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MORIREMO DEMOCRISTIANI
Varato un accademico monocolore democristiano. Dicono che più di un Consiglio dei ministri sia un Consiglio di facoltà o, forse meglio, un consiglio di amministrazione. Gli accademici fino ad ora non hanno reso grandi servigi al Paese. Tuttavia, vedersi rappresentati da attempati professori e qualche massiccia signora è almeno più riposante, rispetto al trauma quotidiano che un branco di pagliacci fascistoidi ci imponeva quotidianamente, da una ventina d'anni. Moriremo democristiani.
. (SA - 16-18/11/2011). 19/03/2012. Alla luce del "senno di poi" sembra che non ci sarà nemmeno concessa la chance ecumenica: prima da raggiungere la pace democristiana, moriremo di fame....

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DELLA VILTA' DEI POTENTI
Il duca di Blangis, uno degli aguzzini delle “Centoventi giornate” di De Sade, “si sarebbe fatto spaventare da un bambino un po’ deciso e quando non aveva in pugno la situazione e non poteva ricorrere all’astuzia e al tradimento diventava timido e vile”. ...
(Dal Blog di Massimo Fini sul Fatto) - 16/11/2011.

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DA SALO' ALLA ''LIBERAZIONE''.
Sulla Rete vedo una nutrita schiera di "saputi di sinistra" che guardano con disprezzo le folle festanti per la dipartita del Banana. Gli stolti festaioli non capirebbero che i suoi successori vengono per farci la festa, magari usando un pò (si fa per dire) di vaselina. E' vero; ed è evidente che la stragrande maggioranza degli effimeri gaudenti lo sa benissimo. Quel che già sfugge agli spartani censori del popolo festante è che Berlusconi non ci ha fatto certo le coccole negli ultimi vent'anni. Perciò, ci sia concesso, a noi anime semplici, qualche minuto di allegria. Bastasse, a renderci allegri per un pò soltanto la faccia contratta e funerea del Cavaliere (che nel "suo" superiore interesse deve mollare la presa, almeno per ora). Ai claustrali custodi dell'ortodossia la pensosa compostezza che conferisce loro un certo che di mortifero immobilismo ... e il 2% delle urne, che si meritano perché non capiscono mai una mazza di quel che succede. Ed anche perché, "babbi" come sono, daranno il solito contributo alla destra, dicendo che era meglio Berlusconi. Come se non fosse il banana a fare (e votare) "le riforme", nascosto dietro il governo dei "tecnici"...  (SA -13/11/2011)

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IL TRUMAN SHOW CHE CI APPAGA
Mentre l'Italia precipita alla velocità della luce nel "baratro" evocato dalla presidentessa di Confindustria, va in onda giorno e notte la rappresentazione del Truman Show italiano. Il melodramma per gli acculturati benestanti e la sinistra compassionevole, la farsa per l'esercito sguaiato dei furbi. La tragedia è riservata ai poveracci e alle persone serie che non vanno in televisione e che non saranno risarciti dalle interviste di Santoro ai disoccupati di turno, i quali,  nei sei minuti loro assegnati, chiedono da qualche decennio la grazia di poter lavorare, e che tuttavia vedono ingrossarsi il loro esercito di nullatenenti ( e nulla facenti)  ad ogni nuova intervista. Un grosso sollievo sarebbe quello di sentire una volta tanto qualcuno che dicesse ai padroni del vapore: voglio campare e decentemente, vedete voi come fare.... ( G.S. SA-10/11/2011)
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MANIFESTAZIONE DEL 15 OTTOBRE: ALMENO PASOLINI SARA' CONTENTO.
Dall'aldilà Pasolini sarà contento. Nei corsi e ricorsi, anche quelli a corto raggio, dove le onde della storia si susseguono nell'arco del mezzo secolo, può succedere che i manifestanti invece di scontrarsi con la polizia, cambino orientamento e finiscano per invocarne l'intervento...
...I balck bloc non sono che la faccia speculare di un movimento organizzativamente (politicamente) inetto: militarismo impolitico contro politica che disprezza l'organizzazione, uso demenziale (o provocatorio) della violenza da un lato e dall'altro movimenti che s'illudono di marciare contro lo Stato e la finanza internazionale sotto la protezione dello Stato e di...Repubblica.
(G.S. - 16/10/2011).

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"MEGLIO CA STA DEPRESS' "(Meglio che depressi). Gli studenti in piazza.
Dopa la tristezza per la morte di Steve Jobs, premio inatteso alle dieci del mattino: il Corso principale di Salerno è invaso da studenti delle medie, incazzatissimi e felici. Erano anni che non vedevo scene tanto deliziose. Ragazzine in prima fila col sinbolo dell'anarchia dipinta sulla faccia, e tanti altri che si adoperano in una sorta di servizio d'ordine fai da te. Nelle frasi concitate che si scambiano si sentono i dialetti dei paesi della provincia. Un ragazzetto s'è scritto su di un foglio la frase "Meglio ca sta depress" e la agita dopo essere salito sulle spalle di un compagno.
Sintomatica la posizione dei Tutori dell'ordine: al massimo una decina di poliziotti osservano sornioni, stesso numero di vigili sparpagliati. Un ragazzo saluta un signore distinto ai margini del corteo, chiamandolo: Ispettore!. E l' "ispettore", di rimando: "Ciao guagliò".
Si direbbe che anche le "forze dell'ordine" aspettino che qualcuno dia la spallata finale per ammazzare il Porco. Meglio farlo fare alla Piazza, è il pensiero dei Machiavelli del Palazzo. E la polizia...intuisce.
C'è da sperare che non vincano i più cinici, di quelli che paventano (desiderandolo) che "ci scappi il morto", affinché i conti si possano regolare (tra loro) presto e bene.
 (SA -07/10/11).

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LA MORTE DI STEVE JOBS
Caro Steve, quanto mi sei costato? Ma mi hai fatto divertire !
Il suo discorso agli studenti di Stanford.

I Pirati di Silicon Valley ( Visto dopo averlo postato, ma si tratta di un film di gossip che non affronta minimamente il senso delle innovazioni introdotte dal "pirata" Jobs, la valenza economica, sociale e culturale dell'uso di massa del PC, dei sistemi operativi, delle interfacce....).

La parodia dei Simpson di quello che la Apple sta diventando.

Su iTunes e la musica compressa.

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LEZIONI DI MORALE
«Le diverse morali»
« Eravamo convinti che la morale fosse una costante severa che non guarda in faccia a nessuno e non fa sconti.
Abbiamo imparato invece che essa è una variabile che va applicata a seconda dei casi.
Ce lo ha insegnato la vicenda del deputato PDL Milanese che, graziato dalla Camera, ha evitato di finire a Poggiorreale a fare compagnia al suo collega Papa. Due storie uguali... due morali diverse, che confermano una consuetudine ormai consolidatasi nel nostro Parlamento, la consuetudine all’incoerenza....Ci riesce difficile pensare che essi facciano così poco onore al loro titolo di Onorevoli da lasciarsi guidare, in una decisione che riguarda la sorte di un uomo, da motivi di bottega invece che da motivi dettati dalla loro coscienza...E’ credibile un Presidente del Consiglio che è ridotto ad annaspare elemosinando la stampella dall’On. Scilipoti, pur provenendo dalla più ampia maggioranza mai realizzata nella storia parlamentare italiana, pur avendo avuto la possibilità di realizzare quella famosa rivoluzione liberale per la quale era stato votato, e che ha sperperato tutto mostrando il suo vero volto di magliaro che ha ingannato un popolo
....»
Chi scrive ? Sergio Romano in uno dei suoi compassati editoriali sul Corriere, o l'Elefantino in un momento di resipiscenza nei  confronti del Cavaliere? Macché. A scrivere è Nino Mandalà, detto l'avvocato, appena uscito dal carcere per decorrenza dei termini, con una condanna ad otto anni di reclusione, individuato come Capo mafia di Villabate.
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DELLA MORTE (NON RECENTE) DELLA SINISTRA
«Ha scritto il 24-4-2003 il direttore del Manifesto Luigi Pintor: “La sinistra italiana che conosciamo è morta. Non lo ammettiamo perché si aprirebbe un vuoto che la vita politica quotidiana non ammette”.
Non si poteva dire meglio. Non c’è praticamente niente da aggiungere».
Un'intervento di Costanzo Preve in polemica (moderata) con Domenico Losurdo.
(SA, 15/09/11).
Link di riferimento:
http://www.comunitarismo.it/

http://www.comunismoecomunita.org/

Postilla: L'analisi di Preve mi sembra esatta. Ciò non comporta un'adesione alle sue tesi in generale.

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ERRI DEL LUCA - ALFONSO MENNA - ALFONSO GATTO...
Stasera, a Salerno, Erri de Luca ha parlato di poesia, di scrittura e di vita. Ci ha spiegato che la poesia è una forma speciale di "attrazione celeste", è l'unica forza misteriosa e potente in grado di sollevare l'uomo verso il cielo… Ha ripetuto con convinzione, di non considerarsi un poeta, e di essere uno scrittore di storie che vuole sempre trovare le parole appropriate… Ha raccontato dei poeti salvati dai partigiani durante la repressione tedesca in Polonia, per il solo fatto di essere poeti, indispensabili per poter resistere in tempi di disperazione e di morte. In apperenza, l'Erri De Luca di stasera è un uomo radicalmente trasformato, un altro uomo, irriconoscibile, rispetto al giovane dirigente di quarant'anni fa, responsabile nazionale del servizio d'ordine di Lotta Continua: una struttura para militare, tanto per dire le cose com'erano, molto più estesa e radicata sul territorio nazionale rispetto agli altri gruppi della sinistra extraparlamentare, molto più "leninista" che "spontaneista" (almeno sotto il profilo del cosiddetto "uso della forza"),  capace, all'occorrenza, di sostenere l'urto dei più agguerriti reparti di polizia e carabinieri. Era molto improbabile che, con quei servizi d'ordine schierati, qualcuno finisse isolato sotto i manganelli e gli scarponi dei poliziotti. Ovviamente, si parla di scontri fisici (spintoni, cazzotti, bastoni, manganelli...e i calci dei fucili, se c'erano i Baschi neri dei CC).
Ma, ritornando alla poesia, il racconto di Erri mi ha fatto tornare in mente un episodio che attiene al "sacro" rispetto che dovrebbe essere dovuto ai poeti. Il contesto è molto più leggero e aderente ad un clima partenopeo. Alfonso Gatto, che non era propriamente un bacia pile, fu fermato da solerti tutori dell'ordine e portato via a forza perché s'era messo a suonare il clacson all'impazzata davanti ad una processione che, il giorno del Corpus Domini, bloccava il centro di Salerno e gli impediva di arrivare alla stazione, dove avrebbe dovuto prendere un treno diretto a Milano.
L'allora sindaco di Salerno, Alfonso Menna (un democristiano dalla testa ai piedi e pur tuttavia da molti compianto), si precipitò in Questura, non appena saputa la notizia, per liberare l'improvvisato disturbatore di processioni. Si dice che, entrando in quegli uffici un po tetri che, pure a Salerno, riuscivano a trasmettere un'idea piuttosto inquietante del potere dello Stato,  Menna, rivolto ai poliziotti, avesse gridato: Ma, avete arrestato Alfonso Gatto. Quello è un poeta!". Il "Poeta" fu liberato di lì a poco, ma perse il treno.
(  G.S. - 09/07/2011).


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PERIPEZIE LIBRARIE (ovvero, Sofri dove lo metto ?)
...Rimettere a posto una libreria riserva sofferenze, fatiche, starnuti micidiali a causa della polvere, ma anche imprevedibili gioie. Ho ritrovato Gunder Franck (che aveva idee molto chiare su Marx e Weber), ho ritrovato un testo di Paul Virilio. Sono contento, e smetto di prendermela con Salerno e i salernitani. Ho modificato il titolo originario del pezzo (LA GRANDE SALERNO - quinquies)... Certo, continuo a leggere saggi invece di poesie... Però, sento molta musica...(31/07/11)
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LA MIA GENOVA
Da Franchino's Way
(SA, 20/06/11)

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ECONOMIE DI FRONTIERA (O DELLE PORSCHE CAYENNE)
Alle undici del mattino di domenica 3 luglio fa un caldo afoso, insopportabile, incattivito da una luce abbagliante che fa male agli occhi. Sono a Battipaglia, in cerca di un supermercato. Non c'è cittadina della Campania più amorfa e più singolare di Battipaglia. Senza forma, appunto. Ma pure una strana comunità che, impregnata di un miscuglio di cultura agraria e industriale ( Battipaglia è una realtà produttiva nei settori primari ben più solida di Salerno), sembra voler resistere disperatamente all'avanzata del cosiddetto progresso. Le corpose adunate patriarcali che qualche domenica si incontrano in ristorante, oppure la pagana e contadina festa della Madonna della Speranza, le facce squadrate impastate di terra e sole di certi contadini, le ragazzotte straripanti da vestiti fuori moda parlano di un mondo legato alla terra e al lavoro fisico che, se pure inconsapevolmente, resiste al ferreo principio dell'omologazione, o che, in qualche modo, cerca di ricondurlo ad una propria visione originale e primitiva.
Tra un bar e un tabaccaio, alla fine di Via del Centenario, in direzione Salerno, vedo parcheggiate l'una dietro l'altra, all'interno di un incrocio, due Ferrari, una rossa ed una grigio chiaro. Sopraggiunge una Porsche Cayenne guidata da una signora di mezza età con meches vistose e occhiali coi brillantini; vorrebbe, ma non riesce a parcheggiare. La strada è ingombra di macchine ferme. Strana concentrazione di ricchezza nella periferia di una cittadina di periferia... della periferia della periferia. Un piccolo centro del Sud che non brilla per opulenza. Immagino le possibili spiegazioni, ma non mi va di indagare.
E' passato un quarto d'ora, ho raggiunto il supermercato e sono già alla cassa. Davanti a me due giovani di fisionomia slava, con l'aspetto e i vestiti scoloriti dei tanti extracomunitari che, qui a Battipaglia, sparpagliati nella Piana o impiegati nell'edilizia a 20/25 € netti al giorno, alimentano l'economia delle Porsche Cayenne.  Si accingono a pagare: sul banco hanno depositato una specie di grosso formaggio, un bottiglione di vino rosso di quelli che costano un euro al litro, un melone giallo e due bottiglie di un De Conciliis dal prezzo abbordabile. La commessa, arrivata al vino pregiato, senza degnare di uno sguardo i due giovanotti, con tono impersonale, e l'aria di chi sa (da prima o da sempre), comunica: "le due bottiglie costano 15 € l'una, le tolgo?". I due ragazzi rovistano rapidamente (o fingono di farlo) in un portafogli comune che sembra particolarmente vuoto e rispondono all'unisono, "Sì". Per la verità, sembrerebbe che abbiano obbedito ad un ordine, piuttosto che aver fatto un calcolo economico. Si direbbe che, al cospetto di quella commessa così  sicura delle cose del mondo, abbiano realizzato, in una frazione di secondo, che, a prescindere dalle contingenti disponibilità, un Fiano dei De Conciliis (per quanto a buon mercato) fosse un lusso che a loro non competeva.
(G.S. 04/07/2011)
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SUDDITI - COMPLICI
«... Una collettiva irresponsabilità verso il giardino – la Terra – che abbiamo avuto misteriosamente in dono... So che molti avranno da obiettare a questa constatazione, ma se non si parte da qui, dal rapporto di complicità che si è creato tra governanti e governati in questo paese nel corso dell’ultimo ventennio, poco cambierà.» Goffredo Fofi dal Mattino dell'1/07/11.

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IL MURATORE DI RAITO E I VINCITORI ''A LORO INSAPUTA''.
A Raito si vota in una scuola un pò scalcinata, cui non manca, tuttavia, la vista della "Divina" costiera. Davanti al seggio papà muratore e bambina capricciosa che invoca la madre: «arriva,arriva», dice il padre, « falla votare...». La signora un pò pensierosa esce dal seggio, saluta il poliziotto, prende per mano la figlia, «iamm'a cucinà ch'è tardi». E se ne vanno, signora con bambina, papà un pò dietro, dignitosi e tranquilli.
Secondo me ce la facciamo.
(G.S.13/06/11)

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CHURCHILL E IL BARBIERE PASQUALE ESPOSITO
Indro Montanelli alle prese con Winston Churchill e il barbiere londinese Pasquale Esposito. 
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ALIBI PERSUASIVI E BAGAGLI IMMAGINARI
Con astio e senza più rimpianti mettevo insieme da mesi il bagaglio simbolico alla volta di Berlino o di Amsterdam, oppure, all'opposto, di Trinidad.
Ma questa domenica sulla spiaggia pietrosa di un piccolo paese del Cilento ho riconosciuto il profumo del Mediterraneo, ho risentito lo sciabordio malinconico e indolente del mare. Ho visto le ragazze del posto, arrese al sole di maggio. (29/05/11)


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IL FASCINO DISCRETO DELLA BORGHESIA
Le amministrative di Milano sono il paradigma della condizione della sinistra.
Due brevi interviste al candidato sindaco e a Milly Moratti, alleata di Pisapia, racchiudono il senso ( meglio, il non senso o il senso grottesco) della sinistra nelle sue varie rappresentazioni.
Giuliano Pisapia, figlio di uno dei più brillanti penalisti italiani del '900....
( B.S. - SA - 13/05/11). Con aggiunta postuma di dichiarazione di voto.

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SANTI E DEMONI
Nella folta e altolocata assemblea che in San Pietro acclama la santificazione di Wojtyla manca il cardinale Casimir Marcinkus, ben noto a molti dei potenti che partecipano all'oceanico raduno. Avrebbe fatto la sua figura al fianco di Lech Walesa o di qualche ministro sud americano. Supponiamo ( e speriamo ) che, se Dio esiste, il cardinal Marcinkus soggiorni all'Inferno. ( 1° maggio 2011).

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BORGHERSIA TAPINA
La grande stampa "democratica" sui temi cruciali, quali il rapporto con i popoli dell'Africa, il razzismo, le strategie di convivenza, concede alla destra uno spazio strategico, tra omissioni, travisamenti più o meno evidenti, richiami alle armi in difesa dell'Occidente. Ci si chiede se questi temi, in assenza di una visione e di una proposta alternativa, unifichino anziché dividere  il governo leghista e la borghesia "democratica", quanto meno nel senso di lasciare il lavoro sporco ai Maroni, ai Bossi ed ai Berlusconi. A sentire Ezio Mauro che commenta l'uccisione di Vittorio Arrigoni, col tono distaccato di un notaio di Cuneo (piuttosto che con l'aplomb di un lord inglese) sembrerebbe proprio così (G.S. 16/04/11).

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GUERRE UMANITARIE PER UNA SOLA PERSONA
Ci sono vari tipi di "guerre umanitarie". Quelli che incappano in un brutto tumore vengono bombardati, anch'essi, con medicine micidiali che, sulla base di un mero calcolo statistico, dovrebbero o potrebbero salvarli. Anche loro subiscono un sorta di guerra con insopportabili danni collaterali, in bilico tra il prevalere dei danni, o dello scopo "umanitario". Vedere una persona giovane, che ami e con la quale scherzavi fino a qualche giorno prima, schiacciata nel letto dell'ospedale, che ti saluta con un filo di voce e con lo sguardo di un cerbiatto ferito (forse a morte), da l'idea di quanto l'uomo del ventunesimo secolo, senza saperlo, sia ignorante, stupido e impotente. (SA - 04/04/11).
P.S. Queste banali, inutili considerazioni erano dedicate a Barbara, che purtroppo non è sopravvissuta al male e alle micidiali medicine con cui si tentava di salvarla (09/2011).


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IL NOBEL PER LA PACE AGLI ABITANTI DI LAMPEDUSA
IL NOBEL PER LA PACE AGLI ABITANTI DI LAMPEDUSA PER LA COMPRENSIONE TRA I POPOLI E CONTRO IL RAZZISMO
L'esempio che continuano a dare gli abitanti di Lampedusa,  nonostante le difficoltà praticamente insormontabili difronte alle quali sono posti i suoi abitanti, per incuria, irresponsabilità o calcolo politico dei governanti, merita il più ampio riconoscimento. (SA - 28/03/11).
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GIORNALISTI PUPAZZETTI DEL POTERE
Goffredo Fofi spiega perché le grandi firme del giornalismo, a cominciare da quelli targati di sinistra, hanno distrutto il concetto di "opinione pubblica", sostituendosi ad essa. Dall'Unità del 30/12/2010.

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SARKO' E I MANICOMI GIUDIZIARI
Si può assistere con rassegnazione all'indagine di Corrado Iacona sulla corruzione imperante ai livelli più bassi della società; con un pò di buona volontà ( e magari con un pò di schifo) si può ridere di Sarkozi che, sotto elezioni, parte avanti a tutti per la guerra, fingendo di non sapere che  non reggerebbe nemmeno una settimana a controllare un territorio tre volte la Francia, se non avesse dietro gli americani; oppure, sentire una certa pena per l'ossequioso provincialismo di quei giornalisti che ci intrattengono trepidi dalle 4 di oggi pomeriggio sulla missione degli otto Tornado Italiani, partiti non si sa per cosa e finalmente tornati, sani e salvi.
Ma le immagini degli uomini rinchiusi nei manicomi giudiziari, ridotti a larve, eppure consapevoli della loro insopportabile condizione di prigionieri dichiarati "folli"per legge, povere vittime di una macchina effettivamente folle, concepita per vendicarsi dei deboli, sono una vergogna così profonda e imperdonabile che ti fanno spegnere e maledire la televisione, non sapendo che altro fare. (G.S. SA - 21/03/11, ore 0,26)

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EBOLI (SA) 13 febbraio manifestazione delle donne.
Manifestazione delle donne ad Eboli. La piazza, che in effetti è un grande giardino pubblico, è piena di dazebao con scritte e foto che descrivono adeguatamente il Cavaliere e i suoi lacchè . Un buon lavoro. Molti curiosi leggono. La maggioranza dei presenti è irrimediabilmente di genere maschile: "Ma perché la domenica da queste parti le donne vanno a messa e poi cucinano", dichiara, serio, un amico del posto. Verso mezzogiorno la cosa comincia a trascinarsi. Il microfono acceso rimane senza oratori. Per fortuna c'è il senatore locale, Cardiello, fresco subentrato ad un collega nelle file del PDL, che ha pensato bene di noleggiare un piccolo aereo con scritta a rimorchio: "SILVIO NON MOLLARE - Franco Cardiello". L'aeroplanino fa tre o quattro giri sulla piazza. Qualche manifestante, (combattente e...) reduce di antichi servizi d'ordine, invoca la contraerea. Le donne presenti si incazzano a morte e mettono mano al microfono. La manifestazione si rianima d'improvviso, e quindi si conclude dignitosamente. (G.S. 13/02/11)

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L'Amore ai tempi di Berlusconi
A vedere la vacuità della sinistra e la lucida arroganza delle destre, il loro belluino attaccamento al potere, l'orgia di chiacchiere urlate senza senso, dà fastidio, stanca. Come si può continuare a sopportare "discussioni democratiche" dove killer professionali della parola e del senso comune continuano a sostenere che gli asini volano e i loro imbolsiti contraddittori rispondere senza energia, idee e spina dorsale. E perciò, a chi non ha altro da fare che restare spiaccicato sul divano, stanco per la giornata trascorsa, e angosciato per quel che gli tocca vedere e sentire, non rimane che fuggire di corsa dai dibattiti politici alla Ballarò, inutili e frustranti. Controproducenti perché danno legittimazione a gente che ormai lavora apertamente al sovvertimento della Costituzione.
Meglio rivedere per la seconda o terza volta su RaiMovie, tra una cosa e l'altra "L'amore ai tempi del colera". (Con tutta l'indifferenza possibile per i critici di Garcia Marquez e sapendo che il film è stato girato prima che il "nuovo cinema italiano" annacquasse ( per poi disperdere) il fascino di Giovanna Mezzogiorno).
Che uomo, Florentino Ariza, che ha conquistato e amato centinaia di donne (623, compresa qualche minorenne ?); e che pure è rimasto fedele al primo grande amore della sua vita, che inseguirà, paziente e irriducibile, fin quando diverrà vecchio: "per 53 anni, 3 mesi, 11 giorni e notti". E fin quando non riuscirà a issare sul pennone del suo battello la bandiera gialla del colera, per mettere in fuga passeggeri e curiosi e restare solo con Fermina, la donna che amava imperterrito da 53 anni, tre mesi…
(G.S. 01/02/2011)

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DONNE, POLITICA E VECCHI PORCI
Il Corriere della sera del 17 gennaio pubblica un editoriale di Piero Ostellino che è una vera perla, un documento "storico", una rappresentazione chiara e concisa della visione del mondo secondo cui gli uomini, specialmente quelli che possono fare "la fortuna" di una o più donne, pure se rappresentanti dello Stato, puttanieri e immorali senza ritegno, devono essere lasciati in pace. Non fosse altro che per tutelare le donne, la loro dignità e la loro privacy. Un capolavoro di ipocrisia e di maschilismo. Un pezzo di scuola da studiare con cura. Di seguito, una lettrice del Corriere, che pubblica l'abominevole pezzo, da la migliore risposta (G.S. 23/01/11).

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CESARE BATTISTI
         I rappresentanti dello Stato che fanno i sit-in per l'estradizione di Cesare Battisti davanti all'ambasciata brasiliana sono ridicoli, non meno di quelli dei partiti. Gli uni e gli altri non hanno legittimità morale e politica, dal momento che sono responsabili del mantenimento del segreto di stato sui più gravi delitti politici perpetrati in Italia negli ultimi quarantanni.

        Sanno benissimo che questa pagliacciata dovranno finirla al più presto, perché saranno chiamati all'ordine dai padroni della Fiat, della Finmeccanica, della Telecom, ecc., che intrattengono col Brasile rapporti commerciali molto consistenti.

        Non sanno o fingono di non sapere che la Costituzione brasiliana consente di negare l'estradizione per i condannati all'estero in contumacia e/o all'ergastolo; e che perciò la scelta dello Stato brasiliano non è un illecito o un abuso sotto il profilo del diritto internazionale.

          Ancora più ridicoli sono i socialisti, a cominciare dai celebratori del craxismo (rifugiatisi in massa sotto le ali protettive del Cavaliere), che a suo tempo hanno assecondato, se non promosso, la dottrina Mitterand, grazie alla quale Battisti e molti altri sono sfuggiti ai processi ed alle condanne dei tribunali italiani.

      Battisti è accusato (da un pentito correo) di un omicidio che avrebbe commesso direttamente e di altri tre, cui avrebbe partecipato in concorso morale. E se non basta, riesce ad essere antipatico, a dir poco, anche a chi vorrebbe essere benevolo nei suoi confronti.

           Ciò non toglie che, per gli zelanti difensori dello stato di diritto radunati a far caciara sotto l'ambasciata brasiliana, i giudici e i pentiti di Battisti non equivalgono a quelli che, invece, “perseguitano" quel poveraccio di Berlusconi.

       L'Italia ( e il mondo) pullula di delinquenti, veri o presunti, pentiti e non, riconosciuti come tali dai tribunali nostrani, che se la spassano più o meno allegramente fuori dal carcere, perché non estradabili o perché rimessi in libertà per i più svariati motivi. In galera marciscono migliaia di persone, accatastate come bestie, metà delle quali è "statisticamente" innocente.

            Battisti serve a pareggiare il conto?

            L'argomento della tutela delle vittime è un argomento più che fondato, ma anch'esso è un diritto che uno Stato deve saper garantire e basta, risparmiandoci penose sceneggiate dei suoi più alti rappresentanti, che certo non bastano a mascherare la trave gigantesca infilzata nell'occhio della Giustizia da quegli stessi che oggi strepitano contro il Brasile. (Angkor 04/01/2011).


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UN'ANALISI DI UN ''COMMERCIALISTA'' SERIO.
 Rino Formica sull'Espresso..."Il grande sforzo dei primi anni della vita repubblicana è stato di riuscire a conciliare il rapporto tra il popolo e lo Stato. Poi via via il ceto politico ha disatteso il problema e in questi vent'anni si è finito per confonderlo con l'accesso al governo. Tutto il sistema dei partiti è diventato governismo, non ha la visione della prospettiva ma la prospettiva del come passare la giornata. Questa differenza sostanziale è la tragedia di oggi"....( http://espresso.repubblica.it/dettaglio/formica-erano-meglio-i-nani-e-le-ballerine/2138134/24 ) - (SA - 12/11/10).

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MARCHIONNE NON FA TENDENZA
Lunedì sera, ligio ai turni che preparano le mie sorelle, sono andato in ospedale per far compagnia a mia madre, la quale, alla veneranda età di 89 anni, s'è rotta il femore sinistro. Ero con gli abiti "di lavoro", anzi in "assetto di lavoro": giacca, cravatta ed anche borsa con molte carte...
All'entrata e all'uscita mi salutavano infermieri e dottori. Andando via, alla fine delle scale, un infermiere piccolo e umile, mi ha persino detto: buona sera professò. Ma io non ho nulla a che fare con quell'ospedale e con la medicina in generale. E nemmeno sono professore.
Martedì, al solito turno dalle 19 alle 22 sono andato in ospedale con addosso un vecchio pullover, un pò slabbrato, di quelli che si mettono per casa, quando comincia a far fresco. Un pullover alla Marchionne. Nessuno mi ha salutato. Nessuno mi ha visto. Al ritorno l'infermiere piccolo e umile, fisso allo stesso posto della sera prima, non si è nemmeno accorto del mio passaggio.
Marchionne col suo abbigliamento non fa testo e non fa tendenza. E la Sanità va sempre peggio.(G.S. 25/10/10).

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