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DI LONTANO

...Pensò anche di non aver fatto soltanto una passeggiata, e che anzi bisogna guardare ogni tanto il proprio mondo da un'altra prospettiva. Dall'alto, di lontano, per scoprire ciò che non si vede standoci dentro.
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SCENE DI CACCIA IN BASSA BAVIERA
I media di proprietà della ‘finanza illuminata’ (gruppo de Benedetti - Corriere - Cairo - Huffington - Mediaset) sono mobilitati in difesa dell’umanità, dell’accoglienza e contro il fascismo salviniano. Ma la partita, senza esclusione di colpi, è ben altra: ha a che fare con il controllo dello Stato, che la ‘rozza‘ borghesia della piccola e media impresa sta sfilando di mano a quei campioni di umanità che sono gli Agnelli, i Benetton, i De Benedetti...
SA- 23/06/2018.

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RICOMINCIARE DACCAPO. COME, QUANDO ?
La ‘sinistra’ è assente (quando non avversa) dal drammatico sforzo di questo Paese che tenta di uscir fuori da una crisi di povertà e dipendenza in cui è stato ridotto nell’ultimo trentennio.
A sinistra tante ragnatele mentali ed ex rivoluzionari in pensione, paghi di Repubbluca e del Manifesto.
Forse bisogna tornare alle origini, quando sapevamo, leggendo Gramsci, che il Pci aveva già affossato Gramsci, la (vera) storia risorgimentale, il Sud...
SA - 24/05/2018.

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SE GLI ITALIANI FOSSERO PIÙ LAICI

Sembra vada in porto un governo formato da due forze politiche di recente formazione, che sono il prodotto di una violenta trasformazione dei rapporti sociali ed economici all’interno della società italiana. Trasformazioni ‘violente’ perché accompagnate da centinaia di suicidi di persone spogliate di tutto, dalla riduzione in miseria di un terzo della popolazione, e dalla commiserazione del nord Europa, che si avvantaggia a nostro danno della valuta fissa e che definisce amorevolmente noi del Sud,  ‘pigs’ o ‘cintura dell’aglio’.

I responsabili politici di questo disastro hanno la faccia di Monti, di Fornero, di Berlusconi, di Renzi, di Merchionne, di D’Alema, di Bersani; alcuni di costoro, o i loro portavoce, sono dei veri e propri Ascari, Quisling, di Merkel, di Macron, di Netanyahu...

È facile dire, per chi ha un ricordo vago della storia, che Lega e 5 stelle sono il nuovo fascismo. Se lo fossero, ne sarebbero una riedizione alquanto singolare, senza una borghesia atterrita dalle masse operaie guidate da due grandi partiti di massa con alle spalle i bagliori trionfali della rivoluzione russa, e in un contesto internazionale, quello attuale, molto più integrato nei rapporti di produzione, dove il ‘fascismo’ assume ben altri volti ed il ‘comunismo’, in qualsiasi forma, non esiste.

Sulla base di questi presupposti, e viste le reazioni scomposte “de leuropa” (e dei suoi ‘Ascari’), che si coprono di ridicolo dichiarando Paolo Savona o Giulio Sapelli dei ‘rivoluzionari, un governo Lega-5 stelle è, nella peggiore delle ipotesi, il male minore.

Detto questo, rimane l’atteggiamento acritico e fideistico degli adepti, che hanno lo stesso atteggiamento mentale dei vecchi militanti del Pci. Se dici a un fedelissimo di Di Maio che Savona va bene e pure Sapelli e che Conti è una radicale puttanata, sei uno del Pd...

Una maggiore laicità aiuterebbe il processo democratico ed eviterebbe gli errori. 

Salerno, 22/05/2018.


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DESTRA SINISTRA E LOTTA DI CLASSE
Risposta alla figlia di un vecchio comunista.
Lia: "Sarei felice se tu mi scrivessi anche in privato qual é la sinistra per te".
Tuo padre chi difendeva, i banchieri o le tabacchine di Battipaglia?
Suppongo fosse un uomo di ‘sinistra’, poiché gli stava a cuore la giustizia sociale da un punto di vista di classe, nel senso che il suo punto di vista non era quello...dei banchieri.
La lotta per l’emancipazione di quelli che stanno ‘sotto’ non è finita perché Renzi e la socialdemocrazia sono passati dall’altra parte.
L’equivoco semantico, alimentato dall’establishment, per cui gli eredi del Pci sono la ‘sinistra’ serve ad ostacolare la nascita di qualcosa di sinistra.
Purtroppo. sono involontari alleati di costoro le teste di minchia che mettono insieme un frasario di sinistra, uno pseudo lavoro sociale senza legami stabili e conoscenza dei rapporti di produzione, che vanno a immolarsi periodicamente in prevedibili, insignificanti fallimenti elettorali, e che perpetuano (secondo uno schema psichiatrico) la storica sconfitta della sinistra.
Per fortuna, quelli che ‘stanno sotto’ si danno da fare. Nulla vieta di leggere nel risultato elettorale di ieri un preciso scontro di classe in cui, come è evidente a tutti, la ‘sinistra’ (dell’ establishment e del mainstream) in realtà è la destra; ovvero, una delle facce della destra; Mentre la ‘destra’, magari quella più becera, ha un programma più di ‘sinistra’ della cosiddetta ‘sinistra’. Mi riferisco alla Lega, che, tolta la flat tax e norme securitarie di stampo reazionario, ha ripreso pari pari l’analisi e il progetto keynesiano del prof. Alberto Bagnai; così come l’analisi sull’Euro, strumento di compressione dei salari, di scardinamento dello stato sociale, di trasferimento di risorse dal sud al nord Europa. Persino i mini bond (moneta alternativa utilizzabile in determinate condizioni) è frutto della elaborazione di accademici di formazione keynesiana, o marxiana, costretti a costruirsi propri strumenti di comunicazione perché la ‘sinistra’, Manifesto in testa, li boicotta.
In effetti, esiste, o meglio, potrebbe esistere anche un programma di sinistra, che, esattamente come fa la Lega, tiene insieme operai, piccoli commercianti, precari, persino imprenditori spremuti dalla crisi, dal ‘fascismo fiscale’ dello Stato, vittime delle politiche economiche e commerciali della UE. Un programma finalmente chiaro anche sull’euro e su di un diverso assetto geopolitico.
Insomma, ho l’impressione che i più grandi ostacoli al sorgere di una sinistra decente sia la ‘sinistra’ dell’establishment e quella delle teste di minchia che resuscitano sotto elezioni per poterle di nuovo perdere disastrosamente.
Non è un‘ utopia...
SA - 05/03/2018

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NOI SPERAVAMO
(Ma perché uno dovrebbe scrivere su di un social le proprie considerazioni politiche, non avendo alcuna ‘patente’ specifica per ‘pontificare’ sulla materia, e rischiando di beccarsi giudizi tipo: leone da tastiera, narcisista, nichilista, solipsista...😱. A me sembra un ‘esercizio’ utile a capire cose che mi interessano, specialmente se qualcuno collabora; del resto mi importa poco).
Domani sarà uno snodo importante della storia drammatica che riguarda l’Italia e, ahimè, ciascuno di noi. Mi pare evidente che si contrappongano due schieramenti nettamente distinguibili, a prescindere da promesse, programmi, uomini: uno tende a individuare la causa del declino italiano nella incapacità di darsi un’autonoma politica economica, prospettando, di conseguenza, l’allentamento (o lo sganciamento) dai ‘vincoli esterni’; l’altro, invece, è sostanzialmente il partito della continuità, della spesa più o meno clientelare nei limiti imposti dall’UE, del ‘più Europa’, che respinge nettamente l’ipotesi di una egemonia tedesca  e di una colonizzazione del sud Europa, che, invece, a parere di chi scrive, è già in atto.
Questa diversa impostazione attraversa trasversalmente gli schieramenti in lizza.
Basti pensare a Berlusconi e Salvini, a Grasso/Bersani/D’Alema (quest’ultimo indimenticato cantore della vittoria di Macron) e Fassina (che sta dalla parte opposta, sulle posizioni di Alberto Bagnai), alla contraddizione di Potere al popolo, che tiene assieme gli aderenti di un’Altra Europa con Tsipras e quelli di Euro Stop. Per non parlare delle divergenze all’interno del M5S sulla stessa questione.
Il PD, con la Bonino, gli sponsor di Big Pharma (Lorenzin & C), è l’unico partito eurista al cento per cento. Ci hanno già venduto al miglior offerente.
Una sua sonora sconfitta sarebbe, tra tante miserie, una buona cosa...
SA - 03/03/2018.

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A PROPOSITO DI QUEI CAMORRISTI DI FANPAGE
Un certo Luigi Compiano di Treviso, in 20 anni, sottraendo dai suoi cavau i soldi che le banche vi depositavano, si è comprato 420 auto di super lusso e 70 barche non proprio economiche. Teneva tutto in tre grandi capannoni e si godeva feticisticamente questo ben di Dio. Se n’è accorto qualcuno per caso, a quanto pare.
Nessuno, che mi risulti, si è chiesto come sia possibile che in una civilissima città del nord un tale possa rubare per anni e anni alle banche, e spendere alla luce del sole centinaia di milioni in centinaia di auto di lusso e yacht, certosinamente raccolti e custoditi in grandi capannoni.
Qualcosa del genere succede, a spese dei contribuenti e non delle banche, in Campania, moltiplicato per mille, e in peggio. Tutti lo vedono e lo sanno, ad eccezione dello Stato.
Stasera, su la 7, Il direttore di Fanpage è stato ringraziato col sorrisetto e gli è stato detto, educatamente e ripetutamente, da giudici e giornalisti, che certe cose non si dovrebbero fare. Spetta agli organi preposti dello Stato, e in subordine ai grandi giornalisti, decidere se scoprire e denunciare certe forme di imperante malaffare, compatibilmente con la complessità delle indagini, l’appetibilita giornalistiche (in fondo, un giro generalizzato di tangenti a tutti i livelli nelle gestione campana dei rifiuti che notizi è ?), con le opportunità di carriera dei funzionari ‘preposti’.
Sa -21 febbraio 2018. 

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MONTALBANO
È quasi incredibile che una serie televisiva di gialli possa restituire il senso di storie ‘umane’, l’impronta di una civiltà antica, il profumo e i suoni del Mediterraneo. Con buona pace del commissario Derrik, del tenente Colombo, i Soprano, Gomorra ...
E con buona pace di gran parte del mondo letterario italiano che disprezza Camilleri...
SA-20/02/2018

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A MARGINE DI UNA LUNGA DISCUSSIONE SU FACEBOOK
Sono giunto alla conclusione che nell’attuale dibattito politico pre elettorale, il discorso sull’Euro (e di conseguenza la valutazione sull’esperienza greca di Tsipras) sia discriminante. Chi non comprende il folle disegno neocoloniale tedesco e crede che Tsipras sia un eroe, piuttosto che un irresponsabile sprovveduto (se non un traditore, almeno sotto un profilo oggettivo) non ha capito nulla della posta in gioco.
Questo è il problema. (Segue dibattito 😱).
SA-20/01/2018.

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UN'ASSEMBLEA NORMALE A SAN CIPRIANO
Un'amica è riuscita a 'trascinarmi' ad una assemblea di Potere al popolo, a San Cirpiano, tra Salerno e Battipaglia.
«Perché vuoi portarmi in quelle riunioni oppressive di persone dedite sempre agli stessi riti ?... Sono quelli di Rifondazione con un altro nome» «Ma no, non è così, sei prevenuto...».
Va bene. Poco più di due ore, credo, filate lisce; l'età media avrà superato di poco i 40, la saletta era piena, interventi ordinati e non prolissi, con discreti contenuti, permeati di vita vera. Egotici e narcisisti, nessuno; di quelli che si piazzano dietro la prima scrivania che trovano a costo di buttare fuori uno che già ci stava per 'dirigere qualcosa', nemmeno. Insomma, un'assemblea di bravi compagni...normali.
Forse (o sicuramente), non sarà chiaro il dato strategico essenziale (per me una specie di fissa): la individuazione dell'Euro come strumento e sistema politico di drenaggio di risorse e di compressione dei diritti; e, soprattutto, l'urgenza di scegliere 'che fare' rispetto a poteri transnazionali in grado di ricattare il Paese, fino al suo strangolamento economico.
Tuttavia, questa (apparente ?) riconquistata 'normalità' è un buon segno. Il mondo reale, la cui presenza era ben visibile in questa assemblea, è vasto e complesso, impone lavoro politico immenso e studio, ma è l'unica linfa della politica, buona o cattiva che sia...
SA- 17/02/2018

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LA CORRUZIONE NON E' UN SORTILEGIO E NON ALBERGA NEL NOSTRO DNA
Un servizio televisivo di Fabrizio Feo sul Tg 3 affronta il problema della corruzione.
Dai fenomeni corruttivi di rilievo nazionale a vicende più ‘domestiche’, riguardanti l'arresto di un giudice per fatti avvenuti a Salerno. Il funzionamento, o meglio, le disfunzioni di tutto il sistema pubblico, stretto tra vincoli finanziari esterni e feroce clientelismo politico, sono l'anticamera della corruzione, che ne diventa un coerente corollario...
Sa, 20/01/2018.

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E ALLA FINE ARRIVÒ PURE LA CAVALLERIA

Giulietto Chiesa con Ingroia  ci riprova, proponendosi per le prossime politiche col Movimento che si chiama “La mossa del cavallo”. In effetti, quando Grillo e Casaleggio diedero vita al Movimento 5 Stelle, il nome non mi sembrò meno stravagante; ma poi ci siamo abituati: è questione di marketing. Chiesa fa un ragionamento semplice: la situazione di degrado politico ed economico del paese richiede un impegno collettivo, come è accaduto durante la lotta al fascismo e poi nella scrittura della Carta costituzionale. Il Paese sta per essere svenduto e depredato, complice una classe dirigente, di destra o di sinistra che sia, connivente o incapace. Aderiscono al Movimento persone di sinistra, ma anche altre, come il generale in pensione  Nicolò Gebbia (già a capo del contingente italiano in Iraq), il professor Franco Cardini, noto medievalista, cattolico liberale, ed anche il generale Fabio Mini, in pensione, grande esperto di strategia militare, che ha ricoperto ruoli di vertice nei comandi Nato.
Giulietto Chiesa si unì in passato con Di Pietro, ma litigarono subito dopo le elezioni, anche perché di Pietro si fregò tutti i rimborsi elettorali, che di recente è stato condannato a restituire in ragione di due milioni di euro... Le delusioni di Ingroia sono più recenti e forse più note.
Va anche detto che Giulietto Chiesa svolge una importante opera di contro informazione attraverso Pandora Tv e che le sue posizioni su globalizzazione, finanza, egemonia Usa, ruolo della NATO, della Germania e dell’euro sono molto più nette rispetto alla linea confusa e opportunista del M5s. Tuttavia, anche il movimento di Chiesa segue il metodo caro a tutta la ‘nuova sinistra’: è una operazione di vertice che per affermarsi in percentuali decenti avrà bisogno dei media televisivi (non meno che della rete). Ma le TV nazionali hanno già fatto le proprie scelte: Rai, Pd; Mediaset, Berlusconi; La7, Grillo.
Prendendo per buono l’adagio di Cirino Pomicino , “ più gente si occupa di politica meglio è”, auguriamo al prode Giulietto che non resti a capo di un esercito con molti generali e pochi soldati.
Sa-19/11/2017.

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IDEE SENZA NOME ?
Intervista a Guido Viale sul suo ultmo libro.
Per Viale non ha più senso parlare di 'sinistra', anche se ammette che il nemico è rimasto lo stesso, il 'vecchio' capitalismo, finanziarizzato e più aggressivo che mai, ma è sempre 'lui'.
Tutto sommato sembra che il nome 'sinistra' debba essere dismesso (senza sostituti) perché D’Alema e Tsipras dicono di essere di sinistra, pur non essendolo.
Ciò detto, a me sembra più giusto ed economico adoperarsi perché sia chiaro chi non è di sinistra, chi cioè non è contro il capitalismo,  piuttosto che rimanere senza nome, pur avendo chiare in testa le idee principali.
SA- 13/11/2017.

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LO SATO DELL’ARTE DELLO ‘STATO’
Lo stato dell’arte dello Stato (e della giustizia).
Nel febbraio del 2017 la Corte di Appello di Torino mandò prosciolto per prescrizione lo stupratore di una bambina di sette anni. Il processo era durato 20 anni.
Adesso leggiamo di un’altra estinzione per prescrizione in un procedimento a carico di un gruppo di ‘educatori’ che avevano abusato di una minore già violentata dal padre. Di bene in meglio; e sempre dai solerti giudici di Torino. Solertissimi, poi, quando si è trattato di condannare e mettere in galera i ‘no tav’, i quali in un maxi processo durato all’incirca quattro anni, tra primo e secondo grado (Tribunale e Corte di Appello di Torino), hanno avuto l’onore di beccarsi una novantina d’anni di carcere, equamente distribuiti.
Ogni commento è superfluo.
P.S.: I soci francesi della Torino Lione hanno sospeso i lavori, perché la linea non sembra proprio indispensabile...
Angkor - SA - 30/10/2017.

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L’UTIMA MESSA
L’occupazione abusiva di una chiesa per scopi elettorali da parte di Matteo Renzi e dei suoi accoliti in quel di Paestum, denunciata dal parroco (e ammessa con nonchalance dal 'governatore' della Campaniua,  De Luca) che cosa sta a significare? Che un’intera classe dirigente, dal sindaco di paese al segretario nazionale di un grande partito, che si dichiari di destra o di sinistra,  non ha più parametri di giudizio per comprendere i propri limiti. Dal loro dire e fare si comprende che l’unico ‘limite‘ percepito, da cui stare alla larga (finché ci si riesce), è quello del codice penale; per il resto, gli ‘uomini del potere’ si comportano come dei goliardi in vacanza. Ridono sempre e danno a vedere che si divertono come matti. Tutto gli è concesso, compreso il divertissement di un comuzietto elettorale pronunciato da un altare, in assenza e contro la volontà del titolare di quell’altare. Il potere gli ha dato alla testa, per quanto angusto ed effimero possa essere, visto che il compito loro assegnato, stando al sistema, è quello di prendere ordini da Napoli, da Roma, da Berlino o da Washington, a seconda della casella dov’è sistemato il nostro simpatico goliarda.
SA - 27/10/2017.

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VESUVIO: COMPLIMENTI, UN IMMANE DISASTRO
Soldi pubblici e calamità più o meno naturali.
Ovvero, lo stato dell'arte nella spesa pubblica.
Dal Mose veneziano, ai forestali che incendiavano i boschi per andarli a spegnere, alle amministrazioni locali che gonfiano i progetti per avere più sovvenzioni, è tutta una filiera creativa in cui conta chi la spara più grossa rispetto a chi volesse davvero utilizzare i soldi pubblici secondo criteri di razionalità e lungimiranza. ...Tutta una classe politica, del nord come del sud, è cresciuta e si è consolidata in questo humus...
G. S. - Sa 15/07/2017.

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LO STRANO FENOMENO DEI 'RIVOLUZIONARI' BENESTANTI
'A PROPOSITO DI FUSARO', da 'Interferenza'.
C'è chi di rivoluzione ci campa (con onori e prebende) e chi di rivoluzione ci muore ...
Non c'è dubbio, vi sono rivoluzionari che stanno in TV in servizio permanente effettivo, ed altri che muoiono a causa di uno sciopero della fame, senza che nessuno sappia o dica nulla: come nel caso dell'indipendentista sardo Salvatore Meloni, di 74 anni, morto lo scorso aprile, in carcere per 'reati fiscali'; oppure, come qualche 'no-tav' che si sta facendo qualche annetto di carcere per 'terrorismo'...
Angkor - SA/08/7/2017.


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MACRON: NON SONO PIU' TEMPI DA DUCHI D'ORLE'ANS
Della serie: si stava meglio quando si stava peggio. Agli albori del capitalismo, i banchieri (che già c'erano da un pezzo), almeno affidavano il governo a un 'Duca d'Orléans', giammai a un loro ex commis...
"Dopo la rivoluzione di luglio il banchiere liberale Laffitte, accompagnando il suo compare, il duca di Orléans, in trionfo all'Hôtel de Ville [1], lasciava cadere queste parole: "D'ora innanzi regneranno i banchieri". 
Marx: Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850.
SA - 04/05/2017.

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IL PIACERE DI CHIAMARSI GIANCARLO
Mi trovo con un gruppo di architetti appena presentati da un amico, anch'egli architetto.
Si scherza di politica, l'amico dà del reazionario al suo collega, che lo rimprovera con fare serioso: "reazionario a me ? Tu non sai perché mi chiamo Giancarlo..."
"Perché?"
"Negli anni '50, nel minuscolo comune di Centola, mio nonno era l'unico comunista. E infatti, alle elezioni il partito comunista prese 'UN' voto, il suo! Non ci vuole molta fantasia a capire lo stato d'animo dell'unico comunista in uno sperduto paese del Cilento, dove i preti (e le scomuniche papali) dettavano legge.
Trascorso un mesetto, mio nonno fu visto  sventolare trionfante un pezzo di carta. Era una lettera arrivata da Roma, dalla direzione del PCI. Si complimentavano con lui per il fatto di essere, con "umiltà e fierezza" l'unico comunista del  paese. Il pezzo di carta era firmato da Giancarlo Paietta. Io nacqui poco dopo, e decisero di chiamarmi Giancarlo..."
Sa- 12/04/2017.

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EUROPA INCOSTITUZIONALE
Rino Formica: «Sì. La prima parte della Costituzione definisce il modello sociale del nostro Paese. Si parla di lavoro. Non di mercato, concorrenza, profitto. Quindi la domanda conseguente e logica è: sono in grado i governanti di rispettare i vincoli imposti dall' Europa senza entrare in conflitto con la carta costituzionale? Evidentemente no».( Da Dagospia )
SA-28/03/2017

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FAMILISMO GLANOUR
Stasera la compagna  di Alfredo D'Attorre è ospite della trasmissione di Lilli Gruber, dove sta dando sfoggio di parlantina inesauribile e di pensiero renziano sovrabbondante. Tant'è, che ad un certo punto non si capisce più chi conduca la trasmissione. Su Google scopro che è stata protagonista di un battage pubblicitario martellante su di un tema decisivo: 'separata in casa' col 'secchione' D'Attorre. In disaccordo col compagno, ha votato sì al referendum ed è fan di Renzi ("È il leader migliore, anzi l’unico che c’è"). La ragazza è fotogenica e sa gestire la propria immagine. Che dica cose banali, insignificanti o colossali sciocchezze, sapendole dire, è garanzia di sicura carriera. 
Se gli va male, D'Attorre avrà sempre la moglie che nel frattempo sarà diventata senatrice del PD, o anche ministro.
SA- 21/03/2017.

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ANTIFASCISMO MILITANTE. MA DOV'È IL FASCISMO ?
Leggo in giro che la manifestazione di Napoli contro Salvini è salutata da molti come un evento simbolico di lotta meridionale contro il razzismo e le forme di nuovo fascismo impersonate dalla Lega.
Una bella manifestazione napoletana, numerosa e vivace contro un provocatore come Salvini non può che essere un'ottima cosa. Anche se finita in disordini, eventualmente gestiti secondo i canoni cossighiani: botte da orbi e infiltrati.
È però fuorviante trasferire l'avvenimento al contesto meridionale, e magari rispolverare l'antifascismo militante. Napoli non è il Mezzoggiorno, che in una situazione di minore crisi economica e di minore disgregazione sociale ha votato in massa anche Lega, votando Berlusconi. Questi 'abbagli di sinistra' sono il frutto di una profonda inconsapevolezza delle cause di una crisi sociale ed economica senza precedenti per lunghezza e profondità. I pericoli di fascismo verranno anche da Salvini, ma la vera  origine del rischio autorirario è nellla crisi economica che mina le fondamenta della coesione sociale e della democrazia (e che attacca frontalmente la Costituzione), determinata e gestita, senza limite alcuno, dalle oligarchie finanziarie che governano l'Europa. Rispetto ad esse la 'sinistra' continua a balbettare.

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''Siate ancora più napoletani di quanto siate mai stati''
Che impressione le fanno i cumuli di monnezza che stanno imbrattando di nuovo la «sua» Napoli?
«Una grande dolore. Ma trovo ancora peggiore la frase di Bertolaso per il quale ”l’eruzione del Vesuvio non sarebbe una tragedia”. Ha mostrato il disprezzo del bravo leghista e la suprema inciviltà del capo della Protezione civile. Vogliono neronizzare Napoli e tutta la Campania con la monnezza. Odiano Napoli per la sua trimillenaria intelligenza, per la sua civiltà. Così la sfruttano, come l’hanno sfruttata in questi 150 anni di Unità».
Trovo questa intervista a Jean-Noel Schifano, scrittore francese e cittadino onorario di Naphe, risalente al 2010, breve, essenziale, illuminante su come vedere Napoli. In poche parole fa giustizia della 'napoletanità' alla Renzo Arbore, o di quella senza sbocchi della nostalgia borbonica. Ed anche dell'ideologia 'identitaria', in cui ognuno mette quello che più gli conviene. Napoli, con la sua storia "trimillenaria" ha infinite identità.
Segue il teso, recuprato qui.
SA - 01/03/2017.

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LO STATO DELLE COSE
Enzo Iacchetti parla di Berlusconi:
"Una sera, prima che entrasse in politica, mi si avvicinò a una festa palpandomi le tasche: "Perché fa così?", "Per vedere se hai nascosto qualche bambino da mangiare, non sei comunista tu?". Emilio Fede, sempre pronto a ungerlo e a leccargli il culo, gli disse: "È vero, lui è un comunista" e Berlusconi lo zittì: "Se tu mi avessi portato i soldi che mi ha portato il comunista, l'azienda andrebbe meglio".
(Dal Fatto quotidiano di oggi 27/02/2017.

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ANALFABETISMO POLITICO
Repubblica mette in linea il contratto originale (e leggibile) stipulato tra la Casaleggio e i candidati al consiglio comunale di Roma.
Letto velocemente (sento musica e aborro ciò che mi ricorda il lavoro) non è il mostro giuridico che il mainstream si accinge a descrivere. Contiene vincoli di carattere etico, abbastanza plausibili con richiamo alla Costituzione. Vi è anche un applicazione un po' striminzita del 'recall': come arginare il fenomeno del cambiamento di casacca senza violare il principio della libertà di coscienza dell'eletto. 
Anche l'obbligo di consultare il gruppo dirigente del movimento per 'l'alta amministrazione' non è vincolante sulle scelte conseguenti.
Poi sulle 'sanzioni' (vere e proprie stronzate da analfabetismo politico), casca l'asino, con evidenti rischi di illegittimità, e persino di ineleggibilità dei componenti il consiglio: al punto 9) sub 'b' Grillo e Casaleggio ("o gli iscritti...mediante consultazione on line") possono imporre le dimissioni di sindaco e consiglieri. Peggio ancora, chi sgarra dovrebbe risarcire un presunto danno di immagine per un importo di 150.000 €. Ovviamente, il danno, la sanzione e la procedura è tutto apparecchiato in via preventiva. Un po' da ridere. Su di una società di tre/quattro persone che gestisce un movimento politico abbiamo già detto...
Ora, restando all'episodio specifico, mi domando: alla sindaca di Torino, promettente figliola di un maggiorente di Confindustria, lo hanno presentato un contratto del genere? Suppongo di no...
SA - 17/12/2016.

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L'ESTETICA Ė LA MADRE DELL'ETICA
"La letteratura non serve a salvare il mondo. Ma è il più formidabile «acceleratore della coscienza, del pensiero, della comprensione dell’universo». Da qui la sua capacità di guidarci, con mano invisibile, fra tutti i dilemmi più subdoli. «Il punto non è tanto che la virtù non costituisce una garanzia per la creazione di un capolavoro: è che il male, e specialmente il male politico, è sempre un cattivo stilista» (Iosif Brodskij).
15/12/2016.


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DOPO L'EURO, OLTRE KEYNES. IINTERVISTA A SERGIO CESARATTO
"Con la scomparsa del socialismo reale e il transito verso il neoliberismo di gran parte del movimento socialdemocratico (incluso i DS-PD) la sinistra ha smesso di cercare una alternativa di lungo periodo al capitalismo, o anche di medio-termine attraverso un compromesso social-democratico."
Un'intervista all'economista Sergio Cesaratto ripresa da 'Sollevazione', molto utile.
SA-13/12/2016.
T

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AMICI VICINI E LONTANI
Pensierino (cattivo) della notte.
C'è poco da fare: l'indole esce nei momenti critici. Potrei fare l'elenco di conoscenti e amici (anche cari) di età simile alla mia che, a metà degli anni '70, quando i sogni di rivoluzioni erano infranti, si rifugiarono nel PCI. Chi quatto quatto, chi, invece, platealmente, come nel caso di Michele Santoro, il quale passò da dirigente di un suo personale 'gruppo rivoluzionario' a dirigente del PCI, da sera a mattina...
Eppure, solo il giorno prima, il PCI era stato per molti dei convertiti un "bieco arnese della borghesia".
Sarà un caso, ma quasi tutti i miei conoscenti e amici, vicini e lontani, che lestamente si ricoverarono tra le capienti braccia del Partito, adesso sorridono a Renzi, il quale, per la verità, raffrontato a Berlinguer, il leader della sinistra di allora, indurrebbe al vomito chiunque abbia modo di ricordare...
G.S.- Sa.03/12/2016.

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ASINI FAMOSI...
Asini famosi parlano di Castro come di un feroce dittatore (ma anche dei palestinesi che opprimono Israele...). Come se Cuba fosse stata la Svizzera del Caribe e Castro l'avesse precipitata nella miseria e nella dittatura. Poco lontano da Cuba gli squadroni della morte sparavano vescovi che dicevano messa e devastavano l'America Latina uccidendo e derubando milioni di persone. Gli Usa, per mantenere il controllo sulle risorse sudamericane, hanno investito milioni di dollari, fomentando guerre civili, assassini e colpi di stato.
Un somaro come Saviano, scrittore monotematico, che fa soldi sui guai di Napoli, spacciando la 'sua' industria culturale per cultura, legge la storia, forse, dallo studio del suo commercialista...
Nando dalla Chiesa, che tutto è meno che un castrista, spiega cose elementari, e legge la storia guardando il mondo anche con gli occhi di chi vive un realtà 'diversa' dalla sua.
Cose che anche i somari, con un po' di buona volontà, potrebbero capire e fare...
(con tutta la simpatia per gli asini veri, i quadrupedi).
Segue articolo di Nando Dalla Chiesa su Cuba.
G. S. - SA- 28/11/2016.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/13/%E2%80%9Cquesto-a-cuba-non-e-possibile%E2%80%9D/324691/

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TALK SHOW
Una delle cose più penose e odiose di questi talk show è assistere alla solita, ripetitiva rappresentazione della rabbia, della frustrazione o addirittura della disperazione di persone ridotte in miseria che raccontano la propria condizione ad un salotto di maggiorenti che, dall'alto dei loro redditi, ascoltano compassionevoli, per poi sentirli dire che purtroppo c'è una crisi di sistema.
SA - 24/11/2014.

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CATTIVI MAESTRI E I FAN DI JOE COCKER
Vedo in TV (su Rai 5) uno strafatto Joe Cocker, smilzo, che trascina un pubblico in delirio. Concerti epici degli anni '70; ritmo irresistibile, masse felici di giovani straccioni; bastava una buona amplificazione e qualche riflettore per far cose oggi inconcepibili. Due secondi prima ho letto un pezzo di Diego Fusaro che difende il sindaco di Roma, tirando fuori una frase del povero Gramsci, per appiccicarla alla litania dei 'poteri forti'. Fusaro, il giovane più vecchio del XXI secolo, con un lessico ottocentesco ed una cognizione politica da scuola elementare.
Purtroppo, gli ultra sessantenni che ascoltavano Joe Cocker si sono rincoglioniti, ed hanno (rincoglionendosi) dimenticato la libertà mentale e culturale che essi stessi hanno interpretato da giovani. I 'giovani' odierni sono nei guai se per maestri hanno i Fusaro o i Beppe Grillo. Meglio Joe Cocker e ... Gramsci. Magari, ques'ultimo sarebbe stato comprensivo verso la Raggi, almeno per ora, ma sarebbe anche stato un fan sfegatato Joe Cocker...
Salerno, 07/09/2016.

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