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DI LONTANO

...Pensò anche di non aver fatto soltanto una passeggiata, e che anzi bisogna guardare ogni tanto il proprio mondo da un'altra prospettiva. Dall'alto, di lontano, per scoprire ciò che non si vede standoci dentro.
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UN PO' DI LOTTA DI CLASSE....QUANDO...
Non se ne può più di questi talk-show d'attualità e di tutti i giornalisti, esperti e politici di destra e di sinistra, sempre gli stessi da anni, che si preoccupano, adesso, di noi poveretti, magari alle prese con Equitalia. E che dicono, da anni, le stesse cose. Ad ognuno di questi discettatori ben pagati dei problemi altrui, direi: Prima di parlare, dimmi quanto guadagni.
(pensiero della notte del 18/05/2012).

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IDEOLOGIA ROZZA ED ESTREMA
A conclusione del convegno in cui sono intervenuti Joseph Stiglitz e Mario Monti, Massimo D'Alema, sentito Stiglitz, esclama «La sinistra c'è ancora». "Il che è certamente vero, almeno alla Columbia university." (Gustavo Piga del Manifesto).
Il resoconto del Manifesto sull'incontro del 02/05/2012 promosso dalla fondazione Italianieuropei;
L'intervento di Stiglitz su Youtube;
Un articolo dell'economista  keynesiano Wynne Godley, scritto l'8 ott. 1992 ( da Keynes Blog dell'11/05/2012) spiega quello che sarebbe accaduto dopo Maastricht (puntualmente verificatosi), e con grande chiarezza evidenzia l'ideologia "rozza ed estrema" che sorregge le idee guida del trattato.
(Sa -14/05/2012).

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UN MILIONE DI POSTI DI LAVORO. UN OBIETTIVO POSSIBILE
Un intervento di Luciano Gallino su Megachip
Sgravi fiscali, investimenti in grandi opere, incentivi alle imprese perché assumano, sono poco o punto efficaci per creare rapidamente occupazione. Occorre che lo stato operi come datore di lavoro di ultima istanza, assumendo direttamente il maggior numero di persone....
(Sa 02/05/2012)

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MANGANELLI EDUCATIVI
A Torino il servizio d'ordine del corteo ufficiale del I° maggio è demandato alla polizia, che, all'occorrenza, distingue, divide, premia o punisce i buoni e i cattivi. Sarà stato il sindaco e il prefetto a dare le opportune istruzioni, il giorno prima ?
I poliziotti danno prova di una collaudata efficienza, con l'uso di tecniche soft di controguerriglia: inseguono gruppi o singoli per dar loro un assaggio del carattere presuntamente persuasivo (nonché educativo) del manganello. Fa una certa impressione vedere questi tutori dell'ordine correre baldanzosi avanti e indietro, fottendosene anche dei superiori che li tirano per i giacconi gridando di smetterla (sempre che non ripetano anche in pubblico la parte del poliziotto buono e di quello cattivo); puntare ogni tanto qualcuno, inseguirlo ovunque e trascinarlo via, o atterrarlo e sistemarlo per le feste, in mezzo a fotografi, passanti e manifestanti. L'intento sembra quello di dimostrare che sono loro (lo "Stato") i padroni della piazza. Che possono entrare all'interno di qualsiasi corteo, prendere chi vogliono e portarselo, o pestarlo in loco, magari in quattro bardati e armati come sono, dando uno spettacolo oltremodo edificante di quel che sanno fare i servitori dello Sato. I manifestanti sono ridotti al branco atterrito che strepita senza poter aiutare il compagno che viene preso e trascinato via, oppure umiliato, spiaccicato a terra e manganellato. Ma forse, il messaggio principale è un altro: "scordatevi che possiate essere voi, con questi piccoli casini, a cambiare il corso della politica. Non siamo più negli anni '50 o '60…"
Ora, se l'opposizione allo stato di cose presenti sono i cortei guidati da Fassino, col corollario dei guerriglieri della domenica armati di fionde e di finte bandiere, e dei dirigenti della sinistra più o meno comunista che millantano  "incredibili" partecipazioni giovanili alle proprie manifestazioni (hanno problemi di vista?), allora ci aspettano mesi ed anni di governi Monti con annesse manganellate educative…
(G.S. 01/05/2012)


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QUEL CHE A NOCERA SI CHIAMA TRUFFA, A SALERNO SI CHIAMA SVISTA.
Salerno è una città dormiente, popolata di giornalisti, magistrati, professionisti e classe dirigente in generale (ammesso che ne esista una), felice e contenta, che non vuol sapere e vedere, finché ci sono strade pulite e qualcuno che finge di fare i loro interessi urlando improperi e dando la caccia agli extracomunitari. Speriamo che il risveglio non sia traumatico.
Il caso emblematico dell'indagine della Procura di Nocera su Salerno Energia. (G.S - SA - 28/04/2012).

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DAI MAIALINI DI RIFONDAZIONE A THEODOR ADORNO
Su "faccialibro" esce un commento irato contro una o più sezioni di Rifondazione che fa una lotteria in occasione della "Festa del tesseramento", e mette in palio come primo premio un "maialino". Nasce una polemica che dalle soppressate arriva ai massimi sistemi, a Marx, Darwin, Adorno. E, a proposito di Adorno: "Auschwitz inizia ogni volta che qualcuno guarda a un mattatoio e pensa: sono soltanto animali"( G.S. 14/04/2012)

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LA PANTOMIMA DELL'ART. 18
 Se ha ragione Marx a sostenere che il diritto è la cristallizzazione dei rapporti sociali, bisognerebbe meravigliarsi del fatto che una normativa garantista a tutela delle parti socialmente deboli come lo Statuto dei lavoratori, e l'art. 18 in particolare, siano sopravvissuti fino ad oggi, nonostante le sconfitte strategiche subite dal movimento operaio.... (G.S.: SA-23/03/2012).
La bozza del governo (dal Sole 24 ore);
Quel che ne pensa Bersani;
Seguono commenti su F.B.


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PAESANI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI
Magari, tra cinque/dieci anni i contadini dei paesi saranno dei privilegiati. Come gli abitanti di Lampedusa, si sentiranno invasi e asserragliati, e dovranno difendersi dalle orde metropolitane, rimaste senza benzina, senza rifornimenti alimentari, senz'acqua...
In attesa delle prossime catastrofi, chi ha un'origine ed un'infanzia contadina da vantare può attendersi qualcosa di più: un background interiore per la sopravvivenza, e in generale il "proprio paese" come rimedio psicologico alle avversità della vita. Infatti:
 "Un paese vuol dire non essere soli,
sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo,
che anche quando non ci sei resta ad aspettarti".
(Cesare Pavese):
Un bel sito, Felicitàinternalorda - il sentimento dei luoghi, si occupa di queste cose ed ospita interventi e foto di incalliti paesologi. Sottoscritto compreso.
(G.S. - Aquara - 18/03/2012).

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L'INTELLETTUALE ORGANICO DI REPUBBLICA
A proposito di un intervento di Roberto Saviano su Repubblica del 28/02/12, che commenta un saggio di recente pubblicazione su Gramsci e Turati.
Saviano è diventato l' "intellettuale organico di De Benedetti". Se avesse un po' più di cultura politica saprebbe che il "ricettario" di Turati proviene direttamente da una frase famosa di Marx....e non userebbe questo riferimento per contrapporre Turati a Gramsci. Saprebbe anche ( ma non lo sa ) che Gramsci ha dato un contributo fondamentale al pensiero politico e filosofico, "all'altezza di Marx", nonostante un decennio di carcere e la brevità della sua vita.
Saviano fa delle operazioni politiche nello stile della "sinistra d'opinione" legata a Repubblica e al PD, in linea con l'obiettivo di "sfrondare gli estremi". Anche descrivere Gramsci come il capo di un partito totalitario, incline alla violenza, può servire allo scopo...Ma anche a Saviano, che, dopo le esternazioni a favore della politica Israeliana e questa riduzione di Gramsci a un piccolo Stalin, avrà tutte le necessarie credenziali per sedere alla tavola rotonda del Cavalier Carlo De Benedetti.
Sul blog della Fondazione Nenni ho trovato una critica più seria di Giuseppe Tamburrano al saggio di questo Orsini, che mi pare si muova (Orsini) sulla stessa linea di Saviano... (G.S. 29/02/2012).

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L'EPOCA DELLE RIVOLTE BORGHESI
"La possibilità di privatizzare l’intelletto generale non era stata prevista da Marx nei suoi scritti sul capitalismo (soprattutto perché ne aveva trascurato la dimensione sociale). Eppure è proprio questo il nocciolo delle dispute odierne sulla proprietà intellettuale: mano a mano che nel capitalismo postindustriale il ruolo dell’intelletto generale – basato sul sapere collettivo e la cooperazione sociale – continua a crescere, la ricchezza si accumula in modo del tutto sproporzionato rispetto al lavoro speso per la sua produzione. Il risultato non è, come sembrava aspettarsi Marx, l’autodissoluzione del capitalismo, ma la graduale trasformazione del profitto generato dallo sfruttamento del lavoro in una rendita ottenuta grazie alla privatizzazione della conoscenza." di Slavoj Žižek da Internazionale, 937, 24 febbraio 2012.
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L'art. 18: IL TOMEM ABBATTUTO.
26/02/2012.
     
L'art. 18 è bello che andato. Ieri sera, nel ramo cadetto del parlamento televisivo, quello di Fazio (spettando a Vespa la Primogenitura), il segretario del PD Bersani ha detto, più o meno: ma sì, se uno deve aspettare sei anni per il reintegro, rivediamo il risarcimento...l'art. 18 non si tocca sulle discriminazioni...". La dichiarazione integrale è riportata alla fine. Abbiamo capito. O meglio, uno che maneggia questi linguaggi, ed è sufficientemente smaliziato (magari per istinto di sopravvivenza, più che per pregiudizio), ha motivi validi per ritenere di aver capito l'antifona.
       L'art. 18 non disciplina il licenziamento discriminatorio, che è invece dichiarato nullo da una legge ben più antica, l'art. 4 della l. 604 del 1966 (governo Moro ter). A leggerlo, per semplicità e nettezza, si direbbe che è una norma civilissima, che difficilmente l'attuale parlamento, infiltrato da delinquenti e xenofobi, sarebbe capace di produrre: “Il licenziamento determinato da ragioni di credo politico o fede religiosa, dall’appartenenza a un sindacato e dalla partecipazione ad attività sindacale è nullo, indipendentemente dalla motivazione adottata”. Poi, lo Statuto dei lavoratori con l'art. 15 (approvato nel maggio del 1970, Presidente del Consiglio niente meno che Mariano Rumor e ministro del lavoro Donat Cattin (tutt'e due democristiani doc), ne ha esteso l'applicazione con riferimento alla "discriminazione politica, religiosa, razziale, di lingua e di sesso”. In aggiunta, sempre l'art. 15 richiama per la parte sanzionatoria l'art. 18, estendendone l'applicabilità (dell'art. 18) anche alle imprese con organico inferiore ai 16 dipendenti. Lo stesso regime giuridico, con aggangi dottrinari diversi è applicato per il licenziamento delle donne in maternità.
     Ora, caro Bersani, che c'entra il licenziamento discriminatorio con l'art. 18? Niente. O meglio, può entrarci soltanto se si vuol dire che il "reintegro" (espressione orrida) sarà riservato ai licenziati per motivi  discriminatori (art. 4 L.604/66 e art. 15 Statuto) e reso inefficace per gli altri possibili motivi. Così, se qualcuno viene licenziato con una qualsiasi accusa di violazione contrattuale ( anche fumare in azienda può essere causa di licenziamento), deve andarsene in ogni caso, ed eventualmente essere risarcito con qualche mensilità, anche se l'accusa si rivelasse, nel corso di un contenzioso, completamente falsa. Si capisce ( e si sa) che nemmeno il più scemo dei datori di lavoro ha licenziato o licenzierà mai un operaio dichiarando che il motivo del licenziamento ha carattere politico, religioso, razziale.... Ci sarebbe ancora molto altro da dire, ma è una bella giornata e quindi me ne esco all'aria aperta...(26/02/2012-G.S.)

P.S.: L'esatta dichiarazione di Bersani riportata dalla stampa( Adnkronos) è la seguente:  "la Cgil non si alzera' dal tavolo perche' se fallisce quel tavolo si alzeranno tutti". Secondo Bersani "il problema e' la coesione. Se quel tavolo sbroglia il tema della precarieta' trova una soluzione per gli ammortizzatori fatto salvo il principio cardine dell'articolo 18 che deve rimanere come articolo 18 della non discriminazione, l'applicazione di questo principio si puo' anche aggiustare".


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ARTE E POLITICA
"PER OGNI POLITICANTE CHE GERMOGLIA CI SARA' UN ARTISTA DI MENO".

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VECCHIO MARX
Le differenze non sono poche, a cominciare dai modi di produzione, alla massa finanziaria oggi circolante, alla composizione di classe, alle tecniche e alle dinamiche immensamente cambiate, però lo schema generale sembra resistere.
Da "Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850".
"Dopo la rivoluzione di luglio il banchiere liberale Laffitte, accompagnando il suo compare, il duca di Orléans, in trionfo all'Hôtel de Ville [1], lasciava cadere queste parole: "D'ora innanzi regneranno i banchieri". Laffitte aveva tradito il segreto della rivoluzione."
"Il disagio finanziario rese sin dall'inzio la monarchia di luglio dipendente dalla grande borghesia, e la sua dipendenza dalla grande borghesia fu la sorgente inesauribile di un crescente disagio finanziario. Impossibile subordinare l'amministrazione dello Stato all'interesse della produzione nazionale senza ristabilire l'equilibrio nel bilancio, l'equilibrio tra le uscite e le entrate dello Stato. E come stabilire questo equilibrio senza limitare le spese dello Stato, cioè senza vulnerare gli interessi che erano altrettanti sostegni del sistema dominante, e senza riordinare la ripartizione delle imposte, cioè senza rigettare una parte notevole del peso delle imposte sulle spalle della grande borghesia stessa?"
"Il disavanzo dello Stato era infatti il vero e proprio oggetto della sua speculazione e la fonte principale del suo arricchimento. Ogni anno un nuovo disavanzo. Dopo quattro o cinque anni un nuovo prestito offriva all'aristocrazia finanziaria una nuova occasione di truffare lo Stato che, mantenuto artificiosamente sull'orlo della bancarotta, era costretto a contrattare coi banchieri alle condizioni più sfavorevoli.
" (SA - 20/01/12).
"

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I 'MOTI' DI SICILIA
"...pare abbastanza chiaro che a guidare i rivoltosi siciliani sia sostanzialmente la destra berlusconiana, che magari prepara la sua alternativa alla "crisi epocale" di cui parla Giovanni. Ai tempi dei "boia chi molla" (rivolta di Reggio Calabria del '70, i "proletari" di Reggio erano inferociti, come quelli di Battipaglia) ed avevano ragione, più o meno come adesso. E, infatti, militanti e dirigenti dell'estrema sinistra andarono almeno a vedere... "(DISCUSSIONE SU FACEBOOK DEL 18/01/2012)

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DEMOCRAZIE COSTOSE
Martin Sheen, attore, protagonista, oltre Brando, di Apocalypse Now, nord americano di padre spagnolo e madre irlandese, dichiara in un'intervista televisiva, riferendosi agli Stati Uniti: "Abbiamo la migliore democrazia che si poteva comprare". (16/01/2012)

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FOTOSINTESI
Ristoranti di paese.
Verso mezzanotte, all'uscita del ristorante del paese (condotto da un oste poliedrico, sotto la cinquantina ma sopra il quintale, già allevatore di cavalli e di bovini, ex barista, e incallito motociclista), ci troviamo di fronte alle luci di Castel San Lorenzo. Una miriade di lumicini che vanno dal bluastro delle illuminazioni periferiche al giallognolo del centro storico. Una vasta distesa di puntini lucenti che disegnano le strade, danno luce a porzioni di case, che si diramano e si allungano nella campagna più scura e lontana. Il paese è oltre la vallata, sulla collina antistante; sembra galleggiare nel buio. Noi gli stiamo difronte, in un una notte tiepida, nonostante sia il primo di gennaio, come dinanzi a una visione, o come al cospetto di un immenso presepe notturno.
"Guarda che spreco", dice Luciano. "ci sono centinaia di lampioni che fanno luce agli alberi".
"Ma nemmeno li puoi togliere", gli ribatto col tono del difensore dei deboli, o delle cause perse (che fa lo stesso). Insisto:"All'improvviso... Metti tutti quegli alberi abituati a stare illuminati tutta la notte, che si ritrovano nel buio pesto..."
" E sì, si interrompe la fotosintesi !"
"E che ne sai, potrebbe esserci una fotosintesi al neon..."
"Ma va..."
(Aquara, G.S. - 03/01/2012).

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GRANDI FIRME
All'ora di pranzo va in onda la mezzora di Lucia Annunziata. La grande giornalista, con piglio anglosassone, interrogherebbe il potente di turno con l'esplicito intento di snidarlo e di costringerlo a dire, se non tutta, qualche brandello di verità. Oggi è stata la volta di Giulio Tremonti. Lo stesso il cui studio di fiscalisti consigliava Unicredit ad eludere il fisco per milioni di euro, mentre il Ministro dell'economia, cofondatore dello Studio, era dedito, anima e corpo, al contrasto dell'evasione... Lo stesso che pagava - sottopagava - a nero l'affitto di un lussuoso appartamento al centro di Roma, fornitogli da un suo sottoposto ministeriale; lo stesso che porta la massima responsabilità politica della sfascio finanziario in cui versa il Paese. Tuttavia, Tremonti e l'Annunziata avevano ben altro di cui parlare. In pratica, di niente, per quello che un comune mortale poteva capire di una chiacchierata tra vecchi amici, che spesso e volentieri alludevano e andavano per perifrasi. Ho sentito nostalgia di Porta a porta. L'ex ministro con la sua aria di perfida checca ha sorvolato disinvolto su ogni minimo riferimento alle sue responsabilità di ministro, mentre le sue fregnacce venivano accolte dall'Annunziata con balzi di trepidazione. Si è ricandidato a guida politica della Lega. E questo per la Annunziata sarà lo scoop della settimana. Ha negato i dissensi con l'ex alleato: dissapori con Berlusconi e col Pdl? Quando mai! Strascichi delle vicenda Milanese ( che la Annunziata si è ben guardata dal nominare) ? Ma di che si parla ! La manovra finanziaria di Monti? Troppe tasse. Ma la Annunziata non gli ha chiesto lui cosa abbia fatto e che cosa avrebbe fatto. E poi, qualche domanda specifica, cui Tremonti, specialista dell'elusione, non ha risposto. Per fortuna l'intervista è finita e i due si sono salutati con grande affetto e reciproca gratitudine. Tremonti ha usato la Annunziata per lanciare i suoi messaggi in codice a soci ed ex soci, la grande giornalista si è guadagnata un'altra giornata al  servizio - anglosassone - dei "poteri marci". ( SA - 18/12/2011).

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L'ANNO DEI FANTASTICI QUATTRO
"Amazon, Apple, Facebook e Google non conoscono confini...nei prossimi anni ciascuno di loro colonizzerà, digitalizzerà e rivoluzionerà ogni aspetto della vostra vita, e da ogni piccola transazione guadagnerà qualcosa...Per Amazon, Apple, Facebook e Google i dati sono l’equivalente del latte materno....
L'ANNO DEI FANTASTICI QUATTRO  (DI Farhad Manjoo, DA INTERNAZIONALE DEL 25/11/2011).

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UN SUICIDIO SIMBOLICO
Lucio Magri, un vecchio leader della sinistra, contestato negli anni '70 dai militanti "duri e puri", per la sua aria di play boy un pò vanitoso, decide di morire in una clinica svizzera, solo e distante da una storia che ci sembrava comune. (SA - 30/11/2011).
Segue qualche battuta su Facebook.

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MORIREMO DEMOCRISTIANI
Varato un accademico monocolore democristiano. Dicono che più di un Consiglio dei ministri sia un Consiglio di facoltà o, forse meglio, un consiglio di amministrazione. Gli accademici fino ad ora non hanno reso grandi servigi al Paese. Tuttavia, vedersi rappresentati da attempati professori e qualche massiccia signora è almeno più riposante, rispetto al trauma quotidiano che un branco di pagliacci fascistoidi ci imponeva quotidianamente, da una ventina d'anni. Moriremo democristiani.
. (SA - 16-18/11/2011). 19/03/2012. Alla luce del "senno di poi" sembra che non ci sarà nemmeno concessa la chance ecumenica: prima da raggiungere la pace democristiana, moriremo di fame....

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DELLA VILTA' DEI POTENTI
Il duca di Blangis, uno degli aguzzini delle “Centoventi giornate” di De Sade, “si sarebbe fatto spaventare da un bambino un po’ deciso e quando non aveva in pugno la situazione e non poteva ricorrere all’astuzia e al tradimento diventava timido e vile”. ...
(Dal Blog di Massimo Fini sul Fatto) - 16/11/2011.

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DA SALO' ALLA ''LIBERAZIONE''.
Sulla Rete vedo una nutrita schiera di "saputi di sinistra" che guardano con disprezzo le folle festanti per la dipartita del Banana. Gli stolti festaioli non capirebbero che i suoi successori vengono per farci la festa, magari usando un pò (si fa per dire) di vaselina. E' vero; ed è evidente che la stragrande maggioranza degli effimeri gaudenti lo sa benissimo. Quel che già sfugge agli spartani censori del popolo festante è che Berlusconi non ci ha fatto certo le coccole negli ultimi vent'anni. Perciò, ci sia concesso, a noi anime semplici, qualche minuto di allegria. Bastasse, a renderci allegri per un pò soltanto la faccia contratta e funerea del Cavaliere (che nel "suo" superiore interesse deve mollare la presa, almeno per ora). Ai claustrali custodi dell'ortodossia la pensosa compostezza che conferisce loro un certo che di mortifero immobilismo ... e il 2% delle urne, che si meritano perché non capiscono mai una mazza di quel che succede. Ed anche perché, "babbi" come sono, daranno il solito contributo alla destra, dicendo che era meglio Berlusconi. Come se non fosse il banana a fare (e votare) "le riforme", nascosto dietro il governo dei "tecnici"...  (SA -13/11/2011)

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IL TRUMAN SHOW CHE CI APPAGA
Mentre l'Italia precipita alla velocità della luce nel "baratro" evocato dalla presidentessa di Confindustria, va in onda giorno e notte la rappresentazione del Truman Show italiano. Il melodramma per gli acculturati benestanti e la sinistra compassionevole, la farsa per l'esercito sguaiato dei furbi. La tragedia è riservata ai poveracci e alle persone serie che non vanno in televisione e che non saranno risarciti dalle interviste di Santoro ai disoccupati di turno, i quali,  nei sei minuti loro assegnati, chiedono da qualche decennio la grazia di poter lavorare, e che tuttavia vedono ingrossarsi il loro esercito di nullatenenti ( e nulla facenti)  ad ogni nuova intervista. Un grosso sollievo sarebbe quello di sentire una volta tanto qualcuno che dicesse ai padroni del vapore: voglio campare e decentemente, vedete voi come fare.... ( G.S. SA-10/11/2011)
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MANIFESTAZIONE DEL 15 OTTOBRE: ALMENO PASOLINI SARA' CONTENTO.
Dall'aldilà Pasolini sarà contento. Nei corsi e ricorsi, anche quelli a corto raggio, dove le onde della storia si susseguono nell'arco del mezzo secolo, può succedere che i manifestanti invece di scontrarsi con la polizia, cambino orientamento e finiscano per invocarne l'intervento...
...I balck bloc non sono che la faccia speculare di un movimento organizzativamente (politicamente) inetto: militarismo impolitico contro politica che disprezza l'organizzazione, uso demenziale (o provocatorio) della violenza da un lato e dall'altro movimenti che s'illudono di marciare contro lo Stato e la finanza internazionale sotto la protezione dello Stato e di...Repubblica.
(G.S. - 16/10/2011).

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"MEGLIO CA STA DEPRESS' "(Meglio che depressi). Gli studenti in piazza.
Dopa la tristezza per la morte di Steve Jobs, premio inatteso alle dieci del mattino: il Corso principale di Salerno è invaso da studenti delle medie, incazzatissimi e felici. Erano anni che non vedevo scene tanto deliziose. Ragazzine in prima fila col sinbolo dell'anarchia dipinta sulla faccia, e tanti altri che si adoperano in una sorta di servizio d'ordine fai da te. Nelle frasi concitate che si scambiano si sentono i dialetti dei paesi della provincia. Un ragazzetto s'è scritto su di un foglio la frase "Meglio ca sta depress" e la agita dopo essere salito sulle spalle di un compagno.
Sintomatica la posizione dei Tutori dell'ordine: al massimo una decina di poliziotti osservano sornioni, stesso numero di vigili sparpagliati. Un ragazzo saluta un signore distinto ai margini del corteo, chiamandolo: Ispettore!. E l' "ispettore", di rimando: "Ciao guagliò".
Si direbbe che anche le "forze dell'ordine" aspettino che qualcuno dia la spallata finale per ammazzare il Porco. Meglio farlo fare alla Piazza, è il pensiero dei Machiavelli del Palazzo. E la polizia...intuisce.
C'è da sperare che non vincano i più cinici, di quelli che paventano (desiderandolo) che "ci scappi il morto", affinché i conti si possano regolare (tra loro) presto e bene.
 (SA -07/10/11).

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LA MORTE DI STEVE JOBS
Caro Steve, quanto mi sei costato? Ma mi hai fatto divertire !
Il suo discorso agli studenti di Stanford.

I Pirati di Silicon Valley ( Visto dopo averlo postato, ma si tratta di un film di gossip che non affronta minimamente il senso delle innovazioni introdotte dal "pirata" Jobs, la valenza economica, sociale e culturale dell'uso di massa del PC, dei sistemi operativi, delle interfacce....).

La parodia dei Simpson di quello che la Apple sta diventando.

Su iTunes e la musica compressa.

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LEZIONI DI MORALE
«Le diverse morali»
« Eravamo convinti che la morale fosse una costante severa che non guarda in faccia a nessuno e non fa sconti.
Abbiamo imparato invece che essa è una variabile che va applicata a seconda dei casi.
Ce lo ha insegnato la vicenda del deputato PDL Milanese che, graziato dalla Camera, ha evitato di finire a Poggiorreale a fare compagnia al suo collega Papa. Due storie uguali... due morali diverse, che confermano una consuetudine ormai consolidatasi nel nostro Parlamento, la consuetudine all’incoerenza....Ci riesce difficile pensare che essi facciano così poco onore al loro titolo di Onorevoli da lasciarsi guidare, in una decisione che riguarda la sorte di un uomo, da motivi di bottega invece che da motivi dettati dalla loro coscienza...E’ credibile un Presidente del Consiglio che è ridotto ad annaspare elemosinando la stampella dall’On. Scilipoti, pur provenendo dalla più ampia maggioranza mai realizzata nella storia parlamentare italiana, pur avendo avuto la possibilità di realizzare quella famosa rivoluzione liberale per la quale era stato votato, e che ha sperperato tutto mostrando il suo vero volto di magliaro che ha ingannato un popolo
....»
Chi scrive ? Sergio Romano in uno dei suoi compassati editoriali sul Corriere, o l'Elefantino in un momento di resipiscenza nei  confronti del Cavaliere? Macché. A scrivere è Nino Mandalà, detto l'avvocato, appena uscito dal carcere per decorrenza dei termini, con una condanna ad otto anni di reclusione, individuato come Capo mafia di Villabate.
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DELLA MORTE (NON RECENTE) DELLA SINISTRA
«Ha scritto il 24-4-2003 il direttore del Manifesto Luigi Pintor: “La sinistra italiana che conosciamo è morta. Non lo ammettiamo perché si aprirebbe un vuoto che la vita politica quotidiana non ammette”.
Non si poteva dire meglio. Non c’è praticamente niente da aggiungere».
Un'intervento di Costanzo Preve in polemica (moderata) con Domenico Losurdo.
(SA, 15/09/11).
Link di riferimento:
http://www.comunitarismo.it/

http://www.comunismoecomunita.org/

Postilla: L'analisi di Preve mi sembra esatta. Ciò non comporta un'adesione alle sue tesi in generale.

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ERRI DEL LUCA - ALFONSO MENNA - ALFONSO GATTO...
Stasera, a Salerno, Erri de Luca ha parlato di poesia, di scrittura e di vita. Ci ha spiegato che la poesia è una forma speciale di "attrazione celeste", è l'unica forza misteriosa e potente in grado di sollevare l'uomo verso il cielo… Ha ripetuto con convinzione, di non considerarsi un poeta, e di essere uno scrittore di storie che vuole sempre trovare le parole appropriate… Ha raccontato dei poeti salvati dai partigiani durante la repressione tedesca in Polonia, per il solo fatto di essere poeti, indispensabili per poter resistere in tempi di disperazione e di morte. In apperenza, l'Erri De Luca di stasera è un uomo radicalmente trasformato, un altro uomo, irriconoscibile, rispetto al giovane dirigente di quarant'anni fa, responsabile nazionale del servizio d'ordine di Lotta Continua: una struttura para militare, tanto per dire le cose com'erano, molto più estesa e radicata sul territorio nazionale rispetto agli altri gruppi della sinistra extraparlamentare, molto più "leninista" che "spontaneista" (almeno sotto il profilo del cosiddetto "uso della forza"),  capace, all'occorrenza, di sostenere l'urto dei più agguerriti reparti di polizia e carabinieri. Era molto improbabile che, con quei servizi d'ordine schierati, qualcuno finisse isolato sotto i manganelli e gli scarponi dei poliziotti. Ovviamente, si parla di scontri fisici (spintoni, cazzotti, bastoni, manganelli...e i calci dei fucili, se c'erano i Baschi neri dei CC).
Ma, ritornando alla poesia, il racconto di Erri mi ha fatto tornare in mente un episodio che attiene al "sacro" rispetto che dovrebbe essere dovuto ai poeti. Il contesto è molto più leggero e aderente ad un clima partenopeo. Alfonso Gatto, che non era propriamente un bacia pile, fu fermato da solerti tutori dell'ordine e portato via a forza perché s'era messo a suonare il clacson all'impazzata davanti ad una processione che, il giorno del Corpus Domini, bloccava il centro di Salerno e gli impediva di arrivare alla stazione, dove avrebbe dovuto prendere un treno diretto a Milano.
L'allora sindaco di Salerno, Alfonso Menna (un democristiano dalla testa ai piedi e pur tuttavia da molti compianto), si precipitò in Questura, non appena saputa la notizia, per liberare l'improvvisato disturbatore di processioni. Si dice che, entrando in quegli uffici un po tetri che, pure a Salerno, riuscivano a trasmettere un'idea piuttosto inquietante del potere dello Stato,  Menna, rivolto ai poliziotti, avesse gridato: Ma, avete arrestato Alfonso Gatto. Quello è un poeta!". Il "Poeta" fu liberato di lì a poco, ma perse il treno.
(  G.S. - 09/07/2011).


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PERIPEZIE LIBRARIE (ovvero, Sofri dove lo metto ?)
...Rimettere a posto una libreria riserva sofferenze, fatiche, starnuti micidiali a causa della polvere, ma anche imprevedibili gioie. Ho ritrovato Gunder Franck (che aveva idee molto chiare su Marx e Weber), ho ritrovato un testo di Paul Virilio. Sono contento, e smetto di prendermela con Salerno e i salernitani. Ho modificato il titolo originario del pezzo (LA GRANDE SALERNO - quinquies)... Certo, continuo a leggere saggi invece di poesie... Però, sento molta musica...(31/07/11)
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