza limitare le spese dello Stato, cioè senza vulnerare gli interessi che erano altrettanti sostegni del sistema dominante, e senza riordinare la ripartizione delle imposte, cioè senza rigettare una parte notevole del peso delle imposte sulle spalle della grande borghesia stessa?"
"Il disavanzo dello Stato era infatti il vero e proprio oggetto della sua speculazione e la fonte principale del suo arricchimento. Ogni anno un nuovo disavanzo. Dopo quattro o cinque anni un nuovo prestito offriva all'aristocrazia finanziaria una nuova occasione di truffare lo Stato che, mantenuto artificiosamente sull'orlo della bancarotta, era costretto a contrattare coi banchieri alle condizioni più sfavorevoli.
" (SA - 20/01/12).
"

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I 'MOTI' DI SICILIA
"...pare abbastanza chiaro che a guidare i rivoltosi siciliani sia sostanzialmente la destra berlusconiana, che magari prepara la sua alternativa alla "crisi epocale" di cui parla Giovanni. Ai tempi dei "boia chi molla" (rivolta di Reggio Calabria del '70, i "proletari" di Reggio erano inferociti, come quelli di Battipaglia) ed avevano ragione, più o meno come adesso. E, infatti, militanti e dirigenti dell'estrema sinistra andarono almeno a vedere... "(DISCUSSIONE SU FACEBOOK DEL 18/01/2012)

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DEMOCRAZIE COSTOSE
Martin Sheen, attore, protagonista, oltre Brando, di Apocalypse Now, nord americano di padre spagnolo e madre irlandese, dichiara in un'intervista televisiva, riferendosi agli Stati Uniti: "Abbiamo la migliore democrazia che si poteva comprare". (16/01/2012)

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FOTOSINTESI
Ristoranti di paese.
Verso mezzanotte, all'uscita del ristorante del paese (condotto da un oste poliedrico, sotto la cinquantina ma sopra il quintale, già allevatore di cavalli e di bovini, ex barista, e incallito motociclista), ci troviamo di fronte alle luci di Castel San Lorenzo. Una miriade di lumicini che vanno dal bluastro delle illuminazioni periferiche al giallognolo del centro storico. Una vasta distesa di puntini lucenti che disegnano le strade, danno luce a porzioni di case, si diramano e si allungano nella campagna più scura e lontana. Il paese è oltre la vallata, sulla collina antistante; sembra galleggiare nel buio. Noi gli stiamo difronte, in un una notte tiepida, nonostante sia il primo di gennaio, come dinanzi a una visione, o come al cospetto di un immenso presepe notturno.
"Guarda che spreco", dice Luciano. "ci sono centinaia di lampioni che fanno luce agli alberi".
"Ma nemmeno li puoi togliere", gli ribatto col tono del difensore dei deboli, o delle cause perse (che fa lo stesso). Insisto:"All'improvviso... Metti tutti quegli alberi abituati a stare illuminati tutta la notte, che si ritrovano nel buio pesto..."
" E sì, si interrompe la fotosintesi !"
"E che ne sai....una fotosintesi al neon..."
"Ma va..."
(Aquara, G.S. - 03/01/2012).

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GRANDI FIRME
All'ora di pranzo va in onda la mezzora di Lucia Annunziata. La grande giornalista, con piglio anglosassone, interrogherebbe il potente di turno con l'esplicito intento di snidarlo e di costringerlo a dire, se non tutta, qualche brandello di verità. Oggi è stata la volta di Giulio Tremonti. Lo stesso il cui studio di fiscalisti consigliava Unicredit ad eludere il fisco per milioni di euro, mentre il Ministro dell'economia, cofondatore dello Studio, era dedito, anima e corpo, al contrasto dell'evasione... Lo stesso che pagava - sottopagava - a nero l'affitto di un lussuoso appartamento al centro di Roma, fornitogli da un suo sottoposto ministeriale; lo stesso che porta la massima responsabilità politica della sfascio finanziario in cui versa il Paese. Tuttavia, Tremonti e l'Annunziata avevano ben altro di cui parlare. In pratica, di niente, per quello che un comune mortale poteva capire di una chiacchierata tra vecchi amici, che spesso e volentieri alludevano e andavano per perifrasi. Ho sentito nostalgia di Porta a porta. L'ex ministro con la sua aria di perfida checca ha sorvolato disinvolto su ogni minimo riferimento alle sue responsabilità di ministro, mentre le sue fregnacce venivano accolte dall'Annunziata con balzi di trepidazione. Si è ricandidato a guida politica della Lega. E questo per la Annunziata sarà lo scoop della settimana. Ha negato i dissensi con l'ex alleato: dissapori con Berlusconi e col Pdl? Quando mai! Strascichi delle vicenda Milanese ( che la Annunziata si è ben guardata dal nominare) ? Ma di che si parla ! La manovra finanziaria di Monti? Troppe tasse. Ma la Annunziata non gli ha chiesto lui cosa abbia fatto e che cosa avrebbe fatto. E poi, qualche domanda specifica, cui Tremonti, specialista dell'elusione, non ha risposto. Per fortuna l'intervista è finita e i due si sono salutati con grande affetto e reciproca gratitudine. Tremonti ha usato la Annunziata per lanciare i suoi messaggi in codice a soci ed ex soci, la grande giornalista si è guadagnata un'altra giornata al  servizio - anglosassone - dei "poteri marci". ( SA - 18/12/2011).

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L'ANNO DEI FANTASTICI QUATTRO
"Amazon, Apple, Facebook e Google non conoscono confini...nei prossimi anni ciascuno di loro colonizzerà, digitalizzerà e rivoluzionerà ogni aspetto della vostra vita, e da ogni piccola transazione guadagnerà qualcosa...Per Amazon, Apple, Facebook e Google i dati sono l’equivalente del latte materno....
L'ANNO DEI FANTASTICI QUATTRO  (DI Farhad Manjoo, DA INTERNAZIONALE DEL 25/11/2011).

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UN SUICIDIO SIMBOLICO
Lucio Magri, un vecchio leader della sinistra, contestato negli anni '70 dai militanti "duri e puri", per la sua aria di play boy un pò vanitoso, decide di morire in una clinica svizzera, solo e distante da una storia che ci sembrava comune. (SA - 30/11/2011).
Segue qualche battuta su Facebook.

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